Archivi della categoria: shortmessage

IO, GHEBBELGATTO e IL FOLLETTO (che non è l’aspirapolvere)

.

cat-and-fata

immagine dal web

.

Allora: tutti sanno qui che sono amica e che convivente da tutta la vita di cani. Cani, cani, cani. Io e i gatti ci siamo sempre tenuti a distanza non per mancanza di amore, ci mancherebbe. Amo tutti gli animali e li ritengo, complessivamente, più umani di molti umani,  piuttosto perché non li conosco. Non riesco ad interagire per due ragioni: la prima è la scarsa conoscenza e la seconda è che il mio approccio è canino pertanto non viene accolto dal gatto di conseguenza il gatto non può rispondere alle mie aspettative. Detto questo l’altro giorno mi sono imbattuta in Ghebbelgatto e devo dire che è andata piuttosto bene. Insomma è andata molto meglio di come andava con Zia Miciola, gatta dal sangue  blu non so se per razza ma di certo per merito. Ma l’altra notizia ancor più strabiliante sta nel mio secondo incontro … udite udite, con un folletto del bosco. Stavolta è accaduto nel parco di Villa Pamphili e stava dentro un “buco” di un magnifico albero!!

Bè, questo post è un saluto, un pretesto, la prova che sono viva anche se sommersa dal lavoro, nonché la prova che vi penso, vi ho tutti nel cuore, insieme a questa casa che odora di tè, di fiori di limone, di zagara, di zenzero. Di basilico e rosmarino come la tisana offertami da Ghebbelgatto e di biscottini frolla e cioccolato nella solita cornice di pace e serenità che nonostante tutti i momenti, i dolori, le fatiche e le delusioni, si respirano in certi luoghi, in certe case, davanti a certi camini accesi. 

Ovviamente questo post è anche il pretesto per aprire un dialogo, conversazioni senza tema. Tema libero, come a scuola. I temi di Controluce sono sempre liberi, liberissimi, e tutti aperti alle cose di dentro, alle anime e ai cuori belli. All’intelligenza, alla bellezza. Un invito al sorriso. Quindi vi invito a sorridere. Offro io!

.

E, a seguito dei commenti a questo post, signore e signori ecco a voi l’unico, l’insuperabile, lo scalatore filosofo GHEBBELGATTO!!  Standing ovation raccomandato….

20170223_150900

Immagine: Autosgatto. perché a noi, selfie non ci piace!! Un gatto è un gatto, è un gatto!! Tutti i diritti riservati. E anche un paio di etti di rovesci!

AUGURI

.

download_20160616_212340

Celeste

Auguri a tutti i Controlucini, cani gatti e cagnolini.

Auguri ai miei amici, ai compagni di tante ore, dal Piemonte a Roma, passando per il Fiore. Auguri agli ingegneri, ai filosofi, alle nonne e alle nipoti, dai vigneti, colline e prati, fino ai laghi.   Auguri ai podisti di Marte e a quelli di  Milano. Un pensiero speciale a chi mi tiene compagnia, ma anche a chi ha lasciato tanti passi nei miei giorni prima di andare via. 

Auguro a tutti  di ricevere una piccola scatola vuota da riempire perché come diciamo sempre, le cose grandi stanno dentro le piccole scatole. Auguro tanti sogni e pochi cassetti: tanta dolcezza senza oggetti.

Uno scialle magari, da coprire le spalle quando si esce a guardar le stelle.  E auguri a tutti noi che ancora abbiamo una luna piena da contemplare e in quei momenti ci pare di sentir miagolare. Mica solo adesso che è Natale.

Auguri a noi che sappiamo ancora giocare, e che un nuovo mondo ci piacerebbe disegnare.  Ma soprattutto auguri a noi, che ci sappiamo ancora emozionare.

   Buon Natale    stella-cometa

albero_natale_con_neve

foto dal web

PAROLA DI BAU

lara e raf 20150924_191759

Raf e Lara

.

Un uomo scrisse ad un albergo di campagna in Irlanda per chiedere se avrebbero accettato il suo cane. Dopo qualche giorno ricevette la seguente risposta.

“Caro signore, lavoro negli alberghi da più di trent’anni. Fino ad oggi non ho mai dovuto chiamare la polizia per cacciare un cane ubriaco nel cuore della notte.
Nessun cane ha mai tentato di rifilarmi un assegno a vuoto.
Mai un cane ha bruciato le coperte fumando.
Non ho mai trovato un asciugamano dell’albergo nella valigia di un cane.
Il suo cane è benvenuto. Se lui garantisce, può venire anche lei.”

CARO ISCRITTO TI SCRIVO

trappola

.

Gentile “Iscritto che segue Controluce”

ricevo spesso, nella mia casella di posta,  le notifiche da WordPress che “Ora pinco pallo segue Controluce”. Segue l’invito, precotto di Word Press che dice: vai a vedere cosa scrive pinco pallo! Magari ti piace! E ti spiattella il link. 

Diffido molto di chi dice che “segue” un sito senza leggere alcun post nè lasciare alcun messaggio.
Ma capisco anche che la rete, in generale, e anche attraverso i cosiddetti Social Network, blog ecc, rappresenta una “opportunità di visibilità”. E Controluce, nel suo “piccolo”, vanta rispettabili statistiche di lettura (pubblicate da siti di statistica vari, mio malgrado).  

Tuttavia trovo irrispettoso nei confronti di chi scrive, cura, e pubblica un sito, affermare di seguirlo quando invece lo scopo è chiaramente quello di “farsi seguire”. Il che è ben differente! 

Forse lei, signor “iscritto che segue Controluce” non ci crederà, ma c’è chi, come me, pubblica articoli con amore e dedizione e senza alcuna pretesa. Senza girare tra altri blog a caccia di lettori o a seminar biscottini, e che considera il proprio “blog” un po’ come una casa, aperta a tutti, senza alcun filtro, o moderazione nei commenti, nè altro. Però … esige un po’ di buon gusto. Quando ciò viene a mancare, come adesso, cerco di farlo notare, serenamente e tranquillamente.

Dal momento che lei, gentile “iscritto che segue Controluce”, ehmmm “segue” Controluce, mi permetto di darle un piccolissimo consiglio: abbia un filo di professionalità in più, anche nel cercare di rendere i suoi lavori, i suoi scritti, la sua professione, più visibili: alcuni “espedienti”, generalmente, possono addirittura risultare controproducenti.

Non me ne voglia dunque, caro “iscritto che segue Controluce” se non passerò a “vedere cosa scrive lei”, così come incita – giustamente – wordpress – che è una piattaforma e fa il mestiere di piattaforma. Io preferisco una forma piatta. Nel dire le cose che penso. Ad esempio.    

Cordiali saluti e molti auguri per i suoi lavori.

Celeste
CONTROLUCE

.

OCCHI DI STELLE

Se ci affidiamo all’intuito siamo come stelle: fissiamo il mondo con migliaia di occhi.

Clarissa Pinkola Estes  – Donne che corrono coi lupi.

03826_HD

OMAGGIO DI MAGGIO

 

tmp_20140503_121837bisbis-1496221279

MELESCAMBIO

640px-Cameo_apple

Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela per uno. Ma se tu hai un’idea, ed io ho un’idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee.

George Bernard Shaw

 

jean-michel-folon-untitled-set-of-4-prints-commisioned-by-conoco-1354319507_b

29.03.2013

Yellow-Chicken-1280x960

PEPE

Questa sera ho fatto il solito giro a piedi, un’ora di passeggiata. C’era vento caldo, caldissimo, sembrava maggio, si stava bene. Pensavo leggero, guardavo i campi che ora sono a riposo, in attesa.  C’era Pepe con me, un setter di tre anni. Sono inciampata, senza cadere, ma lo sforzo per rimanere in piedi mi è costato un dolore piuttosto forte alla schiena per cui mi sono fermata. Pepe si è bloccato (era un po’ più avanti il guinzaglio è lungo), si è voltato, mi ha raggiunta camminando lentamente, orecchie alzate, il muso serissimo e mi si è avvicinato, con cautela e delicatezza. Ho dovuto rassicurarlo, era evidente che si era spaventato ed era preoccupato. Sì, preoccupato. La cosa è accaduta mentre si tornava, a un paio di chilometri da casa. Per tutto il tempo, ogni tanto si fermava, e mi guardava, e poi con estrema delicatezza si alzava sulle gambe posteriori appoggiandosi a me,  cercando di avvicinare il suo muso al mio viso. Non è solito farlo, se non quando mi saluta. Era più che evidente che voleva essere rassicurato, aveva capito che era successo qualcosa e che non stavo bene. E ancora una volta ho pensato a quanto sanno dare questi animali a differenza della gran parte del genere umano. A quante volte chiamiamo “amore” ciò che è altro… A quante volte passano inosservati  alle persone  dolori, assenze, giorni bui e freddi. La tristezza, la solitudine.  A quante volte non vengono ascoltate parole o silenzi, a quante volte viene negato una parola, un gesto, un abbraccio, una carezza, un po’ di …. tempo.  Lo sguardo  di un cane è un  abbraccio che sa scaldare il cuore. E anche guarirlo.

.

pepe

vabé insomma mi hanno fatto una foto bruttissima ma io sono bellissimo. Celestina mia ha promesso che mi farà una foto con la luce giusta, io in compenso ho promesso che poserò … IMMOBILE.

AFFINITÀ

tumblr_mfwf2jJMzT1qlg68po1_500

Ciao Lucy….  Ci somigliamo… Mi fai entrare nel fumetto?

.

BENVENUTI

Eccoci qui, nella nuova casa che ospita Controluce. Non sono brava ancora, ad editare, ma imparerò. Ci stiamo trasferendo, un po’ tutti. Marinz aveva già un blog parallelo, http://druidearyn.wordpress.com/ e sta aggiornando questo. Anche Calembour si sta dando da fare. Insieme abbiamo commentato la mancanza di informazione da parte di Spinder, che, bontà sua, ha pubblicato oggi un piccolo e stringatissimo annuncio.  C’erano anche le slides, in collegamento con l’album RIC.OR.DI, che io, pasticciona, ho ben pensato di perdere, cambiando template. Ma lo rimetteremo quanto prima, una volta deciso il vestito definitivo che chiamano, appunto, template. Ecco, non so fare altro. Non so cambiare i colori al testo, giustificarlo, ma non servono interventi estetici per dare a chi passerà di qua, il mio “benvenuto”. Mi sono portata dietro la porta, che apriva le stanze di Controluce su splinder. È la stessa, di legno, con assi inchiodate ma ben manutentata. Anche lo zerbino è lo stesso: un po’ consumato dai passi, ma è per questo che mi piace. Non lo cambierei mai con uno nuovo. La chiave, ovviamente, è sempre sotto lo zerbino. La teiera, di ghisa color verde salvia, è sempre sul fuoco e le tazze sapete bene, sono nella solita credenza. Eggià, perché anche gli arredi sono gli stessi. Essenziali ma solidi, per niente preziosi ma profumati di legno vero. Fuori, nel grande vaso,  c’è la solita pianta di limone: chi trova la terra un po’ secca è pregato di darle un po’ di acqua. Pieffe ci riesce benissimo, così come riesce a far spuntare belle margherite. Petula, il tuo quadrotto di terra con erba gatta c’è sempre, così  come c’è anche il davanzale. È stato un poco faticoso spostarlo, visto che è di serizzo, ma i gatti e le gatte non amano i cambiamenti per cui ho cercato di fare un trasloco il più indolore possible. Anche “La Lucertola” credo si troverà a suo agio. Ecco, credo di aver detto le cose principali. Buona serata a tutti e … mi raccomando, l’ultimo chiuda la porta!

Ricevo degli omaggi, per Controluce. Provvedo a pubblicarli sotto le zampette dell’uccellino celeste del post sottostante.  I messaggi, le e-mail, e i passaggi qui, fanno di questo sito un luogo tutt’altro che abbandonato o dimenticato! Grazie di cuore. 

E grazie a R. per  il collegamento con le slides da  http://www.flickr.com/photos/ric-or-di/

PRIMAVERA

verde

coriandoli

foto su
http://www.flickr.com/photos/ric-or-di/

È un miracolo, ogni anno. In pochissimi giorni gli alberi si vestono, fioriscono i fiori, prima le bulbose, le primule e poi gli altri.  I prati si colorano, le serate profumano. I merli, le tortore, i passeri, le cinciallegre, le gazze popolano i giardini, nidificano nellle siepi, sugli alberi, rallegrano le giornate. Primavera, il miracolo della rinascita. Tutto si rinnova e tutto si prepara: i fiori di oggi saranno semi per futuri fiori. Mi stupisce sempre la velocità del cambiamento, l'affermarsi di questa stagione. Odora la terra, odora l'aria, odorano di vita e di promesse.  Buoni giorni a tutti gli amici di questo posto che lo rendono così colorato e così speciale. Grazie! 
 

iris

GUARDA

(foto da web)

– Mi fanno male gli occhi –
– Perché non li hai mai usati –

(dal film Matrix)


 Un percorso, dagli occhi al cuore: vedere o guardare? Vedere: i colori, la luce, il mare, le stelle. Ci stupiscono un tramonto, un prato di stelle, un arcobaleno.

Guardare: i particolari, sprofondare dentro un’immagine, pensare oltre l’immagine. Vedere: è “occhi che catturano immagini”?

Ma quand’è che “guardiamo”? Solo quando elaboriamo ciò che vediamo?

“Guardare” è davvero qualcosa di più profondo del “vedere”, così come si dice/legge spesso?

Io apro gli occhi, e vedo. Una persona cieca è definita “non vedente” e non “non guardante”.

Quando sto vedendo e quando sto guardando?

Cos’è che implica un’opinione? Il guardare? Cos’è che provoca un’ emozione? Il vedere?

Un quadro, un tramonto, un fiore ci colpisce, ci regala emozioni. Perché lo abbiamo visto o perché lo abbiamo guardato?

Guardare e vedere: la differenza, apparentemente, pare chiara a tutti. E abissale. Il significato di ciascuno dei due verbi pare univoco.

Ma …. riflettendo: è davvero tanto semplice definire “guardare” e “vedere” e soprattutto è davvero tanto chiara la differenza?

Intuĭtus

cielo-stellato

  Se ci affidiamo all’intuito
siamo come una notte stellata: fissiamo il mondo con migliaia di occhi

  (clarissa pinkola estes – donne che corrono coi lupi)