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IO, GHEBBELGATTO e IL FOLLETTO (che non è l’aspirapolvere)

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immagine dal web

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Allora: tutti sanno qui che sono amica e che convivente da tutta la vita di cani. Cani, cani, cani. Io e i gatti ci siamo sempre tenuti a distanza non per mancanza di amore, ci mancherebbe. Amo tutti gli animali e li ritengo, complessivamente, più umani di molti umani,  piuttosto perché non li conosco. Non riesco ad interagire per due ragioni: la prima è la scarsa conoscenza e la seconda è che il mio approccio è canino pertanto non viene accolto dal gatto di conseguenza il gatto non può rispondere alle mie aspettative. Detto questo l’altro giorno mi sono imbattuta in Ghebbelgatto e devo dire che è andata piuttosto bene. Insomma è andata molto meglio di come andava con Zia Miciola, gatta dal sangue  blu non so se per razza ma di certo per merito. Ma l’altra notizia ancor più strabiliante sta nel mio secondo incontro … udite udite, con un folletto del bosco. Stavolta è accaduto nel parco di Villa Pamphili e stava dentro un “buco” di un magnifico albero!!

Bè, questo post è un saluto, un pretesto, la prova che sono viva anche se sommersa dal lavoro, nonché la prova che vi penso, vi ho tutti nel cuore, insieme a questa casa che odora di tè, di fiori di limone, di zagara, di zenzero. Di basilico e rosmarino come la tisana offertami da Ghebbelgatto e di biscottini frolla e cioccolato nella solita cornice di pace e serenità che nonostante tutti i momenti, i dolori, le fatiche e le delusioni, si respirano in certi luoghi, in certe case, davanti a certi camini accesi. 

Ovviamente questo post è anche il pretesto per aprire un dialogo, conversazioni senza tema. Tema libero, come a scuola. I temi di Controluce sono sempre liberi, liberissimi, e tutti aperti alle cose di dentro, alle anime e ai cuori belli. All’intelligenza, alla bellezza. Un invito al sorriso. Quindi vi invito a sorridere. Offro io!

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E, a seguito dei commenti a questo post, signore e signori ecco a voi l’unico, l’insuperabile, lo scalatore filosofo GHEBBELGATTO!!  Standing ovation raccomandato….

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Immagine: Autosgatto. perché a noi, selfie non ci piace!! Un gatto è un gatto, è un gatto!! Tutti i diritti riservati. E anche un paio di etti di rovesci!

VERITÀ

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Io e la Lara

 

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nella foto: la Lara

Se si guarda negli occhi un animale, tutti i sistemi filosofici del mondo crollano.
(Luigi Pirandello)

SCOOP

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La redazione di Controluce ha ricevuto, in busta anonima, un biglietto con un messaggio che ricopio fedelmente:

Gentile redattrice, le invio un documento esclusivo, certo che verrà apprezzato dai suoi lettori, terrestri e non. Si tratta della registrazione di una lezione iniziatica tenutasi su una stella facente parti delle Pleiadi e non ancora scoperta: manterrò dunque il riserbo su questo particolare. Le lezioni vengono regolarmente impartite a coloro i quali saranno i futuri Maestri, e che attualmente si dividono in leonpavoni, pavoni, miciamici, e altri soggetti che presentano caratteristiche simmetriche nel pelo o nel piumaggio in quanto ritenuti prescelti o comunque idonei alla frequentazione dei corsi. Non lasciatevi influenzare dalla natura del Maestro che qui vedrete all’opera: tra le sue piume si nasconde una grande sapienza. Da sempre, l’abito non fa il monaco.

Ecco. Dunque, popolo di Controluce, cliccando sopra vi collegherete ad un server che fa da stazione intermedia tra le Pleiadi e noi terrestri. Certa di darvi qualcosa di … celeste, vi auguro una buona visione.

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DELICATEZZE

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C’è bisogno di carezze, di passo leggero, di pensieri delicati. Ecco la ragione di questo sfondo. Spesso gli sfondi di Controluce corrispondono al mio umore o forse quasi sempre. Da bambina, la primavera,  la Pasqua, erano colori pastello nei miei disegni, le uova che coloravo con la mamma, i fiori di pesco sui quaderni. Stamane, in treno, leggevo qualcosa sulla memoria, sulla selezione della memoria, questo specialissimo luogo del cervello che sa fare cose meravigliose e anche terribili. Sa conservare, rievocare, stravolgere, edulcorare, svalutare, sminuire, esagerare, a volte cancellare a volte ossessionare.

Dicevo: leggevo e guardavo dal finestrino gli alberi fioriti in un batter di ciglia. Peschi, ciliegi da fiore, la brillantissima forsizia, color del sole, che contro i prati verdi e sotto il cielo azzurro sta che è una meraviglia. E mi sono ricordata di un tema, che feci in quarta o quinta elementare. Titolo:  La Primavera. Ricordo perfettamente che scrissi una cosa che mi disse mia mamma qualche giorno prima ed era più o meno questa: “è come un miracolo, come se la mano di un pittore invisibile fosse passata sui prati, sugli alberi, e nel cielo, trasformando tutto. Ma di certo è la mano di Dio”.  La maestra mi fece i complimenti, e ricordo perfettamente che pensai di non meritarli dato che non si trattava di farina del mio sacco.

Servono pensieri delicati, profumi lievi, colori e sole che non feriscono non accecano non offendono, per portarci piano piano fuori dalla grigitudine dell’inverno, dalla pesantezza dei pensieri, dalla lunghezza delle notti, dalla persistenza del buio.

Servono gentilezza, trasparenze, sorrisi semplici su visi semplici, senza trucco. Magliette bianche e jeans e margheritine nei campi. Servono le primule che aprono gli occhietti al sole, con i loro colori che ben rispondono a questa esigenza di pastello, di colori sussurrati, di lievità, di leggerezza. Di golfini sulle spalle, di passeggiate serali. Di carezze sul cuore.

FIATO IN CONTROLUCE

Un post che non è un post ma un saluto, un contatto. Sono giorni frenetici qui, al lavoro, e poco tempo per le chiacchiere, poco tempo per tutto. Ma una capatina in controluce come si fa a non farla? La mia web casetta preferita. Ha fatto molto freddo qui, domenica si è acceso il camino. Ieri sera non vedevo l’ora di infirlami sotto il .. piumone. Ebbene si, 21 maggio – piumone. 19 maggio camino acceso.

Sono fioriti gli iris e le peonie nel giardino e sebbene non ami i fiori recisi, me li sono trovati dentro casa: la pioggia li avrebbe uccisi poveretti. C’è stata anche grandine. Profumano tutta la sala, sono una meraviglia. Pare strano che da un fiore così delicato com’è l’iris possa sprigionarsi un profumo tanto forte e deciso.

Ho rimandato un fine settimana in montagna, con la mia nipotina, che per l’occorrenza è stata equipaggiata con tutto ciò che serve ad una piccola esploratrice: scarponcini, zainetto contenente una piccola torcia che si carica con la manovella, una lente per scrutare insettini e piante, un fischietto perchè con noi ci sarà Pepe, uno dei tre cani, e una piccola coperta di tessuto leggero. E ovviamente un pacchettino di caramelle.  Il fine settimana doveva essere quello passato, e con grande dispiacere è .. saltato.  L’attesa per i bambini è qualcosa di infinito. Una settimana per loro è tremendamente lunga figuriamoci due.

Insomma questi pensieri non sono un post ma, lo avrete capito, un contatto, un modo per tenere vivo questo posto, per dargli fiato. Ecco. Prossimamente su questo schermo la fotografia dei miei Iris e delle mie Peonie.

Per ora un abbraccio affettuoso a tutti, pleiadiani e nonne, gatte e lucertole, agli IGM (ingegneri geneticamente modificati), ai  menestrelli della luna e anche alla luna, alla mia consulente dentistica preferita e amica di una vita, che risponde al nome di Carola, alle donne di lago, ai suonatori di clarinetto e anche ai clarinetti tutti. Ai gollum e agli elefantini e alle stelle. Alla mia nipotina che è bella come il sole ma anche come la zia. Ecco.   

BUGIARDINO BLOG

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CONTROLUCE ®

Indicato per i dispersi nei meandri del tempo che non vogliono assolutamente trovare la retta via, a coloro i quali cercano l’essenza della vita ma non la troveranno mai perchè quello che gli piace è l’atto stesso della ricerca, chi ha solo certezze, ma tutte e sole quelle di non averne, chi ama la zia, chi va a portapia, chi trova scontato, chi come ha trovato na na na na na na na na na, ma il cielo è sempre più blu.
Per gli altri: vedere le controindicazioni. La controindicazione si intende assoluta quando mancano del tutto circostanze ragionevoli per intraprendere la lettura che dovrebbe portare migliorie alle condizioni del soggetto.

CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO
Controluce: sempre.
Controcorrente:  spesso.
Controvento: qualche volta
Contromano:   capita
Controindicazioni: leggere attentamente il foglio illustrativo

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AVVERTENZE E CONTROINDICAZIONI
Gli amanti dei luoghi comuni debbono astenersi dal leggere il blog. Può causare effetti collaterali anche gravi.  Casi riscontrati:  1000/1000: “morbo della mucca davanti al passaggio a livello”, una sindrome che paralizza i muscoli facciali e forma, in mezzo alla fronte, un ruga profonda simile al punto di domanda. Questi effetti scompaiono dopo qualche istante aver premuto  il tasto “esc” – uscire dal blog –  e  ritorno alla vita normale.
Se il morbo persiste, contrastare con qualche lettura di altri blog, facilmente reperibili in tutte le piattaforme. Alcuni sono molto efficaci e soddisfano il bisogno di consolidare la propria fede.

Si raccomanda cautela nel leggere il blog ai sofferenti di permalosite acuta o grave. Chi ne soffre in modo lieve, la lettura potrà essere limitata a 10 minuti al giorno, scegliendo tra i tag più generici quali:  sociale, valori, storie. Nei casi più gravi si raccomanda l’assunzione di Antipermal mezz’ora prima della lettura, sciolto in mezzo bicchiere di acqua tiepida diluita con un cucchiaio di  Celestan 500 mg  che rende l’acqua di un particolare colore celeste. Le stesse avvertenze sono raccomandate anche a chi soffre di mania di persecuzione.

I soggetti  affetti da sindrome bau-bau micio-micio  devono assumere  il prodotto con scrupolosa cautela. Nei periodi di stress, si consiglia di assumere giornalmente visioni di “Un posto al sole” e  “Cento vetrine” in modo da controllare e diminuire gradualmente il tasso glicemico fino al raggiungimento di quello ottimale.

Pazienti con grave insufficienza empatica moderata o grave e quelli affetti da insufficienza simpatica anche lieve: astenersi assolutamente di usare il prodotto e anche solo di avvicinarsi: in caso di contatto consultare immediatamente Luca Giurato o Pippo Baudo.

Pazienti affetti da psicosi: nessun effetto collaterale riscontrato nell’osservazione di questi pazienti i quali hanno mantenuto inalterate tutte le disfunzioni esistenti prima della somministrazione del prodotto. Sono consigliate le misure prudenziali di base al fine di scongiurare ogni possibile peggioramento.

Depressione: I dati riscontrati dall’osservazione dei pazienti depressi sono ad oggi oggetto di valutazione. La costante assunzione del prodotto Controluce  ha rilevato in questi pazienti una diminuzione dell’uso di anti depressivi e un aumento dell’uso  di cannabis e grappa. Si sono verificati alcuni casi di allucinazioni: qualche paziente ha giurato di aver orbitato, pedalando, attorno alle Pleiadi e altri di aver stretto la mano a gnomi nel bosco.

POSOLOGIA
Alla bisogna.

ASPETTO
Il prodotto viene aggiornato senza alcuna regolarità né preavviso.  Anche la confezione è soggetta a variazioni che dipendono esclusivamente dall’umore del suo produttore.

COSA FARE NEI CASI DI EMERGENZA
In caso di intossicazione del prodotto assumere immediatamente otto tavolette di cioccolato fondente 70%. Se associata a crampi si può ricorrere a massaggi. Sulle Pleiadi li sanno fare molto bene.  Per informazioni sui voli consultare la Pieffe Air Company. Assolutamente no low cost..∞

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Il presente foglio illustrativo è soggetto ad integrazioni ed aggiornamenti. Gli utilizzatori del prodotto sono invitati a segnalare eventuali effetti, positivi e negativi al fine di ampliare le conoscenze acquisite.

 

SORRISO?

MELAPOSTO E MELARUBO

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È una torta di mele ma un po’ differente dalla torta di mele tradizionale.  Provatela e poi ditemi se non è da leccarsi i baffi.

COSA SERVE
– 1 rotolo di pasta frolla
– 4 mele
– 1 cucchiaio di cannella
– 100 g di zucchero
– 2 cucchiai di fecola
– 100 g di farina- sale
– 100 g di burro
– zucchero a velo

COME SI FA
Stendere la frolla su una tortiera formando un guscio.
Unire alle mele tagliate a cubetti lo zucchero, la cannella e la fecola.
Mescolare bene.
Versare il composto sul guscio.
Preparare il crumble mescolando farina, zucchero, sale e burro a tocchetti.
Lavorare l’impasto formando delle briciole che verranno distribuite sulla torta.
Cuocere a 180° per 30 minuti. Spargere lo zucchero a velo.

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La foto la rubo a Frost
http://robertaenne.wordpress.com/2013/01/19/an-apple-a-day-keeps-the-doctor-away/#more-1070
mi collego in controluce proprio per pubblicare la ricetta della torta di mele, passo da Frost e cosa trovo? Mele!!

AFFINITÀ

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Ciao Lucy….  Ci somigliamo… Mi fai entrare nel fumetto?

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CORRIERI DAL CIELO

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foto dal web: wallpaperswide.com

Questa notte, verso le 4,00, mentre dormo profondamente, qualcuno suona. Un’occhiata al videocitofono: NULLA, nessunissima immagine.  Chi è? Chi è? Una vocina acuta e sottile come quella di un bambino arriva a malapena dall’apparecchio: sono iooooo sono quiii ma non mi vedi? Sono piccino, è vero ma insomma non ce la faccio più di saltare. Apri!!! Insomma, mi vuoi aprire questa maledetta porta? Infilo vestaglia e pantofole e scendo. Apro la porta e  il… coso… della foto entra in casa correndo come un razzo, e si dirige verso il camino (spento). Lo guardo, allibita e penso: ecco, sto avendo un incubo, eppure ieri sera non ho partecipato ad alcun cenone, non ho bevuto. E non fumo niente, nemmeno la sigaretta elettronica che va tanto forte di questi tempi. Lo seguo, e questo mi dice: senti ma un po’ di legna nel camino noooo? Io vengo da Roma, ho volato fin qui e sto morendo di freddo.  Da Roma? domando io. Ma chi sei? Lui: sono una matricola della PCS-Pieffe Costellation Shool! Chi potrebbe mai essere, secondo te, uno combinato così? Dovevo immaginarlo che dietro a ‘sto coso pelosetto e piccino c’era Pieffe. Accendo il camino e dopo un po’ il topo parte con lo spiegone che, per compassione, vi riassumo solo brevemente. Il poveretto è l’allievo n. 75893P di Pieffe. Prende lezioni di volo, per il momento, (… e qui .. non ho osato chiedere notizie sul  dopo-lezioni di volo, ho avuto paura giuro). Pieffe, perché si allenasse, lo ha mandato da me per consegnarmi un pacchetto espresso urgente. Fatta la predetta spiega, si ripiega ben bene le ali, si mette sul divano e si copre con un plaid. Io vado in cucina, preparo una tisana calda e quando gliela porto lo trovo addormentato. Secco secco. Gli metto un secondo plaid sui piedini gelati, e apro finalmente il famoso pacchetto. Destinatario: CelesteChiaro,  Riservato-Personale Urgente.  Timbro blu, una serie di stelle: riconosco la costellazione di Orione. Dentro che c’è? Ve lo dico prossimamente a meno che Pieffe non voglia farlo di persona. Cosa che sarebbe gradita,  date le circostanze. Insomma il topo, che era arrivato semi congelato, adesso è qui, al caldo, vicino al mio camino e dice di non saper più tornare.  Suggerimenti?

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TÈ – PER DUE, PER TRE, PER TRENTATRÉ

foto dal web
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Ho apparecchiato. La mia nonna avrebbe detto: con il servizio buono. Ma noi ci vogliamo bene tutti i giorni quindi non c’è il servizio buono e quello meno buono. Ecco. Accomodatevi. Se Ricc.  si ricorda i ceppi, presto sarà anche caldo.  Pieffe mi raccomando parcheggia bene l’astronave vicino alla staccionata e non sopra la staccionata (questi mezzi spaziali non sono fatti per la terra).  Una precisazione: di tazze nella credenza ce ne sono altre.

COS’E’?

Credo tutti qui conoscono la mia passione per le immagini, per questo mi piacciono le fotografia, mi piace farne. Ogni tanto giro tra i siti di fotografie, e ho trovato questo sul sito WallpapersWide. Mi piace, mi piacciono i colori, mi piace l’oggetto.

Ma … Cos’è??

EASY

 

Voglio un tappeto volante che mi porti distante

Dal frastuono del mondo

Dall’indifferenza e dal dover portare pazienza.

Dal tempo che stringe che incalza che stanca

Un tappeto volante che scivola nel cielo passando a volte sotto l’arcobaleno

E quando è notte si deve fermare, tra stelle amiche, tra stelle sorelle.

Tra quelle sognate, osservate e perdute.

Tra quelle che han raccolto pensieri e parole, dolori e gioie.

Voglio un tappeto che mi porti da te,

per raccontarti tante cose di me, ascoltarne altrettante da te:

favole e storie, e cose banali,

e  poi volare e ridere come se questo fosse normale.

 

PER AURORA

sottotitolo:

quando la zia dà i numeri

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Buongiorno !! Grido’ Uno incontrando per la strada Sette.

Ohh buongiorno a Te, Uno – risposte Sette con un leggero inchino.

Mmmm eslamò Uno … Sei sempre con quel braccino teso, come qualcuno un po’ di anni fa…

Eh mio caro Uno, non sono di certo stato io a copiare quel saluto! Io sono nato prima, molto tempo prima sai?  Sono antico, molto antico e sono anche un numero speciale.  Come? Perchè  sono speciale???

Sette sono le note musicali, i giorni della settimana, sette sono le stelle delle Pleiadi visibili dalla Terra. Sette sono le virtu’ e anche i vizi capitali, le piaghe d’Egitto, i libri della Bibbia. Sono sette i dolori della Madonna, i re di Roma, i veli della veste di Salomè. Devo continuare?

No! Per carità! Anzi perdonami se con tutta questa Storia mi sono soffermato sul saluto fascista!!! Promesso che non lo faro’ più. Prendiamo un caffè?

Volentieri!

Mentre passeggiavano per la stradina del parco, ciascuno con il proprio braccino, uno teso, l’altro a mezz’asta, videro arrivare in contromano una specie di lumachina, che rotolava, rotolava, perchè il sentiero, che era un po’ in salita  per Uno e Sette, era in discesa per Sei.

Sei si fermò appena in tempo, qualche istante prima di cozzare contro la gambetta secca secca di Sette grazie a una frenata stile Willy il Coyote sull’orlo del precipizio quando è rincorso da Beep Beep.

Buongiorno!  – dissero in coro Uno e Sette!

Pant Pant… Buongiorno!  – rispose Sei. Beati voi, che non rischiate di rotolare. Io con questo pancino tondo e un baricentro un po’ precario, potrete ben immaginare che fatica è camminare lungo i sentieri in discesa quando mi capita di perdere l’equilibrio! Tra l’altro, poco fa, ero in giro con due dei miei fratelli… Mai più!!! Insieme a passeggio facciamo Sei Sei Sei.. Eh!!! Non è mica una bella cosa quando un gruppo di ragazzini travestiti da Iron Maiden si mettono a canzonarti con “Six Six Six the number of the beast!”  Provare per credere! Proprio oggi ci siamo accordati: in futuro passeggeremo in due, in quattro ma  mai più in tre!

Tre??? Tre??? Siii?? Chi mi ha chiamato?

La vocina arrivava dalla panchina dove un tranquillo Tre se ne stava seduto a leggere il giornale.

Buongiorno Tre! – dissero tutti insieme Uno, Sette e Sei.

Buongiorno a Voi –  rispose Tre lasciando suo giornale sulla panchina, raggiungendoli. Di cosa stavate parlando?

Mah… ognuno di noi parlava delle proprie forme e dei propri dolori e difetti.

Difetti? Io di certo non ne ho! Sono il numero perfetto!!!

Ecco!! Senti coso… numero perfetto, vieni a prendere un caffè con noi? E visto che sei perfetto, paghi tu!

Va bene, andiamo pure ma prima devo telefonare a Quattro che, data la sua forma, si è prestato a far da altalena a una virgola che passava di qua e ora non so più dove sia. Anzi dirò a Quattro di raggiungerci al bar. Di solito la sera facciamo sempre… ehmm quattro passi insieme.

Chiacchierando del piu’ e del meno, Uno, Sette, Sei, e Tre,  raggiunsero il bar che era anche una trattoria.

Il cuoco, Otto, con un bel pancione tondo e un faccione altrettanto tondo stava discutendo con Nove che si burlava di lui perchè a volte entrava nel locale a testa in giù spacciandosi per Sei. Sei un numero monello!!!  diceva Otto, paonazzo, mentre rincorreva Nove,  agitando il suo cappello bianco.

Dietro il bancone del bar, Cinque e Due se la ridevano a crepapelle.

Bè.. è quasi ora di cena. Che ne dite di un aperitivo, al posto del caffè? proposero Cinque e Due, rispettivamente barista e cameriere ma all’occorrenza anche tuttofare.

Due si lamentava sempre, diceva che lavorava per … due. Lo diceva ingiustamente perchè Cinque gli dava sempre… ehmm .. una mano. Appunto!

Benissimo!! – Risposero tutti in coro. – Magari con un po’ di salatini! – Aggiunse Quattro che nel frattempo aveva raggiunto il gruppo.

Eh no!! I salatini sono finiti –  informo’ Cinque.  E’ passato Zero, qualche ora fa, e come sempre fa piazza pulita di tutto. Ora starà dormendo, satollo, sotto qualche albero, indisturbato, dato che nessuno lo vede!!!  Sembra una bolla d’aria, lui!

Non fa niente. Anche senza salatini …

Prosit!

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PIGOTTANDO


http://www.unicef.it/doc/347/pigotta-la-bambola-che-salva-una-vita.htm
 

Ecco, così lo sapete.
Non solo credo ai folletti  (ci credo veramente) ma compero (ancora) bambole di pezza. Queste della foto non sono mie: è una foto scattata per strada ma sono simili alle mie. Ho anche una "pigotta". Le pigotte sono le bambole confezionate con quello che si ha in casa (avanzi di stoffe, di lana, bottoni) che poi vengono "adottate" da chi le acquista: il ricavato va all'Unicef.  La mia ha un abito di colore verde, i capelli ricci neri. E' stata acquistata .. ops… adottata in un giorno un po' speciale, in una Casa, a Coredo (TN): Ca' Marta, di architettura veneziana, del 1500  splendidamente ristrutturata dal Comune. Vi si tengono mostre e quel giorno c'era una mostra di costumi di un tempo.
Un paese che frequento da tanti anni anche se molto meno di quanto vorrei data la distanza. C'è tranquillità, cortesia, silenzio, natura e quella cosa strana chiamata "gentilezza".
La gente cammina per strada con passo regolare e calmo e .. udite udite, ti sorride, incrociandoti e ti saluta!!!
Accade anche in altri luoghi, per fortuna, ma ci sono luoghi che per qualche ragione che non serve nemmeno conoscere, restano un po' dentro e fanno sentire, ogni volta, un po' a casa.
Ci sono cose che qui a Milano e dintorni si sono perdute: la salumeria, la macelleria, il panificio, il fruttivendolo, e poi quei minuscoli negozi in cui si trova di tutto: dal prosciutto alle pale per la neve. Dai lecca-lecca (non i chupa chups) ai calzettoni di lana lavorati ai ferri.  Lo speck lo comperi in macelleria e non alla Esselunga, buonissimo e costa due soldi; il formaggio in qualche malga, come anche la marmellata e il miele. La vita ha ancora qualcosa di umano.

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(foto: mia 03.07.2010)

BAMBOLE

Nella culla dei balocchi
tra i miei giochi  c'eri tu:
visetto di pezza, capelli di lana,
un vestitino con grandi bottoni
e sopra di tutto due teneri occhioni.

Ora son grande…
l'infanzia l'ho messa da parte.
nel solaio, da una vecchia scatola di cartone
sento spesso chiamare il mio nome.

È la spensieratezza
nascosta dentro una fortezza di malinconia
che quando stringevo la mia bambola
per un attimo se ne andava via.

(Maria Fantini)

http://www.unicef.it/doc/347/pigotta-la-bambola-che-salva-una-vita.htm

IL SEDERE DI BABBO NATALE

La mia camera da letto è al piano superiore rispetto al salotto e costruita in modo che guardando di sotto si vede il camino.

Qualche volta la mia nipotina (sette anni) dorme da me.

Si deve “apparecchiare” il comodino, non deve mai mancare la storia “L’uomo che perse il suo naso” di Rodari, poi anche “Il brutto anatroccolo” e un numero variabile di pupazzi mai inferiore a 3.

L’ultima volta, “battagliavo” con lei per far sì che infilasse il pigiama (per lei non è MAI ora di andare a dormire);  osservando la cappa del camino, stando in piedi sopra il letto, mi dice:

– zia, ma Babbo Natale quando arriva non si brucia il sedere? –

Bella domanda, eh?

 

 

Il giorno di PI

14 marzo giorno del PI GRECO


14 marzo, giorno del Pi-greco, onomastico del fratello di Pi-effe.

Tutti qui per la torta, che dovrebbe arrivare verso le 15 PM ora terrestre, a bordo dell'A.G.P (Astronave Gourmet Pleiadian).

E' un "Pleiadian Gateau" da accompagnare con un Recioto di Soave D.O.C.

Venite tutti?  Offre Pieffe.


Tra le tante citazioni di Einstein:

Disprezzo dal più profondo del cuore chi può con piacere marciare in rango e formazione dietro una musica; soltanto per errore può aver ricevuto il cervello; un midollo spinale gli basterebbe ampiamente.