CONSAPEVOLEZZA

foto: celeste, riproduzione vietata

Prendere coscienza di ciò che ci circonda, di ciò che ci accade, di ciò che sperimentiamo. Sembra una banalità, in realtà non lo è affatto. Una cosa è mangiare, al fine di fornire nutrimento al nostro corpo, un conto è godere veramente, assaporare, gustare. Iniziare con l’odore, e poi con la sensazione della lingua sul cibo, prendere coscienza se ciò che abbiamo in bocca è morbido, oppure ruvido, a quale temperatura. Accorgersi che vi sono molti sapori dentro un sapore, che vi sono tante sfumature. Sentire che la lingua ha una parte sensibile al salato, una al piccante, una al dolce. Concentrarsi su un boccone di cibo ci sorprende. Lo stesso vale per gli odori.  Una rosa profuma di rosa, ovvio. Ma aspirando profondamente l’odore che sprigiona una rosa, magari chiudendo gli occhi per acuire il senso dell’olfatto, magari in un luogo appartato senza troppi rumori, ecco che si avverte sì il profumo della rosa, nella sua complessità ma si avvertono anche le diverse sfumature che compongono quell’odore. Un po’ come si fa con il vino, si dice profuma di fragola, oppure ha un leggero gusto di more, o di pesca o di ciliega. Lo facciamo concentrandoci su quel vino e non ingurgitandolo. Prestando attenzione alle sensazioni mediante il naso e la lingua. Ecco. Lo stesso naturalmente vale per i suoni. Se proviamo ad ascoltare veramente i suoni, che sia l’acqua di un ruscello che scorre, la pioggia, il vento oppure un violino, ci accorgiamo che possiamo ritrovarci sopra una montagna, oppure accanto ad un ruscello, o in una grotta, o aleggiare in cielo accanto alle nuvole. Mangiare per nutrirci, bere per dissetarci, sono mangiare e bere “necessità” . Tutto diverso dal regalarsi sensazioni, piaceri, motivi per gioire e stare bene. Con i sensi è possibile vivere parecchio “oltre sè” ma proprio per questo anche “dentro sè”. Profondamente e con consapevolezza. Ci facciamo ingoiare dalla quotidianità, dalle cose che “bisogna fare” comprese quelle atte a farci rimanere in vita. Consumiano anzichè godere. Lo stesso accade con il sesso. Quella meravigliosa esperienza che deve comprendere l’ascolto, dei battiti del cuore, del respiro. Come l’inspirare e assaggiare gli odori dell’altro, pelle, sudore, fiato. Lo stesso per l’arte. Ci stupisce un quadro per la bravura del pittore, per la capacità di replicare un fiore, un paesaggio, uno sguardo, Ma davvero siamo capaci di aprire ad un quadro un varco verso il cuore? Di far arrivare un cibo, un vino, un suono dritti al cuore?  Laddove regnano i sensi e dove si assottiglia la linea tra testa e pancia? Facciamo veramente arrivare il nostro compagno/la nostra compagna dove c’è altro rispetto alla banale pur sacrosanta soddifsazione fisica? L’essere sensibile è sempre pià sacrificato in nome della “necessità”. Necessità di mangiare bere accoppiarsi. Necessità di avere, assolvere, soddisfare più che sentire. Invece la vera fame è quella di “sentire”. Sono tesori, i nostri sensi, che ci sanno offrire tesori. Ci conducono al nostro io più profondo e più vicino alle persone che amiamo.  Il suono della pioggia non è “solo” il suono della pioggia, ma sprigiona e offre alle nostre orecchie moltissimi altri suoni che insieme compongono il “suono della pioggia”. Ascoltiamo. Gustiamo. Assaporiamo.. e amiamo. Non lasciamo che il quotidiano ci privi di questi tesori. Gratuiti. Impariamo a riconoscerne il valore. C’è dentro la possibilità di essere davvero appagati e non per il tempo di un pranzo, o di una canzone o di un’ora d’amore.

*****

Il termine coscienza indica quel momento della presenza alla mente,  della realtà oggettiva sulla quale interviene la “consapevolezza” che le dà senso e significato, raggiungendo quello stato di “conosciuta unità” di ciò che è nell’intellettoIl termine deriva dal latino conscientia, a sua volta derivato di conscire, cioè “essere consapevole, conoscere” (composto da cum e scire, “sapere, conoscere”) e indica la consapevolezza che la persona ha di sé e dei propri contenuti mentali. In questo senso il termine “coscienza” viene genericamente assunto non come primo stadio di apprensione immediata di una realtà oggettiva, ma come sinonimo di “consapevolezza” nel suo riferimento “alla totalità delle esperienze vissute, ad un dato momento o per un certo periodo di tempo”. (fonte Wikipedia).

4 pensieri riguardo “CONSAPEVOLEZZA

  1. Qualche giorno fa Bella è sparita.
    . Mio marito ed io eravamo disperati, perchè non capivamo da dove era fuggita.
    Poi la mattina di Pasqua è tornata affamata e infreddolita. l’abbiamo accolta con una gioia incredibile. abbimo poi seguito tutti i suoi passi per vedere da dove lei aveva trovato la via di fuga. Stamattina, dopo tanti appostamenti abbiamo visto quali mosse faceva per uscire,, la sua consapevolezza nel misurare al millimetro da dove poteva intrufolarsi. perchè Bella è grassa, e occorre un po’ di spazio per passare e darsi alla fuga. Sarà pur vero che i gatti sono morbidi e si rimpiccioliscono all’occorrenza.
    Ci ha stupito di come ha saputo prendere le misure giuste al millimetro per fuggire. non sarà consapevolezza felina, ma poco ci manca.
    Scusate la digressione personale.
    Buon fine settimana a tutti
    Pinuccia

  2. Pinuccia!! Non sapevo niente di Bella la Monella. Per fortuna è tornata…
    Questi colpi che mettono a dura prova il cuore di noi poveri umani, ce li devono evitare!!
    Una tirata di orecchie a Bella e una carezza sul vostro povero cuore che immagino provato!!

  3. Comunque sia, mi è tornata alla mente la storia del bombo e del volo,
    il motivo è che nonostante tutti i divieti, i fiori del glicine che è davanti a casa sono sbocciati ed è un via vai di bombi continuo. Mi è tornata alla mente che secondo un modello matematico lui è talmente ciccione e ha le ali talmente esigue che non potrebbe nemmeno alzarsi in volo, ma lui non lo sa e vola felicemente di fiore in fiore.
    Insomma, lui non è consapevole delle leggi matematiche e nemmeno della fisica e si gode la meraviglia del volo,, si diverte nel guardare noi poveri umani consapevoli. prigionieri nelle nostre case, che ci perdiamo la bellezza della primavera intimoriti da paure forse un po’ assurde, Ma tant’è!

    Pinuccia

  4. Buongiorno cara Pinuccia e molte scuse per essere arrivata solo adesso.
    Ieri sera in giardino c’era il profumo delle acacie e quello dei tigli. I tigli sono nel parchetto davanti a casa mia, le acacie invece non sono vicinissime ma si sentivano come se fossero nel mio stesso giardino. Il profumo del tiglio è tra i miei preferiti. Non smetterei mai di annusarlo. E come le sue tisane ha il potere di rilassare la mente. Qui ci vorrebbe Claudio, a parlar di odori. C’è anche un libro, edizioni Simmetria, su questo argomento. Comunque benvenuta primavera, alla faccia del Covid 19 io cerco di aspirarla più che posso . Allergia ai pollini permettendo che mi sa dando qualche problema. Un fortissimo abbraccio a te e benvenuto ad ogni bombo sui fiori di casa mia.

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