NON C’E’ VIRUS CHE TENGA.

Buonasera a tutta Controluce.
Anche la qui presente Celeste, come tanti, sta lavorando da casa. E si lavora anche di più, perchè gli strumenti, anche se moderni, non consentono di lavorare fluidamente come in ufficio. E’ tutto un po’ più lungo, meno immediato. Almeno lo è per la mia tipologia di lavoro. Siamo ancora un po’ dipendenti dalla carta, e stiamo nel mezzo: non tutto è in un archivio ottico e non tutto è trasportabile a casa. Non tutto è prevedibile.

Un pensiero a quelle persone per le quali stare in casa è un sacrificio enorme… Per me non lo sarebbe anzi… Ho un mobile pieno di libri acquistati che attendono di essere letti. Un lettore eletttronico pure. Ho un giardino, un centinaio di film e documentari che guarderi con piacere. Una quantità di CD musicali che ascolterei volentieri. Che altro? un ricettario… sebbene io non sia una appassionata di cucina, ho salvato le ricette nel tempo sotto il titolo promettente “un giorno forse chissà”. Insomma se non dovessi lavorare non mi annoierei per niente. Movimento? Basta un tappetino per allenarsi. Putroppo i motivi che ci costringono dentro casa sono davvero seri, ed è questa la cosa peggiore. Ma non voglio parlare del corona virus. Serve leggerezza, serve un po’ di dolcezza. Serve una carezza. Serve guardare le stelle, tutti quanti.  Siamo tutti nella stessa palude… A maggior ragione, cerchiamo di guardare tutti le stelle. Non cambierà probabilmente il destino del mondo, quest gesto. Ma forse si?. Comunque renderà migliore un po’ del nostro tempo.

Migro, dalla stanza-studio dove lavoro, alla cucina, alla sala, il cui tavolo è stato colonizzato da stampe carte documenti e libri di lavoro. Ma ogni tanto vado in giardino. La camelia ha dei fiori bellissimi. Il bacio di giuda pure. Sono sbocciati i suoi fiori rossi. La magnolia della zia che abita di fianco a me è una meraviglia. I merli ogni tanto vengono a beccuzzare e li guardo dalla porta finestra, oltre lo schermo del pc, che mi sa offrire numeri e bilanci e comunicazioni. 

C’è bisogno più che mai di Poesia, di cose semplici.  C’è bisogno di parlare con il cielo, in quella lingua antica che lui sa, e che noi abbiamo dimenticato. La sanno gli alberi, la sanno i fiori, la sanno le stelle e la luna.  Ma noi l’abbiamo dimenticata. 

Ma il cielo… Il cielo parla con noi sempre, ogni istante. Lo fa il sole, complice la terra, i pianeti tutti e la loro danza infinita, che si perde nella notte dei tempi.  Quella danza circolare ed eterna che le gonne dei dervisci celebrano nelle loro danze mistiche.  Noi di controluce lo celebriamo sempre ed in modo particolare nel tempo del solsizio e dell’equinozio. Lo celebriamo con il cuore.

Riccardo da diversi anni documenta questo momento, dalla sua splendida città. E lo fa anche adesso, che non si può fare. Non si può fare perchè un nemico, invisibile, sta minacciando il mondo, mostrando ad ognuno di noi quanto siamo vulnerabili e quanto inutili sono le nostre armi, le nostre bombe. Il nostro petrolio, l’uranio. Le flotte aeree, quelle navali. Gli eserciti tutti. I mitra, i carri armati. Il denaro. Le banche. Le borse, la finanza. 

Il cielo lo fa a modo suo. Come nella canzone “il cielo è sempre più blu”, lo è davvero dato che cala l’inquinamento in questi giorni. E c’è la primavera. E’ davvero più blu, il Cielo.

E noi lo celebriamo anche adesso il cielo, l’universo e la sua danza.  Perfetta, che va avanti come sempre, senza essere minimamente turbata. 

Posto qui la fotografia, tenera, commovente e dolcissima di Riccardo, che è una persona speciale, per me e per Controluce.  Nonostante il momento, nonostante il dolore, che ci tocca da vicino, da molto vicino, non si lascia questa casa, un po’ celeste un po’ gatta un po’ matta e sicuramente bella che è Controluce, senza la firma del Sole. 

Una firma apposta sopra un foglio di carta che però vale molto di più di Piazza dei Giudici. Perchè quel foglio di carta è un invito proprio per questo luogo e solo per questo luogo. Per noi, per chi vi passa per chi vi sosta. Per chi legge per caso e per chi invece ci viene apposta. E’ stata fatta con le mani la meridiana – Mani come strumento. In realtà – ma che ve lo dico a fare – è stata fatta con il cuore.

Grazie.

unnamed

4 pensieri riguardo “NON C’E’ VIRUS CHE TENGA.

  1. Oggi è primavera. Il cielo di queste notti starà stupendo e ogni controlucino guardandolo avrà un pensiero per gli altri abitanti di questo magico posto
    Un sorriso 🙂

  2. Grazie Marinz,
    ne abbiamo bisogno tutti di dolcezza e de pensieri delicati.
    Guardo i telegiornali… La gente sul balcone che batte pentole e coperchi. Allegri come fosse carnevale. O capodanno.
    E vedo le bare, a Bergamo, allineate in attesa di sepoltura. Penso ai malati, in ospedale, soli e lontani dalle famiglie. Alcuni sono morti soli, altri moriranno soli. Ma noi cantiamo… Non so che dire.
    So che la speranza è una cosa seria, che la fiducia in un domani va tenuta alta nel cielo, so bene che il pensiero positivo è importante,. E so bene anche che alcune manifestazioni del comportamente umano vogliono solo esoriczzare la paura. Ma a me continua a sembrare una enorme mancanza di rispetto e delicatezza verso chi ha poco da cantare.
    Ti ringrazio della tua presenza, sempre delicata, rispettosa, intelligente.
    Grazie.
    Per queste ragioni e per queste persone, come te, come Riccardo, Pinuccia ed altri che ci leggono anche se non scrivono, questo posto esiste, e continua a pulsare. Molto meno di prima, ma non è mai stato attaccato all’ossigeno.
    Giardiamo tutti le stelle, come guardiamo la luna ogni volte che è piena e non solo a Giugno. Giugno è la Luna di Betta, ancora più speciale, ancora più densa di significato.
    Qui di fianco, nalla home page di controluce c’è uno spaccato di Betta sulle stelle.
    Lo conosco a memoria.
    Lo facciamo nostro e lo dedichiamo a tutti. Come dedichiamo a tutti la meridiana di Riccardo, che si è servito di un semplice foglio di carta per chiedere la firma al sole. Non usiamo pentole, non usiamo amplificatori noi qui. Usiamo un gesto semplice, E un foglio di carta.
    grazie, un abbraccio

  3. Ric, l’uomo meridiana di Controluce non ci lascia senza l’immagine simbolo del cambio di stagione. Anche se le stagioni oltre a non essere più quelle di una volta meteorologicamente, parlando non sono più nemmeno puntuali, come d’abitudine, iniziano il giorno prima a quello stabilito da sempre, almeno per noi. Va bene, lo permettiamo.

    Stare in casa, lo considero normale, non cambia molto per me. Vado nella vigna dietro casa a raccogliere qualche erbetta per fare delle frittate e nulla più.
    e’ successo qualche tempo fa di essere sola a casa, per l’assenza di mio marito. I ragazzi non mi hanno lasciata da sola, nemmeno un giorno.Mi hanno coccolata, viziata e chi più ne ha più ne metta.
    Ricordavo, di quando piccolina i miei genitori, mi mandavano da mia nonna, che era rimasta sola e aveva paura di rimanere sola in casa.
    Un giorno avevo voglia di gnocchi e ho iniziato a farli, sapevo che occorrevano patate e farina.. non so cosa ho combinato, ma i gnocchi, più male che bene li ho fatti. penso di aver sprecato tanta farina, questo si.

    Mia nonna nel pomeriggio si era sentita male: lei soffriva di cuore, tanto che avevano persino chiamato il medico.
    A quei tempi chiamare il medico significava che la situazione era grave. Mia nonna, per fortuna si era ripresa subito ed era tornata come prima, a me è rimasto lo scrupolo che i miei gnocchi le avessero fatto male, cosa esclusa anche dal medico, ma l’incertezza mi è rimasta per un bel po.
    Francesca mi ha chiesto di insegnarle a fare le tagliatelle in questo periodo di “arresti domiciliari forzati”
    Quando vorrà lo farò volentieri. Le nonne servono anche a questo.

    Coraggio Controlucini, anche questo periodo passerà e ci ritroveremo tutti felici come Pasque ad aspettare il solstizio con Ric a piazza dei giudici

    Pinuccia

  4. Buonasera, cara Pinuccia e buonasera a tutti.
    Grazie come sempre per questo graditissimo scorcio di vita, che sa di pane, anzi di gnocchi.. e farina.
    E di nonna. Una nonna il cui grembiule da cucina odora di buono.
    Francesca è fortunata ad avere una nonna, e ancora di più ad avere una nonna come te.
    Le nonne e i nonni “servono” moltissimo.
    Sono radici profonde e forti, testimoni importanti. Anche io ho avuto la fortuna di frequentare moltissimo la casa dei miei nonni e adesso loro sono presenti nella mia vita quella interiore, accompagnano i miei passi.
    La mia nonna non era particolarmente dedita alla cucina anzi direi per niente. L’addetto era il nonno. Stava sempre a guardare il cibo in cottura e diceva che “il cibo va curato”… Faceva un risotto e poi la carne al forno con le patate che se ci penso risento i profumi.
    Saprei distinguere, qualora potesse tornare sulla terra e cucinarlo, uno di questi suoi piatti tra centomila. Ne sono certa.
    Sono impronte forti, gli odori e i sapori.
    Quelli della cucina come quelli delle persone che amiamo.. la pelle, i capelli, il sudore.
    Sono forti arrivano ai sensi più delle immagini. Molto di più.
    E a volte non averli vicino fa male.
    Ecco, adesso mi viene la nostalgia, per cui auguro a tutti una buona serata e aggiungo un abbraccio.
    Uno forte a te cara Pinuccia che hai lasciato impronte di farina in questo luogo, e ci fa un grande piacere.
    Non passeremo la scopa perchè le impronte in questa casa sono importanti.
    Come gli odori.. i sapori…
    Come il fiato..

Se vuoi, puoi lasciare un messaggio

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...