L’ALBA

Con questa immagine che definisce perfettamente il “Controluce”, auguro buon anno a tutti. E’ una immagine che invita alla riflessione, e per me molto simbolica. Rispecchia  la ragione per cui questo sito si chiama Controluce, così come è spiegato nella pagine iniziale del sito stesso e che fa così: “Controluce perchè serve l’intuizione per leggere dentro i contorni. Oltre la sagoma. Dentro l’immagine visibile. Controluce perchè è l’immaginazione che nutre l’anima bella. Controluce perchè dentro i contorni i dettagli sono visibili solo ad alcuni.”  

E’ passato molto tempo da allora, dalla nascita di questo posto, un po’ sala da tè, un po’ motivo di sosta e distrazione, un po’ cabaret, un po’ panchina.  E sono passate molte persone, gatti, gatte e cagnolini. E con essi pensieri, forti, pensieri leggeri, potenti, pungenti, dolci, struggenti.  Pensieri passati in punta di piedi (e di zampe).  In punta di coda, di baffi, di dita. Lanciati da astronavi improbabili facenti fermate in differenti galassie, a volte appena sopra la terra, a volte sotto la terra, come sonde a sondare luoghi umidi laddove gli alberi affondano le radici, laddove in questo tempo dormono  i semi buoni e un po’ meno quelli meno buoni.

L’immagine dei cipressi che si stagliano contro questa alba fiorentina, grondante di arancio, di rinnovamento,  sa di nuovo perchè conserva la memoria dell’antico. Sa di speranza perchè propone l’esperienza. Cipressi come fiamme tendono al cielo, come guglie di cattedrale. Alberi preganti. E’ una immagine che mi invita alla contemplazione e alla introspezione. Mi invita a fermarmi, a guardarmi dentro. Dentro ho i miei alberi che pregano, e rinnovano la speranza che celebra ogni nuovo giorno e ogni nuovo giorno mi porta un dono:  l’occasione di essere migliore. Di fare un pochino meglio di ieri. E il sole che sorge è questo. Esso porta con se il calore e la luce che cancellano per un po’ di ore il buio e il freddo della notte che però tornerà in tutta la sua bellezza e utilità. Attività e riposo che eternamente si alternano, testimoni che il tempo è tondo. Che tutto torna, che niente si crea e niente si distrugge.

E’ una immagine che invita al Silenzio. E sappiamo quanto serve, il silenzio. Quel silenzio interiore, che sa ascolatre il respiro e basta. Vivere il momento dentro il momento perchè è il momento. Quanta vita perduta a preoccuparci per l’ieri, per il domani, senza vivere l’adesso che è il solo momento di vita. Vivere l’adesso. 

Seguo con lo sguardo la sagoma dei cipressi e so che essi hanno piccoli aghi, e rami, e corteccia, e radici e cuori palpitanti. So che hanno bisogno di sole, di acqua, di terra, di luce.  In questa immagine appaiono come semplici sagome che interrompono il cielo che partorisce il sole come totem inanimati eppure sono tutt’altro.  Custodiscono Sapienza, e memoria. E nidi. Sono casa per molti. Per guardare dentro il Controluce serve leggere oltre i contorni, serve guardare dentro.

Così come serve “guardarsi dentro” per leggere dentro i propri contorni, oltre l’immagine, oltre ciò che il mondo vuole che noi siamo, e che alla fine finiamo per crederci pure noi. In questo tempo che snatura e violenta, dobbiamo ritrovarci per vivere davvero. Anche affettare un pomodoro, pulire il pavimento di casa, è vivere. Basta farlo con consapevolezza. Pensando al respiro, all’aria che inaliamo e tratteniamo e buttiamo fuori. E’ vita che ci permette di vivere! Anche mentre facciamo cose che chiamiamo incombenze.  Non è mica semplice, ma ogni giorno un pezzetto di più. Come imparare a vivere più lentamente, almeno quel tempo che ci viene concesso al di là del lavoro, quel tempo che possiamo bere sorseggiando e non ingurgitando. Centellinare il tempo. Sembra un lusso, addirittura un’utopia invece è questione di esercizio. Lento, paziente e consapevole. Dopo di che puo’ venire naturale. Comunque vale la pena di provarci. Assaporare anzichè divorare. Annusando, conservando, e consumando in lentezza, dolcezza, consapevolezza. Senza perdersi odori sapori sfumature e dettagli.

Questa mattina mi sono fermata a prendere un caffè sotto l’ufficio: davanti al bar ci sono dei grandi vasi con delle piante con fiori bellissimi, bianchi (poi scendo e scatto una foto e ve la mostro). Ho condiviso la vista con il ragazzo del bar il quale mi ha risposto: ahh vero..non avevo fatto caso. Ecco: questo è triste. Parecchio. Fiori che sbocciano in gennaio, bianchi come neve da piante in vaso davanti al bar, lavorare in quel bar con la vetrina davanti tutto il giorno  a quelle piante e non farci caso.  Che peccato!  Per darci quei fiori sono occorsi soli e notti, pioggie e venti, e tutte quelle cose invisibili che per milioni di anni hanno lavorato perchè quei fiori sbocciassero su quelle piante.. 

 

 

2 pensieri riguardo “L’ALBA

  1. Esattamente Marino.
    Importa l’apparenza, si giudica dall’apparenza. E ovviamente la moda. Come diceva il Piccolo Principe “l’essenziale è invisibile agli occhi”.
    Colgo l’occasione per augurare, anche qui, un buon anno alla tua famiglia e un puffetto al tuo cucciolo.

    Ne ho sentita una di recente: un sito vende abiti (virtuali) in cambio di soldi (veri).
    Funziona così: acquisti un abito virtuale, e un sofisticatissimo software lo “indossa” a te (fotografia) in modo tale che il risultato è come se tu lo indossassi per davvero. Poi posti sui social la tua foto con addosso quell’abito che mai potresti permetterti. Grandi firme, grandi abiti.. ecc. Così alla modica cifra di 10/15 euro fai la tua bella porca figura su FB Istagram ecc.
    Al momento ho creduto che dopo questa, ho sentito tutto. Ma so che non sarà così.
    Pero’ ammetto che è una delle cose più tristi che ho sentito.

    Qualche giorno fa ero in giro a Milano, una Milano spendida, una gran signora, vestita a festa, pulita linda e lucida. Un brulichio di turisti e tante luci. Bella.
    Una passeggiata in galleria: moglie fa finta di uscire da Prada e marito la fotografa. La stessa scena si è ripetuta da Cracco, sempre in galleria. Ho provato un profondo senso di pena e di tristezza. Altre immagini di quella passeggiata: selfie con le dita rigorosamente in posa di “vittoria” sullo sfondo le insegne delle vetrine della grande moda di Montenapoleoone.
    Ognuno fa come gli pare per carità.
    Ma in questa società completamente andata in vacca, io ci vivo. Ci devo vivere.
    Per questo mi dispiace ora più che mai che non si fermano più in Controluce le astronavi di un tempo, con l’omino verdolino per pilota, perchè in un atro pianeta o meglio ancora di un’altra galassia francamente ci andrei volentieri. Approfitterei dell’occasione di sicuro. E’ proprio vero che certi treni passano una volta sola…

    Un abbraccio a tutti da una celeste un po’ grigia tipo carta da zucchero senza lo zucchero.

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