FURBETTI E CRETINI

Non so voi, ma personalmente sono indignata dall’utilizzo del  termine “i furbetti del cartellino”.  Sono una donna che lavora, come molti, e come molti vado al lavoro anche con la febbre. In 35 anni di lavoro ho presentato TRE brevissime malattie di cui due per ricovero ospedaliero. Come molti altri lavoratori in questo paese lavoro onestamente, con correttezza, senso di responsabilità e serietà. E offende sentire (4 volte in un solo TG) “i furbetti del cartellino”.  Ti vedi davanti il film anni 60 della mamma che con un sorriso malcelato rimprovera il figlioletto perché ha rubato la marmellata.  Sono reati gravi, truffe, ai danni della comunità, della gente che lavora tutto il giorno facendo i salti mortali per fare la spesa, accudire i figli, andare alle riunioni della scuola, e tirare la fine del mese. Per dirla in parole povere, se quelli sono “furbetti” noi altri siamo cretini.  Non ci sentiamo eroi (ma forse dovremmo). Ma sentiamo di vivere con dignità e senso del dovere. E Rispetto. Chi è preposto all’informazione  dovrebbe fare molta attenzione alle parole da dire e soprattutto a quelle da non dire. Nel nome del Rispetto e nel nome di chi lavora e paga gli stipendi. Ai “furbetti” del cartellino, e anche ai “giornalisti”.

4 pensieri riguardo “FURBETTI E CRETINI

  1. Ormai la terminologia italiana è ridotta a puro titolarismo. Fa più effetto leggere furbetti che truffatori. Una sorta di buonismo italico (per tornare anche al post precedente) ma di buono c’è solo che chi lavora non viene gratificato chi ruba invece la fa quasi sempre franca.
    Un sorriso 🙂

  2. Ciao Marinz, un sorriso anche a te.
    Generalmente non ho molta stima dei giornalisti e zero assoluta dei cronisti…
    Presente? Luogo terremotato alluvionato incendiato e la fatidica domanda con il microfono a un centimetro dalle labbra del povero cristo che ha perso casa figli cose cani nonni “lei cosa prova?”
    Io provo un forte irrefrenabile impulso di spaccarti la faccia cosa che farò se in un nanosecondo non ti levi dalle palle. Ecco cosa provo.

  3. Ci sono poi persone che si reputano furbe o furbette che appena si accorgono dell’idea di qualcun altro per un qualsiasi lavoro subito la copiano e la spacciano per loro, credendo che tutti siano fessi e ci credano- Esistono persone simili. forse contano sul fatto che rubare idee e opportunità sia geniale .
    Siamo circondati da “furbetti” ladruncoli credendo di esserlo a loro insaputa.

    un abbraccio a tutti i Controlucini.

  4. Ciao Pinuccia. Le persone furbe mi fanno tristezza. E mi fanno quando insultano l’intelligenza delle persone: infatti di solito credono di poterti raggirare. E’ una cosa che non sopporto. Purtroppo ho perso un’amicizia che ritenevo importante negli anni. Ma… mi raccontava le bugie propinandomi un “sono come tu mi vuoi” che mi ha fatto male tanto quanto una coltellata.

    L’amicizia si deve poter confrontare, e deve anche accettare le critiche. Ma c’è chi sceglie la strada più semplice prendendoti bellamente in giro “nascondendoti” ciò che a te non piace. Offrendoti un surrogato di sé, indossando una maschera. Già, nella vita mi è capitato questo: perdere qualcuno perché ha ritenuto di darmi una versione diversa piuttosto che affrontare una critica. Raggirandomi, facendomi male così… propinandomi una bugia dietro l’altra.
    Non è questa l’amicizia. Gli amici si affrontano, si scannano, si insultano, se necessario. E resta ciò che conta. Invece la delusione della bugia non lascia più spazio al cuore… Per questa persona avrei attraversato l’oceano a nuoto ma adesso.. non c’è più spazio. Passato il dolore della delusione è rimasta l’amarezza. E successivamente un grande rimpianto. Come scrisse Francesca anni fa sul Mulino di Amleto: puoi perdonare il tradimento di un amante ma non quello di un amico.
    Una canzone di Cocciante: perché un amico se lo svegli di notte scende in pigiama prende anche le botte e poi te le ridà. Questa è l’amicizia. Non comprende le palle…

    Rubare le idee..
    Mah.. Io ho trovato in rete alcuni pezzi scritti da me in Controluce, proprio con il copia incolla. Pazienza. Vorrà dire che sono piaciuti. Che ti devo dire? Mi starebbe bene, ma la cosiddetta “netiquette” ma soprattutto la buona educazione ed il rispetto, impongono che si citi la fonte.

    Un abbraccio cara Pinuccia. A presto. Ti pensiamo tutti con affetto. Grande. E soprattutto sincero.

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