CONTROLUCIANDO

Non scrivo molto, ne parlavo ieri. Perchè non lo so. Forse mancano amici mici amiche micie animaletti verdi ed elefantini. Vero, ho menestrelli e messaggeri del cielo, Vero. Ma ci sono anche nei miei giorni. La rete è bella, una bella cosa, un infinito bacino di curiosità di possibilità di conoscenza. E di porcate. Come tutto, come sempre, come ogni cosa dipende dall’uso personale, dalla fruizione, dall’attenzione, dalla capacità di discernere che non è proprio di tutti. Diciamolo. Questo blog è in rete, e alcuni dei miei amici più cari sono nati qui,. Non li conoscevo, prima di Controluce. E ora sono nei miei giorni, frequento la loro casa e loro frequentano la mia. Quella fisica ma soprattutto la casa spirituale. Passeggio nel loro tempo come loro nel mio. Quindi Controluce è un sito buono, foriero di bellezza e di rapporti edificanti. Forti. Belli. Veri. Vite che si intrecciano con la mia proprio come accade alle persone che si incontrano per strada, al bar, al cinema, a casa di amici, in libreria, al parco, al supermercato. Viaggio in treno, ogni giorno e ogni giorno rifletto sulla solitudine della gente e non no ho mai percepita tanta come in questi 10 anni. L’età non conta: 18 anni o 50 il telefonino sostituisce libri, giornali e conversazioni. Diamo fastidio, io e le mie compagne di treno perchè chiacchieriamo. Lo facciamo con la voce, con i gesti, con i sorrisi. Proprio come si faceva in epoca pre-smartphone. Si parla di ricette, di libri, di piante, di quotidianità. Si condivide qualche aneddoto, ci si scambiano notizie, informazioni, si commenta si argomenta si racconta. Si condividono quelle cose che possono essere condivise e raccontate in un luogo come un treno. E diamo fastidio. Lo notiamo ogni giorno: le occhiate e le espressioni del viso sono più che eloquenti. Perché?  Bè…. per lo più queste persone infastidite sono quelle che sfogliano pagine e pagine di facebook, chattano in gruppo con whatsApp ecc. E’ vietato disturbare: queste attività richiedono così tanta concentrazione, tanta dedizione che nemmeno in chiesa si deve fare più silenzio. La scorsa settimana, all’inizio mio malgrado, ma poi lo ammetto, ero affascinata,  guardavo una donna di circa 30 anni (mia mamma aveva già me in età da asilo). Ha trascorso trentacinque minuti a guardare in continuazione un filmato su facebook dove dei ragazzi ad una festa mostravano alla telecamera ora un piatto con hamburger e patatine, ora uno spritz, ora sorrisi con labbra color rosso valentino opportunamente impostate a bacio … Intervallato da pollici alti, quando non i mignoli di entrambe le mani. L’ha guardato e riguardato almeno 10 volte, stoppando ogni tanto e ingrandendo con le dita l’oggetto del fermo immagine. L’hamburger, un viso, un calice di vino. Ero… affascinata, ve lo giuro. E mi domando dove stiamo andando… Se ci rendiamo conto anche minimamente che siamo un gregge di pecore, burattini nelle mani di esperti burattinai cui consegnamo la nostra vita, le nostre intimità, i nostri gusti, tendenze, consumi, qualsiasi cosa. Entriamo volontariamente in un gigantesco data-base, ci entriamo con tutte le scarpe senza vestiti, senza nemmeno le mutande. Siamo manipolati e crediamo di non essere mai stati così liberi. La prigione peggiore è quella dentro la quale ci si ritiene liberi. Siamo dentro la caverna, Platone se la ride dalla tomba. Scendo dal treno: per attraversare la strada spesso uso il sottopasso della metropolitana. Accanto a me cammina un ragazzo. Un botto tremendo. Il suo crapone sbatte contro il pannello luminoso degli orari del treno. Camminava leggendo il cellulare. Ben gli sta mi viene da pensare. Un bel bernoccolo ben meritato. Ma la mia mente corre a quelli che lo fanno mentre guidano. E ammazzano gli altri. Torno a casa la sera, accendo la TV mentre affetto pomodori. Un uomo uccide i propri figli perché trasmette il video di lui che guida. Si ribalta con l’auto. Uccide due bambini. Gli auguro di non morire prima di cent’anni perché gli resti il tempo del rimorso. Ma poi penso se una persona del genere sia capace di rimorso. Dove sta andando l’umanità. Questa è evoluzione? Non direi proprio. Genitori che alla figlia per i diciott’anni regalano le tette nuove. Madri che a 50 anni ne vogliono dimostrare 25 e non si rendono conto di quanto il risultato sia ridicolo e patetico. Tatuaggi, abbronzature, labbroni. Dove sono la sobrietà il buon gusto, l’eleganza? Tutti dietro come pecoroni ai must della moda. Ciabatte stile mocassino di Gucci aperto dietro. Ciabatte di gomma della doccia, con il pelo sopra. Roba da stilisti, 400 euro al paio minimo. Non si possono guardare. Tutto questo vale anche per le cose di dentro. Egoismo imperante. Rapporti falsi, relazioni di plastica colorata. Usa e getta. L’ apericena, il cinemino, lo spitz sulla terrazza chic che quasi tocchi la Madonnina (poveretta…). Mi sento bene nel mio pantalone di cotone beige la mia camicia bianca il mio sandalino basso, orecchini di perle e un girocollo quasi invisibile. Non sarò trendy ma mi sento bene così. Vedo donne che sembrano lampadari ambulanti dalla bigiotteria che si caricano addosso. E la cosa brutta è che il pacchiano è dentro. Il cattivo gusto, la volgarità sono dentro… Sale l’amica della mia vicina di treno: Cccciaaooooooooooo Macciaoooooooo ma che bello vederti!!! baci, baci, abbraccio. Dai che ci facciamo un caffè nei prossimi giorni.. Un’ape.. si si dai facciamoci un’ape. Ci sentiamo eh! Ccciaooo ccciaoo ciiiaoo. Scende. L’altra si attacca al telefono: ho incontrato la franciiii ma che palle dio com’è ingrassaaaata. Non potevo evitarla e me la sono cuccata tre fermate miiiiiiiii. Io la guardo, credo con disprezzo. Mica coglie. Ma va. Amen. Prendo la mia borsa e scendo. Mi dirigo al solito bar. Ciao Ale. Lui: buongiorno signora. il solito? Si Ale, grazie. Il solito. E insieme al mio caffè macchiato mi allunga un cioccolatino. Mi sa che ci vuole vero? Ehhhh….. Si Ale, ci vuole. Esco e c’è Ivano il commesso della libreria sulla porta che sistema la vetrina. Ciao Ivano. Ciao fa lui, oggi fa meno caldo, dice. Ci vediamo buona giornata. Come sono belle le persone normali.

3 pensieri riguardo “CONTROLUCIANDO

  1. Purtroppo è così… lo sguardo aperto al mondo ma la mente chiusa in uno schermo… questo è quello che sta capitando… invece di sfruttare la tecnologia questa ci sta manipolando… per fortuna ci sono persone che lo usano con leggerezza e che trascorrono il tempo alzando la testa e guardandoti negli occhi.. e poi ci sono le pagine come questa che danno un tocco di serenità per il futuro
    un sorriso 🙂

  2. Ciao Marino.
    Marino, per chi non è di casa Controluce, è una persona incontrata qui, e, come con altre persone ho un rapporto bello e cordiale, di condivisione anche fuori di qui.
    Detto questo, si, condivido tutto.

    Mi metto nei panni di alcuni genitori di adolescenti che ogni momento debbono discutere coi ragazzi per il troppo uso del telefonino, come del resto era, ieri, la play-station: è solo cambiato il mezzo, ma la tecnologia sostituisce le relazioni. E l’uomo, come ben sappiamo è per sua natura un animale gregario e vive (anche) di relazioni.

    E’ bello (quanto raro) incontrare ragazzi che possiedono un equilibrio e che usano la tecnologia e fanno tutte le cose che fanno i ragazzi ma che sono capaci di condurre con la giusta misura e con soddisfazione la propria vita, i propri affetti, interagire con il prossimo e sviluppare, coltivare, trattenere delle belle relazioni, costruttive, foriere di crescita, scambi, risate, sia a livello profondo sia a livello leggero.

    Ma ahimè ne vedo pochi.
    Io sento una grande crisi delle relazioni e una scarsa, scarsissima attenzione al valore di queste ultime.
    Trovo che la parola “amicizia” sia largamente abusata, tutti amici… FB in testa. Farebbe bene a sostituire la parola amico con contatto. Perché l’amicizia è una cosa importante, è sacra quanto l’amore anzi mi correggo perché amicizia è amore.

    A me pare una società fortemente autistica, o bipolare, comunque gravemente affetta da disturbi affettivi, o di personalità.
    Uso con molta attenzione la parola AMICO-AMICA e in questi ultimi anni ancora di più perché l’amicizia è una cosa, la profondità un’altra. E secondo me AMICI sono persone che sanno raggiungersi e trovarsi in profondità. Anche in quelle nere, negli abissi dell’anima come nella leggerezza di un volo di libellula.

    Ma l’empatia è un aspetto della natura umana è sempre meno presente nella gente.

    Trovo che siamo sopra un immenso palcoscenico e non ce ne rendiamo conto.
    Ogni tanto discorrendo mi sento dire: bè ma è sempre stato così.
    Omologazione prima adesso uguale cambia solo il mezzo la scarpa il cappotto il meme.
    Non ne sono sicura.
    Continuo a precisare che non ritengo che la rete incarni il male.
    Ma quando vedi robe pubblicate su you-tube – stupri, abusi da bande di delinquenti a carico dei vecchi tanto per ridere sul tubo, che diventa virale… io penso che ci debba essere una censura. E forse si, c’è dentro il male che ci lavora e ci plasma e mi chiedo se tutto questo finirà per sottrarre all’intelletto, al cuore, alla memoria umana la capacità di distinguere il bene dal male.

    E credo che serva una censura, un controllo sulla rete. Perché in un mondo perfetto non servirebbero leggi e regole. Ma questo mondo non è un mondo perfetto, e non vuole esserlo.
    Si sa, un mondo perfetto (senza miseria e fame) a chi ha il potere economico ovviamente non conviene.
    Ma noi abbiamo il controllo sulle spese che facciamo: se vai via qualche fine settimana e non hai dichiarato un “reddito adeguato” entri nella lista nera, ti possono controllare il conto corrente, ti passano al setaccio i consumi. Facile con le carte di credito, carte fedeltà, account google ecc ecc ecc.

    Invece in rete pubblichiamo come fabbricare bombe, far ubriacare ragazzine/i carne da macello, far venire i labbroni a canotto succhiando dalla bottiglietta di plastica – qualche ragazzina è già morta… Ma… guai al controllo!! E’ un paese libero, libertà di pensiero, libertà di espressione !! Guai!! Il popolo insorgerebbe!! Governo fascista ecc ecc ecc. Esempio attuale: la guerra dei like….

    Il tizio coi baffetti ci aveva provato, ad avere sotto controllo tutto il genere umano.
    Ha fallito. ma la rete no.
    La rete non fallisce inoltre non usa alcuna arma, alcuna violenza,
    Noi corriamo in braccio al despota allegramente, ridendo come matti, felici di farlo e convinti di essere fighi, belli e ammirati….

    E, come disse lui, il baffetto: “Al vincitore nessuno chiederà mai conto di quello che ha fatto”.
    E poi ancora:
    “Più grande la menzogna più grandi le probabilità che venga creduta.
    Già.

    Consiglio il film THE CIRCLE. Illuminante se venisse guardato come viene spacciato: una specie di fantascienza, un futuro possibile. Niente di nuovo invece se lo si guarda per ciò che è: il tempo in cui stiamo. Preciso preciso. In ogni caso merita perché è il sunto de “I peggiori anni della nostra vita”

  3. Ps
    qualche settimana viaggiavo in treno sotto un acquazzone fortissimo e dopo un po’ dal finestrino è comparso un meraviglioso arcobaleno.
    NESSUNO delle persone che viaggiavano nella mia stessa carrozza lo ha visto .
    NESSUNO aveva lo sguardo rivolto all’esterno. Tutti immersi nel telefono. Credo di averlo visto soltanto io. Era bellissimo. Qualcuno potrebbe dire: bè ma potevano essere libri, nonsolotelefonino. Vero!!! Ma la gente che legge libri secondo me è contemplativa. Ha una differente sensibilità e avrebbe guardato il diluvio e avrebbe senz’altro visto l’arcobaleno.
    Possiedo l’immagine di una persona che posa il libro in grembo e si perde nella campagna fuori dal treno, incolla lo sguardo al tramonto, accompagna un cane che corre nel parco oltre i binari.
    Poesia

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