21 DI GIUGNO IN CONTROLUCE

Buongiorno ancora a tutta Controluce. In controvento, controcorrente, contromano. Innanzitutto un Miaaaaaaoooooooo forte a Petula: so che ha lasciato un Miaaaaaoooo forte e chiaro a casa ZarZiguli per il tramite del MioMao.

A seguire il reportage di Messer Riccardo. Messer era il secondo appellativo datogli da Petula dopo il Menestrello della Luna. Allora: il nostro ing. è fuori Firenze ma MAI e poi MAI avrebbe lasciato Controluce e i suoi abitanti (4 gatti ma che gatti!) senza la tradizionale firma del sole. Pertanto eccovi il documento firmato 19 giugno 2019. Che a detta mia, è un bellissimo numero. Ed io scarto con voi questo regalo che ho ricevuto impacchettato e opportunamente infiocchettato. E vi riporto la sua giustificazione (sua, del Riccardo) per aver provveduto due giorni prima:

“dato che il solstizio è un massimo della traiettoria del sole lungo il suo moto apparente sull’eclittica, l’errore che si commette è trascurabile”.

Ecco… (!!!)

Era vestito da ingegnere: un regolo gli spuntava da dietro un orecchio e da una delle tasche faceva capolino una chiave inglese, dall’altra un paio di cacciaviti di cui uno rigorosamente “a stella”. Al passaggio, come pollicino seminava briciole, lui sparpagliava brugole e bulloni. Ma … lo devo dire, anche polvere di stelle, e una scia di luce (lunare?) permaneva per qualche istante dopo il suo passaggio. Quindi .. mah!! Confermo il soprannome che gli diedi molti anni fa: IGM – ingegnere geneticamente modificato. Grazie Riccardo. E grazie Petula. Io lo so per cosa, e anche te lo sai.

Cliccando sulle foto è possibile ammirarne i particolari. praticamente è quasi come essere …là.

3 pensieri riguardo “21 DI GIUGNO IN CONTROLUCE

  1. Che bella Firenze!
    Grazie al senso estetico unito all’amore per la sua città, alla cura con cui si sofferma per scattare le foto Riccardo ci amplia la sua visione di Firenze. Piazza dei giudici con la sua meridiana, vista da più angolazioni, è veramente notevole.
    Grazie perchè ad ogni cambio di stagione sei sempre lì a documentarci il cammino del sole.

    Grazie anche a Celeste che ci ospita a casa sua per festeggiare il cammino del Sole.

    Un affettuoso ricordo di Petula, struggente in questo periodo, la Gatta, che con la sua intelligenza sapeva essere l’anima di Controluce.

    Un abbraccio a tutti.

    Buona estate!

    Pinuccia

  2. Buongiorno Pinuccia e buona settimana.
    Concordo su tutto e miagolando condivido la tua bellissima frase su Petula/Betta “la Gatta, che con la sua intelligenza sapeva essere l’anima di Controluce”.
    Mi manca. Qui, e nei miei giorni. E’ stata per me un riferimento, e lo è ancora. Molte sue riflessioni, delicate ma precise ad infilare il bersaglio sono state per me lezioni.
    Quella Gatta aveva un umorismo e una ironia che sapeva esprimere senza peli (ma solo sulla lingua essendo Gatta) con delicatezza e infinita eleganza. Mica pizza e fichi. R. direbbe mica unto di fagioli. Con la g sua ovviamente….

  3. Si. Firenze è bellissima. Firenze è … Firenze.
    C’è un filo particolare che mi lega a Firenze, luogo che per me ha diversi profumi.
    I luoghi che hanno accolto alcuni passi e accompagnato battiti del cuore sono come gli odori, come i sapori.
    Magari ci scordiamo le strade, le botteghe (ora come ora è anche facile dato che cambiano ogni venti minuti…) Ma non scordiamo odori. Sapori..
    Firenze è parte di una parte importante della mia storia. Qualche vicolo, qualche portone, conserva cose di me. E non importa mica ritrovare quel vicolo, quel portone, quell’androne o quel giardino. Un po’ di energia credo sia la’. Un po’ di me. Qualche respiro qualche rumore di passo. Anche qualche lacrima. Risate. Panchine di stazioni. Cose così. I luoghi sono terribili. Un po’ come le canzoni. Niente ti riporta emozioni come sanno fare luoghi e canzoni. Ecco perché a volte qualche canzone non la vogliamo più ascoltare e in qualche luogo non si fa ritorno. A volte fa male. Altre volte no…. Ci sono ragioni per tornare. Per riascoltare. Per ritrovare. Così come per trovare del nuovo.
    Vabbè. scusate. sarà il caldo. Il tempo si dilata, e perde la forma che il cervello gli impone. Diventa come pongo confonde e mescola passato remoto presente e perfino il futuro. Gioca il tempo e si prende gioco di noi. O meglio non lo fa il tempo dato che … non esiste. Lo fa la nostra mente che se per una volta si mettesse d’accordo con quel muscolo che sta dentro il petto sarebbe tutto più semplice. O forse no.
    Questi pensieri mi hanno presentato una analogia, guardate se avete voglia e pazienza questo pezzo. Lo ha scritto una donna che penso mi perdonerà se lo linko qui…
    http://www.silmarillon.it/default.asp?artID=407&numeroID=29

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