RIGHELLI

SIAMO BIMBI COL RIGHELLO IN MANO A MISURARE IL CIELO
e perdiamo pure il conto..

La trovo molto bella, tenera ed efficace. L’oggetto della conversazione era cosa è spiegabile, in che misura lo è, e se davvero lo è. La conversazione era tra me e Riccardo, che sostiene che: le “leggi” della fisica sono solo delle ipotesi, che nel nostro ristrettissimo mondo di esperienze funzionano “abbastanza”.

Siamo bimbi con il righello in mano a misurare il cielo” mi ha colpita: mi è venuta in mente una delle tante immagini di Folon, apparentemente infantili, apparentemente tenere, sempre atte ad illustrare la nostra piccolezza, la sconfinata piccolezza nell’immensità dell’universo.  Commovente Folon. E commovente chi sa inchinarsi davanti all’immensità e al mistero. A chi sa riconoscere che non siamo nulla, che sappiamo ben poco di tutto e che quel poco che crediamo vero potrebbe essere totalmente falso.  Siamo bimbi con il righello in mano a misurare il cielo,  e perdiamo pure il conto. Siamo bimbi con un cucchiaino in mano pretendendo di svuotare il mare. Siamo uomini e donne che non conoscono il primo dei misteri, l’inizio della vita, il primo battito. E l’ultimo. Tanto meno cosa c’è nel mezzo.

jean-michel20folon204

6 pensieri riguardo “RIGHELLI

  1. Belli questi Righelli se non bellissimi. Il fatto è che anche queste stecche per misurare e disegnare il mondo sono una nostra invenzione, come tutto il resto. Dio, l’universo, la scienza, l’arte, l’amore e così via sono un nostro disegno, una nostra rappresentazione. Ci affanniamo a disegnare sempre nuove cose, alcune anche bellissime, pensando di riuscire in qualche modo a definire quell’ “oltre” che ci sfugge. Ma anche questa meta metafisica come il “niente”, sono altre nostre invenzioni e non la Realtà. Forse dovremmo gettare via il nostro righello e le nostre matite e cancellare tutto quello che abbiamo disegnato. Fermare la mente ed acquietare la mano.

  2. buongiorno Claudio, benvenuto anzi bentornato.
    Dovremmo veramente fermare la mente e chetare la mano, almeno ogni tanto concederci uno stop. Alcuni pensano troppo, facendo un rumore bestiale 🙂 Altri disegnano troppo. Misurano troppo. Pesano troppo. Siamo d’accordissimo.

    Purtroppo e/o per fortuna la necessità di conoscenza dell’uomo si configura con il suo destino.
    Forse dovremmo fermarci a “contemplare” l’universo ma è dalla contemplazione che ha avuto inizio il bisogno di “sapere”, dalla notte dei tempi.
    Quindi, eccoci con in mano uno strumento inadeguato, che qui lo chiamiamo “righello” con il quale pretendiamo di imparare, di conoscere.
    Ma siamo piccoli come piccolo è lo strumento, righello, intelletto, possibilità. E’ insito nell’uomo il bisogno di allargare i propri confini, il proprio pensiero, sfidare ignoto, avventurarsi oltre.. Ma ci servirebbe molto di più di ciò che disponiamo. Molto di più. E, direi fortunatamente, non lo possediamo questo molto di più. Ma non siamo fatti per contemplare e basta. Gli antichi hanno inventato gli dei per spiegare tutte le cose che esistono.. E continuamente l’umanità intera si interroga su Dio, ognuno lo chiami come vuole. Siamo fatti per farci domande, non possiamo farne a meno.

    Considerate la vostra semenza:
    fatti non foste a viver come bruti,
    ma per seguir virtute e canoscenza.”


    Ulisse incarna questo bisogno. Parte, sfida prove incredibili, incappa nelle illusioni, nelle sirene.. Un casino bestiale perchè .. non gli basta vedere contemplare ammirare. Subire. E l’impresa lo logora, lo annienta, lo ingoia…
    Ma… se non fosse spinto da desiderio di conoscenza bensì dal voler dimostrare di essere un eroe e dimostrare di essere in grado di dominare la natura, le sue forze, e di superare terribili prove?
    Anche questo dimostra che il nostro misero righello non ce la fa nemmeno qui…

    Nel mio piccolo ogni tanto cerco di spegnere la mente, di svuotarla dai pensieri, e di fermarmi semplicemente a contemplare il cielo, un fiore, un suono della natura. Un ruscello. Anche ieri, una persona speciale mi ha invitata a farlo. Quando succede è bello. E sinceramente quasi sempre, a me basta!!
    🙂

  3. “Uno scorpione chiede ad una rana di lasciarlo salire sulla sua schiena e di trasportarlo sull’altra sponda di un fiume; in un primo momento l’anfibio rifiuta, temendo di essere punta durante il tragitto, ma l’aracnide argomenta in modo convincente sull’infondatezza di tale timore: se la pungesse, infatti, anche lui cadrebbe nel fiume e, non sapendo nuotare, morirebbe insieme a lei. La rana, allora, accetta e permette allo scorpione di salirle sulla schiena, ma a metà strada la punge condannando entrambi alla morte; quando la rana chiede allo scorpione il perché del suo gesto folle, questi risponde: “È la mia natura”.
    Non ho una grande opinione dell’uomo come specie. In realtà ho una pessima opinione della Natura, che è di una fredda e cinica efficienza in ogni sua manifestazione (splendida sintesi è data dal decimo corollario alla Legge di Murphy, di Arthur Bloch, che recita: “Madre Natura è una puttana”), e di cui il genere umano è, in effetti senza colpa, una perfetta emanazione.
    Detto questo però c’è una caratteristica umana estremamente avvincente, che non finisce mai di stupirmi, ed è la indomita, inarrestabile, assoluta e continua ricerca. Non si molla mai, anche di fronte alla certezza del fallimento o alla evidenza dei fatti. E’ nella natura umana, il non mollare mai, e questo a mio modo di vedere è una delle poche doti, se si vuole anche catartiche, che sono in dote all’uomo.
    A volte ho l’impressione, se non la certezza, di essere una serie di topolini dentro un labirinto, inconsapevoli, a vantaggio di osservatori esterni a noi ignoti. Una sorta di Truman nel suo show: chissà che con questo nostro continuo sforzo non succeda che qualche topolino esca dal labirinto, come Truman:

    Truman: Chi sei tu?
    Christof: Sono il creatore… di uno show televisivo che dà speranza, gioia ed esalta milioni di persone.
    Truman: E io chi sono?
    Christof: Tu sei la star!
    Truman: Non c’era niente di vero?
    Christof: Tu eri vero! Per questo era cosi bello guardarti. Ascoltami Truman, là fuori non troverai più verità di quanta non ne esista nel mondo che ho creato per te… le stesse ipocrisie, gli stessi inganni; ma nel mio mondo tu non hai niente da temere… Io ti conosco meglio di te stesso!
    Truman: Non ho una telecamera nella testa!
    Christof: Tu hai paura… per questo non puoi andare via. Stai tranquillo… ti capisco. Ho seguito ogni istante della tua vita. Ti ho seguito quando sei nato. Ti ho seguito quando hai mosso i tuoi primi passi. Ti ho seguito nel tuo primo giorno di scuola. Il momento in cui hai perso il tuo primo dentino… come fai ad andartene? Il tuo posto è qui, con me! Parlami… dì qualcosa… accidenti Truman, Cristo vuoi parlare? Sei in televisione! Sei in diretta mondiale!
    Truman: Casomai non vi rivedessi, buon pomeriggio, buonasera e buonanotte!

    Ciao controluci,
    R

  4. Splendidi esempi. Namastè.
    Mi piacciono questi confronti tra persone che si fanno domande, da Claudio Arch passando per Ulisse per finire con Riccardo tra ranoocchi …………….. e scorpioni.
    Penso che tarallucci e vino ci starebbero da Dio!
    Apparecchio?

  5. E piano piano, lentamente, siamo giunti al giorno del solstizio, giorno in cui il “Nostro” ha da compiere il rito in piazza dei giudici! Grazie!

    Cele, al posto di tarallucci e vino offriamo un bel gelato. Ormai le temperature lo richiedono!!!

    Fusa a tutti e un miao a chi sappiamo noi.
    Pinuccia

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