SCATTI

Canzoni-su-Milano

Una ragazza legge un libro, appoggiata alla struttura di sostegno del metrò. Il viso rigato di lacrime. Forse legge una storia triste. Forse le righe stampate hanno risvegliato un ricordo. Forse è commozione. Forse tenerezza. Un corpo minuto, le mani forti. E’ come sospesa, tra il metrò e una nuvola. Tra il nero e l’azzurro nella polvere delle vie di mezzo. Sfumata, tra un tempo ed un altro.

Un ragazzino è seduto, accanto alla nonna: ripassano insieme un capitolo di storia. Medioevo. La nonna è sportiva, capelli bianchi, un filo di perle. Scarpe comode. Tornano da Torino. E’ una nonna viaggiatrice, treni e nipote. Storie. Sorrisi. Complicità e protezione. Il ragazzino recita la lista delle prossime visite in programma con la nonna: Firenze, Venezia e Bologna. Bella scena.

Un signore sorride al proprio golden retriever. Lo tiene al guinzaglio. E’ bellissimo. Il cane e anche il signore che gli sorride, dietro i baffi curati e bianchi.

Una signora molto grossa, con una tuta da ginnastica rosso e nera, il berretto di cotone con visiera, con il cavallino della Ferrari ricamato sopra. Ha un viso irregolare, un occhio offeso che guarda da un’altra parte. Una grande borsa tra le mani. Scarpe da ginnastica. L’aria di chi non se la passa bene. Si guarda le mani. Le unghie rosicchiate.

Una giovane donna con una chioma biondo platino fino alla vita. Boccoli ossigenati, stopposi. Una gonna di raso rosa chiaro, di quelle fatte come le mantovane delle tende, a fasce arricciate. Un tacco alto a spillo, scarpe borchiate, listelli incrociati. Cammina a scatti, nervosa, altezzosa. Petto in fuori. Sembra uscita da un libro polveroso dimenticato da qualche parte qualche mezzo secolo fa. Un tipo tutta legno. Viso butterato spalmato di fondotinta scuro. Trasmette contrasti. Tristezza forse. Malinconia?

Una ragazza giovane, capelli lisci, lunghi. Senza trucco. Jeans, scarpe da ginnastica bianche, leggings nero. Zaino mezzo aperto da cui fuoriesce un codice civile. Occhi verdissimi. Faccia pulita. Freschezza.

Diversi turisti americani, tedeschi. Con il trolley al seguito. Salone del mobile qui, a Milano. Gente che approfitta e visita il lago di Como, il lago Maggiore. E poi Milano, Bergamo, Varese. Allegria. Curiosità. Entusiasmi.

Fotogrammi di un mattino qualunque. Milano. La mia città. Una città che si muove in fretta.

E’ curioso osservare: dietro il berretto rosso, oltre i boccoli artificiali, dietro gli occhi verdi, nell’intesa tra l’uomo e il cane cosa sono i pensieri, i battiti, la vita. Esistenze che per qualche minuto incrociano la mia. Sensazioni in briciole. Scatti. Fotogrammi. Esistenze. Umori. Odori. Ieri. Attimi. Milano.

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