L’EQUINOZIO E LA BENZINA

ps: le .

Rido.  Qualcuno ha scritto “Il Gigante e la bambina”. Ma noi  che siamo originali, e, secondo me ma anche secondo altri, non troppo “registrati”, io , qui, ai piedi della “Mia Bela Madunina” titolo il mio post “L’equinozio e la benzina”.  E rido.

Poi spiego anche perché, ma prima ancora mi scuso con il nostro reporter che diligentemente, e grattando il tempo dai muri (a Firenze ci sono muri, certo, come qui a Milano, mica “lavoriamosolonoi”) il menestrello della luna è corso a fare il consueto e tradizionale reportage. Ecco dunque le foto dell’Equinozio!! Per la gioia di Controluce.

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Che c’azzecca la benzina? Eh!! Siccome, spesso il lavoro impedisce di fare anche un’ora di ricreazione, magari per mangiare no? ma … pare che spesso non si ha questo diritto. E spesso succede che per arrivare al lavoro non ci si fermi a far benzina. E a volte succede (ma questo solo a noi di Controluce che come ho detto prima siamo un po’ fuori di testa, un po spettinati, ma come disse il grande Gaber “spettinati bene però” ) si debba correre a Piazza Giudici a fotografare l’equinozio… Come ci si arriva se non c’è la benzina? Parafrasando la canzoncina viene una roba così “ma ndo vai se la benzina un ce l’hai?” . Bè.. il nostro reporter si trova nella situazione sopra descritta ovvero: gratta il tempo dai muri, non mangia, e il 22 settembre era praticamente a secco. E allora come ha fatto, direte voi popolo di Controluce, ad arrivare in Piazza Giudici? bè.. facile!!! Lui la benzina alla moto.. gliel’ha raccontata!!! 

No no non sono matta o almeno non più del solito. Quando mi ha passato le foto, mi ha scritto esattamente: ecco, ho le foto dell’equinozio,  sono andato a Piazza Giudici, ci sono arrivato con la benzina raccontata.

Ora capirete perché, nel caso non l’aveste già capito prima, perché io adoro questo posto.. Ovvero qui mi sento quasi normale!!

Un abbraccio a tutti e buona settimana. E un dolce autunno. Che sia morbido come velluto, colorato di cento sfumature di giallo, profumato come il muschio, i funghi, le castagne, e l’erba bagnata. E foriero di quiete.

 

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40 Risposte

  1. La benzina raccontata: che bel titolo!
    Francesca che ormai giuda,, l’altro giorno, era in riserva, ha detto: cribbio forse devo fare benzina! Era la sua prima volta ad un distributore e non si sentiva del tutto sicura su come si deve fare. Eppoi, detto tra di noi: lei ha un po’ il braccino corto! Giuro non abbiamo origini genovesi! Le spese, se le fa qualcun altro per lei, è una cosa più gradita.

    Questo , quello di Riccardo è un vero reportage su Firenze con tanto di colombo che forse non sarà viaggiatore, ma non usa nemmeno la benzina per spostarsi.
    Firenze è bella con il duo placido Arno che scorre protetto dai muretti di cui parla Celeste.
    Grazie Ric. grazie Celeste per l’ospitalità: un abbraccio di cuore a tutti! Felice giornata.

    Pinuccia

  2. Buongiorno a tutti.
    Ero certa che ci sarebbe arrivato un commento sul piccione!
    Avete visto che meraviglia!!! Il piccione sull’ombra. Solo a Ricc poteva capitare.
    Come sapete lui ha degli intrallazzi coi volatili. Tutti ricorderanno la storia della Pippa.
    Ma anche in fatto di colombi, c’è un aneddoto ed è questo:
    Chiacchierando, anni fa, mi disse che sul terrazzo c’erano dei colombi e avevano nidificato. Gli dissi che sul terrazzo di tanti ingegneri, quei colombi si sarebbero ingegnerizzati… Chiacchiera e chiacchiera di colombi ecc, vennero fuori dei numeri e per la prima volta d’accordo con R. li giocai al lotto ovviamente sulla ruota di Firenze.
    Bè…. vicemmo, con quei numeri, circa 150 euro!! Che offrimmo al canile di Firenze.
    Insomma i colombi indirettamente andarono ad aiutare qualche cagnolino. Niente di che, si sa. Gocce nel mare. Ma fu una bella storia.

    La benzina!!
    Lascio a riccardo il compito di spiegare a francesca le paroline giuste per ingannare il motore e fargli credere di avere la benzina… Insomma R. racconta a F. come raccontare la benzina!!!
    E magari anche a noi!!

    Baci a tutti e grazie dell’affetto.

  3. L’ultima volta che ho provato a raccontare alla mia Panda che non era vero che la benzina era finita, quella si è girata strana e mi ha raccontato che lei non era una Panda ma era un panda e voleva dei germogli di bambù per andare avanti, e non della benzina. Per cui, non essendoci li vicino un bosco di bambù, si è fermata. Invidio il Ric che con un racconto ci arriva a Piazza dei Giudici perché si vede che sa fare dei bellissimi racconti e anche bellissime foto. Speriamo che l’equinozio sia stato contento della foto ma secondo me, vista la carenza di fotografi d’equinozi, bisogna che gli insegnamo a farsi un selfie.
    Ciao controlucini.

  4. Bentornato!
    Dall’astronave alla panda? Costava troppo la benzina oppure viaggi interplanetari sospesi per mancanza di passeggeri?
    Noi siamo sempre qui e un viaggio tra le stelle li facciamo sempre volentieri. Difficile per quelli come noi smettere di sognare. Nonostante tutto e nonostante tutti. Aspettiamo dunque di salire a bordo nel caso la tua astronave decidesse di decollare di nuovo diretta in luoghi lontani da questo pianeta che ci fa anche un bel po’ male. Abbracci e baci celesti.

  5. L’unico modo che conosco per evitare inquinamenti e spese folli per la benzina è quello di usare il cavallo di San Francesco. Tra l’altro, si mormora, che è anche salutare.

    Certo, se Claudio decidesse di farci salire sull’astronave, per un viaggio tra le stelle, a me dovrebbe dirlo un po’ prima per permettermi di stare a dieta se no, hai voglia a decollare…

    Pinuccia

  6. Volentieri Ric! Ma la Pleiades Galactic Company ha mandato l’astronave a pedali in revisione da un calzolaio di Antares. Volevano sostituire i pedali con un reattore-turbo orgonico giovanile ma ho protestato, per cui me li lasciano. Certo che non ho idea di quando me la sistemeranno. Vuol dire che resterò in questa gabbia di matti. Oppure resterò matto in questa gabbia di savi. Boh?

  7. Oh nini!!! Guarda che non ho ancora dismesso i calzoni per la gonnella, e nemmeno mi son messo a curar le viti per trarne il nettare degli Dei! Anche se quest’ultima attività mi alletterebbe, sebbene ben consapevole della fatica e dell’impegno che chiede…
    E comunque, sebbene abbia più mezzi di trasporto a motore di chiunque altro conosca, questi sono solo a puro scopo di memoria e interesse storico, e seppur siano di una bellezza e fascino straripante, non sono che vestigia di un passato superato e no più sostenibile: il mezzo che di gran lunga preferisco è senza dubbio alcuno la bicicletta. Ammesso che i nostri amministratori non causino la mia dipartita sotto le ruote di uno dei vetusti e decrepiti seppur fiammanti e straripanti mezzi di cui sopra, data l’assenza di qualsivoglia protezione sulle strade, io scorrazzo sempre e di gusto di velocipede dotato, indefesso e meteorologicamente adiaforo! (si, lo ammetto: quest’ultima l’ho cercata)
    Alla faccia della suddetta benzina, di cui va conservato il solo racconto.
    Servus
    R

  8. ……. Non tutti i refusi vengono per nuocere. Se Claudio non avesse scambiato la Pinuccia per il Riccardo non avremmo avuto l’intervento di quest’ultimo.
    Che belli i refusi. E anche i fusi. E anche i fusilli. E, ovviamente, le fusa.
    Con fusa e anche confusa,
    celeste vostra.

  9. Ecco, oltre che reietto, senza astronave e senza mogli…pure rincoglionito.
    Vabbé. Vado direttamente da Ric che riavvita le viti degli svitati.

  10. oooooooooooooooooo !!!! nessuno ha detto che sei rincoglionito!!
    in quanto all’assenza di mogli, vogliamo le prove!
    guarda che ti mando Gatta Hari eh!

    Dopo la cura ric torna cosi ci dici com’è andata,
    Mi immagino io voi due in un’officina!! Si si, mi immagino proprio…

  11. Stabono, hai fatto un casino! Ora, io ho ordinato un set di viti a esagono incassato a dodici punti cromate e galvanizzate color magentaunpodipiù, e quelli, dopo aver saputo da te che coltivo le viti, mi hanno mandato un bellissimo cestino di Vitis vinifera Eukaryota, del Regno delle Plantae Tracheobionta Spermatophyta, Divisione Magnoliophyta e Classe Magnoliopsida! E, massimo affronto, nemmeno color magentaunpodipiù!
    Ti lascio poi immaginare gli attrezzi: al posto delle mie chiavi a forchetta aperta e poligonale, mi hanno dato forbici da pota, vanga da filare con manico ergonomico firmata Pininfarina e pompa a spalla Del Taglia in rame brunito!
    Ora, spiegami te: con cosa te le riavvito le tue viti svitate, con il soffietto da ramato??
    contadinamente vostro,
    R

  12. Oh Ric io ho le viti antiche: ferro senza zincatura, taglio dritto perché a croce quando me l’hanno messe ancora non c’era. Sotto ci va una grover zincata; la rondella piatta no perché se stringi troppo si spana e dietro non c’è il dado. E non usare il cacciavite elettrico perché non è adatto. Ci vuole un lavoro di fino, a mano col cacciavite da orologiaio! E che cavolo.

  13. Cavoli. Vi lascio soli un attimo e mi scrivete un poema…
    Ero impegnata a convincere Gigia che non puo’ stare tutto il giorno con il muso fuori e tutto il resto sotto terra. E farsi imboccare come un neonato…
    Ciao a tutti da questo ottobre ancora tiepido.
    Sir Biss

  14. Certo la Gigia con questi giorni di sole si chiederà come si fa a dormire in pace! E poi fa anche caldo! Soprattutto non piove, almeno da me.

    Gli altri anni l’autunno si manifestava con i suo splendidi colori, quest’anno i colori ci sono ma l’effetto è diverso perchè il terreno troppo asciutto e le vitis vinifere, quelle che non hanno bisogno di chiavi nè a stella, nè brugole ( pensare che vicino a casa mia avevano aperto un negozio qualche anno fa: la casa della brugola!). Si vede che qualcuno che proveniva da Antares per sistemare l’astronave di Pieffe/ Claudio ne ha fatto incetta e il negozio ha chiuso.
    Dicevo le vitis sono si un po’ colorate, ma il colore è spento, asciutto!

    Manco si può più dire : piove governo ladro. Forse si può dire: Non piove più governo ladro.
    Parlado di gatti: come sta il Ghebbel? E Matildo?

    Buona Domenica Controlucini
    Pinuccia

  15. Buongiorno a tutti!
    SirBiss mi ha mandato la foto della Gigia che si sta sotterrando tutta… Dai Gigia che ce la fai! qui sotto vi linko la foto della Gigia mandatami da SirBiss.
    L’autunno:
    ieri ero ospite in una casa di campagna nel Lodigiano. Giuro sembrava giugno. Una giornata stupenda, un cielo perfetto, profumo di lavanda salvia e rosmarino e timo. Meraviglioso, 25 gradi.
    Domenica scorsa invece, a due chilometri da casa mia, Parco Pineta per l’esattezza, ho fatto una capatina per funghi e castagne. Erano le 16.30, e c’era il sole basso. Il verde degli alberi (sono ancora parecchio verde) faceva risaltare i rami accesi di vite canadese che scendevano in un modo quasi… tragico. Uno spettacolo. Tra poco immagino sarà tutto un quadro. Impressionismo d’autunno.
    signore e signori, ecco a voi
    LA GIGIA!!!
    https://i2.wp.com/lucecontroluce.files.wordpress.com/2017/10/gigia.jpg?ssl=1&w=450

  16. La Gigia è l’unica con senno, qui intorno: quando siamo stanchi, ci si riposa, punto.
    Una stagione?
    E perchè no.
    Ma s’ha da fare!
    Eh… pazienza.
    Le viti, anche loro, si sanno regolare. Semmai per quella stagione faranno buon viso a cattivo gioco e se ne staranno più rincantucciate, più calme, anche se i loro umani non la prenderanno proprio bene…
    Dovremmo imparare così tanto.
    Ah, ho capito: le viti a taglio, quelle che mettevi il cacciavite e lui ti scappava sempre da una parte o da quell’altra. E sai quante volte ci s’è messo il dado dietro… che poi non sapevi come farcelo stare perchè reggerlo con le manone non ci entravi, eppoi andavi a tentoni perchè non vedevi nemmeno dove metterlo, quel dado. E poi con una reggi il dado, l’altra il cacciavite… e la vite? Ci vuole un’altra mano, eh! E le rondelle? Mai una volta che trovassi quella della dimensione giusta: o il buco troppo stretto o troppo largo, e quando era giusto allora il tondo di fuori era troppo grosso e non ti c’entrava.
    Perchè ovviamente viti e rondelle dadi vengono da quella scatola lì, che ce l’aveva il nonno, te lo ricordi? E che ci metteva tutto quello che c’era: viti lunghe e corte, rugginose o di acciaio inossidabile, rigorosamente recuperate da chissà dove, e tutte ancora lì. E i dadi: quello segnato perchè l’hannop serrato con le pinze (!), quello a cappuccio e quello che tanto tempo fa aveva l’antisvitamento, le rondelle grnadi, piccole, zincate o brunite ma rigorosamente mai due uguali.
    E te a ravanare in quella scatola. L’hai sempre fatto, da che ti ricordi.
    Ma va bene così: una spazzola di ferro (anche quella consumata da decenni) per pulire la ruggine, un po’ d’olio per quel dado che è buono, ma un po’ acciaccato e logoro, olio ovviamente recuperato da quando facesti il cambio al motorino, anni fa, e che torna sempre comodo.
    Vedi?
    Ci vuole attenzione e rispetto per ogni piccolo particolare che si prende in mano. Va guardato e bisogna dargli le cure di cui ha bisogno, perchè lui ce la mette tutta per aiutarti, e puoi essere sicuro che ci mette tutta la sua volontà, gli serve solo un po’ di aiuto.
    Perchè l’anima sta anche in queste, di cose: in quello che hanno passato, in chi le ha usate, e poi smontate e messe via per quando servono, chissà.
    E quando le riadopri gliene dai te un’altra po’ di anima: come dice il buon Pieffe,
    vanno trattate con attenzione, mica le puoi prendere e serrare “alla morte”, come una bestia.
    Quindi sai Ing, niente di strano: va bene così.
    R

  17. Ha ragione la Gigia. Forse sarà l’unica a sopravvivere un po’ di più in questo guazzabuglio in rapido sfacelo.
    Tu pensa che quella cassetta in legno dove c’erano le viti col taglio, i dadi spanati, le brugole, le grover, le rondelle cromate e zincate, le chiavi spaccate d’ogni tipo esclusa quella giusta, le chiavi a tubo che si perdevano sotto gli altri attrezzi…ce l’ho ancora. Ed era proprio del nonno. Fa parte di un mondo in estinzione, in sepoltura. Ma non come quello naturale della Gigia di Sir Biss, che si sotterra nei suoi ritmi, ma quello affannato alla ricerca di qualcosa da consumare ed esaurire in modo innaturale, senza ritmi e senza sosta. Pinuccia: Ghebbelgatto sta bene e, su fb, produce continue perle di saggezza felide.

  18. Gigia è ormai in letargo. Se ne riparlera’ in aprile.
    Matildo sta benino. Gli anni passano e spesso arriva zoppicando. Sta fuori di notte e non potrebbe permetterselo…
    Un saluto autunnale a tutti voi, a due e quattro zampe.
    Sir Biss

  19. Buonasera a tutti. Controluce è anche questo: persone che attraverso viti e bulloni e dadi e brugole manifestano il rispetto per le mani che lavorano, che hanno lavorato un tempo, creato inventato riparato. Conservate in una scatola a dire “siamo chiodi siamo viti siamo anche spanate usate storte e ruggini ma siamo anche testimoni’ . Strumenti di lavoro contributi alla dignità dell’uomo omaggio e valori. Bello questo posto.
    E in tema con questi discorsi posto un link. Il brano è di Franco Califano. Stupendo. Ma ve lo propongo dai Tiromancino perché ha queste immagini come sfondo. Per me di una raffinatezza e di una bellezza…
    Buona visione e buona sera a tutti

  20. Vero?
    a me piace immensamente dalla voce roca di Califano.
    Pero’ qui c’è il video che calza perfettamente con i nostri discorsi.
    Un buongiorno a tutti e buona settimana.
    Sabato sono stata sul Lago Maggiore, il lago di Sir Biss e da altri amici.
    C’era un caldo meraviglioso, pareva estate, e sulla spiaggetta di Reno c’erano persone in costume. Qualcuno ha fatto un puccino, Lara compresa. Lei entra fino alle ascelle, prende il legnetto (sempre che abbia voglia) e te lo riporta (se ne ha voglia). E poi con la zampetta fa ciafff ciafff nell’acqua. Uno spettacolo.
    Vi posto un paio di foto con i colori che da soli parlano.

    http://wp.me/a1Zbjq-1n1

    https://i0.wp.com/lucecontroluce.files.wordpress.com/2017/10/p_20171014_155703_1_1_1_1.jpg?ssl=1&w=450

  21. Davvero un bel pomeriggio. Di fine estate.
    Lara ha dato spettacolo.
    Piacevole rivedere Celeste da queste parti.
    Sarebbe bello anche rivedere qualcuno di voi.
    Un abbraccio di lago.
    Sir Biss

  22. Il tempo atmosferico, troppo asciutto per la stagione, favorisce le scampagnate. Domenica scorsa da me c’erano addirittura 32°. Troppo per ottobre.

    Qui siamo quasi costretti a fare una danza della pioggia: diciamo che non la sappiamo fare e dovremmo inventarci i passi e/ o i movimenti e, non so se occorrono anche canti rituali. La saggezza del Ghebbel chissà se può venirci in aiuto?

    Perchè non dà a noi Controlucini le sue perle di saggezza: lo si deve incontrare per forza solo su facebook? meno male che Claudio, ogni tanto ricompare, se no siamo solo più i soliti quattro gatti ( eufemismo ) . Meno male che ci sono la Lara , Raf e Ulisse di Ric, e la Gigia a cui auguriamo un buon letargo! Buona nanna Gigia.

    A proposito di cassetta per gli attrezzi: quando abbiamo svuotato la casa dei miei genitori, ricordo di aver trovato quello che mio padre usava come trapano: una specie di attrezzo fatto a collo d’oca che si doveva far girare rigorosamente a mano, a cui si infilava una specie di punta. lo chiamavamo girabarchen. Non so in italiano come si può tradurre: so solo che la funzione era quella che ha un trapano odierno. Certo non bucava i metalli, ma all’epoca, forse non era necessario.
    Nostalgia del tempo che fu!

    Buona giornata Controlucini:
    Pinuccia

  23. Anche mio papà ne aveva uno. Insieme a tanti altri utensili ‘di una volta’. Nostalgia di quei tempi…
    In quanto a Gigia, non so come dirvelo. Oggi è uscita e si è mangiata mezza mela. Non ci sono più le stagioni di una volta.
    Sir Biss

  24. Povera Gigia: manco svernare in pace può!

    Meno male che Sir Biss è pronta a sfamarla e a controllare il suo letargo!

    Lo scorso Natale ero andata in un vivaio per compare qualche piantina: mi avevano incantata le rose di Natale: fiori bianche delicati!
    Il venditore a cui avevo chiesto come poter conservare la piantina, mi ha detto deve tenerla al fresco anche durante l’estate.
    Solo che l’estate con le temperature che sfioravano i 40° per tenerla al fresco forse avrei dovuto metterla in frigo. Vabbè: l’ho tenuta all’ombra e in una zona dove il sole non arrivava mai. E’ ancora viva: sono spuntate due foglioline nuove: chissà: nutro qualche speranza, magari ce l’ho fatta a non farla morire. Almeno lo spero.

    Che mondo lasciamo alle nuove generazioni: Un tempo si costruivano Cattedrali e opere d’arte straordinarie, ora si costruiscono capannoni orrendi e si dipingono con orribile per me graffiti dappertutto!

    Anche sulle Pleiadi è così? Se le cose sono migliori potremmo espatriare in massa, Gigia compresa con Matildo, il Ghebbel Lara, Raf e Ulisse! Pieffe/ Claudio permettendo.

    Pinuccia

  25. Manco molto dalle Pleiadi quindi non so che dire. Ma mi stanno riparando l’astronave a pedali e, se siete d’accordo le attacco una roulotte a 10 posti. Solo che bisogna pedalare tutti. Ovviamente l’astronave vera e propria si può sganciare in modo che io e Ric si possa andare a fare marachelle sulle onde gravitazionali dove ci sono le abitanti con 4 seni e 8 natiche di Aldebaran che fanno il surf in topless. Nel frattempo questo mondo va in vacca ma talmente in vacca che quasi tutti fanno finta che non sia così. Per cui credo proprio che cambiare galassia sia l’unica soluzione.

  26. Buongiorno a tutti e scusate la latitanza.
    Io credo che questo mondo sia in vacca anche per i troppi seni e le troppe natiche che fanno “surf”… Quindi spero proprio che ci sia un luogo, in qualche galassia, dove le cose sono normali, naturali, e dove magari possiamo stare tutti nudi ma senza malizia e senza che la pelle nuda sia pornografia. Vabè chiudo la parentesi perchè è un discorso lungo discorso e qui discorsi seri ne facciamo ma anche no. O comunque li facciamo con lo sfondo musicale nostro, di Pieffe, di noi altri che sappiamo dire cose serie molto serie, usando l’ironia. E non è mica da tutti no?
    Pinuccia, la nostalgia del tempo che fu, è pane quotidiano per chi non ha piu’ vent’anni e nemmeno trenta. Rimpiangiamo tutti qualcosa, perfino il telefono con i disco dove si infilava il ditino. Eravamo più liberi.. Il telefono non ti seguiva dappertutto, non c’era google a suggerirti dove mangiare perché nessuno intercettava la tua posizione, non c’era chi controllava ogni tuo movimento.
    Crediamo di essere liberi perché non siamo su Facebook, ma il grande fratello ce lo portiamo anche a letto. Siamo tutti quanti in una prigione, senza… rendercene conto.
    La caverna di Platone è adesso.
    Bauuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu
    Lara e Raf se la ridono. Loro usano ancora il naso per capire se un loro simile è simpatico o no. Noi non lo sapremo MAI. Nè da FB tantomeno dal vero. Tutte maschere sul carrozzone. Che come dice Renato Zero, si sa.. Va avanti da sè con le sue dame, i suoi fanti, i suoi Re.
    Tra menzogne e ipocrisie olè…. Venghino signori, venghino.
    Bauuu bauuuuuu
    Bacioni, miei controlucini. Siete una certezza e una carezza.

  27. ho perso la piumetta?
    boh.. misteri del web.
    Si vede che come il lupo perde il pelo, io perdo le piume.

  28. Eccomi qui in tutto il mio piumaggio!!!
    Mi mancava la mia piumetta svolazzante!
    Se no, come farei a svolazzare sopra questi luoghi?
    Ri-saluti a tutti quanti. Mo vi faccio il solletico
    hihihihi

  29. Io, vo sulle onde gravitazionali a fare surf con pieffe e quell’altre.
    Se vedemo!
    R

  30. si si poi quando avete finito di fare i galli gravitanti.. tornate in controluce che io la pinuccia e sir biss vi sistemiamo ben bene.
    altro che tè e biscotti.

  31. Ric, nun je da retta. So’ ‘nvidiose e quelle de Aldebaran!

  32. Parlo a nome di tutte le donzelle controlucine: a noi non ce ne fa un baffo delle aldebaranine: possiamo contare sugli aldebaranini noi! E se non cadono ai nostri piedi spontaneamente: abbiamo dalla nostra gli allettanti piatti di Sir Biss, la cortese ospitalità di Celeste e se non basta porto due bottiglie di brachetto spumante o moscato, a scelta.
    E Pieffe e Ric staranno a guardare….

    Ciaoo!!

  33. Ric…queste so’ teribbili: fanno pure er picche nicche senza de noi, se magnano tutti li piatti de Serbisse e s’embriacano pure cor brachetto. Tocca a tornà.

  34. E se non bastasse: questa è la stagione freddina e in piemonte si fa la bagna cauda! Allontaniamo i germi dell’influenza e … fate voi!

  35. Ecccerto Pieffe che ti credi? che stiamo quatte quatte a far la calzetta ad aspettare che tornate voi omini?
    Eh Ba
    Buongiorno a tutti, ciao Pinuccia. Con la bagna cauda.. ehmmmm… non vado d’accordo. Con l’aglio in generale. Penso che allontani tutti non solo i germi!!
    Fosse per me i vampiri non avrebbero niente da temere!
    Insomma ho demolito una ricetta patrimonio dell’Unesco in due battute!!
    Ma al brachetto non si resiste …. Passa il fiasco Pinuccia!
    Buon pomeriggio e un abbraccio. a presto su questi schermi

  36. Hai visto visto, Pieffe, come le si scaldano alla svelta se gli si tocca l’orticello? Eh… la politica è un’arte fina! Poi se ne tocca col matterello, ma vuoi mettere la soddisfazione?
    Saluti controluci tutti, qui attacca a fare freddino sul serio, e tira un vento che t’alza di peso: copritevi!
    R

  37. Allora, donzelle. D’accordo.
    Casoeula e brachetto. Un tiramisù di quelli buoni e una grappa speciale…
    Vedrai che tornano. Altro che se tornano…
    Baci a tutti.
    Sir Biss

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