DELUSIONE

due mani

Con il dolore convivi. Non è che passa, un dolore. Si sa. Puoi accettarlo, puoi conviverci. Ti si conficca dentro e si accuccia, trova un posto e resta li, anche a ricordarti chi sei. Si annida si arrotola e palpita. Sempre. Magari in silenzio. Ma non muore. Riposa, dorme, va in letargo. Si risveglia. Lo fa spesso e punge, diventa acuto a volte. Ma ha un posto dentro. Ma la delusione non può trovare un posto dentro. La delusione dapprima è stupore, incredulità, sbigottimento. Dopo è rabbia ma non è dolore. Piano diventa presa d’atto. Poi è amarezza. Ma non è dolore. E finalmente alla fine sai che si chiama “delusione”. E sai che non è dolore. Chi ti delude non ti lascia un dolore. Non può. Semplicemente. Ma strisce di cielo sporco nel tuo cielo. Allora puoi chiamare il vento e il cielo torna pulito. 

 

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