IL MUTO

uomo cappello

Non parla. Certo… è muto! Un po’ gentiluomo e un po’ invadente. Un po’ insistente, e, solo apparentemente, silente. E’ un omino dai contorni delicati eppure marcati, così come è muto eppure urlante. Passeggia, ai bordi dei miei giorni, si infila, nelle pieghe della mente. Dorme (o fa finta) nei miei momenti calmi e si culla nei miei pochi istanti oziosi. Scalcia se ricamo alcuni pensieri: non vuole: “dice” che non fa bene.  Ha un cappello, tondo e un po’ retro’. Comune, quasi banale, ricorda un disegno di Folon eppure  qualche volta è sorprendente, come uno di Miro’.  Pare si confonda, a volte, tra i fili delle mie contraddizioni: labirinti, in realtà, dentro i quali si diverte. Ci passa in mezzo e ne esce, praticamente indenne. Non cambia il soprabito e non ho mai visto cosa indossa sotto, non ho mai capito se prova caldo, freddo e se gode di una qualche immunità. Perfetto equilibrista passeggia sopra i miei umori mutevoli, non sempre muti. Cade sempre in piedi, da ogni mia giornata nera e parimenti non si invola sopra quella gioiosa. E’ muto, l’ho già detto.  Entra ed esce, sinuosamente e sempre uguale nei frattali della mia memoria: non perde mai nemmeno il suo cappello. L’impermeabile poi … è  sempre quello. Suggeritore nato, talentuoso, ma lo ricordo: è muto! A volte credo di averlo cacciato ma lui niente! Resta al massimo un po’ indietro,  si siede sopra un sasso. Immobile. Indifferente al caldo, al freddo e al vento. Come un sasso, muto come un sasso. Eppure a volte grida tanto… dovreste sentire quanto chiasso! 

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17 Risposte

  1. Qualche anno fa ho conosciuto un signore che aveva lo suocero muto.
    Raccontava, visto che lo suocero faceva il contadino, soleva andarlo a prendere in macchina vero l’ora di pranzo. Il suo timore era quello, le prime volte, che lo suocero non lo sentisse arrivare, visto che non poteva rispondere ai sui richiami, e nelle ore calde gli scocciava andare su e giù per le vigne a cercarlo.
    Lo suocero, che sarà stato muto, ma sciocco no di certo, non appena si accorgeva che il genero era arrivato, faceva rumore: che so battendo sui pali della vigna con gli attrezzi che aveva a disposizione.
    Si era poi stabilito tra i due una certa affinità e all’ora in cui presumeva che il genero stesse per arrivare si faceva trovare là dove il genero lo avrebbe aspettato con la macchina.

    Guarda tu cosa mi fa ricordare la Celeste!

    Buona settimana a tutti ragazzi anche al fotografo di meridiane!!
    Pinuccia

  2. Eh, visto?
    Controluce ha anche un potere rievocativo!
    Sai che anche il mio, di muto, a volte sa fare un chiasso tremendo?
    Lo sento solo io eh…
    Chiamalo istinto, paura, avvertimento. Chiamalo guizzo. Intuizione.
    Fatto sta che a volte s’alza il pelo e il muto è lì vicino. Da qualche parte. Sento il fiato sul collo a volte. Provo ad ignorarlo. Macchè! Sembra di dissolva ma dura solo un attimo. Mi giro e lo vedo. Indistinto nella nebbia oppure sagoma netta e precisa in controluce. Sta li. Muto…

  3. Ehi…ne ho uno pure io. Meno male che ogni tanto lo ascolto.
    Un saluto silenzioso a tutti. Il cielo è blu (dopo settimane). Il lago sembra mare. Non serve avere la voce per goderne. Ed è tutto gratis.
    Sir Biss

  4. Bellissimi i saluti silenziosi. Salutaci il lago che sembra il mare.
    Nel silenzio prendono forma molte cose. Lo apprezzo sempre di più, con il tempo che passa. Insieme ai tempi tutti miei, ai miei angoli personali, quando io sto con me e mi ascolto.
    un bacione

  5. Cerchiamo l’estate tutto l’anno e.. all’improvviso eccola qua…Cieli sereni e caldo!

    Buon dì, in silenzio.
    Miao, bau…. sottovoce, sottovoce.

    Pinuccia

  6. Sottovoce come il pensiero alla Gatta, quella bionda elegantissima SignoraGatta che si aggirava – e che si aggira – da queste parti. Tre anni oggi … un po’ più silenziosamente.
    Ma non nel mio cuore. Li passeggia sempre. Non è un ricordo.
    Sottovoce Betta. Sottovoce: mi manchi.
    Orietta

  7. Un pensiero a Betta. E a tutti quelli che passeggiano nel nostro cuore…
    Sir Biss

  8. Ebbene si, muti o parlanti ci siamo di nuovo: oggi è il solstizio d’estate.
    E grazie alla mitica P per il sottile avviso 🙂
    E’ il giorno in cui il sole è più alto nel cielo, in cui il giorno è più lungo di tutto l’anno e la luce schiaccia le tenebre.
    Verrebbe da dire: e in cui il bene ha la meglio sul male, in cui la forza opprime la stanchezza e la sapienza scaccia l’ignoranza… ma forse è meglio esimersi dal fare questi paragoni. Perchè come ogni culmine, anche il solstizio d’estate non fa eccezione al fatto che domani il giorno sarà più corto di oggi, e così dopodomani rispetto al domani, e così fino al solstizio di inverno. E non voglio pensare alla decadenza della forza, della sapienza o altro… è un pensiero troppo triste e purtroppo così attuale.
    A me piace il solstizio d’inverno. E non sono il solo in verità, dato che chissà come mai Natale casca da quelle parti, anche se a me il Natale non piace. Come i cetrioli: oh, non mi piacciono.
    Ma anche quello d’estate è celebrato con intensità e gioia: se non erro a Stonehenge una folla numerosa lo saluta, all’alba. Deve essere un bello spettacolo.
    Strano posto Stonehenge. Un misto tra stupore totale (è un prato di sassi in mezzo al nulla fatto di verdi colline…) e montatura ottocentesca… mah. Non so, ma fascino ne ha da vendere.
    Anche a Firenze mi sa che ci abbia messo lo zampino, dato che guarda caso San Giovanni che ne è il patrono, e che da il nome ad una delle costruzioni che amo di più ossia il “Bel San Giovanni” che è il Battistero, viene proprio per il ventiquattro di Giugno, con un ritardo rispetto al Solstizio che è simile a quello che ha Natale nei riguardi di quello d’inverno… chissà.
    Purtroppo non ho foto della Meridiana di Controluce da pubblicare. Nei giorni passati il brutto tempo non ha dato tregua a Firenze. Oggi si, ma arrivare fino là da qui (chiaro no?) è lunga. Provvederò a San Giovanni.
    Ciao popolo di Controluce, a bientot.
    Riccardo

  9. Non avevo letto il commento di Cele, prima. Mi dispiace.
    Betta ci manca. La ricordo ogni volta che guardo la Luna.
    Un saluto
    R

  10. Ricc
    Molto banalmente:
    senza i giorni che si accorciano non ci sono i giorni che si allungano, senza l’inverno non c’è l’estate ecc.. senza il buio non c’è luce.
    Ma adesso, molto più banalmente ancora, mi viene da dire? quale estate?
    E se vogliamo fare due passi un po’ più nello spirituale: quale Natale?

    Stonehenge:
    la conosco solo in foto e si, credo che una parte del fascino sia proprio il fatto che sta in mezzo al nulla. Anche se uno non sapesse nulla e non si fosse mai fatto una domanda, l’impatto è notevole.

    Comunque:
    c’è chi si commuove all’alba allo stonehenge e chi invece cammina sulle acqua al Lago di Iseo, sulle orme di Christo. Non quello famoso – l’altro – che adesso è più famoso del primo).
    Come sempre a rimetterci: il paesaggio, l’ecosistema del lago…
    Potremmo parlare anche dello smaltimento …. quando sarà.
    A guadagnarci: la popolarità di Christo, la pubblicità. I media.
    Ad accorrere: le pecore. Povera Itaglietta!!

  11. Noi, popolo di Controluce, aspetteremo San Giovanni per tornare ad ammirare la
    ” nostra meridiana”. permetti vero menestrello Ric di definirla un po’ nostra?

    Noi non andiamo a Stonehenge perchè ci vanno in molti: per noi è un po’ come andare a camminare sul lago d’Iseo. Forse perchè non amiamo, apparire a sproposito. Noi parliamo sottovoce perchè siamo un po’ così, selvatici, schivi. Ma sappiamo anche tirare fuori le unghie, se è il caso.

    In questo giorno ci troviamo a ricordare Betta Petula. Miaooo.

    Pinuccia

  12. Guarda Pinuccia: io a Stonehenge ci andrei.. Magari non un 21 giugno. Ma la passerella sul lago d’Iseo nemmeno morta.
    E’ una vergogna. Davvero. Serve solo a chi l’hai ideata. Alla comunità restano le spese: siamo a 8 milioni tra sanità, sicurezza, danni nei trasporti ecc.
    Complimenti

  13. Beh… vero. L’alternanza è parte del nostro mondo. Anche se meteorologicamente non è strettamente vero: ad esempio all’equatore il tempo è praticamente costante durante l’anno. Ed è pessimo… ok, meglio l’alternanza.
    C’è chi poi ha teorizzato l’alternanza della civiltà: alla nascita e sviluppo di un “impero” civile, rigoglioso ed evoluto segue “necessariamente” una decadenza ed un periodo di medioevo culturale. L’inevitabilità di questa alternanza mi ha sempre fortemente attratto come attrae il baratro: è un concetto interessantissimo, di un fascino enorme e terribile al tempo stesso. Non il medioevo in se, bensì “‘linevitabilità” del medioevo. Indipendente dai fatti e dalle azioni del singolo, agisce ad un livello superiore, di società. Mah. Non sono un esperto di queste cose: “faccio già fatica a stare al mondo, io”, diceva il grande Jannacci, figurati se posso stare dietro a ‘ste cose.
    P: è ovvio che la Meridiana di Piazza dei Giudici sia la Meridiana di Controluce, e prometto le foto del “quasisolstizio” del San Giovanni fiorentino.
    Regards popolo
    R

  14. restiamo in attesa
    baci

  15. Eccoci qua, ieri sono andato a testimoniare il Solstizio di San Giovanni (nota ricorrenza astronomico campanilistica fiorentina… pardon: scientifica) come da precendenti discussioni.
    Un caldo umido FEROCE attanaglia Firenze da ieri, guarda caso, che la nuova stagione si annunci a chiare lettere e intenti non fraintendibili….
    Insomma, eccoci qua: in Piazza dei Giudici, in questo quasisolstizio d’estate, a far visita alla Meridiana di Controluce

    Ora, dato che non l’ho detto mai, ieri era San Giovanni. Patrono di Firenze, per chi non lo sapesse. Ecco.
    E a Firenze, per Sangiovanni (si, perchè da noi si dice tutto attaccato), al “Piazzale” (che sia il Piazzale Michelangelo, sui Viali dei Colli, è sottinteso; a Firenze è rigorosamente solo “il Piazzale”. Per farvi passare da “color che sanno” non specificate ulteriormente, e farete un figurone) si fanno “i Fochi” (si, maiuscolo per il rispetto che ci va, e no, non sono “i fuochi”, proprio no. Sono “i fochi”. Se parlati dei fuochi vi risponderanno “…fatui, ispettore tombale. Intanto tiri una confraternita pulitina”).

    Mi fa piacere riportare qui qualcosa anche dei fochi, che ci piacciono tanto come quando s’era bambini, e quando s’aspettavano c’erano le lucciole che brillavano nel campo del Casini, appena di là dalla rete. Lui faceva l’orto, era un contadino che vendeva le sue cose al mercato. Ora c’è una masnada di sedicenti “artisti” tedeschi che sanno solo fare un casino becero… vabè.

    Insoma: questi sono i fochi. Controluci, fochi; fochi, controluci. Piacere, piacere. 🙂

    https://www.dropbox.com/s/o3an567ke0wp8m9/20160624_221943_001.mp4?dl=0

    Ciao Controluci
    R

  16. Grazie Ric anche per i fochi. Non mi ricordo di aver visto un limen di San Giovanni.. e pensare che vivo in campagna!

  17. allora:
    queste foto sono immagini a grandezza naturale!!!
    adesso le metto in un post!!
    cele

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