MIOPIE ISTITUZIONALI

gattiintelligenti

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Una riflessione sulla mancanza di attenzione e di cura da parte delle Istituzioni. Avevo annunciato qualcosa settimane fa ma poi sono accadute molte cose. Ecco la storia. Arriva da Carola.

Suo figlio Luca, a metà percorso delle scuole superiori decide di mollare. Non ce la fa, non ne ha più voglia, non gli interessa più. Dopo la normale insistenza della mamma (il padre non c’è) e dopo estenuanti inviti a riflettere, Carola si rassegna. Luca si trova un lavoro: un lavoro fisso presso un ristorante, all’interno di uno di questi mega centri commerciali che spuntano come i funghi un po’ ovunque. Lavora sodo senza limiti di orari e di giorni. Lavora anche di sabato e di domenica. Con i soldi che guadagna si mantiene e si compera le sue cose tra cui la patente e un’automobile senza pretese, come senza pretese di cose materiali è l’esistenza di Luca. Un ragazzo sensibile, piedi per terra e testa sulle spalle. Solido, nessun piercing, tatoo, orecchini, catene nè tagli di capelli improbabili, un po’ retro’ direbbero molti ragazzi di oggi. Alcuni forse lo consideravano un po’ “sfigato” perchè … un tipo normale (:-)  

Dopo un anno e mezzo Luca annuncia alla mamma: torno a scuola ma non mollo il lavoro. E tre mesi fa consegue il diploma di maturità, con 85/100, lavorando sempre e spesso anche nei fine settimana, come stabiliscono i turni del ristorante. Carola ne è ovviamente fiera. Il suo ragazzo non solo si diploma lavorando ma si iscrive all’università.

Capita tra le mani di Carola un periodico del Comune, quei notiziari mensili o trimestrali mediante il quale il Comune comunica con i Cittadini. Ometteremo per ovvie ragioni di dire il nome del Comune che tra l’altro non è nemmeno utile al post. Appare, sul giornalino, come ogni anno, l’articolo con gli encomi, premiazioni, foto ecc dei ragazzi della scuola inferiore che hanno superato gli esami con il massimo del punteggio e poi di quei ragazzi che hanno conseguito il diploma di maturità con un punteggio tra 90 e 100. Borsettina di studio, premio in soldini più che altro simbolico ma comunque un premio. Incentivo a continuare gli studi. Ottima cosa per carità.

Ma la Carola si incazza. E ha ragione. Scrive una lettera assolutamente “giusta” all’assessore e al sindaco per quale ragione MAI una parola per quei ragazzi che raggiungono gli stessi risultati ma che hanno lavorato tutto l’anno, studiato di notte e rinunciato enne volte ad uscire con gli amici. Che non hanno avuto la fortuna di poter “solo studiare” e non hanno avuto la mamma o la nonna o la zia a preparare la merenda. E nemmeno genitori che hanno potuto seguirli nel percorso della scuola superiore perchè impegnati a lavorare o per altre ragioni. Grande Luca, in bocca al lupo. E grande Carola.

Ora vediamo il prossimo anno se il Comune avrà un po’ di cura anche per questi ragazzi ammirevoli e che più di altri meritano una foto sul giornalino e una stretta di mano “pubblica” da parte di chi è tenuto a dimostrare capacità di valutazione e maggiore attenzione ai principi di uguaglianza. 

ps: proprio ora mi arriva sms: Luca ha passato il test di accesso all’università. Ottimo.

9 pensieri riguardo “MIOPIE ISTITUZIONALI

  1. Sono ammirato dalla gente come Luca.
    E guardando verso me stesso dopo avere guardato loro, ho il dovere di ritenere di avere fatto appena il minimo di quello che la mia situazione mi ha messo a disposizione: ho fatto appena appena il mio. Voto 6-, parlo di me perchè non mi va più di generalizzare “a tutti”. Ma sarebbe bene che questi “tutti” prendessero il primo specchio a disposizione e facessero altrettanto… mica per nulla, ma per mettere un po’ di punti fermi sui valori, visto che va tanto di moda la “meritocrazia” sdoganata da oltre oceano, no?
    Insomma, namastè, vero e di cuore.
    Ma mi piacerebbe sapere cosa, ma purtroppo soprattutto “se”, il comune abbia risposto a Carola. Anche se ahimè, va detto che quel comune è realmente fuori dal coro: non ho mai sentito di politiche simili e grosse critiche è persino difficile farle…
    mah.
    R

  2. Bravo Luca. Bello che esistano ancora persone come lui.
    Anch’io sono curiosa di conoscere gli sviluppi con il Comune. E concordo con Riccardo. Di questi tempi è già raro trovarlo un Comune con queste iniziative…
    Saluti di settembre a tutti voi.
    Sir Biss

  3. Spero che chi leggerà in futuro il curriculum di Luca lo faccia con la giusta attenzione e noti la “contemporaneità” che io interpreterei come un importantissimo punto in suo favore.

  4. Eccheccavoli! La mia era una forma di ribellione verso appunto le autorità  che sottolineano il merito alle eccellenze che hanno dimostrato l impegno e bla bla bla…..nel corso dell anno scolastico” Oh si, si sono impegnati per raggiungere il massimo. Ma alla fin fine il sacrificio vero e proprio lo fanno quei ragazzi che come Luca faticano x arrivare ad una metà che si sono imposti. E la fatica è fatta di ore di studio dopo ore di lavoro e rinunce….rinunce  a queĺle piccole o grandi cose che a 22 anni non tornano più.
    “Eccerto che mi hanno risposto! Le autorità  del paese mi hanno risposto, e io x un attimo ho toccato il cielo con un dito……”
    Ecco la risposta dell Assessore alle pubblica istruzione.

    Buongiorno signora, mi scuso x il ritardo con cui rispondo, ma sono in vacanza e non sempre riesco a leggere la posta per tempo. Ho letto e riletto più volte la sua mail che, le confesso, mi ha colpito  e commosso. Essendo una persona di scuola che ha sempre creduto e crede nella formazione continua, provo ammirazione e stima per quei ragazzi che, come Luca, arrivano a raggiungere un loro personale traguardo che pur tra qualche difficoltà porta al successo. La ringrazio per aver voluto condividere con me la sua esperienza. Concordo con lei nell annoverare questa esperienza tra le eccellenze e mi piacerebbe fare con lei una chiacchierata sull argomento. Sarei felice di incontrarla dopo le vacanze estive. 

    E quella  del Sindaco…

    Gentile sig.ra xxx
    l’Assessore  mi ha girato la Sua mail per darmi modo di commuovermi insieme a lei nel leggere questa accorata testimonianza di mamma.
    Io sarei orgoglioso quanto Lei di avere un figlio così. Sono un insegnante e conosco la fatica dei ragazzi che ce la mettono tutta per arrivare magari al minimo della sufficienza, ma vale oro quanto il massimo dei voti.
    Da Sindaco, Le dico che sono contento che qualche cittadino voglia condividere pensieri e sentimenti quanto i Suoi e che non lo faccia criticando, ma accompagnando il nostro lavoro per migliorarlo.
    Storie ed episodi come quello di Suo figlio magari non si conoscono e non si intercettano, ma – mi creda – avendolo letto, riempiono il cuore di felicità e di soddisfazione, perché il successo di Suo figlio sta nell’aver conquistato un valore per la vita e non un voto finale.
    Mi complimento con Lei e con Luca, abbracciandovi idealmente e cordialmente.
    Grazie

    Carola

  5. Questa mattina, sul treno, ho assistito a qualcosa di bello. Comunque di speciale considerando usi e costumi correnti. Quattro ragazze e un ragazzo, zaini di scuola, prima superiore (ne parlano in treno tra loro), occupano i posti in fondo alla carrozza, disposti a mo’ di salottino. C’è un posto libero, mi avvicino, i ragazzino sposta lo zaino e mi dice “prego”. A Saronno il gruppo scende e il ragazzo si alza per primo e si avvicina alle scale che scendono (siamo al piano superiore del treno) e con 4 “prego” fa passare le 4 ragazzine. Insomma un piccolo cavaliere o semplicemente un ragazzo gentile. Per molti della sua età di certo “uno sfigato”… Buona settimana a tutti i miei affezionati lettori che mi sopportano e forse mi vogliono anche bene 🙂

  6. L’anno scorso, un ragazzino con la bocca ancora sporca di latte mi ha pesantemente insultata perchè non mi sono fermata a far passare lui e la sua ciurma. Camminavano verso scuola con passo lento, come se fossero a passeggio sotto i portici e si sono risentiti del fatto che ho suonato il clacson. Erano in mezzo alla strada come tante oche (senza offesa per quest’ultime). Non ripeto qui gli epiteti che ho sentito dal tizio. E, nonostante il mio carattere, nemmeno mi sono presa la briga di fermarmi e prenderlo per i capelli.
    Poi, incontri un ‘angelo’ che ti cede il passo e magari ti dice pure grazie o prego, e ti sembra di vivere in un altro mondo…
    Saluti a Cele (certo che ti vogliamo bene) e a tutti voi.
    Sir Biss

  7. Si, me lo ricordo benissimo quell’episodio, me ne parlasti. Il ragazzino in questione disse “brutta troia cazzo vuoi”. Diciamolo pure… tanto l’web è pieno di parolacce non saremo certo noi a incrementare la bruttezza. Noi stiamo solo denunciando la povertà di valori ahinoi dilagante e sconfinata. Pensare che i nostri padri, nonni e bisnonni hanno fatto, con il lavoro il sudore il sangue e la fame, un Paese che poteva essere bellissimo, pieno di fantasia e di risorse, E’ tutto allo sfascio ormai. A cominciare dalla famiglia.
    Ciao Fabri

  8. Buona giornata Controlucini. Complimenti a Carola e al suo bimbo e per come ha saputo crescerlo!
    Pinuccia

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