PREZZI

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Ogni gioia smisurata (exultatio, insolens laetitia) nasce sempre da un’illusione che ci fa credere di aver trovato nella vita qualcosa che non è possibile trovarci: la soddisfazione duratura dei desideri che ci tormentano e che rinascono sempre di nuovo, insomma, il rimedio ad ogni affanno. Ora, ogni illusione di questo genere dovrà prima o poi infallibilmente svanire; e questo ci sarà fonte di dolore amarissimo, e molto più intenso che non la nostra primitiva gioia. Sotto un tale aspetto, la gioia è simile a una vetta scoscesa da cui non si può discendere che a precipizio.

Arthur Schopenhauer

18 pensieri riguardo “PREZZI

  1. Salve a tutti.
    Piccolo spassionato parere in controtendenza con ciò che esprime Schopenhauer,
    pur comprendendolo mi sembra riduttivo,
    perché niente e nessuno può rubare l’Amore che si ha, antidoto alle illusioni,,
    quello incondizionato, comunque, dovunque.
    Questo rende impossibile il rimanere delusi, la delusione viene da noi…non dagli altri,
    viene dalla parte umana che non si accorge e non è aperta a ciò che ci trascende e non può essere tolto
    nemmeno se ci uccidono.
    E’una specie di chiusura, di accartocciamento su se stessi;
    ma il non egocentrismo spacca la crosta dell’ autoreferente egoismo… e lo capovolge.
    LIBERO e AMANTE perpetuo chi lo sperimenta,
    beato lui…
    ma forse bisogna scoprire che non viene solo da noi…
    (m .) (una vostra ammiratrice)

  2. Sono stanca. Stanca di sentire parlare dell’amore che trascende. Delle cose che non ci vengono tolte nemmeno con la morte. Stanca dei sermoni. Di chi insegna predica pontifica. Stanca davvero stanca di chi si riempie la bocca con parole come amore carità compassione speranza. La morte porta tutto via e non resta piu niente da nessuna parte mai. Resta un posto vuoto che deve essere occupato da altro cuore. Altro dolore. Altra marionetta appesa ai fili del caso. Nell’ arena che è l’esistenza. Ci riempiamo la bocca di parole come amore compassione carità.. accoglienza. Tranne a casa nostra. Condivisione. Ma non del nostro pane. Perdono. Quando ci conviene. E allora basta davvero con l’ipocrisia con le prediche tutte. Basta. Con le consolazioni inventate perché un uomo possa sopportare e non impazzire. Perché possa stare buono mantenendo un ordine in un mondo che di ordine non ne ha nemmeno un po’. Men che meno giustizia tant’è che ci siamo dovuti inventare quella divina. Per non impazzzire… o per non estinguerci. Finché c’è vita c’è speranza no? E finché c’è speranza ci sarà vita. Sangue per l’arena. Venghino signori.

  3. Cara Cele e cara Maria.

    Ci sono tre gravi problemi nella vita degli uomini Il dolore, la morte e l’amore.

    Il buddismo in realtà ce ne mette altri: il desiderio, l’attaccamento e la separazione. Soluzione: il distacco ma di questo forse ne abbiamo parlato anche se superficialmente altre volte

    In occidente anche quello che fa finta d’essere buddista o ancor peggio d’essere cristiano, si adottano tre “atteggiamenti” per risolvere questi problemi:

    1) Il dolore e la morte non ci sono, non mi riguardano; sai che ti dico? vado al mare, me vado a mbriaca’, me faccio ‘na canna, vado ar massimo in Messico, ecc. ecc.: e poi che s’è visto s’è visto.

    2) il dolore e la morte ci sono e mi fanno male e paura!! Vacca boia quanto mi fanno male e paura: sia il dolore e la eventuale morte mia come il dolore e la morte degli altri; al punto che a volte preferirei morire io stesso. Oh, come mi fa schifo il mondo, come trovo mostruoso chi l’ha fatto, se mai c’è qualcuno che lo abbia fatto. Ho in orrore l’egoismo degli uomini e non mi rompete i coglioni con la consolazione perché non risolve nulla.

    3) Il dolore c’è, ma tutto ha una ragione divina, magari non la capisco però se amo, e mi spremo come un limone per amare proprio forte, proprio tutto e tutti, riesco a superarlo anche se a volte lo supero talmente bene che non mi accorgo del dolore che spargo io stesso, tutto intorno a me come Mediolanum.

    4) Poi c’è l’abulia e l’indifferenza. Questa è la soluzione che ormai adotta il 99% degli esseri viventi: quando c’è qualcosa che non va si fa zapping e si cambia canale. Se c’è un moribondo per terra si accende il telefonino e si va avanti dritti, o si seguita a giocare a racchettoni (vedi filmati INCREDIBILI) apparsi in TV questa estate nell’orgia dei forzati alla vacanza.

    Io credo che tutte queste modalità siano prive di senso ma, lungi da me dal proporre una soluzione efficace.
    Credo che la prima cosa necessaria da recuperare sia il RISPETTO.
    Mettersi sull’attenti, di fronte al dolore e ancor più di fronte alla morte.
    Per cui levarsi il cappello e rendere ONORE a chi muore e a chi soffre.
    Ma anche a chi Vive ed ha il coraggio di Vivere in situazioni estreme.
    Ritengo che sia un atto dovuto di fronte alla Morte che, come la Vita, è più grande di NOI.
    Credo che questo sarebbe già qualcosa di straordinario.

  4. Salve
    Condivido con Pieffe, senza prima il rispetto, che forse è una forma di Amore,
    non si comincia…
    Questo rispetto sono sicurissima che Celeste e tutti qui, lo abbiano in massimo grado.
    Poi ciascuno ha, per vissuto, necessità, esigenza, piacere o altro, un diverso orientamento sul come vivere i problemi.
    Credo infatti che il “problema” più grave e importante non siano tanto il dolore, l’ amore, la morte, in se stessi, ma gli esseri umani, il COME, affrontano tutto ciò, comprese le proprie incoerenze e imperfezioni.
    Così come credo che tutti, anche chi crede di fuggire o distrarsi, è vulnerabile per fortuna ed ha paura, paura del male che fa il dolore, l’ amore, la morte, spesso intrecciati; questo ha senso, ma ciascuno ha i suoi tempi e percorsi…
    E’ vedendo oltre la paura o lo SCHIFO che si abbraccia l’attraversarli…
    È terribile per tutti, ma credo valga la pena… ci si può anche aiutare (non per forza)
    Personalmente, come tanti, non una, ma decine di volte ci avrà sorpreso la tentazione di volarsene da questa terra in qualche modo…
    ma l’ antidoto di cui parlavo si avvicina, credo, a quel : …è più grande di NOI… che ha scritto Pieffe, tanto più che vita e morte sono inscindibili, speculari, non c’è l’ una se non c’è stata l’ altra, anche se credo che in realtà sia solo una ( forse questione di piani e prospettive)…
    E certo che non è nello spremersi come un limone nell’ amore umano, compreso quello che, magari ingannandosi, si crede “divino”, la possibile Speranza anche per chi non ha o non vuole la Speranza…
    Reduce da innumerevoli pasticci, causa di sofferenze date e ricevute, come tanti , con pochissima voce( in capitolo)urlo sottovoce e mi scuso per questo, che la soluzione non è solo di, in, per, questo mondo.
    E’ sì dentro di noi, ma fuori della nostra ego-visione
    che appiattisce, un po’ come la tele-visione.
    Un Grazie a Celeste e tutti Voi per ospitalità
    (m.)

  5. Per Cele

    Eh mica bisogna firmare per un punto o l’altro!!
    Purtroppo o per fortuna il dolore, il piacere, la bellezza e l’orrore non accettano classifiche ma solo esperienza.

  6. Agosto ha fatto la valigia. Ero stanca di quella pagina di calendario. Del caldo opprimente e delle zanzare inferocite. E di tante cose brutte che piovono addosso come grandine. Che colpisce dove capita, senza avvertire…
    A tutti voi, un dolce settembre. Di castagne e odore di camino acceso.
    Un abbraccio a Cele.
    Sir Biss

  7. ciao a tutti e grazie a sirbiss per l’augurio di un dolce settembre. mentre guardo agosto allontanarsi sulla banchina sento il mio adorato autunno preparare la sacca. castagne e camino acceso ma anche silenzio e pace…freddo e piogge ci terranno in casa.
    arrivano i giorni dell’intimità.
    che bellezza.
    ben trovati controlucini, tutti. alla padrona di casa un abbraccio in più
    frost

  8. Eccoci a Settembre, come ha ricordato Roberta . Quasi in autunno.Le giornate più corte, più fresche, è il tempo del raccolto: dalle castagne, ai funghi, all’uva, delle emozioni forti che hanno squassato la nostra anima,
    MI sembra ci fosse un film intitolato Sweet September.
    Speriamo che il tepore di casa, lenisca ciò che deve essere lenito e porti un po’ di serenità a chi ne ha bisogno.
    Gran bel commento di Pieffe, condivisibile in tutto, giusto recuperare il rispetto e togliersi il cappello, cosa che nessuno fa più: anche se formalmente è un gesto da poco, formale, invece fa la differenza .
    Buon Settembre Controlucini, uno in più a Celeste!
    Pinuccia

  9. Bentrovati a tutti quanti. Grazie dell’affetto di sempre. Aiuta questo posto ad andare avanti anche nei momenti difficili.
    Un caro saluto a tutti quanti i “miei” lettori. Pochi ma .. speciali.
    Orietta

  10. L’ altro giorno arriva in studio una paziente. Una signora sessantenne, una prima visita, e alle prime visite va compilata una cartella…….Durante la compilazione mi dice: “faccio prima a dirle quello che non ho”…..dopo averla ascoltata, le chiedo dove trova tanta forza e voglia di sorridere. Lei mi risponde che oggi è un giorno in più da vivere. Mi racconta delle sue malattie, dei mille farmaci che prende per convivere con le sue malattie, mi racconta delle serie malattie dei suoi due figli….è tutto sempre col sorriso. È una normalissima donna lavoratrice che aspetta che la fornero la mandi in pensione….e mi chiede alla fine se voglio fare volontariato in croce rossa. Le dico: “Fa pure Volontariato? ” Certo perché no?
    Mah!
    carola

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