SEGNI

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foto mia

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Ogni persona che passa nella nostra vita è unica.
Sempre lascia un pò di sè e si porta un pò di noi.
Ci sarà chi si è portavo via molto, ma non ci sarà mai chi non avrà lasciato nulla.
Questa è la più grande responsabilità della nostra vita e la prova evidente che due anime non si incontrano per caso.

J.L. Borges

49 pensieri riguardo “SEGNI

  1. Ha detto tutto Borges e il tuo post.
    Niente accade per caso. Persino da un dolore può nascere un incontro che ti cambia la vita.

  2. Esatto… ogni incontro non è mai un caso… in un modo o nell’altro, quell’incrocio, cambia la nostra direzione.
    Un sorriso

  3. Già.
    Nessuno proprio. Si pensa agli incontri alle relazioni, ma accadono cose anche nel “piccolo”.

    Gli occhi del cane col pelo ispido che attraversava la strada – sulle strisce pedonali – qualche tempo fa, mentre te passeggiavi con il tuo. E ti ha rivolto quello sguardo fiero, alto, eppure liquido eppure sereno e saggio. Si incontrano tanti cani ma chissà perchè quegli occhi tornano spesso, si affacciano sulla linea tra il tempo di adesso e l’altro tempo e quasi per un attimo la dissolve.

    E poi l’uomo con il pastrano infangato dalla tanta pioggia nella sala d’aspetto del medico di base. Pioveva tantissimo, come spesso piove tantissimo e come spesso tante persone si bagnano ma quell’uomo con quel grosso cappotto chissà perchè lo porti dentro come uno scatto immortale.

    E poi quel signore sul treno, con le mani anziane e macchiate di Tempo che stringevano la busta di plastica (feci anche un post tempo fa) da cui traspariva la busta delle radiografie. Quello sguardo profondo e al contempo svuotato di ogni speranza, e quelle mani che chissà quante teste e mani avevano toccato e accarezzato e quanto pane spezzato.

    E chissà perchè tra i tanti ricordi fotogrammi e film di mia madre io ne ritrovo dentro specialmente una, che non ha senso di per sè: è un momento, piccolo, normale, perfino banale, lei era a tavola alla mia sinistra, ora di cena. Io che la guardo e la vedo mangiare. Perchè quella sera e non altre in 25 anni di vita condivisa?

    Perchè, di quell’amore lontano ricorre soprattutto l’immagine di un fianco, disteso sopra il tessuto color cremisi di una coperta una sera di autunno. Tra il tanto amore i tanti momenti il tanto sudore le tante risate parole tristezze, lacrime? Cosa è accaduto in quel momento? Niente di speciale.

    E qualcosa di per niente speciale ritorna, sul filo dei pensieri, come fosse stato importante e forse lo è stato davvero. Oppure è semplicemente un meccanismo strano e difettoso della memoria.
    Ma di fatto è come dice Cesare Pavese: non si ricordano gli anni, si ricordano gli attimi.

    Siamo fatti di pasta di pane – anche di questo – Assorbiamo l’umidità dell’aria, subiamo la secchezza di ogni vento, e qualsiasi pioggia. Un paio di occhi ci possono cambiare il sentiero la strada, opinioni, la musica e il tempo.

    Qualcuno può stravolgere la nostra vita, l’anima, scaricarci ai piedi un sacco pieno di domande che non siamo certi di voler aprire e saremmo comunque incerti circa le risposte. O che apriamo con curiosità e con gioia come bambini davanti al sacco di Babbo Natale.

    Qualcuno ci può consegnare una chiave, che non sa cosa apre, ma te forse lo sai cosa apre.
    E allora l’altro capisce come mai anche nei tanti momenti di ordine e pulizia non l’ha mai buttata via quella chiave li’.. anzi qualche volta l’ha recuperata dal cesto “in fondo non tiene mica tanto posto, teniamola qui”. Perchè non sa com’è finita nel suo cassetto non lo sa mica. E poi incontra te che quel cassetto lo porti addosso chiuso e nemmeno sai perchè lo trascini dietro, senza che pesi più perchè ormai fa parte del tuo peso, della tua vita, dei tuoi anni.

    La luna colora d’avorio un pezzetto di lago: c’è festa sul lago. Ci sono luci e fuochi e tre quarti di Luna. C’è gioia e applausi e voci di bambini, sorrisi, e odore di lago. E tornano.. chissà perchè, gli occhi del cane dal pelo ispido, e poi ancora, i segni profondi rubati dal viso della donna incrociata per una manciata di secondi sulla banchina del treno e la lacrima della ragazza che davanti alla porta della metropolitana leggeva un libro. La sua commozione corre su quel filo ogni tanto torna e poi scompare. Chissà perchè.. tra i fuochi e le luci e la musica del lago sei li’, con questo filo su cui scorrono i momenti e la chiave di un cassetto.

    Sono stata fuori tema, lo so.
    Ci torneremo. Il tempo, le relazioni, il rovescio del tappeto, la trama del tempo e il tempo, sono .. qualcosa di affascinante

  4. Sfiorare gli altri, con uno sguardo, un’azione, una parola, o anche con il semplice fatto di esistere crea una rete di responsabilità infinite. La consapevolezza di tali responsabilità dovrebbe renderci attenti, prudenti, amorevoli. Invece passiamo sulla vita con il nostro piccolo turbine di passioni, di bisogni e aspettative, turbando le passioni, i bisogni e le aspettative del nostro prossimo.
    E questo dovrebbe farci tremare: soprattutto a noi, che di parole ne usiamo tante e che di azioni ne facciamo… troppe.

  5. Farsi reciprocamente del male è. . Inevitabile. Così come lo è amare. Ed è altrettanto vero che spesso l’amore sia in realtà possesso bisogno dipendenza patologica ecc tutte devianze che bolliamo con la parola amore. È un gran casino perché l’anima è complicata e la mente… pure. Le maggiori aspettative le si crea cantandocela e suonandocela. Ci si crea un film.. ed ecco che un calesse diventa un amore. Tristemente vero. L’uomo è un animale gregario, vive anche di relazioni e sono innumerevoli nel corso di una vita le fitte di desiderio di vivere da eremita. Comunque c’è del bello. Incontri straordinari che non deludono. Pochi. E per questo preziosi. E il fatto di riconoscerli, apprezzarli e goderne lo si deve anche a quegli altri. Quelli che ci hanno delusi, feriti, ingannati. Chi ci hanno toccati anche profondamente e… sporcati con inganni e bugie.

  6. ripasso da qui, provo a scrivere qualcosa ma non va.
    e allora sto semplicemente qui, vado su e giù, leggo e rileggo. mi godo le vostre parole scritte.

  7. Il caldo mi blocca. Leggo e rileggo anch’io ma non so fare altro.
    Scriverò dopo il temporale. Arriverà prima o poi…
    Saluti a tutti.
    Sir Biss ormai sciolta

  8. Buon giorno a tutti:
    Impronte lasciate in Controluce. Sono impronte che “rinfrescano” il cuore. Lo rinvigoriscono perchè sono soprattutto sincere e non artefatte.

    Pinuccia..

  9. Bene. Me ne vado per qualche giorno in pizzo alle montagne, anche per prendere fiato e cercare di portare a termine gli impegni che mi aspettano fra pochi giorni e proseguono in Agosto.
    Ma questo post, anche se nasce in un momento un pochino torrido che addormenta i neuroni, è importante. Ci pone di fronte al “male” e al “bene” che seminiamo e da cui siamo “seminati”.
    Ci pone di fronte alla difesa delle nostre frontiere psicologiche e fisiche e alla necessità di accogliere.
    Vale per qualsiasi essere animato: uomo, gatto, cane.
    E’ facile proclamare inviti alla bontà, al perdono, all’accettazione ecc. ecc.
    Quali sono i confini fra la legittimità del rifiuto e la disponibilità all’accoglienza? Dove una cosa piò esser definita giusta e dove sbagliata? (Vale per le ondate di profughi più o meno clandestini, vale per l’amico che ha bisogno di denaro, vale per la persona che abbiamo ferito e perfino per quella che abbiamo amato).
    Sono decine di migliaia di anni che l’uomo si contorce in questo dilemma. Ma alla fine la cosa che prevale sempre, ma proprio sempre, è l’egoismo. Nell’egoismo accettiamo, rifiutiamo, e lasciamo le nostre tracce, credendo d’essere generosi.
    Ma non è vero quasi mai.

  10. Buone vacanze Pieffe! Respira, per favore, un po’ d’aria pura e fresca anche per i Controlucini che annaspano a fondo valle con temperature prossime all’ebollizione.

    Buona Domenica a tutti da una Pinuccia fusa.

  11. Bentornato e bentrovato pieffe.
    4 giorni, se si sta bene davvero, aiutano a ritrovare il passo, il battito del cuore, l’armonia. Importante non sono i giorni…. si sa. Ma stare bene per davvero. Con tutto.
    un abbraccio da una cele stanca, e anche un po delusa da un bel po di cose e persone, forse troppo stanca per considerare meglio tutto.. forse un po svuotata.
    uffa.
    va be.
    Annaspiamo appassionatamente tutti insieme. Magari passa..

  12. Un saluto e un abbraccio anche da me.
    La vita è piena di delusioni ma vengono almeno in parte compensate da qualche ora o giorno di pace, come ha fatto Pieffe.
    Anche qui fa caldo e, da quel che si legge, i prossimi saranno giorni torridi.
    Sto sognando l’autunno e i suoi profumi. Un golfino sulle spalle e le foglie di mille colori…

  13. Ma quali mille colori?
    Quelli di un tempo, magari?
    Non ti sei accorta che cosi come non c’è più una lunga primavera, non c’è più alcun autunno?
    Fa caldo fino a novembre. Gli alberi, disorientati, restano ostinatamente verdi fino a che non arriva il “freddo”. Si passa quindi dal verde alla caducità senza passare per i gialli, gli ocra, gli arancioni, i rossi. Non si accendono più gli alberi cara Sir Biss..
    Fa troppo caldo. E da questo si passa al “fresco inverno”.
    Lo scorso anno ho indossato i guanti solo qualche volta e solo in montagna. I miei guanti di lana (ne possiedo una collezione ahimè, mi attraggono quasi quanto le borse) sono accuratamente riposti un una scatola, cambio solo le cartine antitarme..
    Ciao SirBiss. Buone serate in passeggio in quel di Cerro. Bel posto per passeggiare la sera. Mi pare ci sia un po’ di quiete e meno schiamazzi mazzi e strumpallazzi come nella più turistica Laveno.
    ——————————————
    Fa caldo, è vero e un po’ per questo e un po’ perchè sono stanca e reagisco alla stanchezza rubando centimetri alla tolleranza: nella marmellata calda in cui annega il giorno, mi prudono le bugie nemmeno necessarie, le falsità le maschere i tentativi vari ed eventuali di somministrarti pillole di …. boh.. L’ adulazione, l’accondiscendenza, gli usi e gli abusi.. I tentativi vari di convincerti di cose delle quali nemmeno ti importa.
    Vero è che delude profondamente chi ami o pensavi di amare o chi ti ama o pensavi ti amasse. Chi hai smesso di amare o chi non hai mai amato, produce solo fastidio, come sassi nelle scarpe, lo spillo della tintoria tra il vestito, la zanzara di notte. E col caldo appunto, è più fastidioso del solito.
    Santo AUTAN.

  14. Volevo fare un complimento a Carola. Lo faccio qui, perchè lei è una lettrice di controluce delle più affezionate. Non posso dire la ragione e mi scuso per questo. Ma lo scrivo qui solo perchè spero che lei mi autorizzi, ovviamente levando nomi cognomi e paesi ecc ecc e secondo i suoi tagli… a parlarne qui, sempre se lei vorrà e come vorrà. Se non lo vorrà, non cambierà niente: noi le vogliamo bene lo stesso e so anche che mi perdonerà per aver citato qui qualcosa.
    Per rispetto di tutti e anche suo, dico solo che si tratta di un suo giudizio nei confronti della scuola, del dovere, degli encomi… che spesso di dispensano senza delicatezza nei confronti delle realtà più difficili.. Dare medaglie e il titolo di eroi per un bel voto … è facile.. No?
    Ma valutare “oltre”. Saper davvero riconoscere il merito “vero” e la difficoltà, personale, del raggiungimento di un obiettivo?
    Quindi chi sono i veri eroi?
    Bell’argomento. Ne parleremo. Se Carola vorrà lo faremo attraverso la sua personale esperienza. Se non lo vorrà allora lo faremo in modo generico,. Vorrà dire che lei ci avrà dato l’idea.
    Un abbraccio e uno ancora più forte a Luca. E naturalmente ad Andrea.
    Due stelle in un cielo molto meno facile di quello di molti altri. Per questo brillano tantissimo, e la loro luce offusca anche gli “eroi” che appaiono un po’ dappertutto.

  15. Sono qui e non perchè mi si cita, ma semplicemente perchè Ori sa che leggo sempreissimo Controluce anche se non lascio quasi mai impronte, come stamane che sono di riposo (si fa per dire), sono alle prese con una canottiera rosa (colore che adoro in tutte le sue sfumature) e nel mentre sta bollendo un po’ di pasta sui fornelli per farne una insalatona dopo; quando vedo il mio nome mi si rizzano le orecchie. Dicevo sto cucendo una canottiera rosa sulle spalline- mi s i è scucita- e volevo sistemarla, ma non so cucire e allora e un continuo fare e disfare ma è rosa, mi piace e voglio sistemarla. Prima dell’estate prossima penso di farcela…forse! E con tablet sulle ginocchia leggo e poi rileggo. E perchè non dovrei autorizzare a parlarne AUTORIZZARE mamma mia che parola grossa. Ori, ti ringrazio per i complimenti e dato che noi siamo gente semplice, siamo gente comune e noi di Controluce siamo una grande famiglia perchè non parlarne in famiglia? Hai tutta la libertà di parlarne quanto vuoi, mi fa piacere ascoltare (si perchè io più che leggere, ascolto) i pareri, i commenti, dei controlucini…..porca miseria la pasta per l’insalatona è stracotta! Vorrà dire che aggiusterò anche quella va……
    Bacioabbraccio alla famiglia di Controluce
    Cele vaiiiiiiiiiiii…………..
    carola

  16. Lo so che ti piace il rosa…
    🙂
    Io ho qualche problema con il rosa negli abiti.
    Forse è per questo che il mio cognome… differisce di così poco?
    🙂

    Ma ci sono dei rosa!
    Ieri mattina dalla finestra della mia camera, quella rivolta ad est, l’alba lasciava il posto al giorno pieno, firmando, in rosa, un pezzo di cielo.
    Meraviglioso.

  17. Cerro è molto bella e un po’ più tranquilla. Ma non ora. Che sembra la Rimini del Lago Maggiore. Tra un paio di mesi. Sarà bello passeggiare vicino al lago. E gustarsi quel poco di autunno che arriva…

  18. Il cielo azzurro è sempre bello ma quando si tinge di rosa è qualcosa di straordinario. Cele, rosa è rosa. Pieffe sei sempre pronto in tutto. Sei meraviglioso.
    carola

  19. Quì sulle Pleiadi appena ci fanno dei complimenti, come sa bene Cele, ci si sconvolgono le orecchie che iniziano a ruotare, ci compaiono le piume sulla coda, facciamo la ruota e a volte cantiamo pure in pleiadiano antico!!!. Io già ho un debole per Carola, e lo sanno tutti. Se lei mi dice queste cose mi scompaiono almeno 2400 anni dai miei 2485…e sono capace perfino di arrossire sotto i baffi.
    Vabbé Cele….perdona l’idillio romantico tra me e Carola ma l’ego si gonfia come una mongolfiera quando viene accarezzato.
    Vabbè, un abbraccio a tutti: e iniziamo a parlar male della scuola…per favore.

  20. Carola l’ho vista due giorni fa. I suoi occhioni di lago stavano tra la mascherina di lavoro e la frangia nerissima dei capelli… La guardavo mentre qualcuno mi faceva una anestesia nei pressi di un dente..
    Ci si annega.
    Capisco ……. “l’ego” di Pieffe.

    Parleremo dell’accaduto senz’altro.
    Datemi tempo.. un pochino. Nel frattempo scrivete. Io sono qui e vi leggo.
    Finchè non ci censura word press naturalmente….
    🙂 🙂 🙂

  21. Certo che li porti straordinariamente bene i tuoi 2485 Pieffe, spiegami il segreto.
    MA Cele non hai detto che tra la mascherina e la frangia nera c’è un bel paio di occhiali “rosa” tanto per cambiare. Lei mi descrive come una venere…..lei!ma va laaaa.
    Notte
    carola

  22. Vabbè: mi confesso. Così sono quasi ancora in linea con il post precedente.
    Quando, qualche anno fa mi sono fatta rifare gli occhiali per leggere, ho scelto una montatura rosa pallido pallido. Ho giustificato la scelta con un : vedere le cose sotto un’altra luce a volte può servire!

    Parlare di scuola… è un invito a nozze. Avrò un po’ il dentino avvelenato, ma qui c’è Carola che ci pensa!

    Sono d’accordo Cele: ogni donna è bella, ogni essere lo è E’ che qualcuno lo è di primo acchito, poi ce ne sono chissà quanti che per scorgere la loro bellezza occorrono occhiali su occhiali. Più o meno come faccio io quando mi tocca di infilare un ago. E non è detto che poi la bellezza la si trovi. Può succedere, può non succedere, magari è solo questione di tempo. Boh!

    Buon sabato a tutti.

    Pinuccia

  23. Pinuccia, mio papà era solito raccontare storie, fiabe, leggende e le raccontava così bene che ti pareva di viverle in quel momento come quella del topolino che a tutti i costi voleva volare che raccontai in qualche post fa…..,oppure come quella del riccio che cercava un tetto per ripararsi dal temporale. Bè senti qua. La racconterò in breve, non sono brava a raccontarle io.
    …….il temporale quel giorno prese di sorpresa tutti gli abitanti del bosco, era una giornata spendida ma all’improvviso pioggia vento grandine lampi presero di sorpresa gli animali che spaventati cercano riparo dove potevano ti lascio immaginare il fuggi fuggi, lo scompiglio generale………tutti, ma proprio tutti riuscirono a trovare un riparo, tranne uno. Il riccio. Dopo un girovagare confuso e ormai stanco, si avvicinò alla grande quercia e chiesi agli animali che vi si erano rifugiati all ‘interno se potevano stringersi un po’ di più cosicche anch’egli potesse scaldarsi. Anche questa volta si sentì negare l’ospitalità, perchè lui faceva paura, non si fidavano di lui (poverino) perchè pensavano che una volta entrato, aprendo i i suoi aculei li avrebbe fatti scappare tutti, e non conveniva a nessuno essergli amico. Dopo lunga insistenza il riccio li convinse, avrebbe detto loro che non avrebbe aperto gli aculei….si sarebbe messo in un angolino e sarebbe rimasto fino alla fine del temporale. Ebbero compassione di lui, di fidarono e lo fecero entrare.
    Era troppo stretto lo spazio che occupava, dopo qualche minuto piano piano cominciò ad aprire ad uno ad uno gli aculei e dopo una lunga discussione animanata, leprotti, conigli, scoiattoli, scapparono perchè era impossibile una convivenza col sig. riccio che si allargava sempre di più….
    Bè più o meno è così la storia……
    Sai Pinuccia, tu poco fa hai detto che ogni donna è bella, non è mica vero sai! 😦 Nella mia vita c’è stata una persona, una donna che ho avuto fianco fianco tutti i giorni quasi ed è stata uguale al riccio. Dapprima, timida, insicura, quasi “piagnona”, e poi….nel corso degli anni la sua bellezza si materializzava in vestiti firmati, gioielli, indossava collane che pesavano 70 chili, orecchini che parevano cerchioni di bicicletta, tutto e rigorosamente in oro, anelli che coprivano le sue dita….e mi fermo qua. La sua bellezza era tutto ciò che indossava, il suo cuore era cattivo, aveva uno sguardo buio, penetrante, affilato, maligno non riuscivi a guardarla a lungo.Ecco hai presente la strega di Biancaneve? Lei era peggio. Cercava un lavoro, io allora già lavoravo, ho messo una buona parola per lei, faceva tenerezza, sembrava dolce e carina….poi invece piano piano nel corso degli anni ad uno ad uno ha sferzato tutti i suoi aculei…finchè me ne andai….e mi fermo qui di nuovo e stavolta sto ferma.
    grammaticalmente sconnessa
    carola

  24. Carola: ognuno mostra la bellezza che ha o che è capace di mostrare. C’è chi, come la persona che descrivi, ha bisogno di cose materiali, vistose per apparire. Se no chi le nota!!
    E poi c’è chi è più riservato, c’è chi è sfrontato, chi si crede più furbo, chi non si sente mai all’altezza della situazione.
    In persone problematiche ci siamo imbattuti tutti. Ne siamo usciti o pensiamo di esserne usciti magari con le ossa rotte e la convinzione ferrea che non ci saremmo più lasciati fregare un’altra volta. Le ultime parole famose! C’è sempre un’altra volta. Forse si impara ad essere più cauti ed è già tanto.
    La bellezza di quel tipo di persone, secondo il mio modesto parere, consiste nell’insegnarci a non essere troppo creduloni. Almeno fino alla volta successiva funziona.

    Belle le favole del tuo papa, bello il modo di raccontarle a noi. E’ essere catapultati in un un mondo incantato, dove si mollano le difese, si vedono le cose con altri occhi.

    Permetti: con il caldo soffocante che c’è, l’essere grammaticalmente sconnessi è perfettamente plausibile
    Pinuccia

  25. Le favole dei papà sono quasi sempre belle. Perché sono inventate al momento.
    Riguarda alle false bellezze il mondo ne è pieno.
    Quando non c’è un’anima bella si mostrano le tette. Quando negli occhi non c’è la bellezza della profondità si mostra la profondità della scollatura o la sottigliezza del filo del tanga fra le natiche. Quando non c’è la bellezza dell’amore si fa “sesso” e così via.
    E per tornare all’argomento del post, tutte queste false bellezze ci attraversano e ci condizionano, ci distraggono e a volte ci disgustano mentre in altri casi ci catturano e travolgono, ci appassionano e deludono.
    Mostrare o mostrarsi, nel cuore o nel culo,…avrà sempre delle conseguenze nella vita degli altri.

  26. Afferrato il concetto Pieffe! Miiiiiiiii ma com è che ha sempre ragione? Vero Pinuccia ognuno mostra la bellezza che ha e tranquilla che non mi si frega più, col tempo ho imparato a non innamorarmi più della bellezza esteriore, ho imparato a non sentire con le orecchie ma ad ascoltare col cuore, ho imparato a guardare tra le righe e non a leggere, ho imparato a vedere con gli occhi dell anima….ho imparato anche che quel tipo di bellezza serve a far carriera a salire di livello….evvabe e qui c è da stendere un velo pietoso e mi fermo qua.
    Sai Pieffe che non me lo sono mai chiesto se papà se le inventava al momento le fiabe? Ma forse si sai!
    C è un detto indiano che dice, che se non si riesce dormire è perché sei nei sogni di qualcuno.
    Non sognatemi per favore!
    ♥carola

  27. Porca miseria Carola, mi hai dato una chiave sulle ragioni dell’insonnia! Mannaggia: mi sa che mi sognano spesso. Speriamo che, almeno, facciano sogni piacevoli!!

  28. Eh si, caro Pieffe. Certo che ti sognano spesso. Come si fa a scordarsi di una persona come te?
    In quanto al mostrarsi, purtroppo il mondo è fatto ancora di apparenza. Dice bene Carola. Le persone vanno guardate con gli occhi dell’anima. Ma il ‘club’ di chi giudica quel che vede è numerosissimo.
    Io e la mia famiglia abbiamo vissuto e ancora viviamo una situazione (chiamiamola così) piuttosto grave. Ma quando accendi la tv non si parla che di lozioni, creme e prodotti che ti fanno bella, magra e in formissima. E via con la prova costume.
    Ma questo blog è speciale. Meno male che ci siete.
    Un abbraccio a tutti
    Sir Biss

  29. A Roma, o meglio in un famoso quartiere romano, è giunta notizia che sono spariti tutti i ventagli da ogni negozio. Perchè fa caldo? No… o meglio sì….. ma il fatto è che li ha comperati tutti Pieffe, perchè per via di tutti questi complimenti gli è cresciuto un ulteriore strato di piume e non è proprio di stagione diciamo. Ecco.
    Fatto sta che in tutta Roma non si trova un ventaglio. Nemmeno in San Pietro con le immaginette del Papa. Giunta notizia che qualcuno approfittando della situazione ne vende a prezzi indecenti.

    Un buon giorno a tutti, buon inizio settimana.
    Sono d’accordo su tutto dalle tette al filo interdentale sotto il pantalone che però ha anche il suo perchè specie se il pantolone è bianco.
    (io lo dico sempre che prima o poi ci oscurano il blog.)

    E sono d’accordo soprattutto sul “fare sesso” è per molti, troppi, troppissimi uno sport nazionale. Come andare in palestra. E spesso, roba da malati, una specie di ossessione. Triste e deprimente direi. Poveretti.

    Bauuu

  30. oh.. siamo ancora in chiaro! Bene.
    Dicevo: fare sesso, scopare, tr…. ecc ecc ecc..
    Ma nessuno più fa l’amore?
    Bè almeno c’è la cura di non chiamarlo amore… Tutti scopano. Chissà che casa pulita!

  31. Ah no, sono tornate. Misteri: Credevo le avessero… scopate via.
    Basta.

    Per tornare all’argomento base del post di Cele e alle mie “piume” osservo che quando ero giovane mi accadeva (come sicuramente accadeva a molti di voi tra i più…grandicelli), di volare tra le onde dell’Eros (che è un Dio e non una macchina sessuale), come un surfista.
    Ogni desiderio, ogni incontro, ogni esperienza mi toccava profondamente così come ogni mia azione toccava profondamente la sensibilità del mio prossimo. L’ego si sentiva gratificato dalle tempeste, sia quelle ormonali che quelle affettive: il dolore e la gioia sostenevano le onde ma tutto sembrava “normale” e sopportabile, sia nel divertimento che nel dramma.
    Diventando un pochino più vecchi accade che le onde siano più piccole, ma sembrano ugualmente grandi; la forza del surfista è diminuita anche se è aumentata l’esperienza, e mentre prima ci voleva una “tempesta perfetta” per farti accorgere che stavi navigando fra gli esseri umani e non ti accorgevi delle piccole turbolenze dell’acqua intorno ai tuoi piedi, adesso una piccola carezza nell’anima accende quella dolcezza che riempie di sospiri e di stupore.
    L’anima si distende…..e, cavolo, le piume ovviamente crescono un po’.
    Buongiorno a tutti

  32. La sensibilità, mi accorgo man mano, è una cosa rara. Riesco a stupirmi ancora osservando quanto ne siano prive, chi più chi meno, la maggioranza delle persone che incontro e pure chi credevo di conoscere, in alcune circostanze ha mostrato un lato oscuro. A volte mi dico: beati loro. Soffrono meno.

  33. L’insensibilità è direttamente proporzionale all’afa…purtroppo! Solo che tra poco tempo l’afa passerà. L’insensibilità.. mah! Ho seri dubbi.

    Pinuccia

  34. ALDA MERINI:

    La semplicità è mettersi nudi davanti agli altri
    e noi abbiamo tanta difficoltà ad essere veri con gli altri.
    Abbiamo timore di essere fraintesi,
    di apparire fragili,
    di finire alla mercé di chi ci sta di fronte.
    Non ci esponiamo mai.
    Perché ci manca la forza di essere uomini,
    quella che ci fa accettare i nostri limiti,
    che ce li fa comprendere
    dandogli senso e trasformandoli in energia,
    in forza appunto.
    Io amo la semplicità che si accompagna con l’umiltà.
    Mi piacciono i barboni.
    Mi piace la gente che sa ascoltare il vento sulla propria pelle,
    sentire gli odori delle cose, catturarne l’anima.
    Quelli che hanno la carne a contatto con la carne del mondo.
    Perché lì c’è verità,
    lì c’é dolcezza,
    lì c’é sensibilità,
    lì c’é ancora amore.

  35. Occorre una buona botta di umiltà per poterci relazionare con gli altri: ma la botta di umiltà occorre anche agli altri per relazionarsi con noi.
    Non è che da qualche parte si trova qualche supermercato che la vende? Magari camuffandola per qualcosa d’altro, che so, l’arte di conquistare gli altri con un semplice spruzzo di deodorante?

    Scusate, ormai anche se fa un po’ più freschetto, ma poco, poco, sono ancora un po’ fusa..
    Buona serata a tutti i Controlucini

    Pinuccia

  36. Le botte di umiltà …

    Sorrido perchè proprio oggi una mia amica mi parlava di “counseling”. Queste figure, oggi parecchio di moda che ti aiutano a “trovare” le motivazioni.. Per carità… Non voglio e non ho strumenti per giudicare. Ma so solo che si “diventa counselor” dopo un corso di tre anni o anche meno.
    Ed ecco che la figura, regolamentata da nulla, e che non è psicologo non è psichiatra non è psicoterapeuta, ti prende e ti “gira” come un calzino, ti fa parlare delle tue esperienze di bambino, della paura del buio, o di quella delle streghe cattive e poi magari ti dice anche come mai non riesci a prendere una decisione, oppure a dare una svolta alla tua vita. Fantastico, no?
    Non è che io abbia maggior considerazione o stima a chi ha una laurea in psicologia ecc.. Si sa. I mestieri, come quello di medico, insegnante, maestro, meccanico, falegname, sono fatti da persone.
    Ci sono persone pero’ che possono fare dei grossi danni. Il falegname, al massimo, puo’ fare una gamba del tavolo storta.. (ma se ha rispetto del legno.. non fa nemmeno questo errore) Ma per l’amor del cielo guardiamoci tutti da queste figure emergenti spesso saccenti o in preda a deliri di onnipotenza. Quando non semplicemente avidi di denaro. E quando.. non entrambe le cose.
    Ecco, Pinuccia, loro vendono le “motivazioni”. Presto anche in bombolette spray… E’ solo questione di tempo. E di certo se frughiamo esiste anche una qualche App.
    Guardiamoci da chi cerca di spiegarci qualcosa di noi… Noi sappiamo benissimo chi siamo. E se vogliamo conoscerci di più basta una persona che ci ama.. e che diventa specchio della nostra anima. E a volte basta un amico, schietto, franco e sincero, che ci sa osservare e raccontare. Spesso basta una passeggiata in solitudine con la luce giusta, il mattino gentile, la sera dolce. Bastano… gli occhi di un cane.
    Un abbraccio e grazie a tutti di esserci. Questo sito mi aiuta a trovare un pochino di calore quando manca di più. E’ un rifugio. Per cio’ che è adesso e per cio’ che è stato. Per tutti i gatti cani lucertole e esseri pelosi che sono passati di qui. Grazie…. di cuore.

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