COME TI INFORCO IL LAGO ….

Prometto che Controluce avrà la luce di prima anche contro e di fianco e dietro… Ora che Pieffe e Ricc sembrano tornati dal lungo viaggio intergalattico (che non li ha cambiati affatto.. anzi…) torneremo a scrivere. Prometto. Devo solo trovare il tempo. 
Ma … in una breve pausa ho trovato questo e non posso non postarlo. Certissima che il vostro gusto raffinato per l’arte e la vostra capacità critica sarà beata da questa visione e il vostro intelletto affascinato da questa geniale trovata.

Guardate la foto.  E poi dicono che le pale eoliche “deturpano”!!

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Lago Lemano a Vevey, in Svizzera.

fonte:”FOCUS” al link
http://www.focus.it/natura-e-ambiente/natura/si-fa-presto-a-dire-lago?gimg=891&gpath=#img891

30 pensieri riguardo “COME TI INFORCO IL LAGO ….

  1. Sillogismo: se il lago è una tazza, l’acqua è il brodo. Però, in questo caso, ci sarebbe voluto il cucchiaio.

    Però, ricordando un tempo in cui a scuola io e un paio di amici facevamo degli scarabocchi e poi ognuno di noi faceva il commento secondo il linguaggio critichese stretto che andava di moda anche allora potremmo dire:

    “In quest’opera si nota la sincronicità prodromica del cosmodramma presocratico, estrinsecato dall’oggetto che penetra a mo’ di multiplo fallo, nella vagina acquorea che si strugge d’inossidabile pallore. La dove l’arte, scevra da edipiche risonanze, risuona della multipla fattezza cangiante di fugace lussuria”.

  2. Mi stupisco della di voi così approssimativa lettura esimio collega, e me ne meraviglio e dolgo. E un tal ignudo linguaggio poi… non è da lei (per la serie: la miglior difesa è l’attacco! E giù legnate).
    Com’è che piuttosto vien vieppiù descritta tale tazza? Non è forse nota come l’ago di Vavey?
    Ordunque:

    C’era una volta un lago, e uno scolaro
    un po’ somaro, un po’ mago,
    con un piccolo apostrofo
    lo trasformò in un ago.
    “Oh, guarda, guarda –
    la gente diceva
    – l’ago di Garda!”
    “Un ago importante:
    è segnato perfino sull’atlante”.
    “Dicono che è pescoso.
    Il fatto è misterioso:
    dove staranno i pesci, nella cruna?”
    “E dove si specchierà la luna?”
    “Sulla punta si pungerà,
    si farà male…”
    “Ho letto che ci naviga un battello”.
    “Sarà piuttosto un ditale”.
    Da tante critiche punto sul vivo
    mago distratto cancellò l’errore,
    ma lo fece con tanta furia
    che per colmo d’ingiuria,
    si rovesciò l’inchiostro
    formando un lago nero e senza apostrofo.

    E a cosa serve l’ago, mi vien d’impeto chiedere, se non a cucire che so, una bella tovaglia di lino, come faceva la mia nonna Tina, con tanti ricami e merletti?
    Vien da se che ovviamente, su tale prodigio di abilità manuale, si posino poi prelibati piatti e profumati, di mille odori e condimenti: ciascuno ci metterà i suoi, in giro per ogni region dell’italico stivale!
    Non prima però che sia posta, con ordine e cura, la consona apparecchiatura: ecco donde vien l’enorme forchetta con contanti rebbi.
    Servus, controlucesi
    R

    Ps:
    la poesia è ovviamente “L’ago di Garda”, del mitico Gianni Rodari 🙂

  3. Io scrivo con i remi, mica con la penna.
    E la mia materia grigia, specie a quest’ora, fa fatica a trovare qualcosa di serio da scrivere, dopo che due ‘mostri sacri’ hanno lasciato cotante impronte.
    Comunque, complimenti a tutti voi.
    Sir Biss

  4. Pieffe: un lago come questo ci sarebbe stato bene come vista dalla camera di albergo che ti ho trovato l’altra volta….
    hi hi hiiii

    Ho riletto i commenti del post precedente, della filomena con il suo amante e il cama sutra almeno 4 volte e altrettante qui. Lo vedi perché non ho più scrittto? Mancavate!!!!! Controluce la fate voi mica io.

  5. In realtà, preclaro collega, mi permetto d’insistere sulla mia tesi ginecologica: Molti son gli autori e i riferimenti bibliografici che, a mio avviso, confermano l’opra fallica mostrata della forchetta, superbamente infisa nell’umido dell’acque, forse ad indicare il fantomatico punto “g” della plaga lacustre.
    Infatti, come afferma la celebre antropologa ucraina Titilla Orgasmova nel suo “De profunditate gnoccae padanae”, entusiasticamente appoggiata dal grande cosmologo greco Telodò Disicuro nel suo ormai famoso testo in tre volumi “Misterium pisellibus tractus”, il lago di Garda potrebbe essere la misteriosa grande vagina padana.

    Se così fosse la “f” della forchetta potrebbe (non mi si accusi di scader nel vernacolo) sostituita dalla “s”. Nel qual caso l’oscillazione della medesima solleciterebbe la faglia ormonico freatica del suddetto lago, e ciò spiegherebbe la vera semiologia del nome che fu dato dai romani, durante il conflitto con i visigoti e che in realtà è: “La-gode Garda” e la forchetta, a questo punto, indicherebbe il punto esatto del massimo godimento.
    E con questa indagine scientifica spero d’aver messo un punto g, cioè, volevo dire, un punto fermo sulla ricerca in atto.

  6. Ma per nulla!!!! il problema semmai è dire qualcosa di altrettanto intelligentemente divertente. Almeno… per me .
    ‘spetta il Fiorentino…. che prima o poi arriva…
    un bacio controluce e contropelo sulle orecchie

  7. Io avrei visto meglio un coltello e una coppia di fidanzati in riva al lago e l’avrei intitolata: “Tagliare l’acqua ai morosi”.

    Spero che tu abbia pietà di me!

  8. Esimio collega, ricevo e mi beo delle sue dotte disquisizioni, le qual mi trovano in completo accordo e sintonia.
    Come, infatti e vieppiù, non ricordare il sommo poeta, l’eterno Leopardi, con la sua immensa poesia alla sua amata e irragginungibile, e gli immortali versi:
    “Silvia, tiri membri ancor…”
    E raccolgo le parole della stimata Sirbiss che, parlando di mostri, per di più sacri, aggiunge una connotazione geografico / tessile al nostro dirimere della question di contanta forchetta into lo lago: Vuol forse, da esperta ella lacustre, riferirsi all’esistenza di non uno, ma bensi due addirittura mostri che fissata abbian la residenza loro netemeno che nel detto lago, esportati dall’isola d’Albione? E allora spiegarsi sarebbe facile e repentino s’affaccerebbe alla mente, ed inequivocabile certezza balena agli occhi che l’ago di cui trattasi avante non può che riferirsi alla cucitura delle scozzesi gonne che, qual mostri esportati in guisa di esuli in terra straniera, e soggetti al sale dello pane altrui e fatica delle aliene scale, qual novelli Dante subacquei, essi sarebbero rivestiti! (Si, in effetti mi son perso pure io nel discorso. Però torna).
    Quindi ovvia sale la domanda, e dirompente la questione pretende risposta fiera e convinta:
    Che c’è per cena?
    Regards popolo di controluce
    R

  9. Silvia che “tira i membri” è realmente sublime!
    Complimenti collega. La porteremo, con somma disdetta del Leopardi, a contemplare il lago, alla ricerca del mostruoso fallo cosmico ivi precipitato in tempi biblici, per cui da allora, nunc et semper: là gode Garda

  10. “Però – direbbe la sora Cesira – nun ce so’ più i falli cosmici de na vorta”!!

  11. No dai…
    “là gode Garda…”
    nun ce sto a crède!!!! SPAZIALE collega, c’ho i lacrimoni dal ride…
    R

  12. …..
    pensare che era solo una forchetta…
    se avessi postato una giarrettiera cosa sarebbe venuto fuori?
    Oppure (per restare in tema)un perizomino LEOPARDato?

    I miei complimenti…
    E poi non ditemi che gli ingegneri “funzionano”…
    Non funzionano mica!! O questi due sono IGM (ingegneri geneticamente modificati?)
    Eh mi sa!!

    Complimenti davvero… Questo è il bello del blog!

  13. E menomale che non ci sono piu’ i falli cosmici de na vorta. Per cui c’hanno messo la forchetta. Te l’immagini? veniva cosi: La’ gode Garda con il fallo nel Le mano….
    E dopo questa ci siamo giocati la fascia protetta…
    R

  14. Dai Ric…’namo via. Riprendo l’astronave a pedali e s’allontanamo, prima che arrivi la censura.

  15. Vi buco le gomme. Non ci provate. Siete fuori come due terrazzi ma ridere è una cosa seria. Mica si può fare con chiunque! Celeste da como. Anzi dal coma.
    notte.

  16. Nnamo va. Però io pedalo dietro cche così te vedo. Che sennò me fai sempre pedalà a me e te stai dietro carmo carmo a lisciatte ll’orecchi… abbelloooo!!
    O vediamo se ora dopo aver fatto i pagliacci in maniera indecente la nostra Celestina si muove a compassione e ci dedica qualche riga… 🙂
    Notte, controlucesi tutti.

  17. Chi è che mi chiama?
    Stavo qui a godermi lo spettacolo dall’altra parte del palco dove si alternano due matti scatenati che se li trovano quelli di Zelig.. … NON li scritturano di sicuro perché son di un’altra pasta.

    Comunque:
    Ci ha scritto la UTLL (Ufficio Turistico Lago Lemano) dicendo che dopo che Controluce si è interessata del loco, non sapevano più dove mettere la gente…
    Pieno così. Un’affluenza eccezionale nel week end di ponte, tutti a guardar la forchetta. Così è stata commissionata una seconda scultura… Mi hanno solo anticipato che avrà una forma allungata e che gli artisti hanno preso ispirazione dai suggerimenti di qui….
    Ecco…

    Buongiorno a tutti quelli che vanno in controluce e anche controcorrente
    In astronave, a piedi, o in bicicletta, con una bella mente
    e qualche stella nella tasca.
    Buongiorno a quelli che sanno scherzare e ridere e giocare
    perchè potranno sempre camminare volare e navigare.
    Perfino sopra e oltre questo mondo che va alla deriva
    e che tra poco casca.

    Scrivendo mi è venuta in mente la filastrocca della nonna:
    Giro giro tondo casca il mondo casca la terra…. e tutti giù per terra.
    Ecco. Molto attuale….
    Per cui.. Viva le forchette.. I laghi e gli aghi, gli agoni
    E anche maghi, giocolieri e fate.

  18. …Cacca la terra, diceva Silvia da piccola. Oddio, già allora dimostrava un certo intuito…
    Buongiorno a Celeste e a tutti voi.
    Cielo e lago blu. Montagne spettacolo.
    Tutti idealmente qui con me. Seduti su una panchina, all’ombra. Con l’Isola Bella dall’altra parte, così nitida che sembra persino di vederne i meravigliosi fiori.
    Sir Biss

  19. Cioè SPIEGA “grandezza a parte”…
    Ti riferisci al mio sedere che ci deve stare sopra e quindi oltre ad essere celeste dovrà essere… adeguatamente grande?
    No.. dico!!!!
    🙂

  20. In quanto a sedere credo di dover proprio stare zitta… ma no, mi riferivo al fatto che siamo in tanti e ci vuole una panchina grande (per gente grande).

  21. Se non sbaglio c’è scritto IBI=+P
    Dicono sulle Pleiadi che vuol dire:
    Istituti Bancari Italiani = più Pizzo.
    Mi sembra semplice.

  22. cari controlucini, wordpress mi fa un po’ di guerra e spesso frost è considerata un’estranea…devo scegliere e per ovvie ragioni scelgo robertaenne, ma sarò sempre un po’ frost, soprattutto per voi…non dimenticatemi…

  23. Roberta, Frost, robertaenne.. va bene tutto.
    Qui siamo sempre aperti 24h/24h e i gli amici non li dimentichiamo di certo.
    Un po’ come la volpe del piccolo principe..
    si riconoscono i passi. Il nome importa poco.

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