BOH

mafalda-salvagente2

Amarezza. Sconforto. Vuotitudine.  Ecco. Non riesco nemmeno più a provare rabbia.
Gli italiani sono praticamente affamati. Le mense dei poveri sono pieni dei nostri anziani. Nostri anziani. Persone che vivevano magari faticosamente, magari con piccole pensioni, ma con dignità,  ora non ce la fanno. Molti di loro hanno figli  senza più un lavoro, che non sanno come fare per tenere in piedi la propria famiglia, a tirare su i figli.

Siamo un popolo in ginocchio. La criminalità aumenta, anche per fame. Un giorno ho sentito un padre che diceva: quando non hai da sfamare ii tuoi figli diventi un ladro anche te.
Un quadro.

Altro quadro.
P
artita di calcio, “errori arbitrali”. Juventus-Roma Copio e incollo dalle notizie di oggi.

 “Due interrogazioni parlamentari al ministro dell’Economia sugli errori arbitrali di Juventus-Roma e un esposto alla Consob per capire “se ci possono essere stati atti che ledono le normative vigenti, svantaggiando e penalizzando gli incolpevoli azionisti” delle due società calcistiche. Più, fuori dalla politica, le risposte del mondo juventino alle accuse di capitan Totti e della Roma, la contro-risposta di Rudi Garcia, la presa di posizione del sistema calcio e le ripercussioni in Borsa. Nel giorno successivo al big match di Torino, le polemiche non si spengono. Anzi: arrivano persino all’interno del Parlamento”.
 
Capito? Stiamo affondando nelle sabbie mobili (ho usato un’espressione raffinata):  non c’è famiglia che non sia colpita nel lavoro, nell’orgoglio, nella dignità, nella salute. Già, perché quando non si può sostenere con dignità la propria famiglia si sta male e parecchio, ci si rimette anche la salute. E in parlamento? Ci finiscono gli errori degli arbitri di Juventus Roma.  Ecco.
Mi fa male. Mi offende. Perché il parlamento lo pago anche io. Perché voglio che quelli che pago lavorino per gli anziani, quelli che vanno a mangiare alla mensa dei poveri, a quelli che vedo la mattina a Cadorna con il bicchiere in mano e il cartello con su scritto HO FAME. E li vedi, perché li vedi che stanno provando un dolore enorme, perché erano persone normali, magari con la sola minestra tutte le sere sulla tavola, ma con una dignità. Li vedi. Sono puliti, in ordine e gli occhi tristi. Stupiti più che rassegnati. Li vedi che sono li’ perché … non possono fare altro. Perché hanno fame, o sono malati e spesso entrambe le cose. Voglio che si occupino dei nostri figli, dei nostri ospedali. Voglio che si occupino di quella donna che è rimasta vedova a 44 con due bambini,  vent’anni di mutuo, uno stipendio solo, il suo, e deve pagare ici tasi tari imu e mini imu e il libri di scuola. Tutti, senza uno sconto. Voglio che si occupino della gente come lei, dei ragazzi come i suoi. Sostegno, niente altro che sostegno, sicurezza, protezione. Ci si riempie la bocca con parole come garanzia, protezione, rispetto. Letteratura. Niente altro. Offese perfino le parole, non reagiscono più nemmeno loro. Le abbiamo svuotate, ridotte a orpelli per abbellire mostruosità e bugie. 

Io sto male. Veramente. Non ce la faccio più nemmeno ad indignarmi, ad arrabbiarmi. E quando non ci si arrabbia più è perché è finita anche la speranza. E se finisce la speranza non c’è più niente. Sabato guardavo mia nipote, 11 anni, correre felice con il cane, e poi in bicicletta. E poi la guardavo giocare a palla in giardino. Rideva, Gli occhi chiari, trasparenti, luminosi. Ho provato una fitta di amarezza. Ho sentito male, ho provato pena, dolore, un senso infinito di … boh..  Boh. Cosa c’è zia perché mi guardi così? Niente tesoro, ti voglio bene, tutto qua. 

Nel mondo del lavoro (chi il lavoro ce l’ha), si soffoca  ogni giorno dentro gli ingranaggi micidiali della burocrazia. Altro che semplificazione! Nessuna burocrazia è mai stata come in quest’ultimo decennio. Una creatura enorme e spaventosa  e affamata, che divora tempo, energie, risorse. Vita. Una cliente del mio studio, ottima persona, ex chirurgo ora in pensione, mi ha confessato di aver vissuto con sfinimento gli ultimi anni: alcuni interventi chirurgici le richiedevano meno tempo rispetto ai moduli che doveva compilare prima e dopo ogni intervento. Doveva certificare perfino chi aveva fatto le pulizie in camera operatoria, prima e dopo. Chi era di turno al guardaroba ecc ecc. Una roba da pazzi.  Oggi stesso io ho lavorato 5 ore su 8 per compilare un questionario ISTAT di un’azienda che altro non era che una specie di doppione del bilancio (regolarmente pubblicato al Registro delle Imprese e consultabile da chiunque). Un’altra ora per aiutare il medesimo cliente a districarsi in una pratica comunale ai fini della tassa rifiuti per via di una trasformazione di una società e quella che mi è rimasta ho cercato di fare … quello dovrebbe essere il mio lavoro principale. Manteniamo ed alimentiamo macchine enormi, prima era carta, ora sono server immensi mangia dati, mastica dati, archivia dati.  Paghiamo stipendi inutili per alimentare questi mostri che NON SERVONO A NULLA. A NULLA. E questo è un altro quadro ancora. Queste mie ore saranno addebitate dallo studio al cliente. Con quale risultato?  Indovina indovinello….

E mi chiedo:
ma i ragazzi, quelli che adesso sono ragazzi, che hanno in mano le redini di questo paese, cosa fanno?
Io mi domando cosa fanno. Dove sono.
Tutti su FB, wathsapp, twitter, armati fino ai denti di smartphone e tablet? Amebe fluttuanti nel mare della rete adesso? Pesci in carpione tra qualche anno? Non si sente mai la loro voce. PERCHE’?

Boh.mafaldaDelusa

 

12 pensieri riguardo “BOH

  1. Purtroppo i ggiovani sono completamente assorbiti dalla connessione continua… e, a dirla tutta, anche io non scherzo alla soglia dei cinquanta!!!
    L’altro giorno mi son detta che era ora che divenissi un’oca e che avrei dovuto iniziare a farmi selfie e sfoggiare abbigliamenti improbabili. Vorrei davvero essere cretina e deficiente per ritrovarmi a essere in fila per una punturina e stirarmi le rughette. Sono andata anche a sbavare in grandi outlet super firmati.
    Non me ne frega un cavolo.
    Mi sento diversa e sto male. Non sono una civettuola e metto quel che trovo.
    Credo che il tuo riassunto cara Ori sia il frutto di un andazzo che io vivo pulsante dagli anni Ottanta. Allora avevo voglia di veder emergere eccellenze; ho studiato per approfondire e non per sentirmi chiamare Dottoressa; ho vissuto la mia femminilità in funzione della mia indipendenza; quel che penso ho sempre detto.
    Risultato: crisi depressive, sensi di colpa e amarezze varie su varie livelli. Sono libera ma diversa, non molto indipendente economicamente.
    I miei amici quelli che hanno leccato i partiti, i sindacati, i professori hanno una posizione riconoscibile e dettano le regole. Sì perché li trovi in seggiole importanti dove si decide solo con la logica del non fregare chi ti ha fatto sedere lì. E via di questo passo. Ho visto uffici creati apposta per ospitare bacini di voto e convenienze varie; gente che si è venduta la vita per arrivare dove siamo e come hai descritto tu benissimo. E io sono stata senza lavorare per anni…
    Adesso, 2014, potremmo avere nella tecnologia un aiuto capillare e alla portata di tutti e ci potremmo far aiutare dalla comunicazione veloce. Se ti metti a osservare Facebook vedi una massa di deviati mentali, da una parte, e, dall’altra, grandi poeti e scrittori. Tiri un respiro di sollievo, e poi ti accorgi che non ci sono grandi differenze. Gli uni persi tra grattini e scarpe e, gli altri, immersi nel loro ego debordante e invasivo.
    Una mia recentissima esperienza mi ha fatto vomitare le speranze che avevo riposto su un essere che credevo un esempio… Meglio così, che se ne vada a quel paese…
    Illusioni e illusioni e illusioni. La verità è e sarà sempre che ognuno pensa a se stesso per lavarsi la faccia con un verso poetico e con una beneficienza ben pubblicizzata. Così fino al collasso di molti, ma non di tutti, e alla guerra di tutti contro tutti. Spero solo che chi ci guadagnerà avrà la forza per non cancellare i tesori della nostra arte e del nostro territorio. Io non ci sarò più, ma almeno non sarò stata una donnetta da sfilate e avrò agito sempre in piena onestà.
    Simo

  2. mi fa morire il fatto che la resa grafica di ARMATI FINO AI DENTI risulti identica ad

    amati fino ai denti

    clofflaterale

  3. parole profonde che lasciano l’amaro in bocca… una società di giovani che non è capace di auto-organizzarsi ma che ha bisogno della “pappa pronta” per qualsiasi cosa… per fortuna vedo che ci sono però ancora giovani che hanno speranza… e confido che prima o poi nasca una rivoluzione “digitale” in cui i giovani possano cambiare le sorti di questo paese.

  4. ieri sera corrado formigli ha mostrato cosa sta accadendo in siria-iraq-turchia..
    tanto per rimettere in ordine le priorità cheti sembrano saltate

  5. al di la della genialità della politica di comunicazione dell’ISIS, che con oggettivamente modesti spargimenti di sangue sta drenando l’attenzione mondiale sul proprio problema, giusto o sbagliato che sia. Perchè privare gli opinionai del proprio mestiere, anche perche sembra evidente che lo sappiano fare benissimo (pur nella loro drammatica inconcludenza).

    A cesare quello che è di cesare e a formigli (e in generale ai televisivi) quello che riescono a prendersi …

    (ci fossero solo un pò meno bombe in giro magari si potrebbe ragionare di più …)

    cloff

  6. Signori, non capisco lo stupore riguardo a questa situazione.
    Capisco molto la sofferenza di Celeste, perchè si immedesima nella povera gente che non è capace di sbarcare il lunario con un onesto lavoro semplice, questo eccome, ma non lo stupore.
    La crisi è un modo per aumentare l disparità sociali, di travasare i soldi da chi è più povero a chi è più ricco. La crisi è un business eccezionale, di cui esistono testi che la regolano. E ormai si guarda soltanto ai soldi con l’ “ovvia” (per loro) giustificazione che si lavora per il business, che i capitali devono generare capitali, a che prezzo beh, non fa aprte del problema. Racconto un aneddoto: la società per cui lavoro ha come cliente una grossa multinazionale americana, con molti rami di azienda. In uno di questi lavora un mio amico, come finanziario. Parlavo con lui in generale dei pagamenti, come diventino sempre più stretti e dilazionati nel tempo, lui mi fa “eh, ma sai quanto si guadagna a dilazionarli? Guarda ti faccio un esempio” e mi snocciola cifre a fronte di “opportuni ritardi di pagamento”. E gli ho detto “ti rendi conto che dall’altra parte ci sono aziende che hanno diritto di essere pagate, tra cui la mia?” la risposta è stata un’alzata di spalle: “ognuno ha i suoi problemi”.
    Ecco la “nuova etica”: tanto nessuno ti fa causa per tre mesi di ritardo dei pagamenti, e poi deve comunque mantenerti come cliente. E anche volesse ci pensa la non giustizia italiana a fargli passare la voglia. Quindi è lecito tutto quello che PRATICAMENTE non porta a conseguenze.
    Questo nel quotidiano, nelle cose piccole, per non parlare poi delle suddette multinazionali che con giri di società in giro per il modo praticamente non pagano tasse: il suddetto ramo di azienda ha un fatturato di quasi 5 miliardi di euro e paga l’11% di tasse. Voi quanto pagate? Mi viene da ridere…
    E queste tasse non pagate vogliono dire scuole non fatte, buche non tappate e ospedali senza medici.
    Quindi, per favore, nessuno stupore: è una guerra a tutti gli effetti, e come in ogni guerra che si rispetti ci sono vittime, ci sono i vinti. E i vincitori.
    Tutto sta nel sapersi difendere. Come? Quello che dico sempre è che i grandi devono convincere i giovani che investire nel proprio futuro costruendosi una competenza “vendibile” li metterà automaticamente al riparo dal diventare carne da cannone.
    Per quelli che giovani non sono è più complicato.
    Devo essere onesto però: non discuto su quelli che effettivamente non hanno potuto investire sul proprio futuro in un qualche modo, ma quanti effettivamente sono? So di persone umili che hanno fatto studiare i propri figli, mentre ad esempio molti dei miei compagni del liceo avrebbero potuto costruirsi un futuro, farsi uan competenza, rendersi in un qualche modo utili e preziosi, ma semplicemtne non ne hanno avuto voglia. Si sono accontentati dei trenta denari e sono andati a fare uan cosa qualsiasi anzi, qualcuno esplicitamente sfottendomi per tutte le fatiche che stavo e avrei dovuto fare.
    Purtroppo un paio di questi sono anche venuti a ricercarmi lamentadosi delle loro disgrazie.
    Voi cosa ne pensate? Mi spiace ma io non mi sento buonista ad ogni costo.
    Niente ci deve comunque giustificare dal non prendere le dovute attenzioni per difendersi: così coem chiudiamo casa uscendo, per paura che qualcuno rubi, così dobbiamo non farci rubare dagli evasori fiscali (chiedere fatture e scontrini), dai generatori di bisogni fittizi (evviva! è uscito il nuovo iphone 6! SETTECENTOCINQUANTA EURO E SI CAZZOTTANO IN FILA PER ACCAPARRARSELO!) dagli amministraotri pubblici che NOI mandiamo su votandoli senza approfondire, che sono gente inaffidabile e disonesta (“una delle punizioni che spettano per non avere partecipato alla politica è di essere governati da esseri inferiori – Platone)!
    Ovvio che le guerre, tutte, seguano questo concetto. La guerra è utile per il vincitore che si accaparra i beni del vinto con scuse varie: spesso è “portargli la democrazia”, e in realtà distrugge tessuti sociali e lascia spazio al fondamentalismo, ma questo e altro pur di difendere il prorpio stile di vita. La guerra è utile per il PIL: presnete quanto costa uan guerra? Quanto costano gli armamenti?
    La guerra combattuta con le armi è la stessa di quelal combattuta dalla povera gente. E i mandanti sono gli stessi. Non ci trovo nessuna scala di importanza al riguardo, forse sarò cieco o prevenuto: il prinicipio è strettamente lo stesso.
    Scusate lo sfogo, e i concetti forti.
    Riccardo

  7. Nessuno si stupisce Ricc.
    Non io, almeno. Non c’è ombra di stupore nel mio post. Solo amarezza. Amarezza e basta.
    Per quanto mi riguarda, che i poveri ingrassano le tasche dei ricchi lo so da sempre. Sulla mia pelle e su quella della mia famiglia.
    Nessun concetto forte. Sapessi quanto sarebbero forti i miei se solo … volessi!
    Baci

  8. E sai una cosa? nemmeno le guerre ci stupiscono.
    Ci si indigna per le guerre! E perchè mai?
    Prima vendiamo le armi e poi ci indignamo perchè chi le compera fa le guerre.
    Forse si pensava che ci facessero la cioccolata? Con le bombe, i mitra, gli aerei, i fucili?
    Eh no.. Non ci fanno mica la cioccolata. Le guerre sono business. Esattamente come come la fame dei popoli, il petrolio, come la povertà e la miseria. Lo sfruttamento, la schiavitù ecc ecc
    Almeno non ci prendano per il culo.
    Almeno questo.

  9. Ah scusate. Al business non ho aggiunto “malattia”. Perché la malattia è un business colossale. Lo sanno tutti, anche i sassi.
    Ve lo ricordate il Dott. Di Bella? Quel signore coi capelli bianchi, deriso dai mass media ma quel che è grave da scienziatoni, professoroni, dottoroni, commissioni ecc ecc tacciato di essere un ciarlatano, fattucchiere, truffatore, folle quando non assassino?
    Bene. Ora, davanti all’evidenza qualche tribunale ha disposto il risarcimento per le cure ricevute da alcuni pazienti in quanto guariti.
    La cura di Bella non è mutuabile (per ora) ma ha un costo molto più’ sostenibile della cura “ufficiale”. Sostenibile anche dal “privato” o per lo meno da parecchie famiglie “normali”.

    A me mi sorge un dubbio. Curarsi con il MDB costa parecchio di meno e inoltre non vi sono effetti collaterali che comportano, a loro volta, cure costosissime. Quindi carissima la cura “ufficiale”, carissima la cura degli effetti velenosi della cura ufficiale.

    Bene. Scommettiamo che le stesse case farmaceutiche che ora producono e vendono chemioterapici e veleni vari produrranno e commercializzeranno il farmaco del MDB e guarda caso a costi stratosferici? A me mi sorge sto dubbio. E a voi?
    Sarà che sono cinica. O forse maga?

    Ah dimenticavo. A Bologna, dove ora operano i figli del Prof Di Bella (lui è morto da una decina d’anni) si paga la prima visita e poi basta. Succede mai in Italia, nel privato?

  10. Le cure come quella di Bologna non verranno probabilmente mai approvate ufficialmente. L’industria farmaceutica deve lucrare sulle migliaia di farmaci che ci vengono propinati, tramite il nostro medico o direttamente in farmacia. Tempo fa, ho fatto un controllo su internet e ho scoperto che ci sono almeno una ventina di farmaci per dolori vari che hanno lo stesso componente ma marchi e prezzi diversi.
    Vuoi mettere anche chi produce le scatole, i blister, e quant’altro…
    Insomma, bisognerebbe fare un pò di pulizia sugli scaffali delle farmacie. Così come in Parlamento…
    Sir Biss

  11. Io invece sospetto che verranno approvate ufficialmente qualora vi fosse la “statistica” e se così fosse, allora i costi saliranno.
    Qualche tribunali ha già disposto per il rimborso del farmaco.
    Mi pare anche (prendere con le pinze, va approfondita) che la Regione Sicilia abbia deciso di dispensare la terapia MDB.

  12. Ho la netta impressione che ci troviamo come coloro che erano sul Titanic poco prima che ci fosse il rendez vous con l’iceberg. Certo ci indigniamo, ma a cosa serve la nostra indignazione se non a farci venire il mal di stomaco, caso mai ne fossimo ancora esenti e in questo modo diamo pane, si fa per dire, alle case farmaceutiche, e null’altro. Tanto a parole i nostri governanti sono dalla nostra parte, ma solo a parole. Nei fatti….
    Pinuccia

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