FIORI GIALLI PER TE

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… non ho raccolto stasera…

Ecco, mi è stato donato questo fiore. Non raccolto, non comprato, non messo cadaverino nell’acqua come una flebo ad un essere morente. La fotografia per dire che era per me. Un pensiero sopra questo fiore. Che vivrà il tempo che avrà.

Grazie.

 

 

 

33 pensieri riguardo “FIORI GIALLI PER TE

  1. Oh! Il tasso barbasso!
    C’era un racconto di Campanile che parlava del tasso barbasso, del tasso, animale, e del Tasso, il poeta. Quanto mi divertivano i non sense dei suoi racconti.

    E poi dicono i fiori coltivati. Cosa manca al fiore del tasso barbasso per non essere considerato un nobile fiore: è alto, ha tanti fiorellini di cinque petali ed è soprattutto spontaneo, naturale, quasi selvaggio.
    Mercì Celeste che ce lo hai condiviso

    Eppoi: giallo più Celeste= verde: il mio colore preferito
    Pinuccia

  2. Ciao Marinz di giallo vestito!! Buon settembre!

    Pinuccia:
    No, non manca proprio nulla al mio fiore tant’è che per me è nobilissimo! E poi io amo in generale i fiori di campo. Il mio fiore preferito, da sempre, è la margherita. Fu protagonista, alle mie nozze, insieme alle spighe.
    Non amo troppo le rose rosse… Mi spiace dirlo perchè sono fiori bellissimi, ma quelle rosso scuro, con il gambo lungo lungo lungo …. le trovo.. “tragiche”, troppo serie, austere. Mi intristiscono. Sarebbe interessante sapere perchè!
    Il verde è il colore preferito di mia mamma e anche di Aurora.

    Ps
    tasso barbasso è il nome del mio fiore giallo?

  3. Oh si, è proprio il tasso barbasso! O verbasco che dir si voglia.
    Su internet se ne trova un’ampia descrizione

    E piove… governo ladro!
    Pinuccia

  4. Un giorno passeggiando tra i bossi, stufo di strade coi dossi e di semafori rossi, incontrai un tasso con la tosse che mi guardava dall’alto (si fa per dire) in basso. Gli consigliai di annusare un fiore, appunto, il tasso barbasso e siccome lui era piccino, lo aiutai a salire su un masso. La tosse immediatamente cessò e per dimostrarlo, mi lesse alcuni versi del Tasso e fu un vero spasso. Tornai in città, tra dossi e semafori rossi, e pagai perfino le tasse grazie a un prestito a basso tasso e fu comunque un mezzo salasso.. . Mi venne la tosse, tornai tra i monti, cercai il tasso barbasso, ma non ne trovai. Caddi urtando un sasso, e apparve il tasso, stavolta senza tosse. Mi disse: ma che casso!! Non avevi visto il masso? Felice dell’incontro gli proposi di festeggiare al Bar Basso ma lui, passo a passo mi accompagnò, seguendo un fosso, dal fiore giallo, il tasso barbasso detto anche verbasco. Lo annusai e subito mi passò la tosse. Dimenticai semafori rossi e dossi e tasse e mi trasferii tra quei massi. Il cielo è sempre più blu, e in città non tornai mai più.

  5. Brava Cele. Saresti piaciuta ad Achille Campanile di cui sono stato un grande “fan”, a quanto pare in compagnia di Pinuccia!

  6. Grande Cele! Complimenti davvero! Concordo con Pieffe: ad Achille Campanile saresti piaciuta, eccome!
    Buona Domenica
    Pinuccia

  7. Buona settimana controlucini!
    E che bella catasta di tronchi: si avvicina il momento in cui si accenderanno i camini, le stufe. La legna serve, eccome se serve.

    Ormai… l’autunno è cominciato anche se non ci siamo accorti dell’estate, ma è comiciato anche sul calendario.

    Allora: in questi giorni ho giocato un po’. Mi sono andata a cercare su internet notizie sul tasso barbasso come pianta medicinale. Avevo qualche ricordo che avesse delle proprietà particolari, ma la memoria…e poi a mia giustificazione non ricordo di averne visto uno dal vivo.
    Bene, oltre ad aver appreso che la pianta ha proprietà emollienti ed espettoranti, mi sono imbattuta anche in un passo della letteratura in cui si parla del tasso barbasso oltre a quello di Achille Campanile.
    Addirittura è citato dal Manzoni nei Promessi sposi nel capitolo 33, laddove si parla del ritorno di Renzo a casa, quando racconta che nella vigna di Renzo disastrata, il tasso barbasso è l’unica pianta rigogliosa tra le altre inselvatichite:” il tasso barbasso, con le sue gran foglie lanose a terra, e lo stelo diritto all’aria, e le lunghe spighe sparse e come stellate di vivi fiori gialli: cardi, ispidi ne’ rami, nelle foglie, ne’ calici, donde uscivano ciuffetti di fiori bianchi o porporini, ovvero si staccavano, portati via dal vento, pennacchioli argentei e leggieri.”

    Ne parla anche Shakespeare nell’Amleto quando racconta che il padre si Amleto è stato ucciso dal succo del tasso barbasso messo nel suo orecchio mentre dormiva.

    E tra l’altro ho scoperto che il Caravaggio lo ha dipinto nel San Giovanni, quello presente nei musei Capitolini in basso a destra; lo ha dipinto anche Antonello da Messina e e nella Pietà Donà dalle Rose lo ha fatto Giovanni Bellini perchè il tasso barbasso simboleggia la resurrezione.

    Vogliate scusare la mia esposizione un po’ arraffata di qui e di là. Per me è stato un gioco e di questo sono grata a Celeste di avermi fornito lo spunto con la sua bella foto.

    Ancora buona settimana
    Pinuccia

  8. Già.
    e che si avvicina l’autunno se n’è accorto anche il Sole.
    Se avete sottomano una meridiana, in un qualche palazzo dalle vostre parti, vedrete che la linea che lui percorre si sta allontanado in una maniera preoccupante (per chi come me ha il proprio umore legato a doppio filo con la luce) da quella del solstizio d’estate, il 21 di Giugno, dove lui compie la traiettoria più alta rispetto a qualsiasi altro giorno dell’anno.
    Il 23 Settembre, domani, sarà l’equinozio; le meridiane vedranno passare il sole su quella riga, orizzontale, che le divide a metà, e la notte durerà quanto il giorno. Da dopodomani, la notte vincerà sul giorno, e fino al prossimo 20 Marzo l’oscurità farà da padrona nelle nostre giornate.
    C’è a chi l’Autunno piace. A me no. Lo rispetto, fa parte dell’anno ed ha il suo gran da fare, partecipa al ciclo della Terra come le altre tre. Ogni anno lavora come un matto e tutti gliene siamo debitori ma… non mi piace.
    Le meridiane sono delle grandi giocherellone. Si divertono a fare gli scherzi.
    Loro stanno lì, insignificanti per i più. E non si nota nulla di particolare, tutto è così stati, così uguale a ieri che non vale la pena di dare loro attenzione.
    E invece c’è un movimento frenetico, il sole spara informazioni di ogni tipo e che cambiano in continuazione: con uno sguardo sai che ora è, che giorno è, subito sai il mese, la stagione e perchè no, pure il segno zodiacale.
    Basta saper guardare. Da quando l’informazione è dominatrice assoluta del nostro tempo, non sappiamo più guardare nulla.
    Nemmeno il Sole.
    Il Sole. Eh.
    un po’ di tempo fa, era l’inizio dell’estate, abbiamo fatto uno scambio con un mio amico: io gli avrei fatto provare una mia vecchia automobile, che lui adora, lui in cambio mi avrebbe portato a volare in aliante di cui da otto anni ha il brevetto.
    Si, un aliante, un aggeggio che vola senza motore. E così abbiamo fatto. Sono passato a prenderlo a Roma e insieme siamo andati con la mia possente vecchietta verso Rieti, guidava lui, (e ho visto la morte in viso, ma questa è un’altra storia :-)).
    Ci incontriamo con Lui, snello e leggero, semplice, essenziale, disadorno eppure bellissimo; controlli di rito, vestizione coi paracadute, ci agganciamo all’aereo che ci avrebbe portato in quota, ci stendiamo nei nostri posti, Simo davanti e io dietro, e poi pronti, via! ci troviamo in un attimo in volo.
    Esperienza indescrivibile per me che ho sempre amato il volo senza però mai volare veramente, come un “gabbiano ipotetico” citando un Gaber commovente da quanto conosceva l’animo dell’uomo e le sue aspirazioni, paure e contraddizioni e amori… facciamo la barba al Terminillo e saliamo portati dalle colonne di aria calda circondati da rondini e falchi, che vengono a vedere che razza di uccellaccio sia mai questo, e che ci fanno evoluzioni intorno a noi sempre goffi loro imitatori fino a che Simo, dopo un paio d’ore di volo, dice: “Riccà, ma te rendi conto chi è che paga tutta sta bellezza? E’ quel signore lassù… e mi indica il Sole”.
    E’ stato un momento in cui mi sono veramanete sentito partecipe del “tutto” che ci circonda, in cui ho sentito che davvero noi, la terra, le rondini, siamo in realtà un essere solo, ed è un essere che è figlio del Sole… che ci cura ogni giorno.
    Mi sono fatto prendere un po’ la mano, ma ecco, questo è il motivo per cui costruisco meridiane: perché amo il Sole, e lo voglio, nel mio piccolo, celebrare, ma solo per gli occhi di chi lo sappia vedere…
    Buongiorno Controlucini, buongiorno Cele.
    Riccardo

    Ah, ps!
    guardate qui:

    http://www.nauticoartiglio.lu.it/almanacco/quaderni/www/orosol/WITN_orosol.htm

    Vabè, è interessante e se c’avete voglia leggetelo (così come consiglio di frugare tutto il sito, (che è dell’istituto nautico i Viareggio), ma l’ho messo perché quasi in fondo c’è una figura interattiva, dove si può mettere dei dati.
    Ecco, usando “data pers” si può tracciare una linea che il sole percorrerà in un dato giorno: chi ne ha voglia metta il 22/9 e poi prema “grafico”, apparirà una riga blu in prossimità della linea orizzontale degli equinozi.
    Se poi ci si diverte a giocare con le date ci si potrà rendere conto di come il sole si abbassi da ora in poi, fino al solstizio d’inverno, 21 Dicembre.
    E chissà come mai il Natale, festa della nascita, o rinascita, cade proprio lì vicino… sicuramente è un caso 🙂

  9. Ho ricevuto questi interventi come un regalo, come altri fiori.
    Come faremmo senza le ricerche di Pinuccia, i suoi racconti, la sua allegria e raffinatezza?
    E poi il “menestrello della luna” come lo chiama Petula che scopriamo oltre ad amare la luna e le stelle ama il sole. Ci manca Riccardo, e come sempre quando arriva .. lo fa sul serio.
    Con cura, sensibilità e attenzione.
    Ecco perché continuo ad amare questo posto, un po’ orfano di zampe e di coda di gatta e ultimamente anche di celeste che latita.
    Ma c’è sempre luce, in controluce ed è una luce gentile, raffinata, chiara e discreta che filtra tra il canovaccio dei pensieri, delle esperienze personali, e che sa donare un sorriso a piene mani sempre. E che sa essere un po “casa”.

  10. Gli interventi mi hanno portato i pensieri all’autunno, dentro questa stagione nella quale a dire il vero ci siamo da tempo, caduti dentro nostro malgrado, con le scarpe e tutto quanto.
    Autunno… Anche io amo il sole, i cieli azzurri, il calore, le giornate lunghe. Ecco, specialmente le giornate lunghe, che ti fanno sentire che “c’è ancora tempo”, che quando si smorzano i suoni forti e chiassosi nel giorno e arriva la gentilezza della sera, “c’è ancora tempo”. Tempo che deve passare prima di chiudersi in casa, copertina divano e camino. Tempo per passeggiate serali, per biciclette, per godere insieme ai fiori che stiamo innaffiando e sentire quasi il loro sollievo. Tempo di piedi nudi sul prato, dopo le scarpe e gli abiti della giornata. Ma l’autunno in sè è una stagione speciale. Tutto si “riposa” e solo apparentemente muore. Tutto si ritira nel grembo caldo della Terra, si addormenta, si cheta. E’ una gestazione, lenta, matura, straordinaria, fatta di colori e di odori. Di silenzi, di pioggia gentile. Le foglie assumono colori sgargianti prima di diventare humus e nutrimento. La terra regala frutti di colore marrone, funghi, castagne, nocciole. Radici e tronchi diventano rifugi, e utero per nuove vite e rinascite. Tutto palpita, in una intimità assoluta, colorata di ocra e di senape, di rossi cupi e cremisi, di oro e rame. Culla che proteggerà dal gelo, dal ghiaccio, dalla neve e dal rigore dell’inverno.Tutto diventa culla, coperta, calore. Intima protezione e silenzioso ascolto.

  11. Invecchio. E’ inevitabile. Amavo svisceratamente la primavera perchè sentivo il ribollire della vita dappertutto. Ora non è che la primavera non sia più la mia stagione preferita. Comincio ad apprezzare l’autunno che considero una stagione morbida, languida, da passare sia soli che in compagnia davanti ad un fuoco che dona allegria e serenità.
    Bella descrizione dell’autunno Celeste. Condivido al 100%..

    Belle le avventure di Riccardo. Ci fa gustare i suoi viaggi in aliante, la costruzione delle meridiane .
    E da tenere sempre in mente ciò che scrive: Non sappiamo più guardare nulla. Sembrano parole di un vecchio saggio e invece si tratta di un ragazzo ( perdona Ric, sei quasi coetaneo di mia figlia…e ti considero un ragazzo).

    Bella Controluce autunnale. Mi sono portata avanti con i lavori quando ho detto che ormai siamo in autunno: ancora otto ore!
    Pinuccia

  12. “Sembrano parole di un vecchio saggio e invece si tratta di un ragazzo”
    Sai P, “in mezzo di cammin di nostra vita” questa frase, come dice la guida Michelin, da sola “vale il viaggio”!
    P for president!!!!!!!!!!!!! 🙂
    R

  13. Ho letto con interesse quanto di bello avete scritto su questo blog, che se non ci fosse bisognerebbe inventarlo. Grazie, Celeste e grazie a tutti voi.

    In effetti, Pinuccia, da giorni si parla di autunno ma quello vero arriverà stanotte. Mentre scrivo, le foglie del tiglio stanno cominciando a cadere. Poche, una ogni tanto, quasi a volerci preparare per tempo. La Gigia, tartaruga con molti decenni sulle spalle, sta mangiando a più non posso e questo vuol dire che si sta preparando per il letargo. Il bosco, fino a pochi giorni fa verde come non mai, sta assumendo colori che sono in assoluto i miei preferiti, dopo il bianco candore della neve.
    Un saluto a tutti dal lago.
    Sir Biss

  14. Quando dico ai miei nipoti che sono nel mezzo del cammin di mia vita, per celia ovviamente, alzano gli occhi al cielo e esclamano: NO!!!altrettanti anni la nonna, No!

    Belle immagini anche quelle scritte da Sir Biss.
    Una carezza alla Gigia che si prepara al letargo. E Matildo come sta?
    Saluti dalle colline velate da un po’ di nebbia
    Pinuccia

  15. Matildo sta bene. Si sta godendo l’erba insolitamente verde di questi giorni, saltando e correndo all’impazzata sul prato.
    Saluti alle colline e alla nebbia di Pinuccia.
    Sir Biss

  16. Cara Pinuccia io devo essere nata vecchia….amo l’autunno da sempre e passo attraverso queste ultime giornate di settembre come se andassi incontro ad un amico molto caro.
    dell’autunno amo tutto, i colori, i profumi, la luce e l’accorciarsi delle giornate.

    domattina saluterò il suo arrivo dedicandogli qualche respiro e, come ogni anno, raccoglierò nel giardino sotto il mio ufficio qualche castagna selvatica…

  17. Riccardo:
    credo che il tuo sentirti partecipe di un tutto sia accaduto perchè eri davvero in volo. Un po’ come con il parapendio, credo. Non si dipende da alcun motore.
    E credo che tu sia d’accordo, nonostante la tua passione e il tuo amore per i motori.
    Dipendere dalle macchine porta inevitabilmente a non saper più guardare non è più necessario.
    Allo stesso modo abbiamo perso l’olfatto, da che non abbiamo più avuto bisogno di cacciare nascondendoci nei boschi fiutando l’aria.
    Soltanto andare in giro in bicicletta, o in moto ci si sente già più parte di un tutto e gli spostamenti non si percepiscono come tali, non sono necessità di “trasferirsi” da un luogo all’altro sottraendo pertanto “tempo” ad una vacanza o ad un viaggio bensì tutto fa parte, della vacanza, del viaggio, anche lo spostamento.
    Permettono di vedere e guardare, annusare, sentirsi vicino alle montagne, ai prati, alle scogliere, afferrarne odori e cambiamenti di temperature al posto di scorrere accanto, stando dentro scatole di metallo e vetro.
    Figurarsi il tutto … dal cielo e senza alcun motore.
    Rende possibile guardare.. e anche SENTIRE. Ne parliamo spesso. Molto spesso.
    Cosi come abbiamo bisogno di incontri e di pelle. Al posto di SN e chat ecc ecc. Di umanità, di odori, di voci, di palpiti. Di amore.

    Ps Ricc: se ti capita di incontrare una astronave di legno e uno che pedala me lo saluti? Grazie

    Le macchine che danno l’abbondanza ci hanno lasciati nel bisogno,
    la nostra sapienza ci ha reso cinici,
    l’intelligenza duri e spietati.
    Pensiamo troppo e sentiamo troppo poco.
    Più che di macchine, l’uomo ha bisogno di umanità.
    Più che intelligenza, abbiamo bisogno di dolcezza e bontà.
    Senza queste doti la vita sarà violenta e tutto andrà perduto.
    (Charlie Chaplin)

    Frost
    Una bella espressione la tua: andare incontro come ad un amico molto caro.
    E’ bello, andare incontro ad un amico molto caro e gustare l’attesa dei suoi colori, sapori, odori.
    Buon autunno, cara Roberta. E una castagna in tasca.

    Pinuccia e Sir Biss
    Un saluto a voi ai vostri gatti, tartarughe e lucertole.

  18. Ciao controlucidi.
    Scusate la latitanza ma, di norma, quando atterro nel pianeta dei controlucidi è sera tardi. Vengo accolto in stanze celesti, leggo e sogno cose celesti nel cielo celestiale di Celeste (mo’ ci si mette pure Ric con il celeste volo planato!!). Insomma è un’atmosfera che più celeste di così non si può, anche quando attraversa i veli della malinconia.
    Ma, ultimamente, tra riparazioni dei pedali dell’astronave, riverniciatura fotonica delle astronavi di Pidue, Pitre, Piotto, manutenzione della clessidra galattica a polvere di stelle, distribuzione dei profilattici di ga-lattice agli amici eterologhi di Aldebaran, consolazione dell’Orsa polare che, quegli imbecilli nel Trentino gli hanno ammazzato la sorella, orsa Daniza, ho proprio un sacco di impegni.
    Tornerò quanto prima.
    Un abbraccio a tutti.
    Pieffe

  19. Ciao Pieffe, pure io ti rispondo di corsa.. scadenze in corso.

    Bello ritrovarti
    Noi ti aspettiamo sempre, con tutta la famiglia Pi. Fermati pero’ al Pitrentasette.
    Oltre è illegale…

  20. Ieri, per combinazione, ho rivisto dei tassi barbassi. E non erano poi così tanto nascosti: chissà quante volte ci sono passata davanti e non li ho visti.
    Che sia che non perchè non li focalizzavo? Che sia l’imput di Celeste che li ha evidenziati al mio occhio?
    Chissà! Comunque è ovvio che nel vederli ho pensato a questo post.
    Buona giornata Controlucini. A tutti tutti
    Pinuccia

  21. Buona giornata a te, Pinuccia, e a tutti voi. E un saluto alla tartaruga Gigia, che proprio ieri ha deciso di andare in letargo. Arrivederci alla prossima primavera.
    Sir Biss

  22. pinuccia
    che bello che pensi a questo post!!!
    senza di voi controluce è senza luce
    Si è mai visto un blog opaco?
    Oddio si….. esistono opachi. Eccome….
    MA NON IL NOSTRO
    ecco
    buona settimana a tutti!

  23. Grazie. Buona settimana a tutti anche da me.

    Domanda a Sir Biss: ma la Gigia va in letargo tutti gli anni a ottobre? Non fa ancora poi così freddo anche se qui stanno impazzando le nebbie, specie al mattino. Poi durante la giornata si dissolvono, almeno ì quello che speriamo. Sul lago la temperatura è senz’altro più dolce.

    Già la nostra Sir Biss ha anche il rodo. Ehmmm.. scusa Rodo::.

    Grande occhio, mica è un grande fratello, Celeste?
    Pinuccia

  24. La Gigia è ‘anziana’ ormai. E’ stata trovata quasi 60 anni fa e non sappiamo quanti anni avesse a quei tempi. Da molti anni, verso fine settembre/primi ottobre, si scava la sua buchetta e si mette sotto a riposare. Per tornare alla luce verso metà marzo. Probabilmente sente l’umidità di queste parti.
    Saluti a tutti voi e a Celeste.
    Sir Biss

  25. Tornerà la primavera, tornerà la Gigia, fresca e riposata. Noi saremo qui in attesa.
    Mi raccomando Sir Biss: rendici edotte.

    Pinuccia

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