48 pensieri riguardo “SENZA PAROLE

  1. si il filmato è molto bello…. ma la musica new age non la reggo un gran che. Mio limite.
    Oh, piuttosto. Padani, preparatevi che sto lucidando l’astronave. Tra un paio di mesi dovrei atterrare dalle vostre parti.

  2. Bello il filmato, molto bello!. Piccola considerazione: la Natura è capace di fare cose meravigliose. Le fa nonostante noi non si abbiano più gli occhi per vedere.

    Beh, la notizia che Pieffe atterrerà dalle nostre parti ha fatto nevicare, almeno da me. Sembra quasi Natale!
    Pinuccia

  3. Notizia stupenda! Oggi e’ S.Antonio. Un santo che fa miracoli…
    Porta pure la neve. S.Antonio con la barba bianca, si usa dire qui.
    Sir Biss

  4. Quando perdevamo qualcosa, un ago, uno spillo, o altro, la nonna recitava : san giuan de la barba bianca fam truva’ quel che me manca.
    non c’entra niente ma …. mi è tornato in mente.

    ti aspettiamo pieffe. Atterraggio morbido, in padania, assicurato. La sir biss lacustre ti sta organizzando un sorpresone.

  5. Non mi ricordavo che oggi si festeggia Sant’Antonio.
    Da noi c’era questa filastrocca: Sant’ Antoni, San Bastian, Sant’Agnese l’ induman. Che poi non è esattamente così, almeno secondo il calendario. Ma suonava bene. Chissà come si sono nate le filastrocche? Forse si mettevano in fila parole che tra di loro formavano una rima o forse c’è qualche altra spiegazione.

    Si, quando si smarriva qualcosa si invocava Sant’Antonio. Non mi viene in mente cosa si diceva esattamente, ma occhio e croce più o meno è come ha scritto Celeste.
    Che bei ricordi!!
    Pinuccia

  6. Che ci faccio una chiacchierata esattamente Domenica 26, li sotto il Grande Fico. Una raccolta di tante filastrocche apparentemente senza senso ma in realtà portatrici di magie, di formule sapienti per modificare il modo per guardare noi stessi, gli altri la natura.
    E me sa che ci arriva pure un libro nuovo.

  7. Noi poveri terrestri, padani per di più, ci toccherà aspettare il libro mi sa! Forza Pieffe: siamo in attesa.

    Comunque mi è tornata in mente la formula per trovare oggetti smarriti rivolgendosi a Sant’Antonio: Sant’ Antoni piemi en vitù e fem true cul ca io perdù! ( tradotto per i non ricaldonesi: Sant’Antonio prendetemi in Virtù ( forse sarebbe sotto la Vostra protezione, detto meglio) e fatemi trovare ciò che ho perso. Si dava del Voi al Santo e non del tu come usa ora.
    Scusatemi ma non so scrivere bene in dialetto e in questo modo si perdono accenti che secondo me sono fondamentali. Pressapoco non è la stessa cosa.
    Pinuccia

  8. Questa dell’usare le filastrocche per ritrovare gli oggetti è una pratica che si perde nella notte dei tempi.
    In effetti gli psicologi direbbero che si crea uno “shok” sui neuroni che si sono “intasati”e scoprono altre vie “elettriche” per ricordare. Io, che sono assolutamente certo dell’esistenza dei maghi, delle fate e degli gnomi, credo che si eserciti una magia della voce che “evoca” l’oggetto in virtù della fede nel santo o nella magia”.
    Insomma dai: l’importante è che….funzioni!

  9. Buongiorno a tutti i controlucini da celeste in trasferta a San Candido, sud tirolo. Qui i boschi e i laghi sono pieni di gnomi e folletti e fatine. Anche io ci credo fermamente e da sempre. Dopo aver incontrato pieffe, ancora di più.
    Pieffe, verrà registrata la chiacchierata del 26? Non posso esserci ma mi piacerebbe un sacco.

    Una volta avevo un fidanzato che non credeva ai folletti. Un giorno perse un minuscolo braccialetto durante un percorso vita tra i boschi; lo ritrovammo due settimane dopo. Io gli dissi, ripercorrendo il luogo, che facendoci guidare da loro lo avremmlo ritrovato. Smise di ridere e di prendermi in giro solo dopo che mi vide chinarmi e risollevarmi con il suo braccialetto tra le dita. Uomini di poca fede. Ovviamente disse che era solo una coincidenza. Ci lasciammo o meglio lo lasciai non certo per questo episodio ma forse (anche) perché non poteva lasciar posto alle cose che non si vedono e non badava mai alle cose che si sentono e basta. Decisamente non faceva per me.

    Ps voi non ci crederete ma vi assicuro che la filastrocca della nonna io la uso ancora, anche se a quanto leggo sbagliava santo e invocava s. Giovanni. Comunque sia, … considerata la quantità delle cose di cui vado alla ricerca ogni giorno (che mi conosce… lo sa), funziona.
    Giuro. Cosi come l’angioletto del parcheggio della zia vittoria.
    buon giorno a tutti e un abbraccio.

  10. Buongiorno a te. Il posto dove ti trovi è bellissimo. E sarà ‘candido’ come la neve di questi giorni.
    Aria pulita e passeggiate.
    Un abbraccio da qui. Acqua sotto e sopra. E nemmeno un fiocco di neve.
    Sir Biss

  11. Grazie anche a Celeste per la sua storia: Mi incantano sempre queste narrazioni. Rispunta la mia anima bambina ammaliata dalle fiabe.
    Mi torna in mente il Sogno di una notte di mezza estate dove folletti, fate, elfi interagiscono con “gli umani”. Francesca da piccola, anche se ora dice che non se ne ricorda più, voleva sempre vederlo quel dvd. La incantavano le vicende di Titana, Puck, Oberon che intrecciavano la loro storia con quella di coloro che si avventuravano nel loro mondo, anche inconsapevolmente.

    Anche da me piove Sir Biss, piove, piove. La poca neve di ieri se n’è andata e ha lasciato al suo posto nebbia, freddo, acqua.
    Pinuccia

  12. a proposito di fate gnomi folletti e filastrocche
    ho ripescato questa dalla mia soffitta.
    La soffitta di celeste: c’è un po’ di polvere. Sogni arrotolati che attendono a luce del sole. Pensieri polverosi, e una lama di luce che entra da una finestrina quando lei scosta le tendine. A volte conviene lasciarle ben chiuse per carità. A volte ululano i fantasmi, dentro la soffitta. A volte invece il rumore di una sedia a dondolo fa da ninna nanna, sul pavimento a listoni di legno. C’è odore di muffa ma anche di lavanda e quello immancabile del sapone di marsiglia. Ci sono le scatole della vita, alcune chiuse ermeticamente, altre semi-aperte. Ci sono delle biglie di vetro e qualche balocco. Libri, lettere e altre cose più o meno utili. La scatola più grande contiene i dubbi e poi tutte le cose che non sa. La scatola piiiiiiiccola la saggezza. Tra le due innumerevoli scatole di ogni colore, forma e dimensioni. Un gran casino insomma.
    Pensare che volevo solo darvi questa.

    Gianni Rodari
    da “Filastrocche in cielo e in terra”
    Le Belle Fate

    Le belle fate
    dove saranno andate?
    Non se ne sente più parlare.
    Io dico che sono scappate:
    si nascondono in fondo al mare,
    oppure sono in viaggio per la luna
    in cerca di fortuna.
    Ma che cosa potevano fare?
    Erano disoccupate!
    Nessuno le voleva ascoltare.
    Tutto il giorno se ne stavano imbronciate
    nel castello diroccato ad aspettare
    che qualcuno le mandasse a chiamare.
    Girava il mondo per loro
    in cerca di lavoro
    una streghina piccina picciò,
    col naso a becco,
    magra come uno stecco,
    che tremava di freddo perché
    era senza paltò.
    E quando la vedevano arrivare
    si facevano tutte a domandare:
    “Ebbene com’è andata?
    Avremo un impiego?”
    “Lasciatemi, vi prego,
    lasciatemi respirare,
    sono tutta affannata…”
    “Ma com’è andata?”
    “Male!
    C’è una crisi generale.
    Ho salito tutte le scale,
    bussato a tutti i portoni,
    mendicato sui bastioni,
    e dappertutto mi hanno risposto
    che per noi non c’è posto.
    Vi dico, una cosa seria,
    altro che storie!
    Fame, freddo, miseria…
    La gente ha un sacco di guai:
    i debiti, le tasse, la pigione,
    la bolletta del gas,
    i nonni aspettano la pensione
    che non arriva mai…
    Chi volete che pensi a noi?
    E poi, e poi,
    c’è sempre per aria la guerra:
    ho visto certi generaloni,
    con certi speroni,
    con certi galloni,
    con certi cannoni
    dalla bocca spalancata…
    figuratevi come sono scappata.
    Per noi su questa terra non c’è posto.
    Ci vogliono cacciare ad ogni costo.
    Voi se non mi credete,
    fate come volete.
    Io per me, faccio il bagaglio
    e me la squaglio”.
    E le povere fate
    ve le immaginate
    a fare le valige?
    Per l’emozione le trecce
    della fata turchina
    son diventate grige.
    Il mago nella fretta
    si scorda la bacchetta
    e Cappuccetto perde la berretta.
    Che spavento!
    Biancaneve ha uno svenimento.
    Il castello si vuota in un momento.
    A bordo di una nuvola
    la compagnia se ne va…
    Dove, nessuno lo sa.
    Forse in qualche paese
    dove si sentono sicure,
    dove anche i generali
    vogliono bene alle fate
    e le circondano di premure
    perché sono così delicate.
    Allora io mi domando:
    torneranno? Ma quando?
    Nella selva incantata
    ci crescono le ortiche,
    sul naso della Bella Addormentata
    ci passeggiano le formiche,
    la porta del Castello è sempre chiusa
    e quando i bimbi chiedono una storia
    i nonni trovano la scusa
    che hanno perso la memoria…
    Ma allora torneranno?
    Io dico di sì.
    Sapete che si fa?
    Si va dai generali
    con gli stivali
    incapricciati di fare la guerra
    e si dice così:
    “Signori, per cortesia
    andatevene via da questa terra,
    andate sulla luna
    o anche più lontano
    in un posto fuori mano,
    dove potrete sparare a tutto spiano
    e non si sentirà il baccano.
    La mattina vi farete svegliare
    con un bombardamento
    o un cannoneggiamento,
    a vostro piacimento
    e di sera
    direte la preghiera
    con la mitragliatrice.
    La gente sarà più felice.
    Si potrà stare in pace
    tutti i giorni dell’anno,
    e di certo così
    le fate torneranno”.

  13. eh, Gianni Rodari pensa che cacciando i generali tornino le fate! Magari!! ma purtroppo non sono generali che cacciano le fate, non sono neanche le guerre.
    E’ l’indifferenza, lo scetticismo, l’assenza di giardini incantati e di bambini che giocano nei cortile invece che davanti al teleschermo; è la mancanza di caminetti, di stufe a legna, di notti buie senza rumori e elettricità; è l’assenza dei cavalli per le strade senza asfalto, l’odore della terra bagnata.
    Mancano gli uomini, mancano le donne: in un mondo di “gender” dove cavolo vuoi che vadano le fate a incantare i principi e i pellegrini che attraversano le foreste? e che fine può fare Campanellino? Mancano le clessidre, mancano le meridiane, mancano le campane e i campanili, mancano i tetti spioventi: (si Cele, tu ce l’hai, ma sei una fra pochi). Mancano i paesi e ci sono troppe città, mancano i contadini che seminano e zappano con le mani e la vanga; e ci sono troppi impiegati. Mancano i decotti, le tisane, il profumo di legna bruciato, di farina. Mancano gli artigiani e ci sono troppi ingegneri. Mancano i medici e ci sono troppi specialisti. Mancano i geni veri, e gli scienziati e ci sono i ricercatori (ma de che?) Mancano le preghiere nel silenzio, manca il buio delle chiese, manca il calore delle case. Mancano (a chi è in città) le stelle e il cielo. E se vogliamo parlare di generali, mancano… pure quelli perché un generale vero sa usare la spada e non la bomba atomica. E’ la stessa differenza che c’è fra un guerriero e un assassino.
    Eh che cavolo mi pare già troppo, e potrei continuare per ore.

  14. Mancano i prati veri. Le siepi sui balconi son di plastica, made in Cyna. Manca un due tre stella, e il girotondo, tutti giú per terra. Manca la nonna, quella che quando sei triste ti dice vieni qua, non ti chatta dalla spa.
    Troppe parole e poche carezze, troppi baci abbracci e bla bla bla ma manca la disponibilità. Regaliamo smart box, emozioni in scatola ma non il nostro tempo. Che spendiamo su facebook, ma non dedichiamo un pomeriggio ad un bambino o ad un anziano. Cuciniamo trendy, mangiamo fusion, vestiamo fashion. Parliamo trash.
    Vogliamo essere amici dei nostri figli e poco genitori, c’est plus facile. Alla ninna nanna pensa l’ I-phone. La meraviglia è la nuova applicazione…. se per te è un tramonto sei un gran coglione.

    Ci fa male il mondo pieffe, questo va detto…. Ecco il perché di questo duetto.

  15. Manca anche il buon senso Quello che aiuta a sistemare le cose accomodando le situazioni senza ricamarci su tante ipotesi, tesi e controtesi, senza farla cadere dall’alto come la manna. Manca il rispetto, la gioia quella che da la serenità. Manca il saper fare il mea culpa senza sentirsi per questo diminuiti, anzi!

    Viva la libera Repubblica di Controluce!
    Pinuccia

  16. 🙂
    la repubblica di controluce brilla sotto Castore e Polluce.
    È un posto sulla terra dove nessuno fa la guerra.
    Giran fate, folletti e gnomi, streghe buone e qualche mago,
    ci son fiori piante e mare, poi mercurio zolfo e sale.

    Ma una domanda tormenta la mia mente:
    Chi facciamo presidente?

  17. Manca il sonno senza i pensieri , mancano i sogni.
    Ma tutto quello che ci manca chi ce l’ha rubato?
    Carola

  18. io direi che la nostra curatrice
    più che regina sia imperatrice

    di questo luogo di parole e di silenzio
    che profuma di tisane e di assenzio

    e che accoglie noi viaggiatori
    sempre con molti onori e allori

  19. O popolo tutto, popolo accorato, la nostra Cele imperatrice abbiamo nominato. Lei è un mito, è una bandiera, ma ricordate bene, da mane a sera: l’anima del mondo c’abbiamo in mano: ciascun di noi ne ha un pezzetto, ogni omino e donnina n’ha mezz’etto! Cele è brava, Cele è una culla, ma senza di noi non pole nulla! Senza di noi nulla si fà, niente cambia e niente verrà, ognuno di noi impegnarsi dovrà: chi da il cencio chi lava i vetri, chi accende il fuoco, nessuno arretri! Se ognuno di noi qualcosa farà, il ritorno delle Fate si avvicinerà.
    Riccardo

  20. Mi fa piacere che mi seguite.
    Ha ragione Riccardo, io senza di voi non faccio nulla.

    Orsù dunque, per non abbandonar la rima,
    saluto tutti e torno come prima.
    L’abito di regina non mi calza e fare l’imperatrice ancor più mi imbarazza.
    Torno Celeste, a tratti Ori, e buonanotte ai … suonatori !

  21. Imperatrice non le si addice,
    l’abito d’orato è quello che vi è nel prato
    accetta questo fiore
    dal profondo del mio cuore
    all adorata cara Ori
    eccezionale e celestiale…
    donna semplicemente normale.
    Carola

  22. Oh, gente, piantatela ‘n po’
    Qui la Cele sta diventando pigrissima a forza di ricevere canzoncine di lode.
    Forza, apri un altro bel post. Ti faccio due proposte con due poesieole provocanti e sexy

    1) sesso e politica
    Lo disse bene Hollande
    lo confermò Marrazzo
    che dentro le mutande
    non cè soltanto il…
    Lo disse Berlusconi
    correndo senza fiato
    che soltanto un cogl…
    diventa deputato

    2) ecologia
    Mangio lo spezzatino
    di carne di vitello
    mentre il mio cagnolino
    e buono dolce e bello

    e guai a chi me lo tocca.
    Ma il povero vitello
    che ancora il latte ha in bocca
    credeva d’esser bello

    ma venne decretato
    ch’ ha da moriammazzato

  23. Provocanti/provocatorie di sicuro. Sexy proprio per niente. Questi sono “diti” nelle piaghe.

    In quanto alla pigrizia è vero. Ma non so se è pigrizia oppure sono arrotolata, un po’ in letargo, con il cuore e con la mente. Un po’ sotto la neve, un po’ in tana. Non so.
    A volte vorrei scrivere, ma poi mi sembra tutto banale. E non ho voglia di cose pese e grevi.
    Allora come si fa?

    Bello averti/avervi qui comunque. Nonostante la ma semi-assenza date fiato a questo sito, anche a suon di rime e filastrocche.
    Pieffe: trattieni battute in rima a seguire! Chi di … filastrocca ferisce…. ecc ecc
    🙂

    Ecco…
    almeno una cavolata l’ho sparata. E’ tanta roba, in un giorno come questo.

  24. Ogni tanto invidio la Gigia, anziana tartaruga di terra. Lei in letargo è davvero. E non si farà vedere prima di Aprile. Non vede. Non sente. Non parla.
    Ogni tanto vorrei essere come lei ma penso che poi mi perderei un sacco di cose, tra cui Controluce. Appuntamento davvero piacevole.
    Grazie alla padrona di casa e a tutti voi.
    Un abbraccio di lago.

  25. rima con filastrocca?
    pensi forse che sposi
    con la parola “gnocca”?
    ma non sia mai ch’io osi

    esser si’ mentecatto;
    che nessuno la tocchi!
    perch’è un dato fatto
    che fra trans e finocchi

    sia rimasta confusa.
    Peccato. A me sembrava
    che celasse la Musa
    che i poeti ispirava;

    anche se quella cosa
    la chiamavano “Rosa”.

  26. O Signur!!! Qui si poeteggia, si scrive in rima. E io che faccio. Rime non ne so comporre.
    Comunque con filastrocca si potrebbe abbinare albicocca, che pure lei prima di essere un frutto succoso e arancione è un tenero fiorellino rosa.

    Celeste: scommetto che se fai un post con un punto interrogativo e basta, qui qualcosa ne verrebbe fuori lo stesso.

    Ragazze del lago: da voi continua a piovere come da me sulle colline?
    Pieffe conosci qualche scongiuro per far tornare il sole? Se si per favore comunicalo: mai vista tanta acqua dal cielo come quest’anno!
    Pinuccia

  27. Piove, qui al lago. E pioverà ancora.
    Febbraio di solito porta gelo e neve. Ma non così tanta pioggia.
    Quando ero piccola, invece, ricordo dei compleanni (manca poco…) con le primule e il sole.
    Ma tutto è cambiato…
    Sir Biss

  28. Pieffe, il gatto che scongiura la pioggia mica lo posso pubblicare….
    ok, lo mando via e mail.
    pinuccia preparati. È di un terribile che non ti puoi immaginare….
    Celeste inedita.

  29. Mi sembra giusto che il gatto non venga pubblicato: mica si possono diramare i segreti magici a chiunque!!!
    Comunque sia stamattina qui non piove. Tengo i ” diti” incrociati.
    Pinuccia

  30. invece qui piove e parecchio…
    abbiamo il muschio sulle caviglie. Ma come ho già detto, in questi tempi non mi dispiace. Mi sembra piu’.. coerente, questa grigitudine. Almeno con me.
    Eh si, il mio sfondo malinconico saturnino che fa capolino.
    Ecco, le rime anche quando non le cerco.

    Celestesifaperdire

  31. Muschio sulle caviglie? Solo? Ho le lumache che bussano alla porta e mi chiedono rifugio…
    Qualcuno sa fare la danza del sole?
    Sir Biss annacquata

  32. Si, tutte le 7 mogli di Pieffe.

    Pi-ffera che ovviamente suona il piffero e alza .. il sole.
    Pi-oggia che viene messa in uno stanzino altrimenti Pi-ffera non sortisce l’effetto desiderato.
    Pi-losella che è una pianta che appartiene alla famiglia delle composite, che ha il compito di effettuare il saluto al sole non appena questo spunta.
    Pi-antala è quella che mi manda Pieffe non appena legge ‘ste boiate.
    :-))))

  33. Caaaara Celeste, aggiungerei all’harem di Pieffe un’ottava moglie :
    Pi-sella che sappiamo esser molto bella. Se non esistesse il sole lei ,lo inventerebbe :)))

  34. C’è anche tra le mogli di Pieffe una Pi-uffa sta pioggia?
    Perchè ovviamente ha ricominciato a piovere anche da me.
    Certo che tra muschio alle caviglie, lumache che bussano, facciamo che tra un po’ entreranno in casa di Sir Biss anche i pesci così li ha già lì e non deve neanche più uscire. a pescarli. Li mette direttamente in padella e voilà! Il pranzo è servito!
    Pinuccia

  35. C’e’ sicuramente anche una Pi-otta, che dalle nostre parti e’ un pesce che si pesca con la mollica di pane…
    Per la frittura, quando volete. Siete tutti invitati.
    Sir Biss

  36. Pieffe: Chi è causa del suo mal……. O del suo ben. Tutto da vedere. Poi le sette mogli le hai volute tu. Sarà un’usanza pleiadiana, d’accordo. Ora non accampare la scusa dell’età!
    Noi donzelle mica ce li abbiamo sette mariti. Anche se di questi tempi sette stipendi che entrano in casa non farebbero mica male. Ci accontentiamo di un solo marito. E, parlo per me, ne abbiamo a sufficienza.
    Mah!
    Pinuccia

  37. Ciao Pinuccia!! Bello trovarti.
    Lo so che manchiamo.. LO SO….
    Provvederemo presto a creare qualche motivo di dialogo, di leggerezza, qualche movente per un po’ di sorrisi. PROMESSO…
    In quanto al San Valentino…. non so se in controluce qualcuno lo festeggia …. Ho qualche dubbio.

    Ma lo so che è una scusa per dire: ci siamo tutti???? Allora, quand’è che si chiacchiera un po’?
    Ecco…. Facciamolo. Mi manca questo posto, mi manca com’era prima, mi manca l’astronave, le gatte e i gatti, le lucertole, gli elefantini, le orecchiette pelose.
    Mi manca tutto di questo..
    Ecco faccio pubblicità attraverso un …. SAN VOLANTINO!!!

    Un abbraccio Pinuccia, caldo caldo stretto stretto.

  38. Certi fatti cambiano la vita. La cambiano… e basta. Non cambiano le persone perché ognuno di noi ha il carattere di prima e le schizofrenie di sempre: ma gli ambienti sono fatti anche da chi li abita, soprattutto se chi li ha resi vivi e ha dato loro una colorazione…non c’è più. Per cui bisogna prendere atto sia dei “vuoti” che si creano come dei “pieni” che restano.
    Ci sono dei posti, ad esempio, dove io non ho più alcuna voglia di andare, proprio perché avevano un senso perché ci andavo con Petula.
    Eppure mi sono imposto di tornarci. E’ evidente che “l’equilibrio” degli ambienti si modifica e bisogna ascoltare e comprendere quello nuovo; oppure… bisogna andarsene.
    Lo scorrere dell’esistenza è fatto da chi appare e da chi scompare, dalla bellezza e dall’orrore, dal contrasto, insomma (come diceva Eraclito).
    E’ facile parlarne ma è difficile accettare le perdite. Sembra un “furto” eppure anche perdere cose, persone, luoghi, nasconde una ricchezza, una acquisizione: di esperienza, di smarrimento, di comprensione e anche d’amore.
    Ovviamente questo non modifica di un capello il dolore, il vuoto; ma aiuta a far si che nulla muoia “completamente” proprio perché anche coloro che muoiono (non tutti ma alcuni in modo particolare) hanno lasciato una scia d’amore e d’armonia, non solo nel ricordo, ma proprio nel codice genetico e nella percezione quotidiana di chi resta.
    Beh…la scivolata filosofica l’ho fatta e poiché so che Gatta Petula gira sempre qui intorno l’ho sentita parlare a Lucertola e dirle: “ma guarda oggi che bella giornata di sole”.

  39. Già. Ci si sente derubati, è vero.e di fatto succede. Non ce la faccio però a trovare, in una perdita, una ricchezza. Semma provo la sensazione opposta.
    Invece riesco a pensare anch’io che Petula e Lucertola passeggiano qui, forse perché sono sempre nei miei pensieri e quando vengo qui, lo sono ancora di più. Questo spazio è pieno delle loro orme e del loro odore. Come dici tu alcune persone sono una presenza quotidiana, indipendentemente dalle distanze. E no, non restano solo nelle stanze della memoria, ma perché sopravvive in noi qualcosa che hanno lasciato. Ma io non ci trovo ricchezza. Smarrimento, delle grandi domande, un forte senso di ingiustizia e di impotenza e rimpianti. Tutto questo sì.

  40. Eh si. Qui stiamo ancora facendo le prove tecniche. A volte facciamo finta di dimenticarci, a volte abbiamo ancora il groppo alla gola e stiamo in silenzio. E’ giusto così. Gatta Petula manca, manca Lucertola.
    Sappiamo benissimo come stanno le cose, ma come avete detto sia tu Celeste, che Pieffe, ci sentiamo smarriti, bambini impotenti.
    C’è senz’altro un equilibrio tra sofferenza e bellezza, come in tutto del resto.
    Penso che se siamo ancora qui in Controluce è perchè se da un canto ci sentiamo orfani, dall’altro ci lega un forte senso di stima e affetto agli altri compagni di viaggio. E ci facciamo coraggio l’un l’altro. Cerchiamo a volte di sorridere e il sorriso è ancora spesso una smorfia. . Forse è così che poi non dico che arriveranno le risposte, ma si fermerà il tumulto, il disagio.
    Pinuccia

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