CONTROLUCIANDO

folon-nuages

Buongiorno a tutti i controlucini. Proprio a tutti.

Anticipo la firma: chi scrive sono io, Riccardo, e non la nostra Celeste.

O questa?

Eh.

Beh, pigliamo il toro per le corna, la palla al balzo e il coraggio a quattro mani.

Parlando con Cele si diceva che questo posto è qualcosa di speciale anche quando viene un po’ trascurato, anche quando è un po’ spento. Perché c’è sempre chi ci fruga dentro, chi legge, chi sfoglia i post. Questo fa piacere, anche se è condiviso che non sia questo il suo scopo, ossia quello di “fare audience”.

Ed è una cosa che fa pensare.

E se ne parlava. Di come mai sia un po’ spento, di come mai sia ancora frequentato. Di cosa significhi, di come sia nato. Di cosa ci sia dentro. Del perché ci teniamo. Anche del continuare, o dello smetterlo. E quando pensi ci vuole un po’ per mettere a fuoco le cose, a volte le sai già da tempo. A volte un po’ e un po’.

Eh, appunto: un po’ e un po’.

Io dicevo che a questo posto ci tengo. Che è un po’ un rifugio, un posto dove tornare quando si ha voglia di quel sapore di intelligenza e cuore. E di gusto: dalle immagini, a cosa c’è dentro e dietro. Ai commenti alla gente che c’è, alle sfumature del carattere e l’esperienza di ciascuno.

Abbiamo deciso che avrei scritto qualcosa al riguardo, non so poi perché ma in effetti mi fa piacere farlo.

Beh… ho iniziato questo discorso diverse volte, con diversi soggetti e diverse intonazioni. Credo che la cosa migliore sia che scriva semplice semplice quello che sento. Qui ci siamo per scelta, dedicando il tempo che possiamo scegliere dove spendere, e quindi credo che questo sia l’unico approccio giusto.

Da parte mia è stato difficile tornare qui in questi mesi, con lo spirito di prima, dopo che qualcuno di importante, di un componente della comunità di Controluce non è più stata tra noi: Petula, con le sue zampe, la sua coda, il suo cuore, la sua intelligenza, la sua sensibilità, la sua fermezza, il suo umorismo, la sua eleganza.

E’ probabilmente un problema mio di “gestione del dolore” come va di moda dire ora, dove tutto si “gestisce”. Forse è normale, forse no. Rileggere certi scambi, divertenti, intelligenti, garbati … forse solo belli e basta, è difficile.

E mi dico, e me lo sono detto in questi mesi, che in effetti è anche strano: provare un senso di mancanza per una persona che nemmeno ho mai conosciuto, e con la quale ho condiviso “solo” questo spazio, questo tempo. In effetti strano può esserlo.

O forse questo spazio, con i suoi abitanti, è importante.

Beh, siamo tutti grandi, qui, e penso che tutti siamo consci di avere di fronte sì un pc, ma in realtà di avere a che fare con persone vere, e quindi la virtualità del mezzo è solo strumentale a poter stare in contatto con queste. A costruire una comunità comunque vera.

Discorso complicato vero? Forse si, ma in realtà è semplicissimo. Ed è che penso che seppur con fatica, seppur con un innegabile dolore che aleggia e che si respira tangibile tra queste pagine, mi piacerebbe che questo posto, seppur necessariamente ferito da … queste quattro zampe che calpestano altri prati, da una lucertola nascosta e spersa, riprendesse colore e vitalità. Forse una vitalità diversa.

Questo è una via di mezzo tra un desiderio e una dichiarazione di intenti.

Beh.. i pensieri sono molto semplici. Le parole spesso suonano stonate o formali o eccessive o auliche.

Spero che queste mie suonino semplici come lo sono i pensieri. Se così non fosse … cercate di filtrarle con il tovagliolo, come faceva la mia nonna con il brodo per farlo limpido.

Ciao

Riccardo

.

 

20 pensieri riguardo “CONTROLUCIANDO

  1. Ok Riccardo. Controluciamo. Petula con la sua dipartita ci ha scombussolati tutti. Passare di qua e non trovarla più mi rattrista perchè lei è unica: manca di lei tutto ciò che hai scritto tu, bello il termine “eleganza”, davvero, a me non sarebbe venuta in mente. Ma Petula era anche elegante.
    Poi l’estate che è appena passata: per ognuno di noi è stata pesante, si sono dovuti dare degli addii: penso a Cele e al suo cane, al mio gatto e chi più ne ha più ne metta.
    Ma Controluce è il nostro rifugio, la nostra oasi e si deve, perchè a tutti fa piacere che resti tale, coltivare con ineguagliato amore e tenerezza.
    Grazie Ric per ciò che hai scritto.
    Pinuccia

  2. Mi unisco al grazie di Pinuccia:
    per aver scritto qui, questa cosa, come dici te, semplice-semplice. E’ il solo linguaggio del cuore. Sapevo che volevi scrivere, grazie di averlo fatto.

    Un saluto celeste a tutti.

  3. Anche io ringrazio per queste parole… in questo periodo in cui il lavoro mi stressa e mi toglie energie … passare qui e respirare aria “pulita” fa riprendere energie

    Un sorriso a tutti

  4. Anche io non conosco personalmente i controlucini, qualche messaggio privato ma nulla di più, Eppure qualcosa mi fa sempre passare per questa strada. Paragono spesso questo posto al bar di un piccolo paese vicino alla mia casa di campagna, dove si va a bere un caffè e si incontra sempre qualcuno con cui scambiare due pensieri.

    Passare spesso di qui probabilmente è ciò che mi ha dato di modo di capire che era accaduto qualcosa…che in effetti era purtroppo accaduto. Per un po’ mi ha incuriosito capire cosa mi avesse colpito, ma poi ho lasciato perdere per non disturbare il mio passaggio e lasciare che continui ad essere un naturale “vado a bere un caffè vedo chi c’è”.

    Condivido le parole di Riccardo “siamo tutti grandi, qui, e penso che tutti siamo consci di avere di fronte sì un pc, ma in realtà di avere a che fare con persone vere, e quindi la virtualità del mezzo è solo strumentale a poter stare in contatto con queste” e mi ha fatto molto piacere leggerle.

    …e un pensiero a Petula.

  5. Gia’. Un bar di paese e due pensieri da scambiare con qualcuno.
    E un blog che non e’ solo un blog ma una boccata d’aria fresca.
    Concordo con tutto quello che è stato scritto e saluto tutti i controlucini.
    Un pensiero a Petula anche da me, dal lago e dai profumi d’autunno…

  6. Roberta, con la tua delicatezza e sensibilità è impossibile che tu possa disturbare. Grazie di passare, di fermarti quando vuoi e anche tu sai che la chiave è sotto lo zerbino, oppure nel cespuglio di roselline a destra dell’ingresso. Sai anche dove sono teiera e tè e non importa che ci sia io… Accendi il fuoco e scalda l’acqua e resta quanto vuoi.
    Lo stesso vale per tutti gli altri ospiti di controluce.

    Questo posto è un luogo di passi leggeri quindi siete benvenuti sempre.
    Un caro saluto a tutti e un augurio di buona settimana.

  7. Anche se non abbiamo mai detti miao insieme, grazie Riccardo per le belle parole, e a tutti Voi per i Vostri pensieri e per quello che avete condiviso con Lei.

    Zarziguli, figlio di Petula

  8. Ciao a te, Zarziguli, figlio di Petula. Benvenuto in questo posto. Spero di ritrovarti qui a fare comunella con noi nel tempo a venire, sarebbe bello conoscersi, anche tra … gatti e cani, specie alla quale io appartengo d’adozione… se loro parlassero la nostra lingua credo con un pizzico di presunzione che apparterrei a loro “ad honorem”. Credo, appunto con presunzione, che ne sarei degno.
    Altro non dico, non credo serva altro. Le cose che servono davvero sono semplici, e sincere.
    Riccardo

  9. Benvenuto anche da parte mia a Zarzigulì.
    Buona giornata a tutti Controlucini! Forse, ma è meglio dirlo molto sottovoce, sta spuntando il sole.
    Pinuccia

  10. Un saluto a tutti anche da me, e piove anche oggi, Sir Biss, e non solo sulle tamerici ma anche altrove.
    C’è una storia, delicata e semplice, una piccola grande storia che mi piacerebbe accogliere qui, in questo spazio. Non è una storia mia, per cui chiederó di scriverla a chi l’ha vissuta. Io non posso farlo, cosi come non potrei parlare di Lucertola: era Petula a permetterle di condividere il suo davanzale, di dormirle nello zainetto, era con Lei attraversava Roma a piedi o in astronave. Ed era Peutula che depositava qui racconti e avventure.
    Ne parlo poco: le parole sono solo un piccolo e spesso inadeguato strumento dell’intimo, luogo in cui vivono i sentimenti.
    Petula mi manca nei giorni, era un contatto quotidiano spesso silenzioso, senza mao (suoi) e senza bau (miei). A volte erano chiacchierate, ognuna dietro il proprio pc, la lucetta accesa denunciava la presenza e a volte bastava un toc toc per 4 chiacchiere o una parola speciale, un incoraggamento, o una risata. A volte erano pizzate a Roma, o altrove, librerie, casa.. Un pomeriggio fu sotto un enorme Tiglio.
    E’ un’assenza intima, per questo ne parlo poco e riesco a farlo poco anche ora, che un po’ lo sto facendo.
    Porto dentro con dolcezza e orgoglio una cosa che mi disse: “sono contenta di avere un’amica come te”. Il valore delle parole corrisponde al valore di chi le consegna. Per questo ne sono fiera.
    Lo scritto di Riccardo è riuscito molto bene, così semplice e spontaneo, delicato così che anche ZarZiguli, con la sua zampa, ha schiuso questa porta e ha lasciato la sua impronta.
    Si vede che quando le cose sono delicate e sincere, si sentono, o per meglio dire lo sente chi sa leggere nel controluce anzichè scorgere un sagoma che si staglia contro una luce. Appunto.
    Questa storia che forse riusciremo a pubblicare, è una storia speciale e semplice. Una storia di sentimenti, di amore, ma anche di opportunità. Che poi sono le cose che per questo posto contano, anzi sono quelle che gli danno fiato.
    Manca solo di farlo e, forse anche per questo, sto scrivendo qui. Potrebbe essere una specie di “sollecito”. C’è bisogno di piccole storie, di lucertole, di gatte, di zampette. Servono al cuore, quando il cuore è dolente, per diverse ragioni, ognuno per le proprie.

  11. Non è che si passa per caso da queste parti! Io ci passo spesso, spesso leggo e commento per conto mio, spesso rimando il commento alla calma, spesso leggo e non commento, a volte…. lo scrivo il commento. E’ come essere attratti da un qualcosa e/o da un “qualcuno” quel qualcuno probabilmente è un qualcosa di speciale. Sorry! per il gioco di parole. E’ bello ciò che ha scritto Riccardo, è bello perchè c’è un legame tra persone che quasi non si conoscono. O meglio non tutti ci si conosce. Ci si cerca e ci si domanda perchè? Eppure c’è qualcosa di sottile, di invisibile che ci lega (almeno io mi sento parte di questa famiglia) ed io cerco di continuo qualcosa qui dentro e quel qualcosa non so cos’è, ma so che c’è. ZarZigulì. Bentornato! In passato aveva già lasciato la sua impronta, forse una volta o due ma l’aveva già lasciata, lo ricordo benissimo. Il cuore silenzioso è dolente. Lo so. Il silenzio è l’elemento nel quale prendono forma grandi cose. A volte anche questo luogo ha bisogno di silenzio, sapendo che c’è sempre chi ascolta.
    Un abbraccio a tutti, tutti e un pensiero a Petula
    Carola

  12. mi vengono in mente delle parole di corrado pensa che ho trovato nel suo libro “il silenzio tra due onde”:
    il silenzio è il luogo dove le parole esistono ma riposano

  13. Urgerebbe un intervento chiarificatore sul silenzio di ” qualcuno” .
    Penso che il silenzio “perfetto” non esiste: esistano invece l’attenzione, la cura, la gioia che predono per i capelli e proiettano in un’altra dimensione che non è sogno, ma, come ha citato Frost, il luogo dove le parole esistono, ma riposano. Grazie!
    Buon Ognissanti a tutti
    Pinuccia

  14. sapete: ho messo in garage la mia astronave a pedali; è in… riparazione. Un po’ come le vecchie locomotive che Riccardo ben conosce. Spero di non doverla mandare in deposito o nel museo.
    Mi è dispiaciuto proprio fermarla: aveva una ripresa bruciante che Ric conosce bene, avendo condiviso alcune memorabili gite spaziali.
    Lui parlando di qualcuno che non ha mai incontrato ma che ha recepito con grande sensibilità, è riuscito a rinnovare le mie e le altrui lacrime per una persona speciale.
    Non ti ringrazio per le lacrime, accidenti a te, ma per l’attenzione e la delicatezza che hai dimostrato verso Petula, una delle amicizie più grandi e sincere della mia vita.
    Credo di interpretare un sentimento che sicuramente, fatti salvi i rispettivi ruoli e le rispettive zampe, mi accomuna a Zarziguli.
    Beh, tutto è diverso quando cambiano i paesaggi dell’anima. Non credo che si debba tentare di ricostruire gli ambienti nello stesso modo; ma si può solo aspettare che se ne formino di nuovi, con il contributo di tutti. Magari più consapevoli del senso della vita, del dolore, della morte, dell’amore.
    Un abbraccio a Celeste e a tutti i lucidi e i controlucidi di passaggio.

  15. Non voglio aggiungere niente alle parole d Pieffe. Solo un abbraccio e uno, presto, di persona. Come scritto anche in privato, considero queste lacrime un valore. Vanno a nutrire ed idratare quel giardino di dentro dove nascono e crescono sentimenti e bellezza.
    Grazie

  16. Ciao Pieffe. Mi unisco a Cele nel non aggiungere niente alle tue parole.
    Una cosa sola. No, due: condivido le tue parole, quando accadono cose così, niente è più come prima. E dobbiamo dare il tempo a che riusciamo a vedere nuovamente quello che ci circonda, che prenda una forma nuova ai nostri occhi. E che sia di nuovo interessante.
    La seconda è: bentornato. Non è una parola così pesante come sembra, da leggere, o dire. Conta solo il momento in cui si dice, e si riceve.
    R

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