VEROFALSO

immagine: http://lettere2.unive.it/caracciolo/53sandro_botticelli.htm

 

Donald Sutherland – Billy nel film “La migliore offerta” – dice: 
 “I sentimenti umani sono come le opere d’arte, si possono simulare”.

Nessuna recensione sul film, per carità!  Piuttosto una riflessione su quello che è il leit motiv del film: verità e finzione, simulazione, artificio, inganno, falsificazione.

L’amore ripara e ricostruisce il meccanismo bloccato dalla ruggine, della personalità un bel po’ borderline dei due protagonisti, così che entrambi raggiungono una specie di “guarigione” (similia similibus curantur).

Ma …
questo amore è simulato dalla bella Claire. La simulatrice infatti alla fine deruba il ricco Virgil, dopo averlo completamente trasformato e “guarito” dalla sue manie che per tutta la vita gli hanno impedito di vivere relazioni sociali “normali” e qualsiasi rapporto con l’altro sesso. Un vero misantropo.

Falsa è l’amicizia di Robert, l’orologiaio che lo aiuta a mettere insieme l’automa Vaucanson. A tal proposito, è interessante notare che l’assemblaggio dell’automa è parallelo all’abbattimento del muro tra Clare e Virgil.  Ingranaggi di un meccanismo che con il robot si attivano, da una parte. Dall’altra le  fobie che  nei due protagonisti si dissolvono. Un parallelismo raffinato e affascinante, dal punto di vista della sceneggiatura.

Recitata è anche la fedele e ostentata amicizia di Billy: alla fine si scopre essere il regista di tutta la messa in scena. E’ lui che afferma che  “I sentimenti umani sono come le opere d’arte, si possono simulare”. E materializza questo concetto lasciando a Virgil come “firma” sull’opera (la truffa) un quadro che esso stesso ha dipinto.

Virgil è un battitore d’asta, è richiesto in tutto il mondo, perizia opere d’arte di enormi valori e deve la sua brillantissima carriera alla sua capacità di distinguere un’opera vera da una falsa…
Tuttavia … non si accorge del complotto, orchestrato dalla donna amata, dai suoi amici, dal conoscente orologiaio Robert che diventa il suo confidente intimo, dal vecchio amico Billy.

Ma forse è più facile scovare il particolare che sconfessa l’autenticità di un’opera che distinguere tra sentimenti veri e sentimenti simulati.

Perché?
Forse perché c’è qualcosa nella natura umana capace di idealizzare e di trasformare come argilla un sentimento che urge come nutrimento, unguento o anestetico. Forse perché siamo bravi a giocare  tra luce e ombre, a ingannare gli occhi, il cuore, e perfino negare evidenze, nascondere pochezze e convincerci che qualcosa/qualcuno  è come vorremmo che fosse. E che noi stessi siamo come vorremmo essere.
E forse anche perchè, come Claire afferma: “In ogni falso si nasconde sempre qualcosa di autentico”.

Forse ha ragione un mio amico della capitale che un giorno disse: Ori, non è vero niente. E’ tutto finto…

3 pensieri riguardo “VEROFALSO

  1. E’ tutto finto! Si ha ragione il tuo amico. Sbandieriamo sentimenti ,idee, verità eccelse, ma poi… cosa resta. Tutto svanisce perchè tutto è finto.
    Da ragazzina, quando andavo ancora a scuola, mi arrovellavo la mente alla ricerca della Verità.
    Ero convinta che il giorno in cui avessi avuto chiaro quel concetto avrei raggiunto la serenità perpetua. Allora leggevo libri, aforismi, riflettevo, chiedevo all’ insegnante di filosofia ( povera donna: quanta pazienza deve aver provato nei miei confronti!) : nessuna risposta soddisfacente. In quell’ andirivieni caotico di quella ricerca mi aveva incuriosita una frase di Sciascia: “La verità è nel fondo di un pozzo: lei guarda in un pozzo e vede il sole o la luna; ma se si butta giù non c′è più né sole né luna, c′è la verità”
    Poi gli anni sono passati e poco alla volta, con dolore molte volte, ho dovuto lasciare andare, accorgermi di quanto fosse tutto effimero ma di come quell’effimero fosse molto potente, quale presa avesse su di me.
    Poco a poco, invecchiando, si impara a mollare la presa e allora, come diceva Sciascia, forse non si incontra la verità, ma si comprende quanto ci illudiamo. In un libro ho letto: la verità è semplice, come la natura, e non bisogna dirla che alle persone per bene. E’ così ed è molto difficile imparare distinguere le persone per bene fino a che non si è persone per bene. Ed è facile illudersi anche di essere persone per bene, Oddio come è facile!!
    Pinuccia

  2. Ciao Pinuccia.
    Innanzitutto è bello ritrovarti, ritrovarsi in questo posto che respira ancora, un po’ a fatica. Non so voi, ma io sento un “maaaaaoooo” e non è una allucinazione e a dispetto del post nemmeno una illusione: certe zampette certe code certi cuori e certe esistenze sono presenti, in altra forma, ma presenti.

    E quoto integralmente il tuo intervento. Compresa, e soprattutto, la frase finale: è facile illudersi anche di essere persone per bene. Quanto è vero!!! Tutti noi riteniamo di essere “persone per bene”…. Ma cosa significa essere “persone per bene”? Rispetto a cosa e a chi?

    Questo tuo intervento mi ha ricordato ancora “Il mondo di Sofia” del quale abbiamo parlato qualche tempo fa anche qui, in controluce e anche le molte conversazioni con Pieffe e Petula.
    Il tema del falso-vero, della realtà, della personale percezione del mondo ecc è sempre stato lo sfondo di questo posto.

    “Controluce” è presentata così:
    “Controluce perchè serve l’intuizione per leggere dentro i contorni. Oltre la sagoma. Dentro l’immagine visibile. Controluce perchè è l’immaginazione che nutre l’anima bella. Controluce perchè dentro i contorni i dettagli sono visibili solo ad alcuni.”

    Un abbraccio forte.

  3. Si, penso che essere persone per bene voglia dire vedere in controluce, nutrirsi di bellezza, di armonia. Sarò un’ illusa per tanta gente, ma non è tutto qui e ora, c’è qualcosa d’altro: c’è il rispetto, l’amicizia, quella vera, c’è l’incanto della vita. Ci sono altre moltissime cose da tirare fuori dal cilindro che è la vita di ognuno, ognuna con la sua storia, la la sua gioia, il suo dolore..
    Pinuccia

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