TRIBUTO AL CANE

lui è Pepe, abita con me.

“Signori della giuria, il migliore amico che un uomo abbia a questo mondo può rivoltarsi contro di lui e diventargli nemico. Il figlio e la figlia che ha allevato con cura amorevole possono rivelarsi ingrati. Coloro che ci sono più vicini e più cari, ai quali affidiamo la nostra felicità e il nostro buon nome, possono tradire la loro fede. Il denaro si può perdere, e ci sfugge di mano proprio quando ne abbiamo più bisogno. La reputazione di un uomo può essere sacrificata in un momento di sconsideratezza. Le persone che sono inclini a gettarsi in ginocchio per ossequiarci quando il successo ci arride possono essere le prime a lanciare il sasso della malizia, quando il fallimento aleggia sulla nostra testa come una nube temporalesca.

Il solo amico del tutto privo di egoismo che un uomo possa avere in questo mondo egoista, l’unico che non lo abbandona mai, l’unico che non si rivela mai ingrato o sleale è il suo cane.
Signori della giuria, il cane resta accanto al padrone nella prosperità e nella povertà, nella salute e nella malattia. Pur di stare al suo fianco, dorme sul terreno gelido, quando soffiano i venti invernali e cade la neve. Bacia la mano che non ha cibo da offrirgli, lecca le ferite e le piaghe causate dallo scontro con la rudezza del mondo. Veglia sul sonno di un povero come se fosse un principe. Quando tutti gli altri amici si allontanano, lui resta. Quando le ricchezze prendono il volo e la reputazione s’infrange, è altrettanto costante nel suo amore come il sole nel suo percorso nel cielo.

Se la sorte spinge il padrone a vagare nel mondo come un reietto, senza amici e senza una casa, il cane fedele non chiede altro privilegio che poterlo accompagnare per proteggerlo dal pericolo e lottare contro i suoi nemici, e quando arriva la scena finale e la morte stringe nel suo abbraccio il padrone e il suo corpo viene deposto nella terra fredda, non importa se tutti gli altri amici lo accompagneranno; lì, presso la tomba, ci sarà il nobile cane, con la testa fra le zampe e gli occhi mesti, ma aperti in segno di vigilanza, fedele e sincero anche nella morte”.

George Graham Vest 

Pepe

George Graham Vest  è stato un politico e avvocato statunitense.

Nel 1869 Vest sostenne in giudizio le ragioni di un uomo del villaggio di Big Creek, Charles Burden, il cui cane da caccia, un American foxhound di nome Drum (meglio noto come “Old Drum”, il vecchio Drum), era stato ucciso a fucilate da un tale di nome Samuel “Dick” Ferguson, guardiano di un vicino allevamento di pecore di proprietà di un cognato di Burden, Leonidas Hornsby. Ferguson aveva sparato solo perché Drum era entrato nella proprietà di Hornsby e costui rifiutava di risarcire Burden, nonostante le richieste di quest’ultimo.  Burden portò allora la controversia (nota ufficialmente con la denominazione “Burden v. Hornsby”) davanti al tribunale della Contea di Johnson, chiedendo un risarcimento di 150 dollari, il massimo all’epoca consentito dalla legge, a titolo di indennizzo sia del danno patrimoniale che, e soprattutto, del danno morale per la perdita dell’amato cane.  Vest, incaricato da Burden di assisterlo, esordì in giudizio asserendo che avrebbe “vinto la causa o chiesto scusa a ogni cane del Missouri”. Quindi, il 23 settembre 1870, Vest pronunciò l’arringa finale alla giuria, un’orazione che sarebbe divenuta celeberrima, sotto il nome di “Eulogy on the dog” (elogio al cane; nota anche come “Tribute to the dog”, tributo al cane).

30 pensieri riguardo “TRIBUTO AL CANE

  1. Bellissimo elogio per un amico affidabile… ma molto dipende anche dai padroni… se uno sa allevarlo, prendersene cura, trattarlo come un amico fedele allora anche il cane ricambierà queste attenzione ed imparerà ad amare… se invece il “padrone” fa il padrone, pretende e non lo accudisce, lo addestra e lo aizza questo prima o poi, si rivolterà contro qualcuno anche se questo, magari non ha fatto nulla.
    Un sorriso

  2. Bellissimo e tanto vero.
    Tutte le mattine vedo un’anziana signora che conosco da sempre. Ha abbondantemente superato i 90 anni, cammina con il bastone e ci vede poco… e il suo cane la aspetta, quando si ferma a fare quattro chiacchiere, poi si incammina con lei, segue il ritmo del suo passo. La signora Pia e’ affabile e gentile e riuscirebbe a far conversazione anche con un palo della luce… parla con lui in continuazione, gli dice cosa faranno e dove andranno…e il cagnolino bianco a macchie nere la guarda e la ascolta…
    Lui ha bisogno della signora Pia tanto quanto lei di lui… vorrei poterli incontrare tutte le mattine per tanti e tanti anni.
    Un saluto a tutti

  3. Ciao Marinz
    C’è un vecchio adagio che dice: non esistono cattivi cani, esistono solo cattivi padroni.
    Condivido il tuo commento e aggiungo solo una cosa: spesso accade l’opposto. Ho saputo e ho conosciuto cani maltrattati che hanno … leccato la mano che li ha feriti. Loro amano incondizionatamente. Se capita che si rivoltano lo fanno solo per difendersi e anche… raramente.

    Sir Biss
    anche io auguro alla signora Pia e al suo cane di essere insieme sempre.

    Pensate che il fatto riportato nel post accadde del 1870, non ora, ma allora. Questo è cioè che ha dell’incredibile. Fosse accaduto ora, non avrei nemmeno fatto il post ma allora….

    Inoltre
    è stata una buona occasione per postare il mio modello preferito. Visto che fisico? Ehhhh!!!!! 🙂 Direi da grande fico… 🙂

  4. Diciamo pure che Pepe è un fico pazzesco. Un fuoriclasse.
    Io ho sempre avuto un po’ paura dei cani, forse in seguito ad una disavventura giovanile con un cagnolino che mi inseguì per un intero parco (in realtà il cane voleva solo giocare ma io a 4 anni…non lo avevo capito e scappai terrorizzato per chilometri).
    Anche adesso non ho molta confidenza con loro ma ho imparato a comprenderli meglio, a giocarci e a guardare i loro occhi pieni di affetto; e tutto quello che dice Cele è giustissimo.
    Però diceva Trilussa: “Più conosco l’uomo più amo le bestie”.
    Amarle vuol dire dar loro quello che desiderano e di cui hanno bisogno e, con il passare dei millenni, attraverso la caccia, attraverso la guardia alle pecore si è creato questo misterioso sodalizio uomo-cane dove la posizione dominante dell’uomo ha finito per “sfruttare” l’amore dell’animale. Proprio per questo una cosa che non mi piace del cane è la sua sudditanza, la sua fedeltà e il suo amore incondizionato.
    E’ uno “schiavo” gratuito che non ci meritiamo, per di più innamorato anche di chi lo picchia. Ciò è orribile.
    Buona parte dei proprietari di cani non hanno fatto nulla per avere il loro amore e la loro fedeltà. I cani sono considerati animali da “compagnia”, oggi ci facciamo perfino terapie di vario genere ecc. Ma siamo matti? Li sfruttiamo anche nell’affetto e nella docilità.
    E questo crea una confusione su cosa vuol dire amare.
    Resta il fatto che con Pepe ci giocherei volentieri!!!

  5. Non ritengo che un animale che ami in modo incondizionato, sia sudditanza. È amore. Fine. Semplicemente amore. È una creatura capace del sentimento più nobile e alto. Non vedo perché dovrebbe essere considerata sudditanza.
    Ci sarebbe anche da dire molto sulla caccia. Ma è un argomento spinoso, e mi rendo conto che tocca parti sensibili. Per cui mi limito a dire che il cane che viene impiegato per la caccia, è un cane che possiede naturalmente questo istinto. Esiste il cane da ferma, il cane da riporto, il cane da cerca, Esistono in natura, svolgono questi ruoli istintivamente. Non sono “fabbricati” i cani da caccia e in un certo senso, nemmeno addestrati. L’addestramento comprende altre cose, è riferito soprattutto ad altri aspetti. Un cane da caccia, quando caccia, si esprime con tutto se stesso e sta bene, è felice. perché può essere …. sé stesso. E tra lui e l’uomo si stabilisce un rapporto esclusivo, assolutamente unico, per intensità e complicità. Ma .. mi fermo qui. Mi rendo conto che sono argomenti difficili o per meglio dire impossibili da trattare in questa sede e non voglio ferire la sensibilità di nessuno.
    Aggiungo solo che ogni animale deve essere rispettato. Togliere loro la dignità perché si pretende che vivano in luoghi che non sono adatti, trattarli come persone, spogliarli della loro natura è una delle violenze maggiori, eppure passano inosservate.
    Così come la sterilizzazione, che ritengo una violenza enorme, che priva l’animale non solo della sessualità ma anche di una parte dell’anima, di una parte dell’istinto e di vita.
    Potremmo parlarne per ore, di diritti e di… rovesci.
    Ho fatto questo post perché mi è piaciuta la storia in quanto la trovo insolita e attuale. Invece è del 1870.
    Un bacione a tutti.

  6. Capisco cosa PF dice. E’ segno di un gran rispetto e di una grande consapevolezza riguardo all’amore in se, non necessariamente dell’amore del cane nei riguardi del padrone. Tante volte, l’amore si tramuta in “altro” anche tra umani, no? Non credo che questo sia dissimile tra animali diversi. E, scusami: massimo rispetto per Darwin e tutta la teoria evoluzionistica ed affini, ma a me il discorso della simbiosi per reciproco interesse, io caccio per te, te mi tieni nel tuo branco etc etc… permettimi, mi sembra una gran c…ta.
    Mai visto gli occhi di un cane? Qaundo lo tratti male dico. Mica vero che lecca la mano che lo ha picchiato. Nemmeno ti morde: semplicemente ti nega lo sguardo se reputa che tu hai torto e lui ragione. Ti toglie gli occhi, i suoi. E’ una punizione enorme, per chi la sa vedere. E ci vuole un bel po’ per riaverli gli occhi, e ci vuole di più perchè non ci sia quell’attimo di arresto nei confronti della tua mano che, di nuovo amichevole, sia ritenuta veramente tale.
    E’ che sono molto più esperti di amore di quanto non lo siamo diventati noi. Sono più sottili. Sono più profondi di noi. Sanno di più, permettetemi.
    E sanno non dimenticare l’amore.

    http://bari.repubblica.it/cronaca/2013/01/15/foto/cane_veglia-50570980/1/

    Beh, Tommy è solo uno. E seguì la sua padrona pochi mesi dopo. Non posto l’articolo perchè è di una superfiialità offensiva.
    Notte
    Riccardo

  7. Ma certo. Concordo su tutto. Non disprezzo il cane per il suo amore, anzi lo ammiro incondizionatamente!!
    Mi piace il cane che caccia, e anche quello che punta, e quello da riporto.
    Osservavo solo che molti uomini (ma sicuramente non tu) approfittano di questo nobile sentimento e sfruttano questi animali, li abbandonano e li trattano male e quei poveri esseri viventi tornano a leccare le mani di chi li ha maltrattati. Questo proprio non lo sopporto e vorrei mettere nei cani un po’ dell’istinto “reazionario” dei gatti!!.

  8. Bè.. fosse per me li punirei in ben altri modi quelli che maltrattano gli animali. Ma anche qui ci sarebbe molto da dire.. si sa. Indirettamente lo si fa tutti. Indirettamente facciamo tanto di quel male …. Vabé.
    Ps Gesù ha insegnato il perdono… Che i cani lo abbiano imparato?

  9. 🙂
    si, il tuo messaggio non era fraintendibile. E boh. Io non sono religioso. Ed in effetti non c’entra con quello che sto per dire, però nel “comune sentire” viene associato, e parlo del vangelo. Tra le letture più laiche che conosca. Ora mi riferisco alla parabola del figliol prodigo, che non l’ho mai capita, e che mi ha sempre destato disagio e ribellione. Si vede che dovevo crescere ancora un po’ e maturare ancora un po’. Per capire.
    Il cane che non ti allontana, è che sa più di te che cosa sia l’amore. Come quel padre che fa festa quando torna a casa lo sconsiderato. C’è superiorità di fronte alle stelle in un gesto così, grandezza sopra ogni altro aspetto. C’è il sorriso di chi sa, di chi vede più lontano.
    Questo è quello che io vedo in un cane, nel suo modo di essere. E trovo risibile quando lo si definisce un … servo, che vende il suo amore per un pezzo di pane. Non hanno capito nulla e…. beh, sono problemi loro.
    R

  10. Riccardo concordo. Il loro sguardo è capace di farti sentire un verme, di renderti felice, di trasmetterti una dignità .. infinita o un rimprovero feroce e bruciante. È capace di bucarti il cuore. Di farti sentire grandissimo o una grandissima cacca.. Già. Lo sguardo di un cane può essere insopportabile.

  11. beh, ho messo il commento prima di vedere che la celestina nazionale aveva messo il suo…il tono è simile, si vede che allora non è proprio fuori tema 🙂

  12. Bello il post, bella l’arringa, stupendo Pepe. Questa è una considerazione scontata, se così si può dire.
    Con i cani ho sempre avuto un rapporto un po’ formale. Un enorme, per me allora, cane nero di un parente mi aveva morsicata sul labbro che avrò avuto tre, quattro anni. Così quando sono in loro presenza non riesco a lasciarmi andare, sto sempre sulle mie.
    Con i gatti è diverso: possono graffiarmi, farmi ciò che vogliono: mi sento loro suddita. Esempio: il gatto che vive con noi ha come secondo nome Sua Maestà.

    Anch’io sto male quando vedo fare del male ad un animale senza scopo. E’ giusto correggerli quando fanno qualcosa che non va bene. Poi basta. Come si fa con i bambini.
    E’ la crudeltà gratuita che non sopporto.
    E’ capitato a tutti di vedere quando si ha sentore di malattie, che so l’aviaria, la mucca pazza, come vengono trattati quei poveri animali innocenti, colpevoli solo di aver malattie che l’uomo stesso gli ha procurato. Mi fa orrore.
    E questa è una. Poi credo di essere un po’ strana: mi sento attorcigliare le budella anche quando vedo maltrattare le piante: quando vedo gli alberi scorticati con mala grazia dai decespugliatori, con i rami penzoloni.
    Anche loro, secondo me hanno uno sguardo triste che lacera dentro, occorrono occhi per vedere,

    Pinuccia

  13. no no pinuccia non sei affatto strana
    e se lo sei, lo sono anche io. anzi qui lo siamo in tanti.
    Meglio strani pero’… Se questi siamo noi.
    Bacioni

  14. Ahimé. E’ in uscita un libro: Si chiama “Gli animali e l’anima”.
    E vabbé. Non lo avrei dovuto dire ma… mi pare che ci stia.

  15. lo so che è una vetrina piiiiccola (!!!). Ma ti ricordi quante volte abbiamo parlato di quanto sia spiacevole l’invadenza di coloro che usano i blog altrui per esibire se stessi, per appropriarsi di spazi non loro. E ti pare che mi metto a farlo io?
    Una delle cose che mi piace di più di Controluce è proprio questo esserci tutti in funzione del “tuo” spazio e del rispetto che ognuno mostra per gli altri. E’ un blog aristocraticamente democratico. Anche se spesso ci raccontiamo eventi personali, connessi alla nostra vita reale… o a quella dell'”avatar” non ci “vendiamo” mai niente gli uni con gli altri e non ci sono esibizionismi o promozioni (a parte… Miciola e Pepe). Questa è una prerogativa che non va intaccata. Rende questo posto un bellissimo giardino per prendere il the e non un “ipocrita spazio culturale”. Alla Augias, per intenderci.

    P.S. Ehem. Chi ama Augias mi scusi (io non sopporto i falsi modesti).

  16. Aristocraticamente democratico mi piace assai. E mi torna.. Basta vedere i gusti di Petula, la sua coda, e che dire delle frange pelose di Pepe e del frisé di quanto sono bagnate? Per non dire delle tue orecchie: appena pettinate la mattina sono un’attrazione fatale (:-) Irresistibili!
    Vero, tanto rispetto e tanta intelligenza e sensibilità, gioco, umorismo e nessuna affettazione né micio micio bau bau. Mi scusino Pepe Miciola Petula ma noi umani intendiamo altro.
    Un buongiorno a tutti, umani, aristogatti e aristocani che rispettivamente passeggiano e zampettano qui e che vi sostano.
    Che altro dire? Grazie!

  17. domandona: Il gatto fa miao il cane fa bau ma… la gigia come fa?
    come il coccodrillo, che … come fa?? Non c’è nessuno che lo sa!!

    e domandona 2
    se la mucca fa muuuuuuuuuu perché il merlo non fa meeeeeeeeeeeeee??

    ecco, ora torno alle faccende casalinghe. Meglio. Ma non credete: con la casa non è che sono messa meglio di come son messa con la penna …. Hi hi hi ………

  18. Ogni tanto emette una specie di sibilo, che somiglia al rumore di uno che ha il naso chiuso… ma il piu’ delle volte non ‘parla’. Ma e’ intelligente, nonostante qualcuno ci rida. Quando esco e la chiamo corre come un cagnolino. Si, corre. Se poi vede nella mia mano le ciliegie, di cui e’ ghiottissima, altro che Bolt nei 100 metri…

  19. Vedete la faccia soddisfatta? Ha battuto Achille per pochi millesimi di secondo. Ma lo ha battuto

  20. eh ma la gigia tra l’erbetta .. è come dire … meno paradossale.
    Quasi quanto la vispa teresa

    ps: Erbetta ovviamente è un ramo di casa Lucciola.
    Ok ok .. non posso spiegare, c’è la privacy ma se lo vuole fare SirBiss biss biss

  21. Privacy? Ma se sanno tutto di ognuno di noi, in ogni momento… figurati.
    Spiego: Erbetta e’ semplicemente un cognome ecologico… un po’ strano, forse. Origine Piemonte, zona Novara.
    Un bacio da Sir Biss, sotto il diluvio

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