DEL MARE

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Non lo trovo triste il mare in inverno. Forse perché in questo periodo, più di altri, mi manca una dimensione umana. Mi manca di sentire che sono una persona e non qualcosa che corre e lavora, fa la spesa, parcheggia, va alla posta, sale e scende dai treni. In questo tempo che fa male, si respirano paura, sconforto, tristezza, e anche panico. Sono spariti i colori dagli occhi e dai discorsi della gente, l’entusiamo, i progetti. E’ sparita la speranza. Fra tutte queste sfumature di grigio verso il nero che avvolgono i giorni, mi manca il passo lento di un giorno che sa essere tempo da masticare piano. Un tempo da assaporare con lentezza, un tempo che non sia tempo da ingoiare. Un tempo che non comprenda frasi come “menomale è venerdi” un tempo in cui ogni giorno è un giorno da vivere, e che lascia anche un po’ di malinconia quando arriva sera. Una malinconia breve: il tempo che si accendono le stelle per tornare a godere della sera, e poi della notte e che mostri l’aurora come un buon giorno, foriera di luce e di speranza e di gioia. Ecco perché, forse, penso spesso al mare, alla culla che sa essere, e alle sferzate che sa dare. Ci si può perdere un po’, nel mare e percepire la leggerezza del corpo che si muove, in modo naturale e lento, l’acqua sa massaggiare il corpo e anche i pensieri, isolare dal rumore, allontanare la polvere dagli occhi e dal cuore. Accando al suo respiro, nella baia calma di una notte sotto le stelle bianche e la sua voce, così lontana dai motori, dalle luci e anche da quella che mi tocca essere ogni giorno che ingoio, tranne brevi momenti in cui posso essere davvero quella che sono. Una persona.

foto: francesca

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53 pensieri riguardo “DEL MARE

  1. Per sempre camminerò su questi lidi,
    Tra la sabbia e la spuma,
    L’alta marea cancellerà le mie orme,
    E il vento soffierà via la spuma.
    Ma il mare e la spiaggia dureranno.
    Per sempre.

    K. Gibran

  2. Sir Biss: evviva la poesia!
    Complimenti Cele. ben scritto! Parole che risuonano, parole vive.
    Pinuccia

  3. Ultimamente ho dei problemi. WordPress non mi riconosce e mi fa cambiare password, user name e non so che altro vuole accipicchia! Due commenti sono stati inghiottiti nella rete e ora sono là che girano in qualche orbita strana con tante altre parole e bla bla bla. Spero che questo messaggio me lo accetti, tanto per darvi un abbracciuo a 4 zampe, una coda e una Lucertola.
    Fusa

  4. Benvenute a entrambe, di cuore e zampe e pelo!
    Eh si, son già sveglia e anche “colazionata”. La mia piccola nipote vorrebbe andare a sciare, oggi, e ha chiesto un pubblico. Quindi uno sguardo alla posta e a controluce.
    E.. c’è … la neve. Per la serie che occorrerebbe spalare per uscire dal cancello. E non sono ancora pulite le strade! Che si fa? Mah.. Aspettiamo le news dalla city e poi si decide. Pensare che ieri ero in giro con gli occhiali da sole, c’era tanta luce..

    Wordstress come lo aveva rinominato Pieffe, ogni tanto mi sa che fa i capricci.
    Ricambio l’abbraccio e aggiungo una carezza al rosso vello, e un grattino. A Lucertola un po’ differenziati dato che non ha pelo. A propostio, coprila bene con il cappottino.

  5. petula again:
    in merito al tuo scritto fluttuante nella rete mi è venuta in mente questa cosa:

    Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto.
    (Italo Calvino)

    maoooo 🙂

  6. le parole di calvino mi riportano alla scrittura del diario. ho già detto della mia passione per i diari e scrivo il mio pensando di essere l’unica interlocutrice. mittente e destinatario coincidono.
    eppure mentre racconto a me stessa qualcosa di non raccontabile spesso mi chiedo se non è comunque un modo per raccontarlo al di fuori di me, con il sottile, e subito rimosso, desiderio che un giorno qualcuno legga.

    a proposito… il mare d’inverno è un grande protagonista del mio diario

  7. Frost
    Sì, so della tua passione per i diari.
    Anche io ho scritto parecchi quaderni. L’ultimo, molti anni fa, ha raccolto una esperienza molto forte e dolorosa e immagino che per questa ragione, a quello non è seguito un altro quaderno. Ora esiste questo blog, che è un po’ anche un diario. Poco poco… si sa.

    A volte penso questo:
    scrivendo di sé, si scrive anche un po’ per sé. Raccontarsi a sé è anche un modo per conoscersi. Esternare i pensieri e poi osservarli è un esercizio per vedersi un po’ da fuori e tentare un giudizio un po’ più critico e obiettivo. Mi è capitato di dover prendere atto di aver idealizzato, nella vita, e di aver creato qualche mito. Il dolore per la delusione è stato notevole però mi ha insegnato ad essere più cauta, e di non sottovalutare la vocina di dentro che sa essere il campanellino che ti invita alla prudenza. La scrittura è un buon mezzo. Scrivere e rileggersi è anche un modo di conoscere sé cose anche di sé, come accadrà a chi un giorno, forse, leggerà.
    Ma…. io non vorrei essere letta. Insieme alle “cose da fare se…” c’è anche questo. Non saprei rispondere se mi chiedeste perché. Forse non mi piacciono i ricordi o forse ne ho di qualcosa che ha fatto troppo male, forse per questo nn vorrei diventare io un ricordo. Possibile? Tanti forse …
    FORSE dovrei scrivere tutti questi dubbi, per poi rileggerli. E chissà FORSE potrei darmi qualche risposta… O FORSE no…
    Frost: ci parlerai mai del mare d’inverno?

    .

  8. Allora….. tra i luoghi dove cammino c’è una spiaggia che amo moltissimo, Quello che me la fa amare profondamente è il suo essere sempre “d’inverno”. Ha pochi accessi e quei pochi molto distanti tra loro, per questa ragione, anche quando è caldo, è scarsamente frequentata e quasi per nulla curata. Da un lato il mare, dall’altra una fascia di dune rigorosamente segnata in tutta la lunghezza da una staccionata ogni tanto interrotta da un capanno di legni grezzi, le mie pietre miliari.
    D’estate è un posto piacevole e vivibile, direi “sostenibile, ma è in inverno, quando il mondo si assenta, che dà il meglio di sé e lungo quella spiaggia la mia anima respira e io riesco a perdermi in un mucchietto di conchiglie o di bastoncini bianchi levigati dal mare.
    Negli ultimi quindici anni della mia vita, scegliendo con cura e attenzione un bastoncino più levigato di un altro o recuperando un galleggiante di sughero, molte cose importanti hanno trovato un loro senso. E’ lì che ho messo le mani in grandi tormenti, elaborato sofferenze ma anche condiviso momenti di felicità infinita. La solitudine, i profumi e i suoni del mare in inverno sono una compagnia armoniosa e in me favoriscono un pensare più liscio, meno contorto e complicato. Come se i pensieri trovando più spazio si mettano spontaneamente in ordine.

    Ma forse è semplicemente una sintonia, amo la natura e detesto la confusione.
    E il mare in inverno è questo.

  9. Il mare dei profumi di crema solare, dei venditori di bomboloni e delle urla di grandi e bambini ha fatto parte dei miei ricordi.
    Ora queste cose non mi piacciono piu’ da tempo e adoro il mare che odora di mare. Che parla solo con il rumore delle sue onde e libera la mente… bello, davvero.

  10. Grazie Frost,
    di questo spaccato di vita, delicato e profondo che hai lasciato qui. È arrivato insieme a un lieve profumo di mare. È un regalo, che la mia idea di mare accoglie con una certa complicità. Specie in questo mio Tempo dove tante cose sono “molto più” e tante altre “molto meno”.
    .
    Porto con me un sasso. Arriva dal mare e, proprio come i tuoi legnetti levigati, ha un senso, lo rappresenta, e ha cose da dirmi. Ecco, questo è “diario”. Che non avrei lasciato qui, se non fosse arrivato questo odore di mare.

  11. SirBiss. Io non ho di questi ricordi. Forse da bambina mi sarebbero piaciute sabbia, giochi, secchiello paletta e bomboloni, anzi di sicuro. Ma non li ho avuti. Da grande invece non li ho mai voluti. Chi mi conosce dice che io amo le spiagge gotiche e se non ci sono scogli che si conficcano tra le costole, io non sono contenta. In realtà io sto bene al mare se sento il mare per davvero. Altrimenti .. meglio una piscina..

  12. Salve a tutti. Giorni complicati questi, per me: per cui, solo ora, riesco a riapprodare nel mar celeste: ma ho visto che in questa spiaggia si sono depositate un sacco di conchiglie-pensiero e alcune molto belle.
    Mi avete fatto venire in mente la mia mania per i sassi. Fin da bambino ne facevo una cernita accurata camminando sulle spiagge. Arrivavo a riempirmi le tasche fino… a sfondarle. Ho proseguito questa passione da grande e anche da anziano, passando ore a guardarli, a meditarci sopra e ad ascoltarne le storie. Ho ancora dei sassi bellissimi provenienti dalle spiagge di mezza Europa. Poi molti ne ho buttati, altri li ho regalati. Un po’ come i miei diari, le poesie, i racconti o i saggi che non mi piacevano più. Un giorno ne ho fatto un grande falò, senza rimpianti. E’ rimasto quel poco che mi sembra “importante” ma, a volte, quando mi capita di rileggerlo ho una gran voglia di accendere il camino. Le cose importanti sono realmente poche.

  13. Le cose importanti sono realmente poche.
    Ecco. E spesso sono rappresentate da un sasso, da una parola, dal guizzo di uno sguardo. Stanno sempre tra le pieghe delle piccole cose. E’ cosi’.

    Con il tempo io avverto la necessità di “spazio”. C’è troppa roba, troppe cose, troppi oggetti, troppa informazione, Quindi … non abbiamo realmente nulla, nessuna cosa veramente unica e nostra. Nessuna vera informazione. Nel buio si procede a fatica, e lentamente, ma tra “troppa roba” è anche peggio. Si chiude ogni visuale, oppressa e strozzata dalle “cose”. Tutte, materiali e non. E procedere diventa fuorviate, ingannevole. Si perde per strada anche il potenziale dei sensi. L’istinto.
    Serve spazio, serve di respirare, servono.. cose vere. Ne hanno fame l’anima e il cuore, e lo capisci da quando ti buttano fuori tutto cio’ che … non è nutrimento ma solo “ingrasso”.
    Ecco, Ci sono anime che non voglio vivere all’ingrasso ma anelano nutrimento vero. Una margherita, un sasso, un bacio, un abbraccio inaspettato, un pezzo di spago. Per esempio.

  14. Molto vero: le cose importanti sono poche, pochissime. Ci hanno fatto credere che è importante accumulare, l’ingrasso del futile. E non è vero asolutamente.
    Più pasano gli anni più ho bisogno di esenzialità. Ho sempre amato leggere, ho accumulato un bel po’ di libri, mi sono accorta che forse quelli essenziali sono pochissimi, sono libri che nel rileggerli svelano sempre più altri mondi.

    Ben tornati a Petula, Lucertola e Pieffe : aspettavate la neve?
    Pinuccia

  15. Ciao Pinuccia. No, non è la neve: è stato veramente un periodo un po’ particolare e sovraimpegnato. In realtà, come dice Cele, oggi è molto difficile evitare i periodi “particolari”, credo per chiunque abbia un po’ di fame di assoluto, e si sia ampiamente rotto le palle di questa sovrabbondanza di relativo, così invadente e così pressante.
    Beh, sono tornato ora a casa dopo una serata faticosa ma satura di alcune gocce di “valore assoluto” in mezzo ad una pioggia d’inutilità. Bastano però quelle poche gocce per cambiare odore alla pioggia.

  16. PS.: Cele, dimenticavo di dirtelo ma, a mio avviso, ti stai incredibilmente avvicinando alla famosa “scala” di cui abbiamo parlato un sacco di volte. Però!!

  17. il mare… come è profondo il mare cantava Dalla in una canzone di tanti anni fa… l’importante è essere persone in questo periodo così strano… avere progetti e camminare verso il futuro… sempre con un sorriso

  18. Eggià, in questo tempo è importante camminare .. ma spesso si naviga.. a vista.
    Se si è fortunati, perchè c’è chi affoga. Parlo di persone che perdono il lavoro, hanno figli da tirare su’ e la disperazione la si tocca con mano. Da pendolare ne sento tanta, tocco l’ansia con le dita. Ho visto – vedo – uomini della mia età quindi con figli non ancora indipendenti, piangere, per non avere davvero alcun salvagente in questo mare di incertezze e di dolore.
    Vorremmo vivere in un paese dove poter studiare ma anche lavorare non sia un lusso, un privilegio per pochi. Vorremmo vivere in un paese dove ogni uomo e donna possa aprire gli occhi la mattina, recarsi al lavoro e vestirsi con la propria dignità di persone. Vorremmo che tutto ciò che è stato accantonato in tanti anni non vada perduto come invece accadrà alla mia generazione, che dopo aver tanto pagato (obbligatoriamente pagato) morirà di fame per mancanza di qualsiasi pensione.
    Vorremmo poter fare un esame del sangue senza che costi 68 euro di ticket, e poter ritirare farmaci in farmacia senza fare un leasing… dato che paghiamo un servizio sanitario. Vorremmo poter camminare per la strada, prendere il bus senza dover prestare costantemente attenzione al portafogli e alla catenina. Vorremmo… in poche parole, essere persone. Siamo tutti stanchi di essere usati (uomini donne anziani bambini malati disoccupati) nella campagne elettorali perchè siamo “voti”. E siamo stanchi di essere “risorse” (anzi ormai non siamo piu’ nemmeno questo). Vorremmo essere… persone.
    Per questo e anche per altro lasciarsi andare in certi mari ci fa sentire ancora.. persone. Capaci di sentire odori allargare le narici e percepire qualcosa di ancestrale che ci tiene in vita come.. persone.

    Ciao Marinz, grazie per il tuo consueto ottimismo che lasci spesso qui. Fa bene al cuore.
    Un abbraccio e ti aspetto per il Negroni (giusto o sbagliato che sia…)

  19. Sono di nuovo con l’icona rosa!

    Sottoscrivo Cele. Tutto ciò che hai scritto, parola per parola.
    Buona serata
    Pinuccia

  20. ecco la nostra Pinccia di rosa vestita!
    Bentornata in Controluce, più in particolare sopra questa spiaggia color del’ambra, che accoglie la spuma di questo mare che culla, coccola e seduce.

  21. Ciao sono Francesca, la nipote di Pinuccia!
    La nonna mi ha parlato spesso del tuo blog.
    Oggi in una pausa dallo studio ho dato un’occhiata al tuo blog.
    La nonna mi ha detto che ci sono anche delle tue foto.
    Anch’io ho la passione per la fotografia e allora ho dato una sbirciatina. Sono davvero fantastiche!! Mi sono piaciute tanto le tonalità dell’acqua, le inquadrature e i soggetti. Ti faccio tanti complimenti. Anch’io spero di diventare una fotografa così brava come te.
    Un bacione
    Francesca.

  22. Ciao Francesca, è un vero piacere leggerti. Grazie per i tanti complimentI, Mi hanno fatto molto piacere. Però… non sono affatto una fotografa! Diiciamo che mi piace moltissimo fermare le immagini allo scopo di poterle condividere. Credo sia questa la motivazione dei miei tanti click. Io penso che per fare delle buone foto sia indispendabile metterci il cuore, e quando si vuole un po’ condividere un’emozione, sgnifica che c’è un cuore prima dell’occhio e prima della tecnica. Ecco, questo è un pochino il mio piccolo segreto. La condivisione, il desiderio di consegnare qualcosa che vedo e che mi piace.
    Un forte abbraccio, Francesca, grazie di questo messaggio a nome anche di tutti i controlucini. E un saluto alla mitica nonna Picca.
    orietta.

  23. E’ stato molto bello per me vedere con quale ammirazione Francesca ieri guardava le tue foto. Mi diceva: ma come fa a rendere così bella l’acqua dei laghi e del mare, così trasparente e leggera, e poi: ma come riesce a scorgere gli abbaini, le porte che normalmente non si vedono nemmeno, le gocce d’acqua sulle foglie, addirittura!.
    La risposta l’hai data chiaramente: occorre il cuore. E il piacere di condividere ciò che tocca oltre gli occhi. Può esserci il soggetto più bello del mondo ma se non si è capaci di vederne l’anima, il soggetto della foto diventa banale.
    Ora lei fotografa le sue amiche, ovviamente da nonna trovo le sue foto molto belle, anche se devo ammettere che sono ancora un po’ “grezze”.

    Dopo aver visto le foto mi ha detto che voleva lasciarti un piccolo segno della sua ammirazione, ma era così emozionata di scrivere su di un blog di persone grandi, questo si nota dalle frasi un po’ impacciate.

    Grazie a te per avere saputo dare emozioni così belle a Fra. Come nonna te ne sono molto grata.
    Pinuccia

  24. Ogni tanto qualcuno mi chiede quale sia il piacere di coltivare un blog. Ecco.. Queste cose rispondono alla domanda senza aver bisogno di dire altro.

    Francesca: ma ti pare che qui vi siano persone grandi? Anagraficamente, forse.. Ma abbiamo qui:

    Pieffe, un ometto di 78 centimetri saltellante con orecchie pelose che gira su un astronave a pedali o a vela, dipende. Viaggia tra le Pleiadi e la terra, on the road..
    Una gatta rossiccia diventata vegetariana che va in giro con una lucertola (ex preda..) sulla spalla, e, quando piove, nello zainetto.
    Una tizia che si fa chiamare SirBiss, che vive sul lago e va a pescare, e ha un un gatto, che si chiamava Matilde prima che scoprisse che in realtà è Matildo (e si che non è difficile!!).

    Fino a qualche tempo fa c’erano anche:
    Gollum che zampettava qui con una padella in mano perchè si voleva mangiare la gatta di cui sopra.
    E poi un elefantino saggissimo, con proboscidina, che ci manca tanto. E’ migrato in Asia e prima o poi si farà vivo, ne sono sicura.

    Poi abbiamo un ingegnere (che io chiamo IGM ovvero ingegnere geneticamente modificato) di nome Riccardo, chiamato dalla gatta “menestrello della luna” il che ti spiega perchè l’ho classificato IGM, che spesso “litiga” con Pieffe (ingegnere pure lui): litigano, ma in fondo dicono le stesse cose per cui ovviamente ogni “discussione” finisce a tarallucci e vino (serviti spesso da Pinuccia).

    Poi ovviamente, appunto, Pinuccia, la tua bellissima nonna, “saggia ma non troppo” che ci piace tanto e che ci manca quando non c’è, per esempio in tempi di vendemmia, che è indaffarata.

    Ora dimmi te: questo ti pare un posto dove ci si debba sentire impacciati?

    Benvenuta, cara Francesca, ci farà molto piacere averti ogni volta che vorrai.

    Le foto:
    Inutile dirti ma te lo dico lo stesso, che le puoi selezionare nel formato che vuoi e farne l’uso che vuoi. E sì, ribadisco il concetto del cuore. Sai, mi è balenato spesso per la testa di seguire un corso di fotografia e forse prima o poi lo farò.
    Ma, dato che non faccio foto per mestiere, e quindi non mi serve possedere la “tecnica” boh.. sono un po’ titubante e non ho mai capito se per pigrizia (il che è possibiile), per poca disponibilità di tempo (che è ancora piu’ possibile) oppure se per… qualche ragione di.. cuore. Appunto.
    Insomma, se è vero che mi piacerebbe “conoscere di più” è anche vero che sono contenta di usare piu’ cuore e meno conoscenza.
    Ecco.

    Le mie fotografie, tutte ma proprio tutte, contengono qualcosa di me: un pensiero, un silenzioso omaggio a qualcuno cui voglio bene (e magari non avrà mai quella foto, non è importantissimo questo).

    Alcune foto sono dedicate a mia mamma, eppure non le vedrà mai:
    lei non c’è piu’ da moltissimi anni. Ma, se quando vedi una cosa che in qualche modo tocca una corda sensibile di te e ti viene in mente una persona, ecco, quella immagine, per me, deve essere catturata. Perchè è colato il tuo pensiero, sopra, e anche un po’ del tuo cuore. Perchè ti riconduce a qualcuno e non ha importanza se ne capisci o meno la ragione. Non ne ha affatto.

    E’ un pochino come succede al “Collezionista di tramonti”. E’ un brevissimo racconto, te lo consiglio perchè è molto delicato e speciale. Lo mando alla e mail della tua nonna.
    Con un fortissimo abbraccio.

  25. Un nuovo arrivo controlucino. Anzi un arrivo giovane!! Evviva e benvenuta Francesca.
    Verrà un magnifico giorno (forse non… in quest’era) in cui i giovani staranno di nuovo insieme ai “vecchi” e i vecchi staranno con i giovani felici di raccontarsi tante cose. Forse un giorno in cui i caminetti saranno di nuovo accesi e si potranno condividere lacrime e ricordi, esperienze e domande, fotografie e giochi, davanti al fuoco… invece che davanti a facebook.
    Sarà un gran giorno….
    Cele sa bene che ormai ho superato la soglia dei 2500 anni ma la mia vita è circondata da giovani e giovanissimi e io, notoriamente, dimostro al massimo 17 anni…..
    Ben vengano i giovani, anche nella bellissima casa di Cele, che fa finta di essere grande; in realtà l’ho vista benissimo giocare col la paletta e il secchiello mentre cercava di svuotare il lago che sta vicino a casa sua e travasarlo in una buca di 10 cm di diametro.

  26. Vero, Francesca. E’ tutto vero! Chi dice che il lago non ci puo’ stare in una buca di 10 cm di diametro? Io a volte ce lo trovo negli occhi delle persone!!

    E… siccome le cose non accadono mai per caso, solo 10 minuti fa sono venuta a conoscenza di questa poesia, scritta da una bambina di 9 anni a mia nipote, di 9 anni, che ha gli occhi azzurrissimi e si chiama Aurora.
    La lascio qui, la ricopio fedelmente, anche nelle virgole e nei caratteri maiuscoli/minuscoli.
    E’ scritta a mano sopra un foglio a quadretti che ho tra le mie mani in originale:

    Cara Aurora, vorrei dedicarti questa Poesia.
    I TUOI OCCHI
    I tuoi occhi, Azzurri come il mare scrutano l’oceano, verdi come l’erba colgono i fiori nascosti, gli occhi gli occhi di tutti scrutano il cielo, ma i tuoi guardano il mondo facendo un girotondo
    BF

    (B.sta per Benedetta)
    Ho i brividi ancora adesso.

  27. Bello. La poesia, il blu degli occhi e del lago. Francesca che apprezza, come tutti noi, Cele e le sue immagini e parole.
    Complimenti a Benedetta, benvenuta Francesca.
    Emozioni di un bellissimo blog.
    Grazie

  28. I bambini sono capaci di sincerità, non usano sotterfugi. Se si da loro la possibilità di esprimersi vengono fuori delle chicche come la poesia dedicata ad Aurora.

    Allora: complimenti agli occhi di Aurora, alla bimba che a quei begli occhi ha dedicato quei versi e grazie a zia Ori che li ha condivisi con noi
    Pinuccia

  29. Miaooo.

    Mi assopisco un attimo sul davanzale e quando mi risveglio trovo che il salotto di Celeste ha una nuova ospite. Cara Francesca, benvenuta…anche tu sei rimasta affascinata dai click di Celeste e sei capitata in questo blog dove siamo tutto fuorchè saggi. Ovviamente tranne Nonna Picca e la nostra ospite. Se ti affaccerai ogni tanto ne leggerai delle belle, soprattutto da quel matto di Pieffe che …nonostante l’età a volte bisognerebbe metterlo dietro la lavagna!!!
    Anche a te un abbraccio a quattro zampe tanto pelo e fusa da me e da Lucertola (che dorme sulla mia schiena al timido sole di fine inverno romano).
    Fusa

  30. Nuova piccola Squaw di antica Tribù dei Pinuccesi da Monferrato è cosa buona.
    Dico che il popolo tutto di Controluce fumi con lei il calumet dell’alleanza in modo che il Grande Spirito guardi e annuisca sorridendo.
    Così è deciso.
    Augh.
    Grande Capo Riccardo.
    (nel senso di testone)

  31. Mi associo a tutti i controlucini per il benvenuto a Francesca. Sai Francesca ti svelo un segreto. Lei scrive e fotografa con la pancia, col cuore con l’anima con la testa e con l’obiettivo immortala la pancia il cuore l’anima e la testa di tutto ciò che riflettono i suoi splendidi occhi azzurri. E’ da un pezzo che non lascio i miei passi qua ma Lei sa che questo blog è per me un rifugio, e Lei sa che mi perdo in questo mare di Controluce, e Lei sa che non perdo nemmeno un commento dei suoi marinai, ma ahimè…..non mi resta solo che leggere. Il tempo mi è nemico e io sono nemica a lui. E’ bello come ti ha chiamato Ric “piccola Squaw”. Sei veramente in posto bellissimo Francesca, davvero.
    Carola

  32. eeeee adessoooooo!
    con tutti ‘sti complimenti poi va a finire che mi monto la testa eh!
    Ma la vorreste una celemontata?

    Ps ciao carola, mancavi

  33. Francesca ieri pomeriggio aveva una interrogazione da preparare e poi…. il dentista purtroppo, e altre incombenze !
    Quando ci siamo sentite per telefono era emozionata di aver ricevuto una così calorosa accoglienza. Quando oggi , nel pomeriggio tornerà da scuola risponderà!
    Un grazie commosso a tutti
    nonna picca

  34. Ciao sono di nuovo Francesca,
    grazie a tutti per il benvenuto caloroso ricevuto da tutti voi: Celeste per l’ospitalità, Pieffe per aver ribadito che i vecchi e i giovani possono star bene insieme (spesso, ma non sempre), sirbeiss per il benvenuto, Petula e Lucertola, il Grande capo Riccardo (non fumo il calumet, trova un’altra soluzione) e Carola per avermi svelato i segreti di Celeste.
    Questa settimana è stata abbastanza piena, spero che la prossima sia un po’ più leggera!!
    Quando posso passerò di qua!!
    E vi invierò una foto scattata da me.
    Un bacione
    Francesca.
    PS: Grazie Celeste per il racconto che mi hai inviato.

  35. Grande Franci!!! aspettiamo la foto!!
    un bacione da tutti noi!!

    ps una rivelazione: nemmeno Riccardo fuma se non quanche volta, accidentalmente, qualche tubo di scappamento.

  36. Ehm, ehm, Cele, non girare il coltello nelle piaga. Ma s’è mai visto un Grande Capo che tossisce e lacrima co’ gli occhi tutti rossi non appena tira su dal calumet?? Imbarazzantissimo!
    Va bene, allora si fa così: una pipa di cioccolata per tutti i controlucesi + una; unica deroga per la cioccolata con le nocciole, ma siamo proprio borderline, chiaro???
    Riaugh
    R

  37. tornare e trovare una bambina…..è proprio vero il blog di celeste è un rifugio caldo e accogliente.

  38. Ebbene sì !!!!
    benvenuti a tutti, ora oltre al tè c’è anche cioccolata!

    Ps perché sento che sta arrivando Pieffe? Ha un nasino sensibile al profumo della ciccolata.. Gli vibrano perfino le orecchie!

  39. Condivido con i coltivatori di questo posto, il delicato omaggio che mi ha fatto Francesca, come aveva promesso qualche intervento fa.
    Eccolo, è pubblicato in Ric.or.di, l’album di questo orticello tutto celeste.

  40. Molto interessante la foto di Francesca. Un fiore celeste in mezzo a tanti steli d’erba: la diversità insieme alla similitudine.
    Però non volevo dire che i giovani “devono” stare insieme agli anziani e viceversa. Hanno ritmi diversi e necessariamente esigenze diverse. Guai se non fosse così.
    Ma volevo dire che i giovani “possono” stare con i vecchi e viceversa. Questo, ovviamente, non vale per tutti i vecchi né per tutti i giovani. Ci sono tanti vecchi cretini… che magari erano cretini anche da giovani e se tu guardi iil parlamento ne troverai a centinaia.
    Ci sono, del resto, tanti giovani cretini che forse cambieranno e diventeranno saggi o resteranno scemi, annodati nel loro I Pad, o affogati trai messaggini di twitter. Ma incontrare l’esperienza di un anziano è una grandiosa occasione magica, non è un obbligo.
    I vecchi ad un certo punto…smettono d’esser vecchi e a volte anche di esser saggi, e inevitabilmente muoiono.
    Ma alcuni di loro hanno un baule pieno dei segreti di Alice nel Paese delle Meraviglie, pieni delle Magie di Oz e di quelle di Merlino e tra questi ci metto sicuramente nonna Picca. E’ bene non sprecarle queste magie, queste piccole perle di sapienza, perché a volte non sono assolutamente ricostruibili, né ritrovabili.
    Partono dallo conoscenza, più o meno profonda, del dolore, in tutte le sue pieghe, dalla disullisione, in tutte le sue pieghe e, a volte perfino dall’Amore che è la cosa meno conosciuta in tutto questo nostro mondo.
    Quello che io ho imparato da mio nonno, nei 20 anni in cui ci siamo meglio frequentati e conosciuti, è imparagonabile rispetto a quello che ho appreso in tutto il resto della mia vita.
    Per cui…. meno male che quel terribile vecchio mi ha insegnato alcune delle sue bellissime magie, e meno male che la vita mi ha dato la fortuna di aiutarlo nei momenti in cui, anche senza che lui me lo avesse mai chiesto, io sapevo che ne aveva bisogno.

    P.S.: Oh Franci, non t’impressionare dello spiegone: qui, da bravo vecchio, ho iniziato subito a fare il rompiballe saccente. Però so anche un sacco di barzellette terribili e in genere le racconto ai giovani che, per non dispiacermi, ridono anche se non si sono divertiti per niente.
    Vedi, anche questo è affetto e io ne approfitto e glie ne racconto altre, ih ih ih.

    P.P.S. Ogni tanto qualche ragazzo mi racconta che ha capito il senso della barzelletta. Ed io sono molto felice per lui, anche perché, in realtà, il primo a non capirla sono io.

  41. Mi diceva mia nonna, quando io ero piccola (oh si me lo ricordo ancora), raccogli tutti i fiori che vedi nell’orto ma non toccare quelli! Indicandomi ovviamente proprio il fiorellino che ha fotografato Francesca. Quelli mi diceva sono gli occhi della Madonna. Perchè le chiedevo, e lei perchè la Madonna ha gli occhi azzurri e se li strappi dal terreno lei piange. Erano belli, e tanti e tutti insieme era uno spettacolo. Fra un po’ li vedrò ancora qui nel piccolo giardinetto davanti casa e la stesse cosa dico ai miei figli non calpestare quei fiorellini azzurri…ma poi arrivano i giardinieri e………bèh tanto spuntano di nuovo. Francesca con questa foto mi hai riportata indietro nel tempo, quando la nonna mi portava a raccogliere i pomodori e i fagiolini in mezzo ai quali spuntavano gli occhi della Madonna. Poi mi insegnava a mondare la verdura che si raccoglieva e metteva con cura nel suo grembiale nero con piccoli fiorellini bianchi disegnati legato ai fianchi, formando una specie di sacco prendendo le due estremità. Io ero giovane, lei vecchia, preferivo la sua compagnia ai giochi con le amiche, mi piacevano i suoi racconti e non mi piacevano le bugie delle amiche. Sai Pieffe la tecnologia ha rovinato l’invecchiamento dei giovani o viceversa, una volta c’erano i fagiolini e i pomodori da curare oggi c’è l Iphone 5 il 4 ormai è superato, Sarebbe bello aprire di nuovo il baule pieno di segreti, con i vecchi di eri però, ma forse i vecchi di ieri oggi sarebbero fuori luogo e non vestirebbero bene i nostri tempi…mah!
    Cele, ma cosa sto dicendo?
    Carola

  42. Quanti ricordi. Gli occhi della Madonna. Le ‘verzette’ che erano buonissime. E la nonna con il grembiule a fiori… Grazie, Carola e un saluto a tutti voi

  43. Pieffe, come hai scritto noi di una certa età ogni tanto rompiamo e quando Francesca ha scritto quelle frasi era successo tra noi proprio quello.
    Condivido tutto quello che hai scritto, sono anche dell’idea che i vecchi devono insegnare con l’esempio che si deve imparare a stare al proprio posto. Non imporre la presenza, essere discreti, poi, aspettare il momento giusto ed essere capaci di trasformare in un momento di gioia un momento qualunque. Magari lo si comprende dopo che sono passati gli anni che quei vecchietti un po’ rompini hanno insegnato ad apprezzare le cose belle, a vedere con altri occhi tra le banalità della vita quella scheggia di meraviglia che c’è.

    L’altro giorno girava attorno a casa cercava qualcosa che la convincesse da inviare a Celeste, scattava delle foto, poi quando ha trovato “gli occhi della Madonna” ha compreso che era quella l’immagine giusta.

    Carola: la tecnologia secondo me ha fatto si che tutti si sentano eternamente giovani: essere anziani non è più di moda. Sento persone della mia età che si definiscono ragazzi…insomma un po’ di buon gusto!

    Grazie a tutti voi per aver adottato Francesca.

    Buona giornata
    Pinuccia

  44. vi leggo tutti quanti con l’affetto di sempre.
    E lascio questo spazio a tutti i controlucini che sono sempre più lucenti.
    Un abbraccione

    pieffe: ma non dovevi atterrare sul mio giardino come la primavera?

  45. Francesca:
    Pieffe non è affatto un rompiballe saccente. Anzi è una persona che sa divertirsi ed essere divertente con intelligenza il che non è per niente facile… Non si impara.
    Un giorno mi ha portata in giro per Roma, c’era la neve, e lui portava un berretto in pile multicolore con una lunga coda e una specie di pon pon finale. Uno spettacolo.
    Ti piarecebbe, per queste ed altre ragioni. Tipo quella di raccontar favole e storie e di insegnare con quella cosa che si chiama passione. Ma ho il sospetto che qualcosa del genere sappia farlo anche la nonna.

    Per quanto riguarda la foto, la nonna mi dice, qui sopra, che l’hai sentita, che era quella giusta. Ecco, franci… SENTIRE… è .. la magia che fa di una foto un dono speciale.
    Ciao

  46. Sirbiss, ma grazie di che? Grazie a te e a tutti i controlucini per la compagnia. Giusto Pinuccia. Il buon gusto e il buon senso non guasta mai.
    Cele celestiale un abbraccio tanto grande quanto il mare.
    Carola

  47. Chissà se Francesca ha visto la foto di Celeste che dà la mano ad uno gnomo qualche post fa.. Ci voleva Pieffe per farlo venir fuori dal bosco e farsi fotografare.
    Anche io amo i fiorellini “occhi della Madonna” e qualcuno, che non ricordo, me li indicò quando ero piccola. Purtroppo sul mio davanzale nascono solo gerani rossi e nel giardino…erba gatta. Terrò la bella foto di Francesca per ricordarmi come sono fatti.
    Fusa

  48. ecco..
    bel pensiero.. Grazie a nome di questo posto un po’ magico.
    Perché sebbene io sia piuttosto latitante (un tempo scrivevo molto di più..) trovo l’affetto di sempre la delicatezza di sempre e la partecipazione di sempre.
    Buon fine settimana a tutti

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