MELAPOSTO E MELARUBO

baffi

melaposto

È una torta di mele ma un po’ differente dalla torta di mele tradizionale.  Provatela e poi ditemi se non è da leccarsi i baffi.

COSA SERVE
– 1 rotolo di pasta frolla
– 4 mele
– 1 cucchiaio di cannella
– 100 g di zucchero
– 2 cucchiai di fecola
– 100 g di farina- sale
– 100 g di burro
– zucchero a velo

COME SI FA
Stendere la frolla su una tortiera formando un guscio.
Unire alle mele tagliate a cubetti lo zucchero, la cannella e la fecola.
Mescolare bene.
Versare il composto sul guscio.
Preparare il crumble mescolando farina, zucchero, sale e burro a tocchetti.
Lavorare l’impasto formando delle briciole che verranno distribuite sulla torta.
Cuocere a 180° per 30 minuti. Spargere lo zucchero a velo.

melarubo

La foto la rubo a Frost
http://robertaenne.wordpress.com/2013/01/19/an-apple-a-day-keeps-the-doctor-away/#more-1070
mi collego in controluce proprio per pubblicare la ricetta della torta di mele, passo da Frost e cosa trovo? Mele!!

62 pensieri riguardo “MELAPOSTO E MELARUBO

  1. Mettiamo la ricetta da parte… e quando ci vedremo per il the….sarà uno dei dolci importanti..

    Pinuccia

  2. Ecco, appunto. Non mettiamola da parte come si fa con l’Arte.
    Noi mettiamola in tavola! E’ che qui mi pare che sono sempre tutte tavole virtuali!
    Bisogna eleggere una città e incontrarci tutti (siamo 4 gatti si puo’ anche fare)
    Suggerimenti circa la location?

  3. A rotazione: una volta da ognuno di noi. E una volta terminato il giro si ricomincia. All’infinito.
    Che ne dite?
    Pinuccia

  4. Non vorremmo dare disturbo… che ne dici di domani a colazione?
    Visto che siamo quattro gatti, porto anche Matildo, cosi’ la micia che rincorre da giorni si prende una pausa…

  5. SirBiss porta pure Matildo che mi faccio una corsetta…sono un po’ ingrassata a stare sempre sul davanzale!!
    Ps.: ovviamente a colazione da Celeste e per il thè da me

  6. Molto molto volentieri.. Ovvio.
    pero’… secondo me girovagare per tutto lo stivale è poco fattibile, va a finire che NON si fa nulla.
    Non è piu’ semplice fissare un punto?

  7. Allora. Io vi do le coordinate del punto preciso dove ci troveremo.
    Tu Cele fissa la data.
    Carta e penna e scrivete:

    45° 27′ 50.56” Nord latitudine
    9° 11′ 29.64” Est longitudine

    Facile, no?

  8. ps ma sono anche le coordinate del Rododendro?

    Pieffe vuole conoscere Rododendro, lo ha visto in foto è si è perdutamente innamorato tant’è che al solo ricordo gli tremano le orecchie….
    Me lo ha confermato giusto giusto ieri !!
    Pieffe, imposta la bussola dell’astronave su queste coordinate. Mi sa che atterri accanto al fusto..

    La data la fissa Pieffe, dato che è l’essere più indaffarato della Galassia!
    Parole sue, sempre di ieri.

  9. SPIEGO: prima non avevo tempo.
    NON confondiamo le coordinate. Il punto R (Rododendro) sta nel giardino di Sir Biss e le coordinate stanno al suo secondo intervento (quello dove lei da’ i numeri… per la seconda volta).

    Mentre invece le prime coordinate che ha dato erano quelle della città di MILANO. E la città di Milano è ovviamente un punto di interesse per il nostro ipotetico incontro con i Controlucini (o Controlucidi dice Pieffe anche se qui… di gente lucida ne gira ben poca :-)). Ma ovviamente ci piace così. La gente seria è noiosa anzi noiossima. Il massimo è poter essere “seriamente divertenti” e si sa, è roba da fuoriclasse come modestamente sono gli ospiti di questo posto.

    Ecco. ORA:
    Anche senza bussola, a Milano ci sapete arrivare tutti quanti. Ovvio. TUTTE LE STRADE PORTANO A MILANO. Si sa!
    Per raggiungere il giardino di SirBiss ove “dendro” vive il “Rodo” la cosa è molto complessa.
    Io mi perdo ogni volta che ci vado. E’ vero che faccio poco testo: mi perdo anche in casa mia e in ogni luogo nonostante le bussole nella borsa.
    Ma arrivare da lei è davvero complicato.. Sta in mezzo ai boschi!!! Insieme alle lucciole e all’erbetta, nonchè ai papaveri.
    Ovviamente qui c’è un giochino di parole. Se vorrà SirBiss vi darà le spieghe necessarie per una piu’ comprensibile lettura delle lucciole e della flora citate.

  10. Spiego: la mia proposta di un veloce giro per l’Italia era in perfetta simmetria
    ( ? ) con le corsette di Petula, tanto per smaltire quei pochi miriagrammi in più che mi ritrovo.
    Come vedete i miei numeri sono ridotti all’osso: non più di due, due e mezzo.

    E si tutte le strade portano a Milano, ma si sa Milan l’è un grand Milan. E poi ci si può anche attrezzare: C’era un vecchio proverbio che recitava: con la lingua in bocca si arriva dappertutto.

    E poi c’era anche la teoria dei sei gradi di separazione che avevo letto tanti anni fa sul Mulino di Francesca. Ma qui lascio il passo a chi la sa spiegare meglio.

    Sir Biss, Matildo siamo tutti in arrivo!!

    Pinuccia

    Sir Biss: ma il Rododendro lo hai avvertito?

  11. Pinuccia
    con l’avvento dei social network i gradi di separazione sono diminiuti… Non so di quanto, ho sentito dire 3.5… Non so se esserne contenta o dispiaciuta….

    lascio la parola a SirBiss che è in giro per… questioni di cuore.

  12. Tanto per chiarire: Rodo dice che vi vede volentieri benche’ questo non sia il suo periodo di maggior fulgore. In primavera lui e’ tutto un’altra cosa…
    Per quanto riguarda erbette, papaveri e lucciole fanno parte della mia vita. I primi due da quando sono nata, per un divertente scherzo del destino sui cognomi.
    Le lucciole sono arrivate dopo, da quando abito in mezzo al bosco.
    Per finire, Cele, non ero in giro per questioni di cuore, non almeno come intenderei io.
    Quelle ormai sono dimenticate da tempo.
    Se non ci sono altre domande, vado a sistemare i cartelli indicatori…

  13. E no, non ci sono altre domande!!
    Per ora ti lascio alle tranquille faccende di cuore e di erbe…
    PS te lo dico sempre di fumare erbe(tta) buone senno’ poi fa male al cuore… Io invece nota appassionata di tisane, con le erbe(tte) faccio dei miracolosi miscugli. Volete favorire?
    Ultimamente sto usando anche lo zenzero. Fresco, lo grattugio io.
    Scalda, è un ottimo digestivo e rende quel pizzicore alle tisane anche di arancio che non guasta. E poi, grattugiato la mattina in mezzo bicchiere di acqua tiepida e una fetta di limone pare che sia un toccasana per l’organismo se carico di tossine. Ecco. La ricetta di donna celeste e le sue erbe totalmente AGGRATIS

  14. Questo allora è un post da conservare gelosamente: ricette più o meno segrete e tutte AGRATIS. Mica succede tutti i giorni!!

    A posto con le segnalazioni: possiamo avventurarci anche noi non forniti di astronave? O mi consigliate di chiedere un passaggio a Pieffe quando sorvolerà la mia zona? Un leggera deviazione ad ovest e il gioco è fatto. Così risparmio sulla benzina e di questi tempi non è poco.
    Dubbio: Il passaggio me lo darà AGRATIS anche Pieffe?

    Pinuccia

  15. Ma certo. Ho un’astronave simmetrica mica pifferi! Ultimamente ho trovato il modo per non consumare nulla.
    Come sapete il mio mezzo astrale va a pedali (e questo già riduce molto i costi). Poi con le orecchie realizzo la vela solare e infine, in caso di difficoltà, ho fatto un mutuo convenientissimo col Monte dei Paschi che mi sembra una banca sicura.
    In caso poi di estrema difficoltà c’è sempre il… Monti dei pascoli (che sarebbe il posto dove ormai non ci resta che brucare): e così siamo proprio tranquilli perché, solo a dire Monti uno si rode dendro e pure fuori, in maniera così forte che la casa di Sir Biss è bella che trovata.

  16. Ecco, Lucertola ed io siamo pronte per arrivare dove ci portano i vostri numeri, anzi i numeri di rododendro dato che sono attirata dal bosco fatato di SirBiss con le lucciole, i papaveri e le erbette, con la tisana di Celeste allo zenzero e limone di mattina e la torta che sta ancora in cima al post insieme al bel gattone. Arriveremo con una valigetta per un piccolo soggiorno, se SirBiss e Rododendro ce lo consentono, per scappare da tutto ciò che affolla il nostro quotidiano, Monti, Monte dei Paschi, tasse, elezioni ecc.ecc.. Arriveremo con la rete acchiappaPieffe dato che anche con coordinate, pedali e orecchie a vela solare il Nostro liscerà tranquillamente la zona di atterraggio.
    Aspettateci che arriviamo!!!

  17. No problem. Fa freddo ma qui c’e’ una montagna di legna da tagliare. Dopo, una bella tisana zenzero e arancia, una fetta di torta e il caminetto acceso…

  18. La rete acchiappaPieffe è spettacolare! Mi vedo la scena… Lui che si rialza farfugliando un “embè”?
    E poi… dopo una veloce spazzolata alle orecchie è come nuovo! Bellissimo!
    PS Avrà un po’ di celeste, dato che sarà passato da casa mia.

  19. No, ferme! L’erba gatta è un erba sacra e neanche quello sgarrupato di Pieffe oserebbe fumarsela. Ci vuole una gatta adulta (più saggia) che raccolga l’erba la mattina quando il sole è già alto e la rugiada si è asciugata sulle foglie. Se ne prende poca per volta e la si fa seccare, due pizzichi (con polpastrelli felini) in un’ erba gattiera (la teiera per gatti) e acqua calda ma non di bollitura. Poi si invitano le amiche e se ci scappa anche il Cappellaio Matto e il Bianconiglio (in assenza ci arrangiamo con Pieffe). Ne metto un po’ in valigia e ve la faccio assaggiare.

  20. Mi ripeto: questo è un post da conservare: tante ricette così nemmeno alla prova del cuoco o dalla Parodi. Evviva!
    Pinuccia

  21. Adesso indosso il costume dI Modestia Demon ed emetto questo decreto:
    TUTTI i post di Controluce sono da conservare!! Qui mica pizza e fichi! (unto di fagioli per quel toscanaccio del Riccardo che un so dove s’è cacciato)
    Ecco.
    Buongiorno a te Pinuccia, come sempre bello ritrovarti.

  22. Petula:
    sgaruppato a Pieffe mi è piaciuta.. E no certo che non se la fumerebbe!! Non oserebbe mai…
    Aspettaimo la tua pozione con trepidazione.
    Butto via il Rescue Remedy?

  23. Ora, scusate eh. Non so come dirlo, ma… Ma anche qui da noi c’è un posto dove ci sono le lucciole, l’erba, e il papavero. Mica ci facciamo mancare nulla eh. Si, abbiamo tutto questo e il tutto in varie varianti. Per tutti i gusti. In effetti ci sono anche tanti, ehm, luccioli… Ehm!
    Ok, meglio tornare alla torta di mele.
    Poi mi spiegate come si fa a passare con cotanta nonchalance dalla suddetta torta alla longitudine di Milano alle droghe più o meno leggere, passando chiaramente per la Merlin! Altro che due bussole, qui si perderebbe anche Virgilio, che l’ade al confronto pare il labirinto di gardaland.
    Ma guarda te, m’allontano un minuto e guarda che arruffio ritrovo 🙂
    bentrovati
    R

  24. ma chi si rivede!

    un sogno in un cassetto: Riccardo e Pieffe soli in una stanza a discorrere.
    Ma quanto mi piacerebbe!!!!!! Ma quanto!

    in madrelingua:
    Nun potete sapé er piacere che me farebbe ..
    ovvero: un si pole sapere quanto mi garberebbe …

    Ecco.

  25. Riccardo: qui siamo in Controluce e in Controluce tutto si può! Se no che Controluce sarebbe?

    Pinuccia

  26. La ringrazio Maestro, il fatto è che, citando il Conte Mascetti: “Carmensita, amore mio, sono un uomo d’affari, blinda la supercazzola prematurata, eh. Una cosa d’assegni, tarapia tapioca, tapioca torapia, dollari… sterline… allaccia scarpa, scarpallaccia, dico d’albergo. Ma tu?”

    Pinuccia, citando il nostro Gaber (di cui è passato il decennale or ora, e che ci manca tanto. Oggi sono in vena di citazioni. Spero non giudiziarie) in “qualcuno era comunista”:
    Ooooh, finalmente! Mi piacciono le domande dirette, era l’ora che qualcuno lo chiedesse!
    Se ero comunista? ….
    In che senso…?
    Quindi, riassumendo, in Controluce “tutto si può”… In che senso?? (Si, ok, sono un po’ bastardo, ma sono curioso di leggere la risposta!)

    E ancora non ho fatto l’aperitivo!
    Prosit
    R

  27. Oh, ma è semplicissimo! “Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole: E più non dimandare!”

    Pinuccia

  28. an vedi oh!!
    Dalla torta di mele al Trovatore e Dante, passando per Amici Miei!
    700 anni on the road .. così
    come se fosse antani..
    Grandissimi!
    Vi adoro. Si puo’ dire?

  29. Capisco… quindi Pinuccia propone e Celeste dispone???
    SPETTACOLO!!!! 😀
    Ma peppiacere non la buttiamo in politica eh, unn’è i’ momento!
    Vedo con sollazzo che l’aria controlucina ti ha pienamente ammaliata e pervasa, tanto da confondere il percorso dantesco nell’Ade con le sue informatiche pagine!
    Ok, ok, P, non ti preoccupare, t’allungo io un po’ di roba buona… passa tutto.

    Donna Petula dal vello dorato,
    pozioni o intrugli giammai m’hanno saziato…
    Nemmen quando il fumo girava … e non me l’hai passato! 😀

    Servus
    R

  30. Messer R. a proporre e a disporre è CONTROLUCE. Noi tutti siamo umili attori che recitano la loro parte a volte meglio, a volte meno. Di sicuro, comunque, ci divertiamo.
    Pinuccia

  31. Basta. Siete tutti matti.
    Torno al Grande Fico. L’unico posto al mondo dove, quando mi ci siedo sotto e qualcuno passa da quelle parti sento esclamare:
    “Ammazza che gran fico!” e io faccio finta di non sapere se dicono all’albero o a me. Ma sotto sotto lo so: dicono a me.

    Sapete è un po’ come se dietro uno sportello bancario ci fosse un Tasso. Uno entra e fa: “Che tasso interessante!” anche se lo rapinano.

  32. Pieffe non ti azzardare ad andartene.
    Un mio amico giocatore di poker dice che quando il gioco si fa duro, i duri incominciano a giocare.
    Oddio, qui ovviamente è fuori luogo: qui non c’è gioco duro, solo gioco.
    Per questo esiste questo posto.
    Sul fatto che sia un posto di matti, non posso far altro che concordare.
    Bacio sulle orecchie.

    Ricc:
    l’aria controlucina ammalia tutti. I belli come i brutti.
    E qui non ci sono manco i brutti!
    Tutti belli siamo, matti sodi e un po’ suonati
    ma tutti ben accompagnati…

  33. Celestina, ospite clemente di quest’armata Brancaleone senz’arte nè parte che fu lo popolo di Controluce (ed invero pure orgoglioso), che il cielo mantenga il cor tuo gentile e distante dal fango de lo terreno intendere dei fatti, così che i tuoi giudizi per noi non abbiano a risentirne, nè presto nè mai!

    Pf: ah, ho capito! Praticamente un Gran Fico al quadrato! Ma questo è uno spettacolo eclatante, sconvolgente, ammendante! Lo tramuteremo ai posteri senza indugio, con ardore e dovizia di dettagli, e i menestrelli per le piazze lo canteranno con la mandòla narrando, raminghi, le sue cronache, a celebrar la meraviglia del gran fico quadro!
    … A piè, te posso dì ‘na cosa?

    Aò aripijate, amico mio!
    E ridi ‘m po’ tesoro bbello.
    Stai sempre serio, scuro, scuro.
    C’hai sempre er muso, freddo e duro,
    che me pari ‘n marmo.
    E dai! Nun te pija’ troppo sur serio.
    Chè qua, fijetto bbello,
    tocca sta’ co’ questo e quello.

    Quarche vorta tu, si nun me sbajo,
    me sembri ‘n corvaccio nero nero,
    coll’occhiali scuri, tutti d’oro,
    appollaiato sopra ‘n melo,
    che se ne sta zitto zitto a aspetta’
    cor dito pronto, già ppuntato
    a guarda’ tutti sempre a muso duro,
    coll’occhio torvo, cupo e corrucciato.

    Ma ora dimmi come mai, fijetto bbello,
    me sembra sempre de senti’ pesante e tetro
    er fjato tuo che freddo spira sur mi collo?
    A ggià me so’ scordato: non ne poi fa’ meno
    dato si che tu s’ solo ‘n corvo!

    “Ecchili là! So’ sempre quelli.
    ‘N gallo cieco, ‘na papera sciancata,
    quarche gallina spennacchiata.
    E vedo anco du’ pore oche, giulive e tonte,
    che se ne vanno a braccetto, tera, tera,
    co ‘n pollo spelacchiato a becchetta’ pe’ l’aia.
    ‘N somaro che ‘n fa altro che raja’,
    ‘na capra nera co ‘a barbetta,
    ‘na caterva de coniji ‘n gabbia, stretti stretti.
    ‘Na pecora tosata rasa, rasa,
    che invece de fà er latte dà’ a marmellata.

    Aò, mie care bbelle, non c’o sapete?
    Me possino cecamme si ‘n capite
    che state anna’ de male ‘n peggio!
    Mò v’o spiego io, che so’ de ccerto
    er mejo dotto che ce sta a ‘sto monno.
    Tutti l’altri poeretti, voi compresi,
    so’ somaroni insursi e zzoticoni.
    E pperò se credeno, che spocchiosi,
    d’esse’ ‘nvece ‘n sacco cari e bboni.

    Guardateve da esse’ bbonaccioni
    nun ce pensate manco da lontano!
    Sappiatelo pe’ certo, mò v’o dico,
    che a ‘sto monno nun se pò esse’ mai festosi!
    So’ solo i grulli a esse’ contenti
    se stanno sempre ‘n pace un po’ co’ tutti,
    legando co’ li grandi e li piccini.
    Ma ch’è ‘sta cosa, nun ve vergognate?
    Sempre a balla’ e canta’ come i bambbini.
    Solo li scemi se la ridono de core
    senza pijasse appena ‘n batticuore.
    Non c’hannno mai ‘no straccio de pensiero,
    ‘n timore o ‘n po’ de pena:
    so’ sempre allegri, salterelli e luccicosi
    senza sentirsi nianco un po’ cretini!”

    E mò guardate a me che so’ er mijore
    e tutto er giorno scruto e medito ner core,
    pe’ scopri’ che so’ ‘na bestia nera nera
    e me ne pento e me ne vanto e nun c’ho pace
    si l’artri nun s’affliggono, rompendo assai,
    e nun se ripuliscono, piagnenno, de le macchie scure
    che offuscano er sole dentro ar core,
    blaterando a destra e a manca de li vizi e de le macchie “.

    Aò, nun te preoccuppà, stà bbono!
    Ecco, c’arrivo e mò finsco, ‘bbello mio.
    Tu dai consigli a carrettate, giudizi a vagonate.
    Te dà fastidio tutto e tutti, nessuno sa le cose mejo de te.
    Ma guarda, corvo mio, tu pesi l’artri
    co’ ‘na bilancia strana, un po’ farsata
    senza vveddettee ‘n po’ allo specchio, veramente
    e nun te carcoli da solo mai pe’ gnente
    e te dirò, a me me pare anco de vede’
    che te ne freghi de tutta l’altre gente.”.

    Aò c’è ‘n’antra cosa,
    ‘na notarella fresca, fresca de giornata.
    Che c’è? Che me voj dì?
    Che ‘sto romano nun se po’ senti’?
    Embè, che ce voj fa’?
    So ‘na romana solo pe’ metà!

    — Ada Ferrante

    baci baci
    R

  34. a proposito di gran fico e tasso interessante un mio amico molto romano dichiarò che se avesse avuto un figlio lo avrebbe chiamato Erno per poi poter dire “so’ il padredeerno”

  35. la poesia m’è piaciuta ma er dialetto
    faceva proprio pena; mentre er corvo
    m’arissomia assai, questo l’ammetto:
    però me pare d’esse meno torvo

    de quanto dichi. Certo ciò er difetto
    che non sopporto ormai quasi più gnente;
    ma devi da capillo, so’ un vecchietto
    che prima te sfancula e poi se pente.

    Un abbraccio.

  36. a proposito di poesie in romanesco. Trilussa. Piaceva alla mia mamma, che a Roma non c’è nemmeno mai stata. Ero bambina quando mi parlò di lui e mi disse che era un grande. Qualche volta Pieffe me ne ha letta qualcuna, a Roma.
    Ne ho trovata una adesso, che mi ha fatto venire la pelle d’oca quando ho letto: ” l’astuccio trasparente di un respiro”. BELLISSIMA. Ve la regalo e la dedico a tutti, con delicatezza, come quella che contiene.

    Bolla de sapone

    Lo sai ched’è la bolla de sapone?
    L’astuccio trasparente d’un sospiro.
    Uscita da la canna vola in giro,
    sballotata senza direzzione,
    pè fasse cunnalà come se sia
    dall’aria stessa che la porta via.

    Una farfalla bianca, un certo giorno,
    ner vede quela palla cristallina
    che rispecchiava come una vetrina
    tutta la robba che ciaveva intorno,
    j’agnede incontro e la chiamò: -Sorella,
    famme rimirà! Quanto sei bella!

    Er celo. Er mare, l’arberi, li fiori
    pare che t’accompagnino ner volo:
    e mentre rubbi, in un momento solo,
    tutte le luci e tutti li colori,
    te godi er monno e te ne vai tranquilla
    ner sole che sbrilluccica e sfavilla.

    La bolla de sapone je rispose:
    – So bella, si, ma duro troppo poco.
    La vita mia, che nasce per un gioco
    come la maggior parte delle cose,
    stà chiusa in una goccia… Tutto quanto
    finisce in una lacrima de pianto.

    Trilussa

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