DI STUP-ORI E DI LETTURE DI ORI

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(….) L’unica cosa di cui abbiamo bisogno per diventare buoni filosofi è la capacità di stupirci.

Tutti i bambini piccoli ce l’hanno. E ci mancherebbe altro. Dopo soli pochi mesi di vita cominciano a percepire una realtà nuova fiammante. Eppure a mano a mano che crescono questa capacità di stupirsi sembra attenuarsi (….)Se un neonato potesse parlare, avrebbe sicuramente molte cose da dire sullo strano mondo in cui è capitato. Tuttavia, se il piccolo non può esprimersi a parole, indica tutto quello che gli sta intorno, cercando al contempo di afferrare gli oggetti che si trovano nella stanza.

Quando comincia a parlare, può succedere che il bambino si fermi di colpo e dica: “Bau bau “ogni volta che vede un cane. Comincia ad agitarsi nella carrozzina, muove freneticamente le braccia e ripete:” Bau, bau, bau, bau! “.Allora noi, che abbiamo qualche anno in più alle spalle, ci sentiamo forse un pò a disagio per via del suo entusiasmo. ” Ma sì, ma sì, è un bau” rispondiamo, ormai abituati al mondo. “Adesso però fai il bravo, su!”. Non proviamo la stessa eccitazione: abbiamo già visto un cane. Una scena del genere si può ripetere centinaia di volte prima che il bimbo riesca a incrociare un cane ( o un elefante, o un ippopotamo) senza perdere il controllo. Tuttavia, molto prima che il piccolo impari a parlare nonchè a pensare in modo filosofico, il mondo sarà diventato per lui un’abitudine.

(….) La cosa più triste è che, crescendo, noi non ci abituiamo solo alla legge di gravità bensì al mondo così com’è. In altre parole, perdiamo a poco a poco la capacità di stupirci per quello che il mondo ci offre. Ed è una perdita grave, alla quale i filosofi cercano di porre rimedio. Nel nostro animo noi intuiamo che la vita è un mistero. E questa è una sensazione che abbiamo provato una volta, molto tempo prima che imparassimo a pensarci.

(….) Anche se le domande filosofiche riguardano tutti gli esseri umani, non tutti diventano filosofi. Per motivi diversi, la maggior parte delle persone è così presa dalle cose di tutti i giorni che il pensare all’esistenza occupa l’ultimissimo posto…

Per i bambini, il mondo, con tutto ciò che offre, è qualcosa di nuovo, di stupefacente. Non è così per tutti gli adulti, la maggior parte dei quali percepisce il mondo come un fatto ordinario.

I filosofi rappresentano una nobile eccezione. Un filosofo non è mai riuscito ad abituarsi del tutto la mondo che per lui continua ad essere assurdo, sì, enigmatico e misterioso. I filosofi e i bambini hanno in comune questa importante capacità. Potremmo ben dire che un filosofo conserva la pelle delicata di un bambino per tutta la vita.

(….) Un coniglio bianco viene estratto da un cilindro vuoto. Dal momento che l’animale è molto grosso, ci vogliono miliardi di anni per fare questo gioco di prestigio. Sulla punta dei suoi peli nascono i bambini. In questo modo hanno la possibilità di stupirsi di questa incredibile magia. Tuttavia a mano a mano che diventano vecchi, scivolano sempre più giù nella pelliccia del coniglio. E lì rimangono. Molti stanno così bene che non osano più arrampicarsi nuovamente sui peli sottili. Solo i filosofi si imbarcano in questo viaggio pericoloso alla ricerca dei confini ultimi della lingua e dell’esistenza. Alcuni cadono, altri però si aggrappano con tutte le loro forze ai peli del coniglio e gridano agli uomini che, comodamente sistemati nella morbida pelliccia dell’animale, mangiano e bevono in assoluta tranquillità. ” Signore e signori- dicono i filosofi- Siamo sospesi nel vuoto!” Ma agli esseri umani che vivono di sotto non importa nulla. Anzi, prima commentano:” Uffa che scocciatori” poi continuano a ripetere le stesse cose di prima:” Mi passi il sale?”, “Come va oggi la Borsa?”, “Quanto costano oggi i pomodori?”, “Hai sentito che lady Di aspetta un bambino?”.

Da “Il mondo di Sofia” di J. Gaarder

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33 pensieri riguardo “DI STUP-ORI E DI LETTURE DI ORI

  1. beh, è ora che Gatta Petula ti mandi un testo pleiadiano su questo tema. Ehi Petula, glie lo spedisci per favore? Credo che prosegua il tema qui affrontato e che condivido dalla prima all’ultima parola.

  2. Bellissimo… e vero, ma vero vero.
    Si, perchè tra vero e vero vero c’è differenza, e me la spiegava il mio amico Alessandro detto “Il Chiorba” che quando voleva parlare di qualcosa seriamente diceva: Si, perchè la verità vera è che” etc. Allora sapevi che era quello che voleva dire davvero. Si, perchè un’altra cosa che lo contraddistingueva era la sua famosa frase “io, in QUALUNQUE discussione, posso sostenere entramble le parti contendenti con la medesima efficacia e trasporto”. Un falso cinico, quel cinismo dettato da un’intelligenza fuori dal comune. Vabè, fuori tema, 4. OK.
    Ritorno in tema. Lo stupore trovo che sia, se non l’unico vero, almeno uno dei maggiori motivi che convincano ad alzarsi dal letto la mattina. Lo stupore, il trovare qualcosa di diverso, un pensiero diverso, un colore, un tramonto. Un odore. Un viso? Anche. Che ti fermi a guardarlo, che ti svuoti per un attimo la mente così sempre fitta fitta di pensieri consapevoli, regalandoti un attimo di osservazione inconsapevole, nel quale il tempo non è passato, e passa tutto insieme nell’istante in cui rivedi di nuovo la scena, e le quinte…
    Un pensiero che ho da tempo riguardo a questo è sull’immortalità: poniamo di poter essere immortali, di potere stare in vita indefinitamente e robusti, giovani, atletici, lucidi, senza problemi insomma. Ma, appunto, dopo un tempo tutto sommato contenuto, arriveremmo a sapere tutto quello che c’è da sapere, a non stupirci più di nulla perchè tutto sarà stato visto. Addirittura arriveremmo a non riuscire a provare più nemmeno amore penso, a non sentire quella sensazione indescrivibile di quando stai bene davvero con l’altra persona, che senti essere arrivata così vicina al te vero da essere te stesso. Arrivati a questo punto, a cosa servirebbe alzarsi la mattina?
    No panic. Magari mica è vero tutto questo, e perchè dovrebbe esserlo? Magari continueremmo in eterno a trovare gioia a giocare a scopone scientifico al circolino in fondo alla strada, con tutti i nostri amici di sempre immortali nostro pari… eppure… sono convinto che così non sarebbe. Dovremmo poter ripulire la memoria forse… ma sarebbe come non essere esistiti.
    Ok ok, basta così.
    Notte popolo di Controluce

  3. c’è qualche piccolo trucco per sollecitare lo stupore dei non filosofi, per esempio ribaltare le immagini e mischiarle…vengono fuori certe cose mai viste da rimanere senza fiato…..
    ‘giorno controlucini

  4. Pieffe
    Credo che Petula ti abbia anticipato e .. forse ha già provveduto alla spedizione 🙂

    Riccardo
    Sapevo che queste righe sarebbero state interessanti per te, come per chi passa di qui. Il tema della meraviglia, dello stupore, l’entusiamo, il piacere della scoperta è un tema inesauribile.
    Ne abbiamo parlato anche in Controluce, con il post che cercava di capire se la conoscenza togliesse o meno stupore e meraviglia.
    https://lucecontroluce.wordpress.com/2010/12/30/liris-di-pablo-e-quello-di-richard/

    Ieri mattina viaggiando in treno, leggevo questo libro, molto particolare, Il Mondo di Sofia.
    Un filosofo misterioso inizia a impartire lezioni di filosofia a una ragazzina che si chiama, strano a dirsi, Sofia. Lascia le sua lezioni nella cassetta delle lettere e tutte terminano con alcune domande, alle quali Sofia, curiosissima e molto intelligente, cercherà di rispondere.
    Ben presto il misterioso filosofo sarà costretto a servirsi di un aiutante, dato che la ragazzina, ovviamente, comincerà a spiare la cassetta delle lettere per cercare di vedere chi è il suo misterioso e affascinante maestro.
    L’aiutante è un cane di nome, strano a dirsi, Ermes: si occuperà di recapitare le lezioni a Sofia e di riportare le domande alle risposte lasciate dal fisolofo, al termine di ogni lezione.

    Questo libro mi è stato consigliato da Silvia, una mia giovanissima amica e proprio ieri, mentre la informavo che sto leggendo questo libro, mi ha inviato un sms con scritto: un filosofo conserva la pelle delicata di un bambino per tutta la vita. Per questa e altre ragioni, ho pensato di postare qualche stralcio delle prime pagine di questo bel libro.

    Frost:
    C’è una certa Roberta, che sa farlo benissimo!
    È linkata qui, a destra, in controluce, tra gli amici di controluce sulla destra della pagina. Lei sa far fluttuare nel cielo cattedrali come mongolfiere, e trasformare il mondo in ali di farfalla …. che a sua volta vola sopra il mondo!
    ps: ma tu la conosci Roberta? 🙂
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    Un abbraccio a tutti di buona domenica.
    Un particolare abbraccio a Silvia, che sta in cima a un pelo di un coniglio bianco. Forza, Silvia!

  5. Ric: osservazione terribile fra ingegneri: La possibilità di combinazioni fra l’osservato e l’osservatore, distribuiti in un ambiente multidimensionale è pressoché infinita. Per cui anche un ente infinito ha sempre la possibilità di stupirsi di se stesso.
    Se invece, come giustamente dici tu, la mettiamo in base logica, una volta che si siano esaurite le combinazioni di base e le altre siano diventate prevedibili….sai che rottura di balle!!!
    Per fortuna ci pensa il padre Eterno o Madre Natura per chi non ci crede, che provvede efficacemente ad esaurire lo spazio per l’apprendimento logico ed apre quello all’apprendimento analogico.

    Cele: Scusa, si ho avuto conferma della spedizione.
    Grande il commento di Silvia sul pelo del coniglio

    E infine i nomi dei personaggi del libro: Sono ovviamente tratti dallo gnosticismo alessandrino. E ci stanno bene tutti. Lo scrittore che li ha utilizzati ne deve sapere parecchio, perché sia le frasi che i nomi sembrano tratti da un trattato di Filone d’Alessandria o di Marziano Capella.

  6. Non ho letto quel libro ma lo sta leggendo mia nipote. Mi ha detto: E’ un po’ difficile ma mi da la sensazione di essere avvolta in una coperta calda e di entrare a far parte di un sogno meraviglioso.

    Ne sono felice

    Pinuccia

  7. Pieffe: si si Petula ha provveduto alla spedizione, da gatta efficiente qual è. E mi sa anche che ti ha rubato l’astronave: è arrivato tutto alla velocità della luce. Insomma gatta e astronave contro renne e slitta 1-0. Ecco.

    Pinuccia: allora poi ci racconterai le altre impressioni di Francesca ma … potresti anche farle scrivere a lei, qui. Perché no?
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    Celeste in versione Pierre.
    (vi sono piaciuta?)

  8. “Sono ovviamente tratti dallo gnosticismo alessandrino”
    Io GIURO che se ti piglio ti strozzo. Ovvio un c! Non so di cosa tu stia parlando, quindi per punizione millemila flessioni sulle orecchie e poi ci spieghi c siano sti gnocchi.
    POI:
    Caro mio, stavolta non sono stato io: te hai tirato in ballo (o “sui ball”, dipende dai punti di vista & dalla latitudine del commentatore) il concetto matematico di “limite”. Ossia: sono “più infinite” le combinazioni possibili di esperienze, o lo è la durata, infinita per ipotesi, della vita?
    La risposta è inequivocabilmente “42”
    http://it.wikipedia.org/wiki/La_risposta_alla_domanda_fondamentale_sulla_vita,_l%27universo_e_tutto_quanto
    Inoltre mi sembra che tu tiri in ballo anche il concetto di “analogico”, ossia di un mutare continuo senza gradini seppur inifnitesimi di tutto quello che ci circonda, il che probabilmente renderebbe l’infinità di esperienze decisamente più infinita.
    Ora, questa mia potrebbe sembrare:
    1) una sublime supercazzola
    2) un coup de theatre
    3) una osservazione vera ma inutile.
    Hm. non è una supercazzola, non mi piace la prestigidazione, non ho la più minima idea che possa essere vera.
    Quindi probabilmente è un’osservazione soltanto inutile… Però è interessante.
    Spero.
    Ok basta.
    Il fatto è che, più seriamente, il “tasso di cose nuove” deve essere elevato. Ce ne devono essere tante di cose nuove e buone e interessanti, per … tenere sveglia lamente, per farla giocare. E non è per forza necessario il tempo, ossia, non c’entra per forza: una bambina adottata da una coppia di amici è di fatto autistica perchè è stata lasciata, sola, nel suo lettino per i suoi primi due anni. Così la mente muore, letteralmente.
    Di sicuro leggerò il libro però, grazie mille a Silvia e in bocca al lupo per il suo viaggio sui peli del coniglio bianco.

  9. ok… metto altra legna nel camino e apparecchio la tavola.
    c’è già chi si frega le mani pregustandosi, oltre al mio tè con le scorzette di arancia, le squisite disquisizioni tra Pieffe e Ricc.

  10. mmmh….allora: sull’infinito ci torno domani se posso, perché sto per andare a nanna e a quest’ora la mia stanca mente di vecchietto è finita, anzi, terminata.
    Invece sugli gnostici alessandrini dico solo due cosine. Fino al terzo secolo d.C. ad Alessandria d’Egitto e nella sua smisurata biblioteca, convivevano ebrei, pagani, zoroastriani, filosofi scettici, neoplatonici, pitagorici, filosofi cristiani, ecc. ecc.
    Ad esempio Sinesio, grande vescovo e profondissimo filosofo cristiano, fu allievo di Ipazia che stimò ed amò enormemente fino a quando alcuni facinorosi seguaci di Cirillo non la uccisero.
    Insomma quello di Alessandria era un ambiente straordinario, in cui tutte le correnti di pensiero scientifico e religioso, si incontravano ed abbracciavano a vicenda con enorme rispetto. Lo gnosticismo (cioè la via della conoscenza attraverso l’esperienza diretta del conosciuto) nasce e si sviluppa proprio li.
    Proseguo domani con la mente più fresca di gnocca…ehem volevo dire di gnosi.

  11. Beh si, Ipazia (e a lei la mai cultura si ferma) è il simbolo del “martire laico”, della libertà del pensiero: trattasi della scienziata e filosofa alessandrina uccisa dal fanatismo religioso (cristiano, tra l’altro) … Si, la scuola di Alessandria doveva essere proprio un bel posto a quel tempo, cosmopolita e libera. La biblioteca, anch’essa distrutta poco dopo dai romani se non vado errato, resta a tutt’oggi un mito straordinario.
    Penso che oramai si sappia la mia opinione riguardo a queste questioni, per cui non esprimo commenti.
    E un enorme piacere mi fece la sua “ricostruzione” in tempi recenti, compresa la sua “nuova modernità” nel porsi il problema della conservazione del partimonio culturale su supporto informatico, che è incredibilmente più deperibile e labile delle tradizionali forme, e per vari motivi.

    Però non ho capito come c’entra Ipazia nella storia di Sofia … per cui resto in attesa della spiegazione del caso.
    R

  12. Beh, anche Ipazia (mi fa impazzire l’idea tutta moderna del martire “laico”) cercava Sofia, caro Messer Riccardo e la meravigliosa biblioteca d’Alessandria fu totalmente distrutta da un genio arabo che disse pressapoco: ” Se in questi scritti ci sono le cose che già sono nel Corano è inutile, se dice cose contrarie al Corano è sacrilegio, quindi va bruciata comunque!” Questo tipo di apertura mentale si è poi ripetuto nei secoli.
    Celeste, lo stupore lo ha chi ha mantenuto o ritrovato un cuore bambino, anche a 80 anni: combacia con un amore per il mondo come fonte di eterna conoscenza in toto , con buona pace delle mille possibili combinazioni matematiche ecc ecc.

    Messer Riccardo, ingenier…. dè, dismetti cotanta mental fatica
    e le tue inquiete meningi adagia entro a lo cor
    per ritrovar dal di dentro infante meraviglia!!!

    Voglio conoscere il cane Ermes, ha le alucce sulle zampe?
    Fusa anche da Lucertola

  13. Ciao Petula,
    innanzitutto: ti ho lasciato dei croccantini al salmone però fammi sapere se preferisci quelli tutti vegetariani. Ti rispondo sul cane Ermes e no, non ha le alucce sulle zampette. Leggo che ha un bel muso e se si tenta di seguirlo nel bosco (come ha fatto Sofia), lui si accorge e ringhia.

    Per quanto riguarda il cuore di bambino a 80 anni, un giorno vi parlero’ della mia mitica nonna paterna. La nonna Enrichetta. Un metro e cinquanta per 40 chili circa, un donnino esile esile dagli occhi velocissimi e dai vestiti coloratissimi, mezzo vagabonda, si spostava spesso in autostop, quando capitava che perdeva la “corriera”. Mori’ nel 1986 a 86 anni, e non saprei dire, in verità, se fosse una con il cuore di bimba oppure una grande egoista e furbetta. Sai che non l’ho mai capito? Comunque sia, mi è venuta in mente lei, bambina egocentrica boh… ma di sicuro grande filosofa…. Mi sa che a Pieffe sarebbe piaciuta un sacco.
    Da lei credo di aver preso soltanto la “mania” per le erbe.
    Era con lei che andavo in giro per boschi e prati e fossi a raccogliere ortiche (con le punte lei preparava la minestra). Si curava con tarassaco, malva, menta, ortica, tiglio ecc.. Preparava decotti e polentine, mescolava tisane che arricchiva con liquirizia e rabarbaro. Prese poche medicine, morì nel suo letto di indiscutibile vecchiaia, e da che rimase vedova (25 anni prima circa) visse la vita esattamente come le pareva a lei, regalando tutto ciò che le regalavano (viveva di piccola pensione della quale per altro ne regalava la metà). La sua casa era come quella di Pippi Calzelunghe, una specie di magazzino (per fortuna erano due piccole stanze) piena di oggetti recuperati chissà dove, tutti perfettamente inutili che sostavano non si sa bene per quale ragione. Al contrario, non c’era quasi nulla delle cose utili che normalmente ci sono in una casa.

  14. Ho grande ammirazione per la tua nonnina: una parte di me vorrebbe essere gatta vagabonda e libera bimba come lei, l’altra parte di me maturamente apprezza la fortuna di avere un davanzale. Una dicotomia che mi porto sempre dietro e di cui spesso parlo con Lucertola.
    Una cosa forse in comune ce l’abbiamo, anche io uso le erbe, in special modo malva ed erba…gatta.
    Ora vi lascio, vado a cuccia, da domani farò la gatta sul libro che scotta. Mi infilo alla fiera del libro e spero di poter incontrare qualche…topo di biblioteca!! Viene anche Lucertola, devo solo stare attenta che non finisca a fare il segnalibro dentro qualche volume.
    S-fusa

  15. !!! Povera Lucertola ….
    Auguro a Pieffe a te e anche a lei, una bella giornata in fiera.
    Io stasera (sempre se ci riesco) vado all’artigiano in fiera, Fiera Milano Rho.
    E’ un appuntamento tradizionale, con 110 paesi presenti non si puo’ mancare.
    Solo che Venerdi (che a Milano è festa, S. Ambrogio) sabato e domenica è un vero e proprio suicidio, andarci.

  16. Puff. Siamo tornati. Lo… stand by me è montato. Mancano un po’ di libri che Petula si è dimenticata; ma io per dispetto ho schiacciato la coda a Lucertola. Domani iniziano le danze.

  17. Che dispettoso, ho fasciato la coda al Lucertola, domani porto altre bende…serviranno per la testa di Pieffe, sarò aiutata anche dalle sue sette mogli!!!

  18. Prendersela con Lucertola non è mica una cosa giusta. Cosa c’entra lei povera bestia?
    Verrei a trovarvi se fossi più vicina ma anche se facesse meno freddo e se non fosse tanto buio. Troppe variabili eh? Buonanotte a tutti e tre, buone stelle almeno sul cielo di Roma
    Ori.

  19. Allora: Francesca è un po’ presa da verifiche ed interrogazioni, se no avrebbe scritto lei le sue impressioni sul libro che sta leggendo.
    Mi ha detto che la spinta a leggere quel libro è stata determinata dal fatto che nel programma di studi della scuola che frequenta incontrerà tra qualche anno la filosofia e cosa c’è di meglio che capire in cosa consiste la filosofia se non quello di capire cosa tratta?
    Mi ha detto che le domande : Chi sei tu,? da dove vieni? dapprima l’hanno lasciata sconcertata perchè erano quesiti che non si era mai posta.
    Poi ha trovato intrigante il fatto che una ragazzina più o meno della sua età riceva delle lettere che la spingono a farsi delle domande che possono sembrare banali ai più e a guardare con stupore tutto ciò che ci circonda e avviene attorno a noi.
    E sentire parlare di lettere, per una ragazzina che come Francesca non è abituata a riceverne perchè ora la comunicazione avviene attraverso i messaggini o Facebook rappresentano una novità.

    Il libro lo sta leggendo… sapere cosa pensavano gli antichi di ciò che ci circonda e vedere che poi le domande importanti sono sempre quelle, magari cambia la risposta perchè siamo tutti un po’ diversi,
    beh è una scoperta.
    E poi anche la sua insegnante di lettere lo sta leggendo quel libro e questo per lei è un incentivo in più. Infatti ogni tanto qualche piccola considerazione tra di loro la fanno; embè, questo la fa sentire importante.

    A volte basta anche un insegnate così a motivare una ragazzina a scuola. Ce ne fossero. ma questo è un’ altro argomento.

    Petula come sta la coda di Lucertola? Sempre con i più piccoli, se avesse schiacciato la tua di coda…. avrebbe trovato pane per i suoi denti, vero?

    Pinuccia

  20. Pinuccia, grazie di questo tuo intervento, così intimo e personale, grazie.
    Non sono molto brava a scrivere, specie in questi giorni: questa stagione non mi fa bene, il freddo non mi fa bene, così come il mondo ma questo non mi fa bene da tanto.
    Ma litanie a parte (sembro Pessoa, lo so ma sono io e non posso e non voglio essere diversa, nemmeno qui), penso che Francesca sia una ragazzina fortunata ad avere una nonna come te.
    Una nonna e una donna, dotata di sensibilità e di intelligenza vivace, di una bella mente, aperta, spaziosa, tanto da farci stare molto, e sono anche certa che il cuore non sia meno spazioso ed elastico. Curiosi, una mente ed un cuore curiosi e mi rendo conto che sono un bene prezioso.
    Me ne rendo conto man mano che passa il tempo, man mano che arrivano tanti di quei disincanti da stendere e seppellire qualsiasi entusiamo, spegnere qualsiasi luce fino a sperare che cali quella saracinesca sul cuore, pur di trovare una qualsiasi pace, una redenzione, o almeno una anestesia totale.
    Non me ne importa niente di cerimonie e complimenti men che meno in questi periodi nei quali l’ipocrisia fa male, e il vento arriva più gelido sulla faccia rispetto ad altri momenti sbattendoti in faccia cose false e umiliazioni.
    Ecco, quindi ripeto: Francesca ha una grande fortuna e spero che ne sia consapevole. Credo che questo libro le farà bene: mi pare che stia risvegliando il lei domande che è giusto che si faccia, e che presto o tardi si farebbe comunque, perchè è naturale, perchè è intelligente, perchè è “giusto” farsele.
    Per quanto riguarda insegnanti e scuole, ne sento di ogni, ogni giorno. Non ho figli e non sono una insegnante, ma continuo a credere non sia poi così tanto difficile coinvolgere nei grandi temi della vita. Occorre porovocarli, svegliarli dal torpore e spesso dalla solitudine, oggi più che mai una realtà nella quale moltissimi ragazzi vivono.
    C’è una curiosità insita nella natura umana, basta sollecitarla, specie in ragazzi così giovani.
    Ricordo uno dei film più belli che abbia visto in vita mia, anche se non faccio molto testo, vado pochissimo al cinema data la m…. che ci propinano da anni. Ovviamente sto parlando de L’attimo Fuggente. Ecco.

    Forse questo mio intervento è un po’… come dire? Inopportuno per un sito pubblico, ma per fortuna questo posto è seguito da quattro gatti (ma che gatti!!!!)
    Questa “battuta” è rubacchiata a qualcuno, che l’ha postata su un sito, un po’ speciale, frequentato da 4 gatti… speciali. Conosci? 🙂

    Un abbraccio forte a te, a Francesca, che quando e se vorrà sarà la benvenuta.
    Magari le faremo trovare una cioccolata al posto del tè.
    Ora un messaggio di auguri (mi faccio portavoce di tutta Controluce) per la sua vita.
    Forza Francesca!!! Inoltre sei “geneticamente avvantaggiata”!

  21. ps
    Cogli l’attimo, cogli la rosa quand’è il momento, perché, strano a dirsi, ognuno di noi in questa stanza un giorno smetterà di respirare, diventerà freddo e morirà.
    (John Keating) – L’attimo fuggente

    ps ps
    La rosa: La Pieffe’s school ci farebbe una intera lezione.

  22. Ne sarei estasiata e non solo io, ne sono sicura, di una lezione sulla rosa . Al tuo the Celeste si farebbe l’anno nuovo nell’ascolto. Mi ci vedo tutti a bocca aperta e pieni di stupore.

    Che meraviglia quella battuta sui 4 gatti. Non è male neanche l’augurio di un soffice Natale.

    Riferirò a Francesca gli auguri. Sono convinta che sarà commossa da tanto affetto.

    Begli gli iris!

    Pinuccia

  23. Qui siamo tutti distrutti dietro al caos della fiera del libro. Una confusione… socialmente inutile. Soldi pochissimi. C’è un formichiere, con la faccia di Monti, che prosciuga i portafogli e spiega che bisogna pagare l’IMU invece di buttare i soldi per i libri.
    La gente, soprattutto i giovani, se ne fregano dell’IMU ma comunque, invece dei libri, vuole i tablet, i CD ecc.
    Evviva Pinuccia, Francesca e la maestra di Francesca. Ce ne vogliono tante così.

    mmmh… ma di Pinuccia ce n’è una sola.
    Comunque noi abbiamo aggiustato la coda di Lucertola. Petula ha scombinato tutti i libri e soffia su chiunque cambi loro posizione.
    Io entro ed esco dalla fiera con l’astronave a pedali, mentre le mie sette mogli, invece di vendere i libri e… di vendere anche se stesse (come avevo loro ordinato) fanno le smorfiose con tutti i giovani pleiadiani aitanti che le insidiano. Bah!!!

  24. Ragazzi giocare a mercanti in fiera con Pieffe e’ un esercizio di pazienza debilitante! C’e’ gente ancora scossa dopo aver visto una gatta infuriata con una lucertola in groppa che rincorreva uno strano essere verdolino con le orecchie a punta per tutta la fiera. Credo si sia nascosto dentro un vocabolario pleiadiano-italiano e finge di fare il traduttore istantaneo.
    Ma se esce…..

  25. Celeste ha nevicato molto a Milano? Qui ieri eravamo tutti in attesa: avevamo preparato le pale e tutto l’occorrente… invece nulla. Meglio così se vediamo le cose dal punto di vista dei problemi che la neve arreca per gli spostamenti.
    Ciò non toglie che abbia un suo fascino: fa sentire tutti più candidi, più bambini e, anche se solo per un attimo, siamo tutti pieni di stupore, come la Sophia del titolo del post.

    Buona Immacolata Controlucini
    Pinuccia

  26. È un peccato essersi persi Petula Pieffe e Lucertola alla fiera del libro (a proposito Zar Ziguli non c’era?) E Petula che correva dietro all’ometto verdolino con Lucertola in groppa? Imperdibile… Avrei voluto essere una mosca, armata di macchina fotografica. Sarà per il prossimo anno, sempre che Pieffe decida di replicare ma qualcosa mi dice che non lo farà.
    A proposito: nesusno mi ha detto chi e come è riuscito a convincerlo a piantare lo stand. Né con cosa lo hanno drogato. ps il dizionario italiano/pleiadiano lo voglio anche io.

    Pinuccia.
    Qui da me è ancora tutto bianco, un paio di centimetri, però oggi non si è sciolta quindi la coeprtina è rimasta.
    L’ho ritrovata poco fa, rientrando, intatta rispetto a stamane. A Milano idem per quantità, mi dicono, ma credo che non sia simasto nulla, a differenza di qui. Un abbraccio a tutti e come sempre bentrovati.

  27. Incredibile: oggi si è fermata un sacco di gente ad acquistare libri. Ma non c’era Petula. Ho finito ora, ed è quasi l’una e ho le orecchie stese sulla stampante. Domani è l’ultimo giorno. Abbiamo un gruppo di piccoli pleiadiani che ci aiutano. Bravissimi e pieni di entusiasmo.

    Pinuccia, Cele e tutti i controlucini: fa un freddo boia anche qui.
    Notte.

  28. Evvai: i libri che contano davvero prendono quota!
    Incrociamo le dita e che la Dea bendata vi assista.

    Pinuccia

  29. Allora sgnifica che tutti i visitatori si erano fermati ad ammirare il pelo lucido di Petua senza guardare i libri! Pelo lcido e pettinato, lucertola sulle spalle, può una gatta, passare inosservata?

    Seriamente: mi fa piacere questo successo, è importante la soddisfazione per quanto si fa con tanta passione e amore. Ho qualche ricordo, ma ormai è lontano lontano lontano…

  30. Ma si è proprio così. Tanto è vero che questa mattina abbiamo lasciato i piccoli pleiadiani a vendere libri mentre io mi sono messo sulle spalle Petula con Lucertola e siamo andati in giro….a comprare libri…a nostra volta. Petula ha comprato “lo zen e il tiro col gatto”. Lucertola ha comprato “Alimentarsi con i piccoli insetti”. E io mi sono comprato “Fate Pilates con un gatto sulle spalle se siete capaci”.
    Infine sono stato richiamato nel nostro stand per spiegare, ad un signore a cui non fregava nulla, cosa diavolo c’era scritto su uno dei nostri testi. Io glie l’ho spiegato proprio bene e lui, spaventato dalla spiegazione, ha detto: “interessante”….ed è fuggito a gambe levate.

  31. Parafrasando Jacopo Fo, “Lo zen e l’arte di …. scappare” sarebbe il testo giusto e più consono per il visitatore “interessato” che ha un po’ della mia comprensione. Ricordo la mia prima volta, tra i testi di una associazione romana …. Non sono scappata perché un esrcito di gatti con e senza stivali occupava le scale della location e fuori, Lucertole giganti come tartarughe Ninjia picchettavano l’uscita…
    Poi con il tempo, pur continuando a frequentare quella banda di matti con le dovute cautele, ho capito che sono persone serie. Perfino troppo.

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