TÈ – PER DUE, PER TRE, PER TRENTATRÉ

foto dal web
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Ho apparecchiato. La mia nonna avrebbe detto: con il servizio buono. Ma noi ci vogliamo bene tutti i giorni quindi non c’è il servizio buono e quello meno buono. Ecco. Accomodatevi. Se Ricc.  si ricorda i ceppi, presto sarà anche caldo.  Pieffe mi raccomando parcheggia bene l’astronave vicino alla staccionata e non sopra la staccionata (questi mezzi spaziali non sono fatti per la terra).  Una precisazione: di tazze nella credenza ce ne sono altre.

47 pensieri riguardo “TÈ – PER DUE, PER TRE, PER TRENTATRÉ

  1. Mentre mi congratulavo con me stessa per essere la prima….Frostwriter mi ha preceduto. Va bene, mi accoccolo sulla tavola imbandita e impreziosita da merletti e porcellane e mi godo il calore di un thè in un pomeriggio con gli amici…sempre se Messer Riccardo ha portato la legna, sapete Lucertola si raffredda facilmente. Sono pronta a gustare i biscottini di Pinuccia mentre ho già nel forno una torta al cioccolato ispirata a una ricetta di Agatha Christie chiamata “Delizia mortale” buona da morire!!,
    Chi vuole assaggiare?

  2. Ecco. Lo sapevo. Ormai il te’ sara’ solo un ricordo… Ma spero si possa rifare presto.
    Io porto le tazze, quelle che decorava mia zia, e la torta pere e cioccolato, produzione propria.
    Che qualcuno mi avvisi pero’, arcipicchia…

  3. Eccomi, riesco a rientrare ora a casa, tra una cosa e un’altra.
    Scarico la posta e entro in Controluce e trovo cose che scaldano.
    Frost e Petula hanno aperto la casa, dato aria, aperte le tende e le danze. Sir Biss che non ppoteva mancare e adesso ci sono anche io. Quattro belle signore. Oppsss scusa Lucertola, 5 bellissime donne. Petula la torta … … mmmm facciamo un’altra volta? 🙂
    Benvenute, tanto benvenute!!

  4. Eh no, la torta alle pere e cioccolato è troppo anche per un asceta come me: sono pronto ad infrangere qualsiasi regola per averne un po’. Perfino quella rigidissima della CIPPA (Castità Incommensurabile Pleiadiana Pangalattico Astronautica) che impone ben 6 ore e mezza ore di astinenza continuativa dal sesso e dai dolci.

  5. Sono in ritardo… allora faccio come Alice e la cerimonia del te nel paese delle meraviglie: qualcuno aveva ammazzato il tempo e….. erano sempre le cinque o l’ora che si voleva.

    Pinuccia

  6. Pieffe non è corruttibile con NULLA fatta eccezione per un paio di cose o tre. Una di queste è il cioccolato. Quello buono si intende (quando si pecca o si infrangono regole bisogna farlo bene, mica devo dirlo io..)
    E io la torta di SirBiss la conosco… È una buona ragione.

    Pinuccia nessuno qui è mai in ritardo. Ma proprio mai. In questa casa il tempo si stempera quindi sì, possono essere sempre le cinque. Ma poi noi siano notoriamente “not conventional people” quindi ci frega poco delle cinque.
    Ti pare convenzionale uno con queste orecchie, una gatta che arriva con la lucertola nello zainetto, e uno che si è perso per strada con i (nostri) ceppi perché non si ricorda più dove cavolo doveva portarli? Ma daaaiiii !!!

  7. Per forza, col Tomtom con la voce di pf mi son trovato da tutt’altra parte… Fino a che non ho buttato tutto e mi sono orientato con le stelle di stanotte. Allora sono arrivato subito. Provvedo al fuoco, per lorsignore, alle 5 di Alice.
    Bentrovati
    R

  8. Riccardo
    i mezzi più tradizionali e più semplici sono sempre più affidabili.
    Grazie della legna. Rimani.

    SirBiss
    intendi o … sottindendi?
    inoltre quel “a presto” ci fa propendere per il secondo,,,
    Mah.. io non ci vedo mica tanto chiaro qui. Ci vorrebbe l’intuito della gatta.

  9. Da ore sto fuori al freddo a scrutare il cielo. Ma di Pieffe nemmeno l’ombra…
    Certo, dopo quello che tu hai scritto, avra’ pensato di soprassedere.
    La speranza pero’ rimane… chissa’…
    Sir Biss infreddolita

  10. macché soprassedere, Sir Biss! Mi si sono impicciate le orecchie nello specchietto retrovisore.
    Arrivo subito e… nun ve strafogate tutta la torta.

  11. Le torte si possono rifare una volta terminate ….ci si da una mano tutti: qualcuno sbuccerà le pere, qualcuno impasterà, qualcuno romperà le uova, qualcuno gratterà il cioccolato (anche nel senso di sminuzzare), poi qualcuno accenderà il forno e infine tutti la gusteremo in compagnia. Non si dice forse chi non mangia la torta di pere e cioccolato di Sir Biss in compagnia o è un ladro o è una spia? Forse il proverbio era un po’ diverso, ma si può addomesticare all’uso.

    Pieffe: una cuffia da aviatore….

    Pinuccia

  12. Certo che le torte si possono rifare… in compagnia tutto e’ piu’ piacevole.
    Ma lasciate che arrivi Pieffe. Mi porta un lievito speciale, ricetta segreta delle Pleiadi.
    Vedrete che torta, ragazzi!

  13. Pinuccia
    l’altro sabato ero ad una riunione, della quale non è importante spiegare i contenuti e si rilfetteva su concetto di “rompere le uova”. Non si fa nulla senza rompere le uova. Rompere le uova significa mettersi in gioco, rischiare. Provarci. A volte costa sangue, dolore, sudore e lacrime e disperazione.
    Ma non si fa niente senza rompere le uova. Ecco.. Niente. E’ solo una riflessione scritta qui..
    Per tornare a noi, rompiamo le uova!! La nostra torta magari non sarà buonissima, magari nemmeno esteticamente bellissima, ma sarà comunque una torta.
    Una cosa: se occorre separare il bianco dal giallo, lo faccio io! Sto diventando bravissima nell’arte del discernere!

    Sir Biss
    In compagnia non è tutto piacevole. Ma in buona compagnia, sì, questo è probabile.

    Pieffe
    non portarci il pan di stelle pero’ eh…
    Di Mulini Bianchi ne abbiamo fin sopra le scatole. Direi che ne siamo nauseati. Con buona pace di quel tronco di pino del Banderas….

  14. Il piripiripilievitin delle Pleiadi è terribile. Ne porto appena un grammo.
    Fa sollevare di tutto. Noi lo mettiamo nelle astronavi per vincere la forza di gravità, nelle torte, che da pochi cm diventano alte circa tre metri. E poi c’è da dire che alcuni pervertiti pleiadiani lo usano anche per far crescere altre cose. Ma in un posto celeste come questo la cosa non è nemmeno immaginabile cosa possa far crescere. Il problema è che una volta applicato…ha un effetto permanente.

  15. Riccardo, va benissimo.Porta i ceppi, quelli tradizionali, e te stesso. Non ci serve altro.
    Pieffe: ma esiste un contro-lievito? Intendo dire qualcosa che riduce… Io apprezzerei…

  16. Io con le unghie posso grattare la cioccolata, Lucertola e’ brava nelle decorazioni. Lasciamo da parteil lievito delle Pleiadi, fa crescere tante cose….anche l’ego e per questo l’hanno proibito lassu’. Se avete un po’di pazienza anche Pf ce la fara’ ad arrivare. Dato che fa il tom tom di se stesso sbaglia spesso galassia. Teniamogli il the in caldo!

  17. Tanti anni fa trasmettevano in tv gli episodi di star trek e raccontavano che, a volte, che l’astronave in questione si infilasse in tunnel spaziali che in un batter d’occhio la immettevano in parti dell’universo distanti non so quanto dalla terra. Per tornare indietro erano dolori, occorrevano non so quanti anni.
    Non è che Pieffe si è imbattuto in uno di quei tunnel?
    Il the in caldo, mah! Si aspetta un po’ e magari ancora un po’ per cortesia ma poi chi c’è, c’è.
    Non sarà così, ma magari detto così, serve al nostro per darsi una mossa.
    Pinuccia

    Bel paesaggio autunnale. Oggi che piove a dirotto vedere quei bei colori riscalda il cuore.

  18. Ecco, tra poco altro giro di tè. Petula ci sono croccantini nella credenza, in basso.
    Pieffe arriverà arriverà….
    Speriamo che Lucertola non si imbatta nel lievito sennò ci diventa jurassica e magari si mangia Petula. Ora che ci siamo liberati del Gollum!! Però ci manca tanto Gollum..
    A parte il suo vizietto di volersi mangiare le gatte, era specialissimo anche lui.,

  19. Buoni i croccantini da the’. Si, ci manca tanto il Gollum. Anche se fisicamente non e’ qui teniamo una tazza di the’ pronta per lui. The’ thailandese, se Celeste ne ha.

  20. Ne avra’ sicuramente. Una volta mi disse che aveva del the’ speciale regalatole da un abitante del famoso borgo di Celestiland…

    Buona giornata a tutti

  21. Questa mattina, con i miei colleghi, abbiamo inviato una e mail al capo con la quale abbiamo espresso la rinuncia al solito tradizionale dono di natale: panettone e spumante.

    Ogni anno si ripete questa cosa, che unisce spreco e ipocrisia.
    Produzione alta pasticceria, confezione della festa, nastrini, tulle, cartone lucido.
    La motivazione espressa in una riga è stata “amarezza”, ma anche l’immoralità e l’assenza di contenuti.

    E’ tornata una risposta: una presa d’atto, seguita dall’affermazione che l’amarezza è comune, e che deriva da scelte cui si può rimediare in un futuro che si spera “meno ruvido”.
    E che la “immoralità” del dono è superata da un invito a pranzo, per festeggiare tutti insieme.
    Pare quindi già fissata data e luogo e prenotazione effettuata. Forse doveva essere una sorpresa.

    La risposta che ne è seguita, questa volta solo mia personale, e per consocenza a tutti i miei colleghi (4), è stata che io non sarò presente a quel pranzo, con la precisazione che la scelta è riconducibile a un bisogno di coerenza, e a quello di abbandonare maschere e finzioni per tutto ciò che è obbligato e per nulla sentito. Un tono asettico esente da qualsiasi polemica cui è seguito perfino il “grazie”.

    Pero’ ho pensato al “grazie no” del Cyrano. 🙂

    Alcuni di voi sanno che ho avuto grandi delusioni, qui, e che la riscossione dei miei crediti potrebbe migliorare la qualità del mio tempo, in questo momento così difficile.
    Posso andare a brindare?
    Volersi bene significa anche rifiutare di violentarsi e farsi violentare dal prossimo. A quel pranzo ci posso andare solo in due modi: facendomi violenza oppure sotto anestesia per poi avere disistima di me e magari vomitare tutto al pomeriggio.
    Ne vale la pena? Direi proprio di no!.

    Ecco, piccole cose ma mi hanno fatta sentita un po’ meglio. Credo sia la prima volta che racconto un episodio così mio, sarà perchè è appena accaduto, e tutto è ancora caldo. Sarà la voglia di un camino acceso, o di vivere con meno maschere possibili. Il cerone soffoca la pelle, e la mia ha bisogno di ossigeno.

  22. Petula e Sir Biss
    No, non ho tè thailandese accidenti… Diremo al Gollum se puo’ provvedere.
    Ma credo che ormai non ci legga nemmeno più.
    Sigh. Se provassimo tutti insieme a chiamarlo?

  23. Il Gollum verra’ presto e ci legge. Ne sono sicura.
    In quanto a spreco e ipocrisia non posso che essere d’accordo. Le delusioni non aiutano (io ne ho un cassetto pieno…), pensare a se stessi e’ la cosa migliore…

  24. Non so se pensare a sé stessi è la cosa migliore. Volersi bene di sicuro è necessario ma anche doveroso. Ritengo inoltre che mostarsi come si è realmente e difendere le proprie scelte sia un fatto di rispetto per sé e anche verso il prossimo.
    Purtroppo spesso si mente pur di non “inimicarsi” nessuno. A questo preferisco rispondere “no grazie”. Specie se c’è di mezzo quella cosa che, sconsideratamente ci ostiniamo a chiamare “amicizia”.

    Non lo so se Gollumini e Elefantini saggi ci leggono. Di certo so che ci mancano.

  25. Eccomi. Ce l’ho fatta. Ho buttato il lievito (pericolosissimo) e ho portato una enorme torta di cioduepà (il classico cioccolato pleiadiano da offrire a colleghi, capi, parenti e affini che vogliono celebrare un laico ed ipocrita Natale). Il cioduepà esprime efficacemente questo dignitoso sentimento per cui consiglio a Cele di approfittarne. E’ meglio del Ciobar.
    Ah che bello: Sto’ divano vicino al camino è una meraviglia. Co’ tutta st’acqua ce ne avevo proprio bisogno.

  26. mi scuso: il cioduepà viene distribuito a Roma; dalle parti vostre ovviamente è chiamato “cioduebal” Ma il prodotto è identico.

  27. ad esclusivo uso del genere maschile, evidentemente. 🙂

    Pieffe asciugati bene che ti gocciolano le orecchie e stai bagnando tutto il pavimento. Poi succede che in qualche pozza mi annega la Lucertola, per carità!
    La senti tu Petula, dopo?

  28. copio e incollo da una e mail pervenutami poco fa da Paola

    Ciao,
    un attimo di tregua dal cielo …è da Lunedì mattina che non cessa di piovere,
    Ora parrebbe essersi fermata ma il cielo non promette granchè!
    Anche a Milano immagino..
    Ora dovrebbe arrivare “ Medusa” la perturbazione che proterà freddo e vento
    e probabili nevicate…
    A proposito : vorrei capire perché tutte le perturbazioni fredde o che portano alluvioni
    o disastri hanno un nome femminile ( medusa, katrina,sandy..ecc..) mentre le perturbazioni calde tutte maschili ( annibale, nerone,lucifero..ecc.)
    Bisogna fare un reclamo ai metereologi maschilisti!!!!

    OTTIMA RIFLESSIONE!!!

  29. Sai Celeste a me pare che dare il nome a perturbazioni, sia quelle piovose che quelle che arrostiscono, è un modo come un altro per indurci a pensare che la colpa è di qualcun’altro e non di chi ha favorito con comportamenti irresponsabili che tali eventi accadano.
    Così ci sente lindi e innocenti. E’ una sorta di deresponsabilizzazione. Poi tanto tutto passa e si dimentica, si torna a fare la vita di sempre con panettoni a Natale, regali perfettamente inutili. E così via.

    Pinuccia

  30. Perche’ noi donne, quando ci fanno girare le scatole, siamo peggio di un tornado.
    Con effetti micidiali, altro che ‘cioduebal’…
    Oggi, ad esempio, dalle mie parti si sta gia’ preparando un ciclone. Ci vorrebbe un litro di camomilla, o di altra bevanda che qualcuno mi possa consigliare…

  31. Pinuccia
    per i regali CE L’HO FATTA! Ho detto al mondo, da un po’ di anni, che non voglio nulla, anzi che ho regalato un sacco di roba, e che il primo che si permette di farmi un regalo verrà immediatamente trasformato in rospo. Oh!! Funziona!!!!! E’ da qualche anno che …. FUNZIONA! Provare per credere!
    .
    Marinz
    Certo che c’è acqua calda. E poi la teira, di ghisa, color verde salvia, è sempre sulla cucina, basta accendere il gas.

    Carola
    sei tornata in formato tornado o uragano o donna dolcissima dagli occhioni neri?

    Sir Biss
    non saprei quale erba consigliarti…
    O forse sì …. 🙂

  32. Ma no.. siamo alle tenere foglie del tè.
    Domenica preparerò dei biscottini allo zenzero: non ho mai fatto biscotti in vita mia, se vengono bene li porto qui a casa controluce.Pieffe: porta quella scorzetta d’arancia che metti nel tè, che è buonissima.

    A proposito di dolci: sabato scorso sono stata a “Re Panettone”. E’ una manfiestazione che si svolge a Milano, terra del Panettone, che accoglie pasticceri di tutta Italia che si cimentano nel panettone. Morale: i pasticceri milanesi presenti erano davvero pochi, ma, al di là di questo non ho apprezzato le molte – troppe – varianti del panettone e che di fatto “riducono” il panettone in qualcosa di completamente differente che del panettone non conserva, spesso, nemmeno la forma.

    Vanno benissimo tutti i dolci, e apprezzabile è la fantasia, l’impegno, la creatività. Ma non chiamamoli panettoni! I panettoni tradizionali erano comunque presenti e che dire? Mah… dagli assaggi non ho trovato grandi cose.
    Non conservero’ dunque il profumo di alcun panettone o presunto tale, ma qualche rimpianto forse sì: c’era invece un forte odore di buono, da qualche parte, nel cuore.

    Linko la pagina web così, per pura condivisione

    http://www.repanettone.it/RePanettone/home.html

  33. Non ci sono piu’ i panettoni di una volta. Quelli semplici, fragranti, con le uvette da piluccare prima di mangiare la fetta… adesso sono farciti di ogni crema e cremina possibile.
    E pensare che Toni aveva creato un dolce semplice e buono…

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