CELESTE MI

foto mia
Foto mia.. E poi dicono che a Milano il cielo non è mai celeste …

Svegliata dalla sveglia alle 6.30 di oggi, sabato mattina perché ci sono cose da fare (sono milanese, nessuno è perfetto..) ho visto su la7 un pezzo di Le invasioni Barbariche, ospite Enrico Bertolino, così ho conosciuto il suo libro, Pirla con me, Mondadori. È una caricatura di Milano, dei milanesi, di ciò che Milano era, di cioè che Milano è. Sottotitolo: da Milano si può guarire. Penso che lo leggerò. Immagino un libro divertente e triste, come fanno le caricature tutte: un cono di luce bianca e impietosa sopra difetti, miserie, dolori e nostalgie. Mi sono sdraiata di nuovo sul letto e gustata l’ultima parte (in rete ho trovato l’intervista completa) e mentre ascoltavo ho pensato che io non vorrei mai de-milanesizzarmi, non ci penso nemmeno. Provo perfino nostalgia per quella Milano della quale Enrico Bertolino, praticamente mio coetaneo, conserva dei ricordi in seppia. Quando al Bar Magenta c’erano i biliardi (ora sono rimaste solo le stecche e i contapunti, sono contenta che ci siano). Quando sulle ringhiere dei Navigli c’erano i panni stesi e non gli atelier e i teatri di posa più prestigioni della città. Non vivo in città, prima per scelta dei miei genitori, poi per scelta personale, per ragioni che ora qui non sono importanti ma che si possono sistetizzare così:  vivo in una casa con giardino  fiori prato e cani e ora anche orto,  ma se non avessi avuto queste esigenze, l’appartamento in condominio di certo lo avrei scelto a Milano. A Milano ci lavoro,  e di fatto ci vivo da che avevo 15 anni. E per me, vale la pena del viaggio. Che viaggio poi non è. Quaranta minuti sono spesso normali se non poca cosa per molti che pure vivono e lavorano in città. Milano è ottimamente servita dai mezzi pubblici, ha una rete di trasporti meravigliosamente efficiente ma è .. grande. Grande, in tutti i sensi. 🙂 E no, io di Milano non voglio guarire. Anzi, mi spiace di non essermi ammalata (non ero nata) quando ammalarsi di Milano era un privilegio, era costruire, era ammalarsi di cuore. Un bell’ammalarsi di cuore, quello.

Vivere fuori (però fuori per davvero e non nella periferia – la precisazione è fondamentale) è un buon compromesso per quelle che sono le mie esigenze. Ho bisogno di Milano, ma ho bisogno anche di altro. Così Milano, la sera e nei fine settimana è sotto i miei piedi, solo un pochino più a sud, raggiungibile in pochissimo tempo e rassicurante, con la sua Madonnina e tutte quante le sue contraddizioni e le sue spine, pungenti tanto quanto le guglie del suo duomo.

In fondo a questo video (verso la fine, si può far scorrere il cursore) c’è una bella cosa, che non c’entra nulla con Milano. Alla domanda: cosa conta di più nella vita, c’è una risposta interessate, attraverso un … vasetto di maionese.

.


.
.

Navigli a Natale
Foto di Pierangelo Mariani- Grazie Pier, spero di rivederti presto.
P.Mariani

e da http://www.milanmilan.it

“Preghiera disperata” alla Madonnina del Duomo

©Ada Lauzi

L’è ‘na preghiera fada in milanes con umiltà, fervor, senza pretes: te preghi madonnina, per on’ora fa ritornà Milan ‘me l’era allora… e, per quell’ora, famm vedè i navilli, i bei tosann coi sòcch fin’ai cavilli, i “Gigi” con la gnaccia e intorna i fioeu e sentì anmò el cantà di barchiroeu, el vosattà di dònn in sul Verzee e quell del Vicolin di lavandee! O Madonnina, famm ‘sta carità. per on’oretta sola famm tornà ne la Milan di brumm e di cavai quand sòtta Tì giugavom num bagaj, e Te parevet alta in Paradis coi gulli intorna, bianch come benis, famm rivedè ‘ncamò i spazzacamin con tutta la carisna sul faccin… …el soo…l’è ‘na preghiera disperada… d’on coeur che ne pò pù de sta bugada… ma…quand de damm a trà Te avree decis… famm sarà i oeucc…e derva el Paradis.

Annunci

7 pensieri riguardo “CELESTE MI

  1. Prima del Pleistocene, quando cioè ero giovane, ci ho lavorato spesso a Milano; e ci ho anche passato dei lunghi periodi. Ho avuto degli amici milanesi speciali, sensibili e profondi. Un po’… longobardi, ovviamente, e poiché noi romani ci abbiamo messo un sacco per civilizzarli, sti longobardi, (ih ih) c’era sempre uno sfotto’ tra noi, denso d’ironica e reciproca simpatia e di quell’ospitalità particolare che solo un milanese d.o.c. è in grado di offrire.
    Ho conosciuto l’entusiasmante ed esclusiva ospitalità meridionale (siciliana, calabrese, napoletana) ma di quella milanese conservo un ricordo romantico, nebbioso e casalingo. Quando me ne andavo da Milano avevo sempre l’impressione di aver lasciato la “mia” casa e di doverci tornare presto.

  2. Bella queta testimonianza, e non solo perché mi rende orgogliosa (ancora una volta) della mia città ma anche perché è resa da una persona che sa essere ospitale come pochi ho trovato nella vita. Lo dico davvero senza ombra di piaggeria. Quindi anche io mi sono sentita, ogni volta, abbracciata, accolta, coccolata.

  3. Non sono milanese. Forse solo un pochino in quanto mia nonna ci lavorava ed abitava. Ricordo quando andavo a trovarla in viale Bligny, ricordo i suoni e il traffiico. Per me, che venivo da un paese di lago, era tutto ‘enorme’, anche la madonnina di Piazza Duomo.
    Ho conosciuto molti milanesi e capisco l’amore che prova Cele per questa bella citta’.
    Amo il mio lago ma… Milan l’e’ un gran Milan.
    Sir Biss

  4. L’intervista del video, breve e divertente, a tratti fa un po’ male perché riconosco una città dal volto cambiato, e anche parecchio. L’altro giorno ero sull’autobus e per poco mancavo di scendere alla mia fermata: una coppia di anziani, lei seduta, lui in piedi, accanto, chiacchierava in milanese, Non capita spesso, e riflettevo sul fatto che è di gran lunga più facile sentire lingue sconosciute. Ho fatto una scansione veloce alle persone presenti sull’autobus e potrei affermare che tre quarti erano stranieri. Del restante quarto chissà quanti erano milanesi doc.

    Se guardate il video, che è davvero divertente, potete tranquillamente saltare il filmato che contiene che è una recensione fatta da un tizio di cui non ricordo il nome, che, tra l’altro, legge degli spezzoni esattamente come mia nipote leggeva in prima elementare… Ecco, questa parte è davvero penosa. Il resto merita. Ripeto, divertenze con un po’ di amarezza.

    Ciao Sir Biss. Un abbraccio a te ma grande che comprende tutto il lago.

  5. Milano…. Qualche anno fa giocavo su come erano fatte le piante delle città. Milano ( non sono capace a mettere le immagini, ma in rete ce ne sono, nel sito della storia di Milano.) ho scoperto che aveva la forma di un cuore. E poi c’è il detto che Milan l’ha il cuor in man!
    Vorrà dire qualcosa? Non importa se si o no. So che così si dice.

    Buona domenica
    Pinuccia

  6. Buona domenica anche a te Pinuccia. Si Milano ha un grande cuore, ora di sicuro un po’ sgangherato, è stata usato, violentato e spremuto. Molti hanno visto e vedono Milano una grande macchina fabbricasoldi e nessuna Poesia. Del resto chi vede soldi è difficile che possa veder Poesia. Mi sa che sono incompatibili le due cose.

  7. A Milano ci sono nato, ci sono cresciuto e la vivo ogni giorno… bello quello che hai scritto e bella l’intervista a Bertolino

    Un sorriso 🙂

Se vuoi, puoi lasciare un messaggio

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...