16062012

Non mi interessa cosa fai per vivere. Voglio sapere per cosa sospiri e se rischi tutto per trovare i sogni del tuo cuore. Non mi interessa quanti anni hai. Voglio sapere se ancora vuoi rischiare di sembrare stupido per amore, per i sogni, per l’avventura di essere vivo. Non voglio sapere quali pianeti minacciano la tua luna. Voglio sapere se hai toccato il centro del tuo dolore, se sei rimasto aperto dopo i tradimenti della vita, o se ti sei rinchiuso per paura del dolore futuro. Voglio sapere se puoi sederti con il dolore, il mio o il tuo, se puoi ballare pazzamente e lasciarti andare all’estasi che ti riempie fino alla punta delle dita senza prevenirti di cautela, di essere realista, o di ricordarti le limitazioni degli esseri umani. Non voglio sapere se la storia che mi stai raccontando sia vera. Voglio sapere se sei capace di deludere un altro per essere autentico a te stesso, se puoi subire l’accusa di un tradimento e non tradire la tua anima. Voglio sapere se sei fedele, e quindi di fiducia. Voglio sapere se sai vedere la bellezza anche quando non è bella tutti i giorni, se sei capace di far sorgere la vita con la tua sola presenza. Voglio sapere se puoi vivere con il tuo fracasso, tuo o mio, e continuare a gridare all’argento di una luna piena. Non mi interessa sapere dove abiti o quanti soldi hai. Mi interessa sapere se ti puoi alzare dopo una notte di dolore, triste e spaccato in due, e fare quel che si deve per i bambini. Non mi interessa chi sei, o come hai fatto per arrivare fin qui. Voglio sapere se sapresti restare in mezzo al fuoco, con me, e non retrocedere. Non voglio sapere cosa hai studiato, o con chi o dove. Voglio sapere cosa ti sostiene dentro, quando tutto il resto di te non l’ha fatto. Voglio sapere se sai stare da solo con te stesso, e se veramente ti piace la compagnia che hai nei momenti più vuoti.”

attribuito ad una indiana, tribù degli Oriah 1890

3 pensieri riguardo “16062012

  1. Per vivere penso constantemente ai miei figli
    Sospiro il dolore e le gioie della vita, e la luce delle stelle a volte rischio più di quello che possiedo
    Ho l’età per cui attingo da tutto e da tutti per imparare
    A volte guardandomi allo specchio mi dico che sono stupida, e di riflesso mi dico che finchè lo posso essere vuol dire che devo ancora crescere
    La mia luna è minacciata dall’ignoranza umana (me compresa)
    Il centro del mio dolore e il rovescio della medaglia delle mie gioie
    Il dolore fa capolino nella mia vita, e a volte non riguarda solo me stessa, si allarga a macchia d’olio Riesco a respingerlo ma il più delle volte cerca di annientarmi
    Lascio a te giudicare se è vera o falsa
    La mia più grande fregatura è non riuscire a farmi capire e mi arrabbio con me stessa
    La mia anima è volta alle stelle non potrò mai tradirla
    La bellezza che nasce dal di dentro è impossibile non notarla
    Il pensiero che mi arriva risveglia la mia presenza
    Le lune accompagnano il tuo il mio fracasso
    Dopo la notte di dolore e tempesta, il sole illumina l’arcobaleno dove poterci di nuovo correre e seminare ancora fiori meravigliosi
    I bambini sono l’innocenza dell’universo non puoi non accorgerti di essi
    Sono una donna come tante e seguendo il respiro sono arrivata fino a qui
    Il fuoco è calore calore è amore
    Nei momenti più vuoti, i ricordi più belli mi sostengono

    Sono sempre stati un mistero per me gli indiani, da sempre mi piacciono….
    E’ una nota per imparare a conoscersi
    Carola

  2. Ecco.
    la nota stonata è “quando mi guardo allo specchio e mi dico che sono stupida”.
    Aggiungerei che non si è stupidi quando si deve ancora crescere.

    Ti racconto una storia.
    Una volta la mia nipotina, che allora aveva 4 anni, sentendomi esclamare per qualcosa che aveva detto mi chiese spiegazioni. Io le spiegai che non la stavo affatto prendendo in giro ma che ero impressionata dal fatto che aveva espresso un concetto piuttosto complesso per la sua età.
    Mi ha risposto, testualmente: ZIA MA TU PENSI CHE SICCOME I BAMBINI SONO PICCOLI, SONO STUPIDI?
    Giuro. La racconto a tutti questa storia. È stata una lezione. Per me!!!

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