PROMESSE – DUE

Lo Stato non risarcirà il terremoto

Leggo nell’articolo sopra linkato che “solo un paio di settimane fa” lo Stato ha decretato lo STOP ai  risarcimenti per coloro che sono colpiti da calamità naturali.

Ma che tempismo!!!  Ora mi domando – me lo sono sempre domandato ma adesso me lo domando più forte – : possibile che con tutti i sistemi di rilevazione dei movimenti della terra, tutta ‘sta tecnologia, che a sentire alcuni rileva il respiro del pianeta ecc … POSSIBILE che non si riesca mai, dico MAI a prevedere un terremoto? E se invece fosse stato – almeno questa volta – possibile? Il decreto non sarebbe un pelo ad hoc? Giusto un pelo eh? Riccardo dice: ma perchè te pensi che si vergognerebbe qualcuno ad emetterlo “dopo”? No, non lo penso affatto. Figuriamoci. C’è da aspettarsi di tutto da questa classe dirigente ladra, da questo mare nostrum di delfini trote e moscardini vari che a far bene le cose, si farebbe un bel fritto misto di tutti con l’olio bollente, quello scadente si intende.  Ma è tempo di elezioni … Si è votato, giusto giusto in questi giorni. Voti che sono (anche) sondaggi per le elezioni 2013. Si sa, i voti valgono bene la vita di quattro gatti sotto le macerie. Bella mossa, quella di far emettere il decreto “niente soldi per le calamità naturali” da un governo “tecnico” . Che di tecnico non ha proprio niente. Ma proprio niente. Governi incapaci, inutili, assenti adesso come prima. Anzi.. molto meglio sarebbe se fossero assenti per davvero: avranno piu’ soldi le famiglie.  Soli siamo soli comunque. Allora che ci lascino SOLI. Fuori dai coglioni. TUTTI. Ma per davvero.

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104 pensieri riguardo “PROMESSE – DUE

  1. Essendo, noi Pleiadiani, notoriamente antidemocratici, abbiamo da tempo abolito lo “stato”.
    Se voi pensate che in genere, a governare gli “stati” ci vanno delle persone che non hanno mai fatto nulla ma hanno solo studiato da “statisti” vengono i brividi. Come se, per fare l’idraulico uno ci mettesse un’avvocato che ha studiato i contenziosi condominiali sulla distribuzione dell’acqua.
    Non è un problema di tecnici, non è un problema di politici. Nessuno crede più né agli uni ne agli altri.
    E’ un problema di uomini, disposti a sacrificarsi per il bene comune.
    Sacrificarsi? Bene comune? Cosa è? Ma vogliamo scherzare? Cosa è quest’insulto? A chi? A soreta!

  2. Ora capisco come si deve essere sentito Marco Polo giunto, primo rappresentante della sua civiltà, in quel mondo alieno che era l’estremo oriente… disorientato e al più incuriosito. Come me all’ascoltare le parole del nostro trasfertista dalla lontana costellazione. Bene comune? Si mangia a colazione o a cena? Bello incontrare culture diverse, qui non abbiamo queste cose. Se vuoi possiamo contaccambiare con qualche tonnellata di spazzatura di Napoli, ma guarda, ultimamente ti facciamo anche scegliere la città di provenienza…

  3. Applausi, cara Celeste, a quattro zampe e coda da parte di tutti i felini e…lucertole of course, del davanzale. Un governo così…arrivato con un golpe bianco e accettato dagli italiani (ma quando mai troveremo la dignità di protestare senza bandiere?) potevamo anche risparmiarcelo. Potevamo risparmiarci una ministra del lavoro che sbeffeggia i disoccupati ed ha una figlia che…genio assoluto…ha le mani in pasta in fondazioni e enti riconducibili all’influenza materna e paterna. Potevamo risparmiarci il servo delle banche giustamente fischiato (troppo poco) a Ferrara stamane e con lui i vari guru della finanza che si intendono della “loro” finanza, che ha subdolamente negli anni preso tutto il prendibile e conduce le danze di una vacua economia e moneta.
    A volte, cercando di risalire da effetto a causa per vedere dov’è cominciato l’errore, mi perdo e sconsolata mi fermo. Ultimamente mi è venuto in soccorso questo brano:

    “La finanza pubblica deve essere seria
    il debito pubblico deve essere ridotto
    l’arroganza dell’amministrazione deve essere combattuta
    la popolazione deve ancora imparare a lavorare invece di vivere di sussidi pubblici
    l’aiuto ai paesi stranieri deve essere diminuito per evitare il fallimento di Roma”
    Marco Tullio Cicerone 55 a.C.

    e allora…..cari terremotati pagatevi la ricostruzione e non scordate di pagare l’Imu anche se vivete in tendopoli perchè la vostra casa è solo un mucchio di mattoni pericolanti. E’ un vostro espresso dovere civico verso uno Stato bandito che doveri non ha!

  4. Io ho sempre creduto, e credo, ad uno stato a cui pagando le tasse si ricevono servizi… ad uno stato in cui indentificarci come popolo e che sia a “disposizione” dei cittadini… purtroppo da diversi anni questo non succede più … ora ci sarebbe da dire tante cose dal terremoto alla fine della seconda repubblica con inizio della terza… però mi sembra di cadere nella retorica di quegli stessi politici, eletti per nome e non per voto, che non fanno altro se non i propri interessi… spero che questo nuovo vento possa cambiare effettivamente le cose… ma credo nel senso civico, almeno il mio, in cui bisogna lottare e cercare di portare avanti le proprie idee ma senza abbandonare quello che è lo Stato in cui viviamo… come? Non lo so di preciso… però cerco sempre di pensare con la mia testa e di scegliere quello che sia il meglio per me e per la mia nazione

  5. Molti anni fa un mio amico pleiadiano che si era trasferito a Napoli e che faceva il piccolo imprenditore (aveva tre impiegati, che erano anche suoi parenti), mi disse:
    ” Se mi levate dalle balle lo Stato, forse ce la faccio a sopravvivere: mantengo i miei figli, do’ lavoro a tre famiglie, mi pago da solo gli ospedali e le medicine, mi pago l’assicurazione, mi pago la scuola dei miei figli….mi pago tutto, e tutto da solo!
    Ma levatemi dalla schiena lo stato, per carità, che si prende la metà di tutto quello che ho e in cambio non mi da quasi nulla”.
    Faciloneria, qualunquismo? Non lo so. Dopo tre anni è fallito, ha mandato a casa i suoi parenti-impiegati, ha pagato tutti i suoi debiti ma ora vive quasi come un barbone cercando di fare dei piccoli lavori per conto suo.
    Aveva un difetto: Era onesto e non voleva aiuti e raccomandazioni: Insomma era matto.

  6. Ma che combinazione togliere i risarcimenti per i danni causati dai terremoti giusto in tempo! Sembra quasi una cosa studiata a tavolino. O hanno la palla di vetro?
    E che ne dite della tassa ventilata e poi scomparsa, ma non si sa se definitivamente sul possesso di animali di “affezione” come cani e gatti. Tutto per destinare fondi alla prevenzione del randagismo !!!Che fantasia. Da Nobel.
    Mi chiedo quando metteranno una tassa sulle altre “affezioni familiari”, che so i genitori, i coniugi, i figli …nonne..
    Mica gli manca il coraggio.

    Pinuccia

  7. Eh no!!! ne abbiamo già parlato molti blog or sono: l’imperatore lo voglio fare io! Sono anni che mi alleno sopra il Grande Fico. Guarda Gil, mettiamoci d’accordo. Se tu proprio vuoi fare l’imperatore allora io faccio il Papa, e l’incoronazione la facciamo a casa mia. Ovviamente se quei mascalzoni della Lega del Grande Carroccio si ribellano, arrivi tu e li metti in riga con qualche fucilazione galattica. Io ti fornisco gli esperti per l’inquisizione, qualche sicario e, proprio in caso di bisogno, ho mia nipote (una certa Pilucrezia piborgia) che se la cava bene con i veleni.
    Insomma, organizziamoci.

  8. PF, il tuo amico pleiadiano doveva considerare una cosa: che lo stato dovrebbe (il condizionale è passato, nel tempo, da un’ipotesi di onestà intellettuale, a un pessimismo cosmico, ad un recepimento di uno stato di fatto, per arrivare, nei tempi odierni, a rappresentare un ottimismo sfrenato…) tenere conto che in una famiglia ci sono quelli vispi, quelli più smart, che se la cavano alla grande, hanno successo (onestamente, perchè no?) fanno i quattrini e vanno in giro con la miss del paese, e ci sono quelli che si fanno portare via il pane di bocca dal primo ciarlatano, quelli che sono malati e così via. Lui era indubbiamente facente parte della prima schiera, ma uno stato che si reputi tale deve pensare a tutti, quelli ganzi e quelli scemi, o malati. A me va bene pagare perchè anche chi non ce la fa possa avere un’esistenza dignitosa. Mi va bene che mi si tolga qualcosa che, bada bene, è mio, per questo. Io lo stato lo voglio semplicemente per ritenere che la vita sia degna di essere vissuta, pensa te.
    Poi hanno messo i videopoker, che invece che aiutare gli scemi fa si che lo stato stesso speculi sulla loro condizione.

    Citando Gaber:
    “Qualcuno era comunista perche’ voleva statalizzare tutto.
    Qualcuno era comunista perche’ non conosceva gli impiegati statali, parastatali e affini…”

    Cele, più che il video che hai postato, credo che, ancora una volta, si debba ripartire piuttosto da quest’altro. Dentro c’è lo spirito di quello che ho provato a scrivere sopra.

    “Qualcuno era comunista perché sognava una libertà diversa da quella americana.
    Qualcuno era comunista perché pensava di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri.
    Qualcuno era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo, perché sentiva la necessità di una morale diversa, perché forse era solo una forza, un volo, un sogno, era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita.
    Qualcuno era comunista perché con accanto questo slancio ognuno era come più di se stesso, era come due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana e dall’altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo per cambiare veramente la vita.”

    Ho sempre fatto resistenza, invece, sentimentalmente, alla conclusione di questo monologo.

    “No, niente rimpianti. Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare, come dei gabbiani “ipotetici”.
    E ora? Anche ora ci si sente come in due, da una parte l’uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana e dall’altra il gabbiano, senza più neanche l’intenzione del volo, perché ormai il sogno si era rattrappito.
    Due miserie in un corpo solo.”

    Possibile che non ce la si possa fare davvero?

  9. Ma se la LdGC non hanno nemmeno più i quattrini per comprarsi nemmeno i bagni chimici, E poi papi (e poi ci sono papi e papy…), imperatori, ma oh, decidetevi eh, la religione e la politica sono cose serie!

    R (come prima)

  10. Poiché non credo al potere dal basso (comunista o liberista per me è la stessa cosa) ma solo alla gerarchia dei saggi mi trovo in grande imbarazzo.
    In una società basata sul denaro e sull’economia i valori morali diventano sociali e quelli intellettuali diventano economici.
    Sarà sempre vera la storiella di Trilussa, ripresa poi in infinite varianti, che spiega come agli Italiani spetti un pollo a testa. Ma fatalmente (che sia lo stato o che sia un altro cittadino a fregarsi i polli la morale non cambia) ci sarà sempre uno con due o più polli e uno che morirà di fame.

  11. Senti me: che ognuno abbia un pollo, tout court, a me mica mi garba come idea. Mi spiego: c’è chi si fa un mazzo tanto, e chi allegramente “sceglie”, magari da cassintegrato, se il lavoro che gli proprongono gli garba o meno (ho storie di prima mano al riguardo). ABBIATE PAZIENZA, ma mica va bene eh. Ma nonostante tutto ripeto: lo Stato, con la maiuscola, dovrebbe servire a tutelare chi, per qualunque motivo, non ce la fa. Una specie di “freno a mano” a cui attaccarsi quando tutto è perduto. Sperando ovviamente che non siano in tanti che “ci stanno bene” al limite del baratro, e che lo ritengano normale.
    Perchè poi c’è da dirne un’altra:

    l’Articolo 46 della costituzione italiana dice:

    “Ai fini della elevazione economica e sociale del lavoro e in armonia con le
    esigenze della produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a
    collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende”

    “GESTIONE”, capito? Mi ricordo di quando il buon “erremoscia” era sindacalista, e si vantava di non avere mai firmato un contratto di lavoro perchè “se ne sarebbe potuto firmare uno migliore”. Si eh? Tanto poi qualche fesso che mandava avanti la baracca ci sarebbe stato sempre a fargli fare “bella figura”. Facile fare quello con la puzza al naso, che “io sono qui, e ho i diritti da difendere, che te mi devi dare”. Ma quando lo capiremo, tra tutti, che siamo tutti nella medesima precarissima barchetta, e che se non si rema tutti, e pure ben sincronizzati anche, non si va da nessuna parte? I nostri costituzionalisti però ci avevano pensato. Sarà che tutto intorno a loro c’erano le macerie della guerra, e la volontà ferrea della speranza. Ora noi al massimo speriamo nell’I-pad. Mamma mia.
    R

    http://www.camera.it/application/xmanager/projects/camera/attachments/upload_file/upload_files/000/000/002/costituzione.pdf

  12. ecco, hai ragione: c’erano le macerie della guerra. Ero piccolino ma me le ricordo. E ricordo l’entusiasmo per ricostruire partendo da zero e anche l’idea della barchetta dove si remava tutti insieme. Poi, progressivamente, ognuno ha finito per remare per conto suo o, peggio, a gruppi di potere, a gruppi di “logge”, a gruppi sindacali e, orrore degli orrori, a gruppi partitici.
    Ecco perché sono per l’impero.

  13. ieri sera a ballarò il sottosegretario all’economia grilli ha smentito lo stop ai risarcimenti per chi è colpito da calamità naturali e mi chiedo perché, oltre a trovarci in una situazione difficile non abbiamo diritto ad un’informazione corretta.
    l’esistenza di un provvedimento che ferma i risarcimenti non è un’opinione, non richiede interpretazione, è un FATTO, perché non ci è dato capire se tale fatto esista o no?

  14. Questa è (sarebbe) l’importanza della Politica: “dovrebbe” servire a tracciare la rotta. Ogni manifestazione vivente è dotata di questo concetto: il capocordata in una spedizione alpinistica traccia la via, e ha gli altri fisicamente legati addosso, testimonianza fisica di una sorte comune. Il comandante traccia la rotta, dice dove la nave dovrà passare per giungere a destinazione, ogni millimetro di riga di lapis sulla carta ha una responsabilità enorme. il riferimento a Schettino è una testimonianza palese di come si siano persi anche i concetti base dietro alle cose, seppure antiche. Le oche hanno uno solo di loro davanti, gli altri, gregari, lo seguono ad un passo. E’ lui (o lei) che dice dove si debba andare.

    Questi qui, (non che quelli prima fossero meglio percarità, anzi!) non sanno dove si debba andare, e perchè. Quindi fanno qualcosa, e questo qualcosa, qualunque cosa sia, solleverà consensi e malcontento, ma poi non sanno rispondere al malcontento e sostenere i motivi per cui, a lunga o media portata, sia necessario fare così (ammesso che abbiano pensato a qualche motivo…).
    Quindi dicono qualcosa, e poi ritrattano subito.
    Frost, sei un’ottimista: in questo caso non è l’informazione che fallisce (anche se è meglio non parlare dell’informazione, che mi dà i brividi, ma in questo caso non è quello il problema), ma in poche, terribili parole, manca una rotta tracciata.
    Senza un programma siamo destinati agli scogli, come schettino. I sacrifici da soli, senza una rotta, un programma, non hanno nessun pregio o, molto più pragmaticamente, utilità.
    E aumento la benzina.
    R

  15. P.S.: Mi va bene anche una dittatura di sinistra (castrista, o coreana) oppure una di destra (con i generali). Mi va bene tutto. Purché ci sia qualcuno che decida cosa fare e poi lo faccia.
    Ovviamente l’alternativa migliore sarebbe che facessi tutto io.

  16. Lo vedi? Siamo tutti d’accordo. Ora facciamo così: tu fai il golpe e prendi il ministero dei trasporti, Gil fa l’imperatore (ci tiene troppo, non possiamo levargli ‘sta soddisfazione), io faccio il Papa, oltretutto mi sta bene il bianco, Cele fa la monaca di Monza, Pinuccia il ministro dell’agricoltura, Frost la mettiamo all’industria, e così via per gli altri.
    I polli ovviamente solo a noi. Il resto del mondo: cicoria.
    Poche idee, chiare, efficaci.

  17. noooo, la Monaca dI Monza volevo farla io…
    Allora, se e’ libero, vorrei il ministero della salute. So giocare con l’Allegro Chirurgo senza fargl emettere un lamento…

    Sir Biss

  18. potrei avere l’agricoltura anzichè l’industria? anzi agricoltura e foreste come si chiamava un tempo…oppure no….ecco cosa vorrei IL MINISTERO DEL SILENZIO!!!

  19. Frost ti cedo il ministro dell’agricoltura che mi ha assegnato Pieffe in cambio di quello delle pari opportunità tra Gatti e umani.

    Cribbio: Pieffe fa una proposta, magari così per gioco e noi siamo già tutti qui a spartirci le poltrone.
    Aveva ragione allora Andreotti quando diceva che il potere logora chi non lo ha.

    Poi, onestamente, qualcuno che decide c’è già: impongono tasse e balzelli su ogni cosa. E quando a noi mancherà il pane ci daranno delle brioches!!!

    Pinuccia

  20. Si e vabbè, sempre io a sgobbare: e fai questo, fai quello, e fai il golpe… e poi la monaca padana, quell’attro che vole fa l’imperatore col cappello nero e co’la mano nel panciotto. Oh, ma sapete icchè? Io fo Dio! Così un mi rompete più i corbelli!

  21. Visto che abbiamo trovato la soluzione di cosa è che manca in questa società?
    A questo punto, finalmente: un si move foglia che Dio ‘un voglia.

  22. Cioè io! Finalmente tutto quaglia.
    Si, ma la foglia è… di fico, e anche piccina. Oh, e siamo rimasti con questa e basta… Un la moere troppo, nini, dà retta a me.
    R

  23. Avete fatto i conti senza la gatta!!!! Vergogna….io, da felina generosa…non mi sarei certo scordata di qualcuno di voi e poi io non voglio andare all’opposizione. Rivendico per me e Lucertola il Ministero del Davanzale con settori di Veterinaria, Zoologia e animali saggi. Mi serviranno delle guardie del corpo contro i vari Gollum, a meno che la nostra monaca di Monza non mi protegga…. Per il resto..può essere anche un ministero senza portafoglio, ma con tanti croccantini!

  24. L’impero non e’ necessariamente peggio di una democrazia: meglio uno che ascolta tutti o tutti che non ascoltano nessuno? E poi ho il papa al mio fianco, ha gia’ affidato un po’ di ministeri prima ancora che io mi alzassi dal letto…
    Il primo ministero approvato e’ quello del silenzio: avra’ un bel po’ da fare. A seguire il ministero del davanzale, ci serve la veduta panoramica.

  25. Tranquillo Gil, tanto all’impero già ci siamo:

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/23/gran-bretagna-solo-studente-cento-oxbridge-clegg-solleva-questione-parlamento/239238/

    Per ora siamo all’oligarchia, il passo verso l’impero è appunto, solo un passo. Beh, in effetti potrebbe non essere tutto quel male. Solo che mi stà proprio qui (sullo stomaco, per voi che no mi vedete, ndr (che poi “r” sono io, sia di nome che di redattore)) il fatto che a discriminare chi ne faccia parte siano i quattrini. Guardate un po’ voi che cene eleganti escono fuori dal potere dei quattrini…
    Vabè, che pignolo che sono.

  26. Funziona così.
    L’imperatore è a contratto per 5 anni. Ha il potere assoluto ma non ha un quattrino. Tutte le cariche pubbliche sono obbligatorie (come il militare una volta). Una volta eletti (scelti uno per uno dall’imperatore) non ci si può tirare indietro. Al termine della carica si torna al mestiere di prima.
    Abolita la moneta. Si torna al baratto. Io ti do’ una forma di cacio tu mi dai un posto per dormire. Tre forme di cacio vuol dire l’affitto di una casa per una settimana. Cento pecore (da cui pecunia) in cambio di una piccola casa…e così via. Vale anche per le medicine e per le prestazioni professionali.
    Un progetto d’ingegneria ferroviaria può valere un centinaio di polli e un paio di mucche.
    Io (il papa) provvedo a benedire gli accordi. Non esistono tribunali. I contenziosi vanno davanti all’imperatore o ai suoi delegati. Si decide subito, entro un giorno. I medici lavorano solo per missione (valutata dal papa).
    E la gnocca?
    Gratis per tutti.
    Eh lo sapevo che finiva così.

  27. Boia PF, e ora come fo a contestarti? Non sono abituato a darti ragione, mi pigli in contropiede!! 🙂
    Comunque: potere assoluto, ma niente pecunia. E’ un po’ come dire: tu tagli la torta e io scelgo la fetta. Non fa una piega, bellissimo. Eletti = scelti, beh, questo è un piccolo refuso dal porcellum… 😀 ma te lo passo dai. E se ti ritengo competente mi servi nell’interesse di tutti. Condivisibile. L’abolizione della moneta è anche quella un dispositivo interessante. Qaulcuno dei tuoi si occuperà però di tenere qualche minimo di tabella di equivalenze vero?
    Tutto quanto sopra per introdurre le mie lodi sperticate per l’ultima delibera!!!
    Oh, tutti i salmi finiscono in gloria

  28. Propongo (anzi, dispongo) il dono incondizionato invece del baratto: ciascuno dovra’ donare a chiunque qualsiasi cosa questi abbisogni. E viceversa. Gli avidi verranno severamente puniti.

  29. Ottima legge. Grande st’imperatore!
    Pero’ mo’ c’è il problema di quando quello che ha 100 pecore chiede a quello che ce ne ha una sola di donargliela. Insomma è necessario che un’autorità spirituale (cioè io) definisca cosa è il “bisogno”

  30. Voglio le mie donne. TUTTE
    Frost Sir Biss Pinuccia Petula Lucertola ecc ecc.
    Ho l’impressione che si sta formando un impero sciovinista 🙂
    Ma… tanto a noi ci danno le “quotine rosa” no? Ci hanno usate, offese, ecc ecc ecc con ste quotine rosa
    QUINDI
    Mi candido per fare l’imperatrice, dunque. Niente quote azzurre. Solo… celesti.

    Scusate l’assenza, dovuta a ragioni diverse dalla mia volontà. Vi leggo tutti, ma proprio tutti e vi porto il tè.

    MAMMA MIA mi sono riletta.. Un intervento piu’ banale e idiota un lo potevo fa’ (detto in tomano che è a metà tra riccardo e pieffe)

  31. @PF: e infatti, a te stara’ di stabilire chi e’ avido e chi ha bisogno, e poi punire adeguatamente gli avidi. Se ti sembra il caso, potrai punire quelli che ti sembrano egoisti anche se non si sono ancora dimostrati tali.
    @Celeste:
    Niente quota rosa. In compenso, le donne potranno avere un sacco di ministeri, ma non quello delle pari opportunita’.

    Tra l’altro, nel mio impero tutti saranno “costretti” al benessere, ad apprezzare le cose belle e a disprezzare il potere, per cui nessuno vorra’ fare l’imperatore ne’ cedera’ a vani sussulti democratici. La democrazia verr’a ricordata come oggi si ricorda la “lettera 35”: nostalgica ma non funzionale.

  32. Gil perchè non le pari opportunità? Avevo chiesto a chi di dovere quello tra Gatti ( notare la G maiuscola, please! ) e umani.
    Se vuoi ci ripenso e mi prendo quello del dolce far niente. In fondo ho già dato ed è ora finalmente di fare un po’ ciò che ho voglia di fare senza rendere conto a nessuno!!
    Viva l’anarchia!!

    Pinuccia

  33. Gil: con la lettera 35 forse no… ma tra similari cimeli (e anche piu’ gloriosi) , se sei un nostalgico, dal Riccardo ci potresti sguazzare.. e lasciarci il cuore.

  34. Cele: ok, apriro’ un museo dei cimeli inutili, Riccardo lo gestira’ e in una teca polverosa esporra’ la democrazia.
    Pinuccia: la parita’ tra Gatti e umani saranno i Gatti stessi a rifiutarla, orgogliosi della loro maiuscola. Il ministero del dolce far nulla e’ tuo, dovrai soltanto pigramente mantenere l’ozio generale.

  35. I cimeli inutili sono tut’altro che inutili. Spesso sono infatti l’unica cosa utile. Quindi mi RIFIUTO categoricamente di mettere la democrazia, che è inutile per davvero, nelle mie teche polverose. Gil, Sommo Imperatore, trovagli n’altro posto. Riguardo ai Gatti: invito P a consultarsi con i suoi rappresentati, e Petula a dire la sua per bocca dellaLucertola che sta sempre zitta ma mi sa che di cose da dire n’abbia eccome, per deliberare in riguardo alle loro preferenze. Così a occhio mi sa che Sua Maestà l’Imperatore non abbia tutti i torti…
    Non ho, travolto dai fatti, colpevolemente commentato prima la citazione di Mr. Marco Tullio Cicerone. Lo faccio ora: Standing ovation.

  36. Il Ministero del Davanzale e il Ministero dell’Ozio hanno delle affinità elettive (senza elezioni però!). In questo modo si andrebbe a soddisfare in parte il desiderio di Pinuccia che voleva le pari opportunità Gatti/umani. Ma gli umani dovranno imparare il vero otium latino e Lucertola farà dei corsi a riguardo. Così, cara Celeste, ci prendiamo i nostri spazi in questo strano Impero e mentre i maschietti dissertano di cimeli, democrazia (che cos’è?) e donazioni di pecore noi ci accomodiamo meglio sul Davanzale e pensiamo a come conquistare il Ministero del Silenzio.
    Fusissime

  37. @Riccardo: se la democrazia non vale un cimelio, la esporremo comunque, come si e’ fatto con il cesso di Duchamp o le scatolette di Manzoni. (ps: “inutile” per me e’ un pregio)
    @Petula: il Ministero del SIlenzio lo affido a tutti: ciascuno dovra’ amministrare il proprio.

  38. Gil inizia ad avere la mostruosa saggezza dell’Imperatore Giallo, per cui sono già un paio d’ore che ho messo tutti i cardinali a recitare novene per lui.
    Ho già fatto preparare una tomba dentro la chiesa di sant’Apollinare, vicino a quella del bandito della magliana, dove c’è l’epitaffio per la democrazia.
    “Quì giace un’utopia resa antidemocratica da coloro che la vollero”
    E mo’ vado: Ho un oceano di benedizioni da dare e c’è una fila al confessionale che nun potete capi’.

  39. Diobò, ma io che sono dio!
    OOOOOOOOOOOOOOOOO MA ALLORA!!! Che si segue o si va a spasso??
    R

    “Io se fossi Dio…
    e io potrei anche esserlo,
    sennò non vedo chi!”

  40. Certo che l’impero è una cosa seria: se no colpirà ancora e, detto così, il più possibile sottovoce : che la forza sia con noi!!!
    Pinuccia

  41. Tranquilli: io so per certo che Cele ha ricevuto comunicazioni speciali da Colui (il Sommo) che guiderà le forze del Bene contro quelle del Male. Forse ha pure la foto, inviatale via scanner spaziale in cui compare il vero duce in tutto il suo incomparabile splendore.
    Forza Cele, non puoi procrastinare.

  42. Ricc: grazie per il pezzo di Gaber. Manca, quell’uomo.

    a proposito di re e imperatori, vescovi ecc anche questa merita…

    Pieffe
    Ebbene sì, mio malgrado debbo confermare. Ora vi mando la foto. Ne ho viste migliaia, arrivate dal cielo. È da stamane che si sta cercando di ripulire le strade. Altro che Medjugorie. Il problema è COME pubblicarla qui. Mo’ ci provo.

  43. eeehhh ti pareva?
    Una volta ho regalato a Pieffe una targhetta con su scritto:
    Dio esiste e non sei tu, quindi… rilassati!!
    Ma rilassarsi non gli viene bene. Lui pensa che facendo il Papa la cosa gli verrà poi riconosciuta automaticamente!
    Lucertola suggerisce di chiedere all’Imperatore di assegnargli anche il Ministero dell’Umiltà…c’è tagliato!!

  44. Insomma Petula: è una radianza naturale!! Mica mi ci sono messo apposta in posa. Mi viene così!

  45. Petula: Sì, c’è proprio tagliato per fare il Ministro dell’Umiltà. È il suo ruolo. Preciso preciso.
    Gli sta come un vestito fatto su misura. Gil provvedi, please.
    😀

  46. Comunque, dato che qui ci siete tutti: imperatori, cardinali, santi, ministri e perfino Dio, qualcuno vuole dare la risposta a FROST? 15mo commento, se ho contato bene… Ohhhhhhhhhhhh
    grazie!! 🙂

  47. La foto e’ quella che Pieffe aveva allegato ai trentadue volumi di curriculum vitae che mi aveva inviato in raccomandata con la domanda in carta bollata (tranquilli, non ci sara’ piu’ burocrazia nell’impero, ho abolito tutte le richieste, formali e informali). L’ho scelto per la foto, mica mi potevo leggere il cv!

    Cele, io avevo dato non solo la risposta, ma la soluzione finale alla perplessita’ di Frost. Entrando in dettaglio (visto che siamo alle fasi preparatorie, devo spiegare un po’ come funziona l’impero): non ci sara’ nessuna informazione, perche’ non ci sara’ nulla di cui essere informati. Tutti vedranno direttamente le cose come sono, senza distorsioni.

    Apprezzo l’offerta di ministri e ministeri, il mio fidato papa controllera’ che non si celi alcuna avidita’ dietro tali richieste. La seduta e’ tolta.

  48. Ehhh no. Qui ricominciamo con la lotta per il primato temporale!! Nel diciottesimo volume del mio curriculum c’era chiaramente scritto come dovevano andare le cose. IO (!!) ho messo la corona in testa a Gil, quindi è lui il mio fidato imperatore, e non io il suo fidato papa!
    E sia chiaro non cercate di fregarmi coi maggiordomi: i maggiordomi me li scelgo da solo. Il mio collega papa terrestre pare che abbia avuto difficoltà nel settore.
    Riguardo alla lotta per le investiture che si sta profilando potete stare tranquilli. Ho affidato ad un certo sig. Lusi, la verifica dei conti dei ministeri e dei baratti. Mi hanno detto che è espertissimo.
    Inoltre l’abolizione delle informazioni promossa dall’imperatore Gil mi pare sapientissima. Tutti vedranno direttamente le cose come sono, senza distorsioni, e cioè come le vedo io.

  49. Mi prendo un po’ di fiato, dopo una settimana passata in miniera (il mio ufficio senza eufemismi) e vi racconto un aneddoto. Mica tanto OT con i temi che si sono sviluppati qui, in questa gabbia di matti (e di gatti).
    Da un po’ di tempo la signora che viene a darmi una mano in casa sta tentando con ogni mezzo di mandarmi in ortopedia. Giuro. Camminare sul parquet di casa mia è un po’ come cercare di ballare il tango sopra una lastra di ghiaccio. Mistero… ma nemmeno tanto, dal momento che io sono strasicura che lei dopo aver pulito passa un qualche diavolo di spray alla cera che secondo me si porta da casa (signora vecchio stampo dove tutto deve essere lucido e brillare..) Allora, dopo tre cadute e una decina di salvataggi in extremis, giovedì lascio un biglietto più o meno come segue:
    “cara Rita, non è che sapresti consigliarmi un detergente con poca cera, dato che a quando pare sbaglio acquisti.. Si scivola da matti” ……… Prego apprezzare la diplomazia!
    La sera trovo queste parole. Ricopio testualmente.
    “Ciao, mi dispiace per le cadute. Ti telefono questa sera e ti spiego. Però devi sapere che devi usare le ciabatte son la gomma e NON quelle con il feltro. Quelle con il feltro fanno scivolare. Vanno bene le ciabatte che ti ho preparato sul gradino della scala”
    Non è mica finita. Si vede che pensando di non essere stata troppo incisiva, continua:
    NON devi usare quelle con il feltro. ASSOLUTAMENTE.
    Caratteri maiuscoli e sottolineati, fedelmente riprodotti qui (il sottolineato non so come si fa)
    Quale ministero assegneremo alla mitica Rita????

  50. Grandiosa!!!
    O quello dello sport e spettacolo (con propensione per il pattinaggio)
    O quello degli interni (rapporti con il parlamento e con il pavimento)
    O quello della salute (con particolare interesse per l’ortopedia).
    Oppure può sostituire Gil quando va in vacanza, con la certezza che resterà tutto in ordine.

    Comunque è una grande, grandissima!

  51. Infatti la vedo un po’ come una minaccia al mio progetto… penso che dovro’ tenermela buona, le daro’ il MINistero delle Case e degli Hotel degli Intrallazzatori Antipatici (MIN. C. H. I. A.).

  52. Celeste, Lucertola consiglia le ciabatte con le ventose. Con quelle vai sul sicuro!!!
    E poi come sfuggire alla tirannia delle donne delle pulizie all’antica? Le padrone di casa sono loro, quindi ti dovrai adattare ad usare il feltro.
    Per il resto…ricomincia la vecchia storia di chi è più potente, l’Imperatore o il Papa? Ben fece Napoleone che si incoronò da solo.
    Per il resto dal Ministero del Davanzale ci stiamo divertendo un sacco!!

  53. Mi sa tanto che fra un po’ Matilda, la micia di Sirr bis ci convocherà tutti a Canossa e ci ingiungerà di darci una calmata….. ovviamente. Sarà lei a determinare ruoli, cariche e ora dei pasti.

    A Cele: perchè non inchiodi delle assi a una decina di centimetri dal pavimento e ci cammini sù, un po’ come quandi a Venezia c’è l’acqua alta. Così il pavimento rimane lucido e tu non rischi di passare l’estate in ortopedia.

    Pinuccia

  54. A Rita indubbiamente andrà il Ministero della Sicurezza: come antifurto non c’è cosa che stia al pari di una frattura scomposta di tibia e perone, per il ladro maramaldo.

  55. Matilda ringrazia per il ‘nomignolo’. E’ cosi’ lusingata e un po’ ‘se la tira’… Stasera voleva sushi invece dei croccantini.
    Cele, per non scivolare prova con la carta vetrata sotto le suole…
    baci
    Sir Biss

  56. hih ih iii Speriamo che Rita non legga mai CL sennò attinge suggermenti….
    Sir Biss anche Simone una volta andando a nanna ha avuto un inconto ravvicinato con il mio parquet.
    La Matilda sushita qualche dubbio: sarà parente di Petula? Palati raffinati eh….
    Gusti personali a parte (io odio il sushi… per esempio).
    Pieffe non infierire sennò di mando Rita…. Poi vedi le tu orecchiette come si abbassano!!!!!

  57. Santa Matilda di Gattossa, salvaci te e illuminaci la strada (se non te, non vedo chi).
    R

  58. Il post apriva con i rimborsi per il terremoto. Oggi i morti sotto le macerie aumentano ogni ora. Avevano annunciato nuove forti scosse. Qualcosa non mi quadra…
    Un pensiero a chi non c’e’ piu’
    Sir Biss

  59. Hai ragione. Stavamo facendo gli spiritosi sopra la pelle degli altri.
    Però il terremoto è una “notizia”. Terribile: racconta di distruzioni concentrate in un solo territorio.
    Ma non abbiamo “notizie” di tutti quelli che, in questi giorni, sono morti per incidenti, per incurie, per sevizie, per malattie; né qualcuno si ricorda di quelli che si sono suicidati perché sono falliti, e manco di quelli che la casa l’hanno persa perché equitalia glie l’ha pignorata. O dei carcerati innocenti, che si sono impiccati in galera perché qualche giudice si è… sbagliato.
    E questi morti sono molti di più di quelli morti per il terremoto.
    Non voglio dire che il terremoto non sia una disgrazia orribile ma, tante volte, non riesco a spiegarmi perché la morte di molte persone sotto un evento naturale e appariscente ci appaia più grave di quella dei 100 bambini che, in questo momento, sono in coma negli ospedali pediatrici romani.
    E’ buffo il “senso della notizia” ed è buffo come deformi il senso e la “gravità” degli eventi.

  60. Già, forse perchè la nostra mente si autoprotegge. Perchè un terremoto è una cosa dolorosamente eclatante, ci fa sentire ancora più fragili Ci rendiamo conto che tutti, in fondo, viviamo nella casa dei tre porcellini. Questi disastri ci saltano addosso grazie ai mezzi di comunicazione. Siamo sempre tempestati da guerre, bombe, attentati, atti criminali e tutte queste notizie vengono incamerate nel nostro cervello e ci rendono insicuri. Mai come in questo civilissimo secolo il senso della morte è stato così presente quotidianamente.
    Com’era ottant’anni fa? O centocinquanta? Vivevi nel tuo paesello, conoscevi il postino, il cerusico, il farmacista, il prete. Partecipavi ai lutti del vicinato, più o meno distanziati nel tempo. Poche conoscenze, pochi dolori.
    Ora piangiamo per i bimbi morti in Siria, tremiamo per le centrali nucleari in Giappone e sappiamo bene, ma non ci pensiamo, a tutte le tragedie individuali che vive ogni cittadino della terra, ma non possiamo abbracciare tanto dolore. La nostra mente e il nostro cuore non sono pronti e quindi puntiamo la nostra attenzione su quello che ci viene fatto vedere e possiamo pregare per quelle vittime o …per tutto il mondo e tutta l’umanità.
    Nunc et in hora mortis nostre…

  61. Considerazione personale: magari stamattina prima della scossa, prima che crollassero altre case ci sarà stato qualcuno che ha pulito la propria casa, l’ha rassettata. Poi in dieci secondi più nulla.
    Forse stiamo dando eccessiva importanza alle cose effimere, forse pensiamo di essere eterni, forse le cose succedono sempre agli altri e non a noi.
    Se questi eventi, che stavolta non sono toccati a noi, servissero ad insegnarci che i valori della vita sono altri come la comprensione, il rispetto, dovuti non solo verso le persone che hanno la ventura di vivere in questo tempo. Rispetto che occorre avere nei confronti di tuttte le forme di vita, anche verso ciò che consideriamo solo oggetti di consumo come le montagne, l’acqua, l’aria. La natura, insomma.
    Chi ci governa avrebbe il compito di darci l’esempio, di spronarci perchè questo avvenga.
    Non lo fanno perchè sono malati di delirio di onnipotenza.
    Vabbè ogni tanto mi ci rodo il fegato, ma non serve a nulla. Allora cerco di mettere in pratica quell’assioma che recita: cambia te stesso, non il sole sotto il quale vivi.

    Pinuccia

  62. Già. Ma io non ritengo che il terremoto faccia dimenticare gli altri dolori, le altre tragedie.
    Chi non le “sente” le altre tragedie, ogni giorno, come un peso, un dolore, chi non prova sconforto dolore o rabbia per le altre miserie del mondo è insensibile a qualsiasi terremoto. E’ vero, certo, un terremoto, uno tsunami, una strage, fanno “notizia” mentre la tragedia quotidiana non la fa piu’ perchè diventa “la norma”. C’è la guerra nel tal paese… Ohhhh ma c’è da cen’tanni…. Si sa…
    La fame in Africa.. Bè…. c’è da sempre.. Terribile, certo.
    Il post era però incentrato su altro ovvero sulla solitudine di coloro che si trovano per la strada, in una manciata di secondi si trovano a vivere sotto una tenda se va bene e che sembrava non avrebbero avuto alcun aiuto dallo stato.
    Stato al quale i cittadini pagano le tasse, mantengono un coacervo di bastardi che mangiano caviale alla mensa del parlamento (e poi rubano anche le posate) , passano le vacanze in barca a vela, le notti con le escort ecc ecc ecc ecc.
    Ah… pero’ si fa “sobriamente” ma si fa, la parata del 2 giugno. A proposito: ma che cazzo c’è da festeggiare, il due giugno?

  63. Il 2 giugno è la festa della Repubblica e non delle forze armate :oP
    Ma la gente non lo capisce e fa di tutt’erba un fascio :o(

  64. Repubblica… Appunto…..

    Art. 1
    L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
    La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

    Art.2
    La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

    Art. 3
    Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
    È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

    Art. 4
    La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
    Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

    MI FERMO QUI…
    E ripeto: che cazzo festeggiamo, noi, il 2 giugno?????????

  65. Ste cavolo di emoticon… scusate nel messaggio di prima… erano faccina deluse …

    Però non condivido questo sfogo di Celeste… io credo nella Repubblica italiana e nella nazione (non sono di certo a livello dei francesi come nazionalismo ma in parte li invidio perchè si sentono “patria” cosa che a noi manca) … un po’ come le polemiche sulla festa del 17 marzo dell’anno scorso per i 150 dell’Italia!!! Io li ho festeggiati perchè ci credo… e “combatterò” nel mio piccolo per fare di questa nazione una nazione in cui vivere meglio… e per questo credo che la festa ci debba essere ma non debba essere associata alla parata che è puramente militare (tra l’altro non c’è già al 4 novembre per le forze armate???)

  66. Sono per il Regno delle due Sicilie, per lo stato Vaticano, per il granducato di Toscana (erano molto più italiani loro di quanto lo sia stato in seguito il regno e poi la repubblica italiana).
    Scusate ma io sono Italiano e non sono repubblicano.
    E per di più trovo priva di senso la prima frase dell’articolo 1 che fu dettata da Togliatti e poi modificata (peggiorandola) da Einaudi. Ci ho scritto un sacco su tale argomento e mi fa venire l’orticaria.

  67. Marinz, lo so che ci credi…
    Ed è una bella cosa. Io purtroppo no, non riesco a crederci.
    Ci ho provato, ma non ci riesco.

    Ero poco piu’ di una bambina, quando, mentre a scuola mi insegnavano la Repubblica e la Costituzione, mio padre, operaio, subì un incidente in cantiere. Era piovuto tutta la notte e un asse da ponte, non so quanto pesante, cadde dal piano superiore del ponteggio, finendo direttamente sul piede. Aveva 40 anni, e perse 4 dita.
    Non venne mai risarcito da nessuno, nessuna multa all’azienda per non avere adottato alcuna misura anti infortunistica.
    Percepì solo i normali stipendi per i mesi in cui non potè lavorare (mi pare 4 o 5) ma… dopo quasi un anno. INAIL pagava così … con questi tempi e l’azienda non era tenuta ad anticipare un soldo. E ovviamente non lo fece. Il titolare dell’azienda lo venne a trovare a casa, solo perchè dalle mie parti ci fu una specie di raduno delle porsche e lui ne aveva una.
    Ricordo quella visita come un’offesa, uno schiaffo. Dolore sopra un dolore.

    La mia famiglia dovette vivere senza stipendio per 4 o 5 mesi. Lavorava solo lui, io ero poco piu’ di una bambina, mio fratello un bambino. Mia madre elemosinò passaggi in auto per raggiungere l’ospedale: non guidava e l’ospedale era lontano. Il negozio del paese faceva credito, e poi era disposto anche a rateizzare. Si segnavano gli importi della spesa sopra un libricino. E… non sto parlando del tempo di guerra!

    Ero confusa: ciò che veniva insegnato a scuola, non corrispondeva affatto a ciò che, insieme con la mia famiglia, stavo vivendo. Sentivo la paura e l’incertezza per il futuro.
    Le parole della costituzione, nella mia testa stridevano, come unghie sulla lavagna.

    Successivamente gli venne “concessa” una pensione di invalidità, pari a circa 130 mila lire ogni due mesi. Lavorò ancora (sempre come operaio e con il piede dimezzato, ovviamente) per tanti anni, fino a raggiungere l’età della pensione. Naturalamente, con gli anni, non potendo camminare normalmente ebbe una serie di problemi, fu operato alle anche ecc ecc.
    Crescendo, chiesi a mio padre di fare ricorso: mi rispose che lui non avrebbe mai chiesto elemosine.
    Quando morì, nel 2005, andai personalmente a disdire presso l’INAIL la sua misera pensioncina integrativa: di 1.450 euro l’anno.

    Mi spiace Marinz ma io a questa grande madre che garantisce i diritti dei suoi figli, che protegge chi lavora onestamente … io non ci credo.
    Non ci ho mai creduto.

  68. Marinz, anche io credo che le tue parole siano sincere e sentite, è ovvio. Ma lasciamelo dire, non trovo che sarebbe il caso di festeggiare alcunchè. Anche io sono talmente deluso da questa Italia che sento dolore quando ci penso. L’unico atto patriottico che sento di fare è pagare le tasse. Sono lavoratore dipendente quindi sono tra quelli che hanno la coscienza pulita a prescindere. Ma ti assicuro che ogni mese quando vedo la voce “trattenute” mi monta una rabbia. Quella è roba mia, tempo mio, che va per lo più nella pancia di qualcuno, in un motore che cosuma ogni giorno più benzina per ogni chilometro percorso. Sarei FELICE, come ho già detto altrove, di pagare quello che pago, e guarda, anche di più, se avessi i servizi degni di uno stato moderno. Se non mi slogassi una caviglia nelle buche sul marciapiede, buttando la spazzatura, che da mesi segnalo alla polizia urbana (è successo settimana scorsa) ovviamente inascoltato, se non rischiassi la vita andando a lavoro in bici perchè le piste ciclabili ci sono per il 20% del percorso e perchè nessuno c’è a controllare che la gente non faccia riccamente quello che gli pare, ad esempio transitare allegramente in quel 20% rimasto, eccetera, eccetera eccetera.
    Io ho il dovere morale di non accettare questo stato di cose, e non per questo mi sento qualunquista, menefreghista, “antipolitico” (che parola comica, accidenti a tutti gli “orecchini”) o comunque moralmente o storicamente condannabile. L’azienda dove lavoro paga il 75% di tasse: mi sembra un atto di assoluto patriottismo vero e concreto il solo continuare a rimanere in questo paese a portare fatturato in queste condizioni, ecco cosa penso. Ah, e se poi distribuisce i dividendi, lo stato chiede un altro, modico, 20%.
    Andai a Napoli e tralascio le avventure che ebbi, ma racconto l’epilogo a cui era presente anche un ufficiale di pubblica sicurezza che cercava di sminuire l’accaduto. Quello che dissi fu: “Dica pure quello che vuole ma scusi, ma lei pensa che la prossima volta io verrò a Napoli a fare le vacanze? Crede che sia un bene per la sua città e per la sua gente che lei faccia finta di nulla?”
    Vabè, so che lo sai perfettamente anche te quello che ho appena detto, te come gli altri, non racconto certo nulla di nuovo. Per cui mi scuso per lo sfogo.
    Riccardo

  69. ecco: dal commento di Cele e da quello di Riccardo, ai quali potrei aggiungere infiniti episodi raccapriccianti e ricordi mostruosi dei rapporti con le “istituzioni” (ma istituzioni di che?), si comprende per quale ragione sulle Pleiadi non siamo repubblicani, non siamo democratici e ovviamente (come osserva Ric) non siamo neanche “antipolitici” (ma che vuol dire?).
    Il raccapriccio legittimo delle persone che hanno sempre (sempre) pagato le tasse, si amplifica e diventa nausea di fronte al politico che va in pensione con un anno di “nullafacenza”.
    Ho conosciuto imprenditori che si sentivano realmente “italiani” e che pur di dar lavoro agli italiani hanno rinunciato ad occasioni lucrosissime (mica ci sono solo i banditacci che conosciamo e che infestano il mondo delle imprese e della finanza ma ci sono anche quelli che si sparano quando temono di non poter dar più lavoro ai loro dipendenti!!) Ho conosciuto e avuto per carissimi amici degli operai che amavano entusiasticamente il loro lavoro e l’impresa, e li ho visti lavorare la notte, per superare momenti difficili nel dopoguerra). Ho visto la dignità dei contadini e degli artigiani.
    Ma ho visto anche un sacco di banditi che si trincerano dietro il primo articolo della costituzione.
    Lavoro: Chi è che lavora? L’artigiano, l’operaio, il professionista? il medico? Che vuol dire basare una repubblica sul lavoro? Non sarebbe meglio dire una repubblica basata sull’onestà? oppure sulla lealtà, oppure sull’amore, o sull’amicizia?
    Come si fa a basare uno stato su un’attività che, di per se non ha alcun aspetto etico e che non è assolutamente misurabile? Vuol dire che se non sei “lavoratore” sei fuori dallo stato? E se uno lavora poco ha meno diritti di uno che lavora molto? E se uno lavora la terra e pianta le patate ha più diritti o meno diritti di uno che costruisce telefonini o che progetta astronavi?
    E se uno non vuole la previdenza, non vuole la mutua, non vuole l’assistenza, non vuole la pensione, non vuole usufruire dei mezzi pubblici, non vuole andare a scuola, ha diritto ad esistere in uno stato del genere o è condannato a morte?
    Ma perché ci dev’essere una scuola dell’obbligo? “A tu sorella” la scuola dell’obbligo: io voglio andare a scuola se mi piace, se lo merito e se voglio imparare.
    Noi, sulle Pleiadi facciamo così.

  70. Vero, perchè basata sul lavoro piuttosto che sull’onestà? Interessante, in effetti trovo solo ora, come sempre quando ti fermi a pensare al reale significato delle parole applicate alla realtà dei fatti, che queste parole suonino un po’ vuote. Ma dubito che lo siano, quindi dovrò frugare alla ricerca di cosa volessero dire “inside”. Quindi per questo argomento chiedo un’estensione dei termini 🙂
    Riguardo alla previdenza, e soprattutto alla scuola pubblica. Io sono favorevole incondizionatamente. L’anarchia è indubbiamente affascinante, ma poco “pratica” e, infine, “giusta”. Ripeto un concetto già espresso, ossia che chi è in gamba, chi è vispo, non ha bisogno di nessuna organizzazone sociale, anzi, lo limita. Ma per chi non lo è, questa è pressochè l’unica chance di salvezza. O avete la Rupe Tarpea anche sulle Pleiadi? 🙂
    Gli zingari al semaforo. Quelle facce da c dei padri padroni che squadrano, da un angolo più appartato ma dal quale dominao la scena, donne e i bambini, che mendichino con efficienza. L’avrete notato anche voi immagino. E i bambini, che cresceranno con l’unica realtà di rubacchiare, sopportare gli insulti che diverranno loro indifferenti, si rassegneranno dentro, nell’anima, ad essere una goccia d’olio nell’acqua, assolutamente immiscibili nella società che li ospita. Il fatto di non avere accesso ad una istruzione appunto “obbligatoria” li riduce a questo stato ed incorona ultimo vincitore la faccia da c di prima. Se fossero obbligati ad andare a scuola loro sarebbero salvi, e “noi” con loro, e fdc sconfitto. Non credi? Ho ODIATO con tutta la mia anima gli sgomberi di quella disgraziata indefinibile della grazie a dio Ex Sindachessa di Milano per i suoi sgomberi di gente che in un numero alto, incredibilmente alto di casi si stava integrando, aiutata da gente che, coem dicevi te, ci mette del suo a perseguire un’idea quando la trova giusta. C’era una cordata di solidarietà di mamme di compagni di scuola, di maestre, di vicini. Ognuno a dare il suo per costruire un tessuto sociale per buttare fuori fdc. E Lady M, con pochi, mirati colpi, ha sfasciato tutto, tra le risate di fdc. Ho citato solo uno degli infiniti casi applicabili, ma penso di avere reso il concetto.
    Il babbo non è democratico: si va a letto dopo Carosello. E perchè? Non voglio! Indiciamo un’assemblea permanente! Apriamo una comune! Occupy the Cameretta!
    Ho detto che si va a letto, poche storie.
    La Politica è questo: domani c’è la scuola, ora si va a letto. “E’ meglio” per tutti. Ci vuole un senso enorme di responsabilità a limitare la libertà del prossimo, ma la Politica lo fa nello spirito del babbo che ora a letto perchè domani c’è scuola. Ci vuole senso della gravità della responsabilità, ci vuole consapevolezza, ci vuole… amore, tanto.
    Ecco perchè ci vuoel la scuola dell’obbligo, ovviamente a parer mio. Il tuo discorso è condivisibile soltanto se tu sei effettivamente nelle condizioni di poter liberamente scegliere, e questo è tutt’altro che universalmente vero, anche qui da noi, tra “i paesi evoluti” (mamma mia).
    E quanto ho detto lascia intendere cosa pensi di questi mentecatti di politici da tartine nelle tasche al buffet, non incapaci, ma addirittura inconsapevoli del loro stesso ruolo.
    Ok, ora anche se non mi chiama il babbo vo a letto uguale.
    ‘notte s
    R

  71. bellissimo… condivisibili entrambi i punti di vista..
    Guardare lo stesso problema da due angolazioni diverse e trovare condivisibili entrambe le considerazioni. Ecco perchè esiste questo posto che è un terreno senza padroni e senza nomi.
    Dove c’è rispetto anche quando non si è d’accordo. Una controluce al governo ci starebbe bene.

    PS un po’ fuori tema ma siccome mi frulla in testa allora la scrivo: piano a parlar d’amore. Non sempre, laddove c’è consapevolezza e responsabilità c’è amore. Ergo: non è sempre l’amore che manda a letto dopo carosello perchè domani c’è scuola…. Molto spesso c’è altro.

  72. Sir Biss: Come forse ricordi sulle Pleiadi c’è il Grande Fico. Li, sulle foglie grandi da 300 mq (quelle piccole) a 10 ettari ettari (quelle più grandi) vivono i Pleiadiani, disposti in famiglie e distribuiti ordinatamente sui rami. I rami più bassi stanno a 50 metri da terra i più alti arrivano a circa diecimila metri. Cele sa benissimo com’è organizzata la gerarchia del Grande Fico Pleiadiano e ne abbiamo parlato in dettaglio un paio d’anni fa sul suo blog. Ci sono ancora centinaia di foglie libere fino 8000 metri di altezza. I pleiadiani hanno dalle cinque alle sette mogli ciascuna ma, in casi eccezionali, possono averne fino a 12. Quindi, in caso di bisogno, io posso offrire una stanza matrimoniale sulla mia foglia che è di grandezza media (circa un ettaro). Se vuoi vivere da single ci sono le foglie da 300 mq con vista sul Grande Oceano Incazzato o, in alternativa sulla Terribile Montagna Sdrucciolevole (alta 50 Km) o sulla Cascata che s’è Fatta Male scendendo, appunto, dalla Montagna sdrucciolevole.
    L’astronave a pedali di mia invenzione che Cele e la Gatta Petula conoscono benissimo, non te la posso prestare. Però ho una bicicletta a reazione e un tappeto volante usato che non mi serve (va un po’ piano ma per andare a fare la spesa sui piani inferiori è comodo). Insomma, quando vuoi vieni pure. L’invito vale anche per tutti gli altri. Le foglie sono gratuite, non ci si paga l’Imu: però bisogna tenerle pulite.
    P.S.: Dimenticavo: Tutte le donne single ospitate nel Grande Fico e che non hanno intenzione di sposarsi sono obbligate a praticare il favoloso massaggio pleiadiano ai maschi, per almeno un’ora al giorno.
    Niente sesso la mattina (si dorme). Le donne cucinano, gli uomini coltivano i campi di mele e di pomodori proteici delle Pleiadi; ma la dieta base è fatta con i grandi fichi del Grande Fico (ognuno pesa una tonnellata e contiene tutto quello che serve per una dieta sana).
    Ecco, è tutto.

  73. Certo che si. Mi piacerebbe con vista sul grande oceano incazzato. Amo l’acqua, se non si e’ capito.
    Pero’ non sono single dunque niente incombenze…
    La bicicletta a reazione va benissimo…basta partire per terre nuove.
    Grazie di aver invitato anche me. Come posso sdebitarmi?
    Sir Biss

  74. Beh, Sir Biss, visto che non sei single e disgraziatamente non fai la cosa più bella del mondo, cioè i massaggi pleiadiani, che sono secondi soltanto alla cioccolata, puoi sempre fare marmellate per gli anziani e i bambini, ghirlande di fiori per tutti, danze per la comunità notturna, canti arcaici intorno al fuoco; e poi puoi raccontare favole ai piccoli pleiadiani, curare i giardini (nel mio pianeta dove non ci sono foreste, ci sono giardini pensili). Insomma…c’è sempre qualcosa da fare.

  75. Sono incuriosita dai massaggi pleiadiani, non si puo’ fare una deroga e provarli almeno una volta ?
    Su di me, intendo.
    Sir Biss

  76. ih ih ih…. cose segretissime sono!!!!
    La mia quarta moglie li sapeva fare abbastanza bene e me li ha insegnati. Lei sapeva usare anche le piume del Piruzzopavonazzo (un uccello pleiadiano tutto blu e verde, con delle ali lunghe 9 metri e che ha delle piume così morbide che sembrano peli di visone). Ma c’è un problema. In questo caso è straordinariamente più bello riceverli che farli, i massaggi.
    Infatti, li sulle Pleiadi, quando si incontrano due esperti di massaggio, in genere, litigano perché ognuno pretende di riceverli dall’altro.

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