PROMESSE

 (grazie a RT per la foto e per il resto)

Fatto salvo che imbrattare muri cabine telefoniche treni e quant’altro “non s’ha da fare” … bè … è bello vedere una scritta come questa. Tra le tante Forza Inter Viva la f….. ecc.. un pensiero d’amore.

Che commuove, fa sorridere e anche invidiare un pochino quella stella che probabilmente avrà avuto modo di brillare (io spero di sì, che sia accaduto..)

Assolviamo l’autore dal peccato di avere scritto sopra una cabina telefonica?

29 pensieri riguardo “PROMESSE

  1. Ma certo che perdoniamo l’autore di questa bella frase. Conosco un tipo che, tanti tanti anni fa, scrisse sul muro a caratteri cubitali: ‘Laura ti amo ancora’. Ogni volta che passavo di li’ con la macchina vedevo quella scritta e pensavo a lui e Laura. Il tempo passava e la scritta diventava sempre meno evidente. Fino a confondersi con il colore del muro. Chissa’ se Laura e’ tornata…
    o ha fatto come quella della famosa canzone…
    Sir Biss

  2. L’autore sarà assolto ma presto quella scritta scoparirà perchè scompariranno quasi tutte le cabine telofoniche. La tecnologia ha reso superfluo quel “mezzo di comunicazione” della mia adolescenza, dei primi amori. Si usciva di casa per telefonare alla “morosa” e si andava alla prima cabina o anche più in la per non essere visto dagli amici che potevano intervenire e interrompere quello che poteva essere un momento atteso qualche ora o qualche giorno.

    Un sorriso 🙂

  3. Spariranno e stanno scomparendo le cabine. Ricordo anch’io le telefonate al moroso e le telefonate dal mare, quando ero piccola.
    La sera, dopo cena, ecco le code in attesa di sentire i nonni o chi era rimasto a casa. I gettoni cadevano inesorabili. Era un rito, ormai scomparso da anni.
    Bella la tecnologia.
    Mica sempre, pero’…
    Un sorriso ricambiato a tutti voi
    Sir Biss

  4. OH Signore! Qualche giorno fa la mia nipotina ,che è più alta di me, è arrivata a casa mia e mi fa: Nonna, vero che hai un apparecchio fotografico vecchio, di quando eri giovane?
    Si lo avevo, ma ovviamente non ricordavo dove fosse ( sempre per la storia che le pimavere si accumulano sempre più velocemente e tante informazioni la mia testa non è più in grado di trattenerle….. bella la scusa, vero? ) .
    Lei mi fa: Lo so io dove è!
    Apre un cassetto e la tira fuori.
    Lì vicino c’erano un paio di gettoni telefonici, rimasti lì da chissà quando. Lei non sapeva neanche cosa fossero. Giusto che sia così, ma mi sono resa conto di come è cambiata la nostra vita in pochi, miseri decenni! Quando sono apparse le prime cabine telefoniche, sto parlando di qua, in provincia, sembravano il non plus ultra della civiltà. E in batter d’occhio sono diventati cimeli, una specie in via di estinzione.
    Sorrisi alla nostra bella Celeste e a tutti i suoi ospiti
    Pinuccia

  5. Trovare in giro belle frasi, parole dolcissime e sorrisi inaspettati è qualcosa che attiene alla nostra umanità. Ormai siamo il mezzo di qualcun altro o ci comportiamo imitando falsi stereotipi. In quella stella c’è la persona che noi tutti dovremmo essere. Dovremmo brillare per noi stessi affossando le ombre che ci voglio accollare insieme al buio di un’austerità che non ci assomiglia. I colletti bianchi ci hanno modificato la vita e noi rispondiamo sempre più depressi.
    Lasciateci brillare, chissà che non riusciremo a vedere il nostro valore ben più poderoso di un conto in banca.
    Ciao Celeste!
    Simonetta

  6. “Siamo tutti nella stessa palude, ma alcuni di noi guardano alle stelle”
    Lo diceva quella falsa anima maledetta di Oscar Wilde, e io ci credo fermamente.
    E perdono quello che ha “imbrattato la pubblica proprietà” con tutto il cuore, e anche chi ha colto quella scritta perchè ne aveva una uguale dentro di se, e magari ha sentito meno la solitudine portandone via un’immagine. Tanto non l’ha tolta a nessuno.
    E sai Simo, i colletti bianchi non ci levano proprio nulla, in verità: sono loro che si pigliano la Ferrari e il secondo infarto a trent’anni… e il motivo è semplice: non sanno guardare le stelle.
    Loro no, qualcun altro si.
    Notte
    Riccardo

  7. Mi dispiace ma non lo assolvo.
    La cabina telefonica era brutta trenta anni fa ed è brutta anche oggi. La scritta, perciò, non la cambia molto.
    Ma quel tizio che ha scritto quel pezzettino di soap-opera (alla Moccia, per intendersi) poi scriverà la stessa cosa su un monumento, sulla facciata di una chiesa del trecento, sul muro di casa mia o tua, sui vagoni della metropolitana…ecc. ecc.
    E allora non lo perdono; perché quella “stella” non brillerà di più perché un cretino ha sporcato un muro, con un piccolo ma gratuito vandalismo, con l’appropriazione privata di uno spazio pubblico. L’amore per quella malcapitata “stella” non sarà più intenso per un briciolo d’entusiasmo esternato come una bandiera allo stadio.
    Perché questo cavolo di mania di mostrare e appiattire i propri sentimenti denota una terribile solitudine, una mancanza di intimità, di pudore e di autentica profondità dei sentimenti. Perché quel piccolo riquadro rosso è come un teleschermo, è un “vorrei ma non posso”, è un microfono che tende a collettivizzare e a massificare le emozioni e a condividerle con frasi fatte.
    No, non lo perdono affatto, ma lo costringerei a scrivere la stessa frase un milione di volte e con vernice indelebile dentro la cucina della sua “stella”, nel bagno della sua “stella”, nelle lenzuola della medesima, per vedere se, in questo modo, la stella brilla di gioia.
    Io mica lo so se tale operazione farebbe brillare un gran che la povera stella imbrattata. Forse incazzare, si.
    Insomma dalle stelle alle stalle.
    Pieffe

  8. Pieffe sei un grande. Non avevo dubbi riguardo alla tua risposta. Però sai, è come quando un mio amico veterinario, facendo una comparazione mi disse: “Sarebbe come preoccuparsi, dopo che uno t’ha appena sparato, di ammalarsi di saturnismo per il piombo del proiettile…”.
    Insomma, credo vada intesa come la pone Simonetta, ossia che c’è, in questi tempi, una tale emorragia dei rapporti sociali, dei valori, a livello planetario, o globale, se si vuole essere più fashon, che il saturnismo di una scritta su di una cabina telefonica assume più il valore dell’intenzione che troviamo dentro di noi, piuttosto che di scempio. Forse a Vienna sarebbe stato diverso: loro vanno a lavoro coi pattini. Io ruppi due gomme e due cerchioni entrando in una buca qui a Firenze… vabè, non so. E’ chiaro che non hai torto, anzi. Ma è anche chiaro che nemmeno io ce l’ho. E guarda, lo dico amaramente perchè mi farebbe tanto piacere dire che tu hai pienamente ragione e io torto: staremmo tutti incommensurabilmente meglio.
    Una scala di valori? Semplice: dipende da cosa brucia di più…
    Nonostante tutti ‘sti discorsi, buongiorno alla congrega, che si ritrova un po’ più di rado, ma quando lo fa è quella di sempre, che mi piace un bel po’, e che non manca, perchè so che c’è.
    Riccardo

  9. pieffe e se la mettessimo così….?
    lui la ama profondamente, ma lei non lo sa perché lui è un timido patologico.
    e siccome è un timido patologico ha il terrore che lei lo venga a sapere perché ha la certezza di essere rifiutato.
    ma non riesce a sottrarsi al desiderio di dirle quello che sente.
    e siccome lei ha un negozio davanti alla cabina, glielo scrive di notte ed è felice di averlo almeno scritto.
    lei lo legge due volte al giorno ed è felice perché si chiama stella e spera che sia per lei.

  10. l’ho riletta…..pensavo che mettendola sul patologico l’avresti salvata ma resta sempre un po’ mocciarola

  11. mmmh…. si Frost, l’hai buttata sul compassionevole (e si poteva far di peggio) ma non la salvo ugualmente:
    Soluzioni alternative:
    1) Scritta in rosso ma su grosso biglietto in cartone (ovviamente amovibile) appiccicato sulla cabina telefonica
    2) Letterina o biglietto anonimo con o senza fiori con una stella di carta stagnola all’indirizzo della Stella in questione
    3) Cesto con dentro un gatto, recapitato alla suddetta, con un collarino pieno di stelle e lo stesso biglietto di cui sopra
    4) Cd con incisa una serenata che dice schifezze smielate sul tipo “stella se non mi vuoi amare mi dovrò suicidare” oppure “tu sola sei bella come una stella e ti farò brillare nella padella” (questa la direbbe il Gollum a Petula)…
    e potrei continuare all’infinito con dichiarazioni fulminanti ma ecologiche.

  12. Insomma, per riprendere anche il discorso del Ric: non è un problema di torto o ragione. E’ che se uno sporca o danneggia qualcosa che non è suo è comunque un vandalo conclamato. Non importa che uno stia protestando contro Monti, come contro Berlusconi o contro Beppe Grillo o Pippo Baudo o per i diritti dei Gay o dei matrimoni dei preti. Non importa che voglia richiamare l’attenzione di quella distratta di Stella (che mi comincia a stare antipatica, e secondo me è pure un po’ zoccola). E che cavolo! è già tanto sporco e rumoroso questo mondo. Non c’è bisogno di trasformare anche l’amore in un escremento.
    Anche se prima o poi riuscirà a far l’amore con la sua Stella, ed userà Smack brillacciaio per farla brillare, sarà molto meglio che lo faccia rispettando chi ha intorno. Di certo riceverà maggior calore e conforto.
    Maro’ quanto so’ ecologico oggi!!!

  13. E se la stella in questione fosse una vite? Cioè una vite a stella.Farla brillare sarebbe anche coerente, visto che è di metallo.
    E se fosse, il nostro malcapitato scrittore fosse privo degli strumenti necessari per ottenere il risultato voluto?
    E se avesse avuto a disposizione solo un pennarello?
    Quindi, con questa scritta chiede un bel cesto di paglietta abrasiva e litri a gogo di olio di gomito indispensabili alla bisogna.

    Ma, come disse qualcuno qualche secolo fa: S’i fossi foco…beh, arderei tutti i pennarelli, tutte le vernici spray usati impropriamente assieme ovviamente agli “utilizzatori finali” e a tutti coloro che si credono dei padreterni e sporcano e imbrattano.

    Ci sono altri mezzi per dichiare l’amore ( ma è amore? ) come fanno i gatti in amore ( e tre in una frase, mica male! ) nelle notti di luna piena. In questo modo sarebbero arrestai per schiamazzi notturni e il capitolo si chiuderebbe!!!!
    Pinuccia

  14. Lucertola mi suggerisce che sarebbe stato meglio un lucchetto, come quelli che stanno per far crollare miseramente Ponte Miglio. L’importante è qualcosa che serri, chiuda, leghi…acchiappi la malcapitata Stella di turno e la vincoli a un rapporto che alla fine farà …scintille. Dovrebbero brevettare i lucchetti con dedica, in modo che i grafomani trovino un loro spazio di espressione. Magari senza lucchettare la cabina telefonica il declamatore grafomane poteva apporre l’apposita dedica alla serratura della sua amata, portone o saracinesca, folgorando così ‘sta stella che brillerà dalla gioia o, come dice Pieffe, dalla rabbia per essere stata chiusa dentro!

  15. forse sono d’accordo con pieffe…a patto di buttare tutto scritta e cabina, che è davvero orrenda

  16. Frost: Se scrivere sulle cose brutte fosse un sistema per eliminarle avrei la casa piena di bombolette spray.
    Scriverei sulla statua di Papa Giovanni (alla Stazione Termini) di Olivieri, sulla “nuvola” di Fuksas (all’Eur), sulle chiese cubiche di Mayer, Ma rischierei di fare come Nerone: Un bell’incendio come drastica soluzione urbanistica. Ovviamente, una volta eliminate le brutture si applica la legge del taglio della mano per tutti coloro che sporcano di nuovo e, in maniera retroattiva a quel coatto che, su Ponte Duca D’Aosta, ha scritto “Ti amo Costanza ma senza speranza” . (Roba da fucilazione)

  17. Vedo che il pensiero “filosofico” non attacca… vabbè 🙂
    Ma, riguardo al resto, che è ugualmente interessante, stavo pensando esattamente a questo che dite. Mi avete tolto le parole di bocca… pardon, le lettere dalla tastiera. Chi decide cosa è “arte”, “edilizia pubblica”, o ancora più in generale “rispettabile” e cosa “scempio”, “inciviltà”, “danneggiamento”? Il fatto che venga da una “autorità costituita” è di per se segno di bellezza o di rispetto? in un viale vicino a casa mia, zona residenziale, negli anni ’30 “popolare” e ora meta dei vari Gucci e recentemente Mr Ikea, hanno preso una villa esistente, (niente di che, ma almeno in ordine) l’hanno demolita per farci un megacondominio di 25 e più miniappartamenti (il numero è controverso, sembra fossero anche di più) con altrettanti garage. E’ un viale fatto per “Firenze capitale, oggettivamente un gioiellino nel verde, e ci volevano fare un mega alveare. Poi, “fortunatamente”, gli attori sono stati così beceri e ignoranti che, scavando per fare questo mostro, hanno fatto crollare tutta la collina, per cui è intervenuta la magistratura, blocco di lavori sigilli etc etc. Ora c’è semplicemente una colossale buca recintata dai teli rossi dei cantieri, pieni di erbacce e col viale a senso unico alternato perchè metà è franato.
    Questi signori avevano tuttii permessi per fare quello che hanno fatto, rilasciati dall’autorità costituita, e l’avrebbero fatto legalmente se non fossero stati così ignoranti. Ovviamente in comune nessuno è stato inquisito.
    Hanno devastato Firenze con la tranvia di superficie, distruggendo Piazza Vittorio Veneto, una chicca ottocentesca al limitare del Parco delle Cascine, che adesso è tutta piena di jersey, muri, muretti, toppe di asfalto, cancelli, transenne, transennine, parcheggi più o meno leciti di auto, bus di turisti. E poi le Cascine, i viali di ciconvallazione, la stazione poi a più di 10 anni dall’inizio dei lavori è tutta sottosopra con opere posticce e rabberciate.
    Questo va bene mentre la scritta sulla cabina è uno scempio? Quanti pesi e quante misure vogliamo mettere sul tavolo?
    Quindi: concordo che sporcare non è utile a rimuovere le cose brutte. Ma non tutto quello che viene fatto da questa classe dirigente da Circo Togni (e mi viene da dire “most of it”) è degno di rispetto, e quindi “rispettabile”, che è diverso. Come spesso succede in questo posto, so perfettamente che siamo alla speculazione intellettiva, ma ecco: io rivendico solo, per me, l’onestà intellettuale e la serenità di giudizio.
    Per cui ripeto: “Ti farò brillare come una Stella” è qualcosa di bello, onesto e spontaneo in questo vero e proprio scempio, nuovo medioevo in guanti bianchi. Chiaramente è il mio punto di vista.
    Regards.
    Riccardo
    Ps: scusate il tono duro, ma mi si tocca un nervo scoperto: Firenze è in mano a degli stupidi ignoranti che fanno come i Barberini a suo tempo (PAPA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!, ndr), saccheggiando la città. “Quod non fecerunt barbari, fecerunt Barberini”… Ecco, ci risiamo.

  18. Ma perché credi che Roma stia meglio?.
    Ho citato solo alcuni degli “orrori” romani avallati dalle giunte di sinistra e di destra con identica ignoranza, spocchia, e filosofia del “magna-magna” (gli stessi, ma proprio stessi “poteri forti” le gestiscono entrambe). Viene a vedere i megastore vicino all’Eur che producono un ingorgo di traffico inimmaginabile con un’estetica rivoltante, vieni a vedere un ponte simile ad un oleodotto affiancato al magnifico ponte Milvio.
    Gli orrori di Firenze li conosco, perché ci sono stato poco tempo fa, e vicino a Piazza Vittorio Veneto ho provato un senso di rabbia. Sono vecchio e ricordo le mie passeggiate notturne a Santa Maria Novella o intorno alla Loggia dei Lanzi quaranta anni fa; nella pulizia, nel silenzio, nella pace e nella cortesia reciproca.
    La stessa cosa accade a Roma con tram, che sono esattamente il contrario dell’ecologia (per lo meno nel modo affaristico con cui ne sono stati progettati il percorso e le corsie di protezione) perché decuplicano il traffico ai loro lati e servono per trasportare 4 gatti, nelle ore di punta 5. Piccole operazioni demagogiche.
    Purtroppo manca l’educazione artistica; manca la cultura urbanistica, quella con la C. maiuscola e non quella radicalshik. Ma soprattutto manca il rispetto: in alto come in basso.
    E manca il senso delle proporzioni.
    Se io ti rispetto, (pubblico o privato che tu sia) prima di intervenire od operare sulla cosa pubblica o privata che condividiamo ti chiedo il permesso. Vale per la scritta sul muro, vale per il tram, vale per gli “ecomostri”, vale per le pale eoliche, per le centrali atomiche, per la gran velocità, vale per la cacca dei cani sui marciapiedi, vale per il chiasso in strada (a Roma, al centro, non si dorme più). Vale per chi non cede più il posto agli anziani o ai disabili sull’auto, vale per la ressa all’entrata del cinema, vale per il casino in discoteca.
    Vale per la esternazione della mia piccola istanza egoica a scapito del prossimo.
    C’è una cosa che è alla base di tutto e che abbiamo perduto: il rispetto per la sensibilità e le esigenze del prossimo. E questo disastro non è più recuperabile.

  19. Ma si, ma si, lo so…
    E’ che ormai c’è rimasta solo la rabbia di fronte al saccheggio dei barbari. Brutto da dire.
    E il disastro è recuperabile si. Come dopo ogni “crollo dell’impero”, c’è il periodo di medioevo che lo segue, fino alla formazione di un nuovo impero. Ho letto che gli imperi, nel senso di organizzazione sociale “evoluta”, hanno un ciclo di vita come fossere appunto viventi: nascita, sviluppo, maturità e decadenza. Separati da un periodo di barbarie.
    La “trilogia galattica” di quel geniaccio di Isaac Asimov, tratta esattamente di questo, e il fatto che sia sotto le mentite spoglie di una storiellina di fantascienza non scalfisce il messaggio che contiene. Si racconta di come un tizio fosse riuscito a formulare una scienza che prevedesse lo sviluppo della società: lui aveva costruito una “fondazione” che era un luogo dove alcune persone erano depositare, appartate dal resto del mondo, della conoscenza che erano incaricati di tramandare. Questo tizio aveva fatto in modo che il periodo di interregno, se quelli della fondazione avessero agito dando una spintina di qui, una bottarella di là alla società, secondo i suoi schemi, avrebbero ridotto il periodo di interregno mettiamo da 1000 a 100 anni…
    Bah.
    Riccardo

  20. Eh si Ric: Grande Asimov!
    E, a mio avviso il buon Isaac ricalcava con grande acutezza dei temi sapienziali. Il problema è che, adesso, nonostante il gran casino che ci travolge e le prime orde dei vandali in azione,… ancora non ci siamo arrivati alla piena barbarie… ma ci stiamo precipitando velocemente. Porcaccia miseria. E prima che passino 1000 anni….ce ne vuole.

  21. Eccola!!! Vi assicuro che dove mi trovo ora non vi sono scritte sui muri né carte per terra né scempi edilizi vari. No, no, non sono in Finlandia né in Norvegia. In Italia. Trentino… Italia? Sì, Italia.

    Confesso una cosa: sapebo che questo post avrebbe prodotto commenti passionali, rabbiosi, confronti intelligenti, ironici e tutto il resto, tipico di queste belle teste che leggono questo posto. E ancora mi stupisco che qui, in questo sito “diretto” accada tutto questo. Ricordo ancora “Capito?” e mi stupisce come mi commuove. A proposito: ricordo che un tizio con le orecchie pelose aveva pensato di farci qualcosa. Lo rammenti anche te, Ric?

    Vi leggo con grande piacere anche se poco. Ora mi infilo tra i boschi. Là non ci sono cabine telefoniche. La sera è coperto di stelle. Sotto le quali sarebbe bello brillare.

    PS
    Pensierino scontato e un po’ moccioloso: vi sono luoghi dove brillano le mine, ogni giorno… E il pensiero di desiderare di far brillare qualcuno come una stella è .. un bel pensiero.

    PS2
    una sola scritta ho visto sopra un muro, salendo la strada da Cles: Ori ti amo… Giuro che io non c’entro nulla. Domani però scendendo la fotografo.

    Un abbraccio a tutti e sarà bello leggervi ancora. Siete tutti speciali.
    Scriverò con più calma le mie osservazioni in merito a quando espresso qui, in questi commenti.
    O.

  22. refusillo del mio commento di sopra: E ancora mi stupisco che qui, in questo sito “diretto” accada tutto questo. Era: E ancora mi stupisco che qui, in questo sito “diretto” DA ME accada tutto questo.
    Ecco. Bè???? Non fermatevi perché io non ci sono …. Io ci sono…. Per vostra sfortuna ci sono … 🙂

  23. Ovvio. Le scritte sui muri non si fanno, non sono un bell’esempio di civiltà. La rabbia sopra espressa è anche la mia rabbia. Fa male anche a me vedere la distruzione, progressiva e inesorabile di questi ultimi pochi anni.
    Amo Milano, è casa mia ma ne constato ogni giorno il degrado che la soffoca. Nemmeno la Madonnina può più birllare, dalla sua guglia. Io credo che pianga, ogni giorno. Forse è per questo che piove così tanto, chissà.
    Forse cerca di lavare il dolore che vede, la disperazione di chi, in una manciata di ore si ritrova per la strada, con dei figli da tirare su e nessuna certezza.
    In tutto questo manca amore, manca il tempo per l’amore, mancano i sogni. Ci si sente perfino in colpa di poter ancora sognare qualche sogno. Prendo il treno ogni giorno e non ne passa uno senza sentire storie di paura. Paura di perdere il lavoro, paura di essere una della enne teste che taglieranno entro la fine del mese..
    Ecco perché vedo quella scritta come un sogno da difendere. Credo che la gente stia disimparando a sognare come a parlare d’amore. Sono tempi troppo tristi: troppo dolore, troppe incertezze e disperazione, quella vera.
    È sbagliato scrivere sui muri, lo sappiamo tutti, e credo che qui siamo tutti d’accordo.
    Ma è sbagliato che ci scrivano sul cuore la lettera di licenziamento. O il conto del dentista che non possiamo più pagare.
    Personalmente mi offendono i manifesti elettorali, affissi sui muri.
    Questo è imbrattare. Offendono la mia intelligenza, la mia sensibilità, la mia dignità di persona i faccioni di chi mi chiede il voto, i loro sorrisi di plastica e le tante promesse scritte sotto quei faccioni.
    Mi offendono e mi fanno schifo queste, di scritte.
    Qualcuno che promette stelle no…. mi fa sorridere e ripeto, provare anche un po’ di invidia.

  24. Giusto. Le scritte “elettorali” fanno sicuramente rivoltare lo stomaco ovunque siano scritte. Purtroppo ci aspettano tempi orribili e la nostra diatriba su una scritta di amore fasullo sopra una cabina telefonica sembra quasi ipocrita. Come se uno perdesse tempo a lavarsi il viso mentre una una banda di gangster sta invadendo la città.
    Ma conservare l’abitudine di lavarsi il viso non è una brutta cosa. Aiuta a sentirsi ancora uomini e a conservare il senso del rispetto e del decoro in mezzo a un mondo che fa del tutto per perderlo.

  25. Sono d’accordo, ovvio.
    Ma insisto, giuro senza tono polemico ma con una grande, infinita amarezza.
    La dignità sta nel poter lavorare, nel potersi curare, in un ospedale, e trovare assistenza dignitosa anche e soprattutto quando si è soli. Sta nell’essere giustamente pagati per il proprio lavoro. Mille euro è lo stipendio “normale” di chi lavora negli studi professionali e lo sanno tutti che si lavora 10/12 ore al giorno. Sta nel poter mandare a scuola i figli senza dover far saltare fuori la somma di 500 euro per i libri della scuola MEDIA. Sta nel pagare il giusto, e di avere, in cambio i giusti servizi. Sta nell’avere pensioni sociali che permettono alle tante donne che non hanno potuto lavorare, di passare inverni al caldo.
    Fa male vedere orde di persone che si recano (pagando profumatamente agenzie viaggi e souvenir) a Medjugorje, come a Lourdes ecc ecc ad arricchire persone senza scrupoli che fanno soldi a palate sulla fede e sulle disgrazie della gente.
    Mi fa male l’informazione fasulla, ipocrita. Mi fa male l’ipocrisia in genere, gli approfittatori tutti.
    Io non so se è amore fasullo quello spalmato sulla cabina. Non conosco l’autore (o l’autrice) della scritta . Non me la sento di dire che non è amore.

  26. Lo diceva Pertini.
    In campo di prigionia, in mano ai tedeschi, ogni mattina si faceva la barba.
    “Non avranno mai la soddisfazione di vedermi piegato”, diceva.
    Dura, eh Cele, e Pieffe. E’ dura. Ci siamo addormentati in una “repubblica”, ossia “cosa pubblica”, tempio della parità e della partecipazione, e ci svegliamo in un campo di prigionia, ostaggio di un manipolo di barbari saccheggiatori in colletto bianco, dove è dura anche avere la forza di farsi la barba, o lavarsi il viso. Involontariamente però ho usato la metafora più reale possibile: ci siamo addormentati. Nessuno ha sorvegliato. E ora, per legarmi al nuovo post di Cele, no abbiamo nemmeno più i soldi per fare fronte alle emergenze. Monti ha fatto bene: perchè fare scandalizzare tutti non ricostruendo le città d’Abruzzo come è doveroso per uno stato che raccoglie le tasse dai suoi cittadini, per tutelarli? Ma no, aboliamo per legge la responsabilità dello stato di fare fronte all’emergenza. nessuno potrà più scandalizzarsi no? Eppeò, sti tecnici sanno proprio come fare le cose, mica quei ciarlatani di prima…
    R

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