29 pensieri riguardo “LA CHICCA – TRE

  1. Una delle poesie di Trilussa che avrei dovuto inviare tre post fa… era questa

    Ciò avuto sei padroni in vita mia
    – diceva un Cane a Un Micio – e giurerei
    d’esse stato fedele a tutti e sei,
    perfino a chi m’ha detto pussa via!

    Per me non c’è nessuna differenza:
    qualunque sia padrone o bello o brutto
    bono o cattivo io l’ubbidisco in tutto…
    con una specie de riconoscenza…

    – E’ ‘na bella virtù la gratitudine:
    ma francamente,- j’arispose er Micio –
    quello d’esse fedele è un sacrificio…
    -Macché! – je disse er cane – è un’abbitudine.

  2. La Chicca, che dolce! Senz’altro non si può dire che è stata una cagnetta che si è venduta per un piatto di lenticchie! Nonostante che la sua vita prima di incontare la famiglia di Celeste fosse piena di sofferenza, ha mantenuto uno spirito libero e gioioso. Non si è conformata ad essere fedele per riconoscenza.E questo aspetto che mi piace. E’ un po’ felino, direi!!!

    Ben tornato Pieffe. Ti ricordi quando si usava la piuma di oca ( orrore per le oche! ) e i piccioni viaggiatori per comunicare a grandi distanze! Magari sulle Pleiadi c’erano altri sistemi. Qui sulla terra si faceva così. Non c’era da fare i conti con WP o gravatar, o icone che dir si voglia. Che linguaggi astrusi!

    Pinuccia

  3. Pinuccia
    hai ragione. Chicca era “vagabonda dentro”. E’ capitato di averla portata al parco del Ticino: figurati tra mille odori di conigli e anatre ecc… Chiccaaaaaa Chiccaaaaaaa Chicca!!!! Macchè, nemmeno un plissè. Altro che obbedienza. Era dolcissima, affettuosissima, buona come il pane, non avrebbe fatto del male nemmeno ad un moscerino, nemmeno ad una lucertola ma non era “obbediente” nel senso comune della parola. Per nulla. Per questo ho sempre pensato che nella sua “vita precedente” fosse stata legata (la cicatrice attorno al collo…) e probabilmente si è liberata non so come. Sarebbe morta per la libertà. I cani non parlano la nostra lingua ma sanno comunicare con l’anima e la mia anima ha sempre sentito questo cioè che lei non avrebbe mai accettato catene. Mai. Comunque sia stata la sua precedente vita, non ha mai mostrato segno di diffidenza verso gli umani tantomeno aggressività. Per questo la considero una grande. Grande davvero. Questi ricordi risvegliano in me il dolore di non averla più, ma anche la consapevolezza del privilegio di averla avuta come compagna come presenza come amica. C’è anche una piccola storia che stavo raccontando ieri a Riccardo in un brevissimo frammento di tempo che poi si è rivelato ancora piu’ breve del previsto e si è ridotto al nulla.
    La lascio qui, condividendola con tutti.

    Quando arrivo’ Chicca nella mia vita, era da poco scomparsa mia mamma. Lei arrivò, con il suo cucciolo e qualcosa, dentro di me, associava questa mamma in difficoltà, persa e bisognosa di cure a affetto, alla mia mamma.
    Questa “sensazione” (non sono una mistica quindi prego leggere con la giusta chiave) si rafforzo’ quando Chicca mise al mondo, a casa mia, gli altri 4 cuccioli il giorno della festa della mamma.
    Da tener presente che non attribuisco a queste “feste” alcun valore: sono per me solo affari per commercianti niente altro. Anzi, le trovo perfino tristi e ingiuste. Cio’ che ho raccontato è solo una piccola associazione, una curiosità. Niente altro.

    A proposito di ingiustizie in merito a queste “feste”. Alessandra, 5 anni, ha perso il suo papà in gennaio e l’altro giorno era, appunto, la festa del papà. Ale frequenta la scuola materna… bè.. non sono belle cose. Sottolineano ancora di più le differenze proprio laddove si dovrebbero insegnare i valori dell’uguaglianza, il tatto, la delicatezza e il Rispetto. Ma tutto questo ahimè non va d’accordo con il business al quale tutti ci pieghiamo, da sempre.
    Guardate le pasticcerie, i fiorai, gli orefici: Febbraio: San Valentino, festa degli innamorati (no comment). Marzo: festa delle donna (no comment) Marzo again: festa del papà. Maggio: festa della mamma. Due ottobre mi pare: festa dei nonni.
    I bimbi a scuola fanno i lavoretti, imparano le poesie (siamo del DUEMILADODICI…) e chi il papà non ce l’ha? chi la mamma non ce l’ha?

    In mezzo a queste si aggiungono le feste che dovrebbero avere altro senso di quello che ormai hanno: Natale, Pasqua. Poi quelle importate: halloween ecc. E capodanno? Evvai con un mare di soldi e ingiustizie….
    E un gregge di pecoroni che compra mimose e ricordini, rose rosse e fiori di cioccolato e baci perugina e cuoricini d’oro e d’argento diamanti e diamantini. Si sa, un diamante è per sempre.
    Ok fine della polemica. Bacissimi a 4 zampe. Bau bau bau.

    Pieffe:
    la poesia di Trilussa, come le altre del resto, contiene la sua grande e triste verità: l’obbedienza è un’abitudine. C’è chi si abitua a tutto, per sopravvivere o perchè fa comodo, per il piatto di pane assicurato, per la ciotola d’acqua. Anzi magari si prova anche gratitudine!
    Chicca ha detto NO, ne sono sicura non solo per i segni sul collo ma anche per la dignità che ha dimostrato con me senza MAI rinunciare a dare affetto e amore.
    E sono certa che anche il cane che “subisce” e che “si abitua” e smette di cercare la libertà, e anche quello che addirittura ama il proprio padrone che lo maltratta, insomma una specie di sindrome di stoccolma canina, non accade come accade tra e con gli umani.
    I cani secondo me “sanno” di essere migliori dell’uomo che li incatena e no, non subiscono e forse nemmeno perdonano. Loro “sanno” del male, e lo vincono. Sempre.

  4. Ciao Pinuccia. Mo’ vediamo se ci riesco di nuovo a entrare nel blog!! Mica è detto. Hai ragione. Evviva le penne di papera, ma va bene anche lo stilo per incidere sulla cera. Eh si…siamo rimasti indietro….o forse avanti, chissà?
    Cele. Bella la Chicca. Un mio grande amico diceva una volta, un po’ sul serio e un po’ per scherzo, che gli “animali” si chiamano così perché hanno un’anima. Gli uomini si chiamano così perché… non ce l’hanno.

  5. @Pieffe:
    mi sa che ti sei ricordato la password….

    Concordo sulla radice “animale”. Pensa che la mia nipotina, quando frequentava la scuola materna. il parroco che insegnava religione disse che solo gli esseri umani hanno una vita dopo la morte,
    Beato lui che ha si’ tante certezze!!!

  6. Forse a quel parroco si potrebbe rispondere: “ma no, mondisgnore, non si scoraggi, vedra’ che una vita dopo la morte ce l’avra’ anche lei…”.

  7. Ma, come sanno bene sia Gil che i comuni amici tibetani, se un animale viene mangiato da un uomo ha buone probabilità di reincarnarsi in essere umano. Insomma, lo dico soprattutto per tranqullizzare le gatte inseguite dal Gollum..

  8. Mi accorgo ora che avevo scritto mondisgnore. Chiaramente intendevo mundis-ignore…
    Gollum ha letto la glossa karmica di PF e mi sta dicendo che infatti lui rincorre le gatte per pura pietas… che faccio, lo lascio uscire dalla gabbia?

  9. No Gil
    Per piacere…. Sempre che non sia troppo tardi dato che non vedo la gatta…
    io voto contro. Preferisco gli elefantini del piccoletto in perizoma.

  10. Disse il famoso Gollum Ugolino della Gherardesca: “poscia più che il dolor poté il digiuno”

  11. pssst: non lo dite in giro ma sono quasi sicuro che se la sia mangiata. Oddio, non è che ci fosse un gran che da sgranocchiare ma pare che l’abbia fatta in salmì. Che bello! chissà se rinascerà con un’anima finalmente buona e purificata? La padella a forma di “piano cosmico della matrice” del Gollum ha poteri inauditi.

  12. pieffe^2 mi levi una curiosità? Ma se più persone mangiano l’animale cosa succede? C’è una clonazione dell’animale in più reincarnazioni umane? :oP

  13. Miiiiiiiiiiiiiaoooooooooo!
    ma scusate….se il Gollum mi mangia (cosa che non credo possibile al momento) io rinascerei Gollum o essere umano? No, perchè fa la differenza eh! In ambedue i casi andrei a rimetterci….ma miagolare “tesssoooro” mi farebbe sentir ridicola.
    Celeste, grazie per aver votato contro l’apertura delle gabbie.
    Pieffe, io sono una finta gatta magra, è il mio bel pelo lungo che mi snellisce. E dato che ultimamente sono diventata tanto buona la padella del Gollum (buona solo per le castagne delle Pleiadi) non mi serve affatto.
    Miiiiiiiiaoooooooooooo

  14. Marinz se se lo mangiano in molti viene fuori un essere dalla personalità poliedrica. Guarda Celeste ad esempio. Era sicuramente una papera del Magreb. Poi è stata mangiata da un Tuareg (che come noto vien detto anche “uomo blu”) e da un domenicano con la tonaca immacolata che era andato nel deserto per cercare di convertirlo: e così è nata Celeste.

  15. Pieffe in effetti l’unione di due mondi apparentemente differenti non posso che far scaturire qualcosa di bello e meraviglioso… Celeste ne è un esempio :o)

    Ora però capisco anche certi personaggi da dove possa saltar fuori :oP

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