LA CHICCA – UNO

Quando arrivò era in condizioni davvero pietose: un coso peloso, pelo tipo rasta, con chiazze di cute totalmente assenti da qualsiasi pelo. Attorno al collo una specie di cordolo, duro al tatto. Probabilmente era stata legata, e forse aveva rotto quella che poteva essere stata una corda. Malnutrita, disidratata, con la bocca asciutta: in bocca residui di calcina. E aveva un cucciolo. Nero, pelosissmo, minuscolo. Avevo notato mio padre andare via diverse volte il sabato e la domenica con il motorino, non prima di aver preso del latte, della carne, una bottiglia di acqua. Ma non era insolito, per lui. Era un cacciatore, ma un po’ atipico. Spesso nutriva i piccoli di coniglio, di volpe. Alcuni dei suoi racconti li avrei accostati, con il tempo, a qualcosa di Mario Rigoni Stern anche se ambienti, animali, scenari ed epoca non corrispondono. Un sabato pomeriggio, gli chiesi, dal balcone dove stesse andando, di nuovo, con latte pane e acqua. Sorrise .. e mi disse che aveva trovato, qualche settimana prima, una cagnolina, in una discarica di materiale edile, con un cucciolo. Mi disse che l’aveva vista cibarsi di calcina, di rimasugli di cemento. Probabilmente non poteva allontanarsi per cercare cibo, per via del cucciolo. Di sicuro il solo sopravvissuto. Lo allattava, lo sapeva il cielo come. Gli chiesi cosa aspettasse ancora.. e lo pregai di portare le bestiole a casa. Mi rispose che era una situazione disperata, gli dissi “appunto”. Forse aspettava questo, mio padre. Partì con il motorino e poco dopo arrivarono. Non dimenticherò mai le condizioni di Chicca (la chiamammo cosi, era piccolissima). La lavammo, le tagliammo quel pelo stopposo usando forbici da giardiniere, bevve a piu’ non posso, e poi latte e poi …. Bè penso si possa immaginare. Il lunedi portai lei e il piccolo dal veterinario. Mi disse che Chicca aveva circa 4-5 anni, lo dedusse dalle condizioni dei denti e mi confermò che sicuramente era stata in una casa, e che con tutta probabilità era scappata da tempo. La curai, con medicine e amore e cuore.
La storia segue … con un altro post. Ora è un po’ difficile, scrivo dal treno e il racconto che verrà comprenderà anche del dolore. Come sempre accade nella vita.

10 pensieri riguardo “LA CHICCA – UNO

  1. Già, i cani. Per me sono un po’ un mistero, oltre ad una passione intensa e innata. Mistero perchè pur essendo assolutamente diversi da noi, risecono ad esserci affini come i nostri stessi simili spesso non riescono. Aspetto la parte successiva del racconto di Cele, nel frattempo “l’occasion m’è lieta e propizia al che un dì radioso s’affacci all’esisetnza de’ li Controlucesi tutti”.
    R

  2. Si: la puzza…
    Ai tempi non c’era ancora Chanel n. 5, tantomeno il sapone di Aleppo (molto piu’ antico ma non tanto quanto) E il nostro prode non penso fosse tanto .. pulito dopo tutte le scorribande!
    😉

    A proposito: sai Gil che il cane di R. (nonchè il gatto di Pinuccia) si chiamano Ulisse?

  3. Infatti mi stupii molto quando Argo riconobbe Ulisse. Sarebbe stato Ulisse che avrebbe dovuto riconoscere me, infatti. Oh, ma st’Argo, ma chi è?
    R

  4. chiedo scusa se non è piu’ possibile commentare senza indicare l’indirizzo e mail. NON è una opzione decisa da me. Assolutamente. Non lo farei mai anche se gli indirizzi eventualmente inseriti li posso “vedere” solo io. Pensate che perfino io debbo inserire il mio indirizzo per commentare.
    Scusate la comunicazione di servizio che.. stride con le conversazioni che stavano nascendo. Continuate?

  5. Un cacciatore che a caccia non va, un papà che per la felicità della sua bambina, vola col suo motorino, e poco dopo ritorna con due bestiole affamate, meraviglioso! La Chicca è stata veramente fortunata ad incontrare un uomo, cacciatore, papà di una sensibilità di altri tempi. Oggi la Chicca avrebbe trovato, crudeltà…si penso proprio di si, a giudicare da certi siti dove si vedono animali appesi ad un albero squarciati vivi,. Che Dio perdoni l’ignoranza che limiti non ha.
    Carola

  6. Una delle cose che mi mi sconvolge è la crudeltà gratuita che alcuni compiono su creature che non hanno i mezzi per difendersi: siano esseri umani siano animali.
    E’ qualcosa che mi fa star male fisicamente, mi si contorcono ( scusate ) le budella, mi si rizzano i capelli. Non resito alla vista. Non ce la faccio a vedere le immagini di animali torturati: sarò una vigliacca, ma non ce la faccio proprio. Giro la testa. Mi viene la voglia di fare a chi compie questi atti ciò che essi fanno agli animali. Poi so che non ne sarei capace, ma di primo acchito, eh, cribbio…

    Piccola considerazione: se la nostra Cele è così bella come la conosciamo, da qualcuno deve pur aver preso.Concordo con Carola.

    Attendiamo la seconda parte del racconto
    Pinuccia

  7. Buon pomeriggio a tutti.
    Carola: una piccola correzione, non ero una bambina, è storia più recente. Benvenuta su questo blog, intendo in questa nuova casa anche se oggi e ieri fa le bizze per commentare. Perfino con me…
    Riccargo .. pardon Riccardo bevenuto anche a te e agli Ulissi tutti.
    E’ vero, i cani continuano ad essere un mistero, lo è il loro sesto senso, la loro capacità di sentire oltre e di sentirti oltre. Oltre il fiato oltre il cuore, oltre il tempo. Ho letto di recente che i cani sanno, tra molte altre cose…. quando una persona è ammalata di tumore al polmone molto prima che qualasiasi strumento tecnologico sofisticato possa diagnosticarlo. Lo sa dal fiato? Boh. Lo sa e basta. E leggendo “dopo” il comportamento di Ful, il cane di mio padre che ora sta con me, e soprattutto alcuni cambiamenti nei suoi atteggiamenti, io ci credo. Ci credo e basta. Mio padre mori di cancro al polmone.. Misteri, si Riccardo. Misteri.
    In ultimo: io sono anche certa che ogni cane non arriva per caso nella nostra vita. Assolutamente non per caso. Ne abbiamo già parlato. A proposito di Ulisse e di Chicca ecc ecc.

    Pinuccia. Non me lo dire. Io non posso scrivere qui come potrei reagire se dovessi vedere qualcosa del genere. Non lo posso scrivere senno’ mi arrestano. Un caro abbraccio anche a te. Bello averti.

    Gil….un abbraccione a 4 zampe. anzi… qui di zampe ce ne sono 12. Oltre alle mie due.

  8. Ho commentato ‘La Chicca due’ e sono finita sulla numero uno. Misteri del web…
    Comunque il mio era un ricordo del mio cagnolino. Un cocker nero di nome Black (che fantasia, vero?). Con il vizio di scappare dal cancello. I suoi occhi teneri quando lo sgridavo e il dolore per la sua morte. Un colpo da un camioncino e il suo trascinarsi a casa. Era li’ che voleva morire.
    Non lo dimmentichero’ mai il mio Black.

    Sir Biss

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