L’ARROGANZA DEI PERDENTI

gatinha-arrogante

Trasolco. Si comincia con quello meno visibile, quasi virtuale: richieste di trasferimento di linee telefoniche, internet, utenze varie. Permessi: comunali, condominiali ecc. E poi si entra nel vivo: restituzione e/o distruzione di documenti, sgombero cantine, soppalchi, ripostigli. Indi inscatolamento di tutto ciò che deve essere trasferito, imballaggi, fogli millebolle per protezione vetri, computer, tastiere, monitor, quadri, cristalli, piantane, lampade ecc. Questi fatti personalmente, con una Celeste un po’ grigio polvere dalla testa ai piedi. I nuovi uffici sono al quarto piano di una casa d’epoca: ascensori stretti, quelli con il cancelletto in ferro battuto. La casa affaccia sulla circonvallazione che è anche corsia preferenziale bus nonchè ovviamente senso unico. Niente permessi a breve perchè occorrono tre vigili, deviazione della linea bus 94, permesso ATM, assicurazioni varie ecc. Che fare? Unica soluzione: trasporto dalla strada al piano a mano. Tutto a mano: mobili e scatoloni.  Preventivi nuovi e poi  la scelta. Ieri hanno smontato i mobili negli attuali uffici e oggi sono arrivati nei nuovi. Una squadra di persone meravigliosamente efficienti, discerete, maneggiavano con cura ogni cosa, come fosse loro. Mi ha colpito anche il silenzio con cui tutto si è svolto: pochissimo rumore, pochissime parole e tanti sorrisi. Rispetto, delicatezza, gentilezza. Oggi ero ad accogliere mobili e cose nei nuovi locali: ho lavorato anche io, ho raccolto  scatoloni, li ho portati a destinazione nelle varie stanze: no.. signora no… questo è troppo pesante! Lasci, faccio io.  Non mi è mai piaciuto stare a guardare altri che lavorano, provo un profondo disagio. Ogni tanto qualcuno chiedeva timidamente “posso usare il bagno”. Altri dell’acqua (avevo mostrato subito dove stava il boccione e il dispenser..) Ogni tanto offrivo il caffè. Capivano bene la nostra lingua ma la parlavano con un pochino di difficoltà, sempre con il sorriso, perfino quando li incrociavo carichi si peso sulle spalle, sorridevano e si scusavano (loro) mentre ero io, casomai, ad intralciare i lavori.  Hanno lavorato dalle 7 alle 8 di questa sera, ininterrottamente fatta salva un’ora per il pranzo. Sudori e sorrisi, incroci pei corridoi. scusi signora, prego, passi prima lei…. Poi ho pensato all’arroganza che subisco ogni giorno da giacche cravatte gemelli mont blanc ecc ecc. L’arroganza dei perdenti. La tracontanza delle piccole persone. Il diavolo veste prada. Spesso.

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44 pensieri riguardo “L’ARROGANZA DEI PERDENTI

  1. Eh si, succede anche questo! Capita di vivere situazioni così.
    Mi è capitato recentemente di vedere esposte in galleria a Milano borse , appunto, di Prada, ma era lo stesso da Vuitton, dall’altra parte della galleria, borsette piccole, carine si, ma costavano un mese della mia pensione. E pensavo, non è buonismo, c’è gente che se le permette, che le compra in allegria e c’è gente, magari prprio chi le confeziona, che quel denaro non sa neanche come metterlo assieme.
    Come vanno le cose si sa. Allora prendiamoci il buono della vita: dagli arroganti, a qualsiasi classe sociale appartengano, ci si difende lasciandoli cuocere nel loro brodo. Come hai detto nell’altro post: neanche Dio con loro ce la fa. Da noi si diceva che a lavare le gambe agli asini ci si perde acqua, sapone e tempo. Ovviamente con tutto il rispetto dovuto agli animali.

    Buon capodanno a tutti, proprio tutti tutti.
    Pinuccia

  2. Vicino a casa mia c’e’ un villone di un tizio la cui moglie probabilmente veste Prada, Ferragamo e Dolce Gabbana… Macchinone, gioielli e tanta arroganza.
    Nel mega prato tengono 3 asini. Sono li’, in attesa che qualcuno li rifocilli o li accarezzi. Ho scoperto che sono animali super intelligenti. Ogni volta che mi vedono si precipitano perche’ sanno che gli porto da mangiare. Mi ringraziano a modo loro, con piccoli colpetti di muso sulle mani.
    Forse stasera i loro padroni pasteggeranno a caviale beluga e vino rigorosamente francese… Tanto gli asini, sono solo asini…
    Scusate se ho divagato.

    Buon capodanno a tutti voi.
    Sir Biss

  3. Meglio gli asini, meglio gli ultimi,meglio la semplicità di un sorriso. I soldi non sono niente, se non riempire stomaci… la vita è un’altra cosa e questa crisi è lì a ricordarcelo. Le cose materiali vengono e vanno e chi se l’è sudate davvero non ride, perché stanco. Chi ha la puzza sotto il naso, vuol dire che non sa neanche pulirsi il proprio corpo. Mia nonna diceva che per comandare bisogna saper fare. Ecco, io so fare e, mentre impasto una torta, non mi rovino la voglia di stare al mondo. E sorrido, e parlo, e rispondo a tutti… il mio ego è completo con gli altri ego: sono egocentrica con tutti gli altri!!!
    Auguri all’ennesimo trasloco di Celeste: tra il sito e la realtà, che si riposi stasera!!!
    Auguri a tutti coloro che passano qui, senza mai banalità!!!
    Simonetta

  4. Ma certo che riposo! tra l’altro anche tutta la giornata di oggi l’ho trascorsa tra scatoloni ..
    Ma va bene così.
    Un caro saluto a tutti e come sempre grazie per tutto questo. E’ bello. Semplicemente.

  5. Da qualche parte ho letto questo motto: “Il denaro fa l’uomo ricco, l’educazione lo fa signore.”
    Auguri a tutti di Buon Anno

  6. Mi sembra di rivivere un traloco fatto a luglio di quest’anno..
    L’ultima volta mi ero affidato ad amici ma ho perso gli amici ed è successo di tutto.
    A luglio … Decido per una agenzia di trasloco..si presentano in 5… In una giornata hanno smontato casa e rimontata .. Non si sono mai fermati.. L’unico problema ero io!!
    Decisi di levarmi dai piedi andando a prendere loro delle bibite e birre ghiacciate. Non ricordo di avere visto a mente uomini piu felici (mi dissero che raramente succedeva!!)
    Gente che lavora…e del proprio lavoro ne va fiera. Ben diverso il contrasto con quel lavoro ‘virtuale’ di parole e di chiacchiere.
    Sei mesi per avere un telefono ( nemmeno nel Congo Belga) fatto solo di compagnie che promettono di tutto perche c’è una ‘copertura’ ma quando spiegavo a loro che dalla mia abitazione alla ‘portante’ c’erano 300 metri dove qualcuno doveva sposarsi per infilare dei cavi…Tuuut..Tuuut …Tuuut cadeva la linea !!!
    Non mi meraviglio della situazione attuale …
    Buon anno a tutti

  7. Questo trasloco è particolare, per molti versi: un trasloco che combacia, per una delle curiose combinazoni della vita, con un trasloco interiore, dove persone e situazioni, affetti ecc sono stati ri-considerati e ri.-valutati (nel senso valutati di nuovo).
    Ci sono tante stanze, nel cuore e anche nella testa, e capita di ospitare persone nelle stanze migliori, dove cura e attenzioni, camini accesi, luci ecc vengono costantemente curati. Presente?
    Ecco.. capita che occorre trasferire persone e storie da certe stanze, perchè ci si accorge che non è il posto giusto. Ed è una cosa difficile e anche dolorosa, nonchè piuttosto lunga.
    Ma capita di farlo anzi di doverlo fare, perchè le nostre stanze migliori sono importanti, chiedono il nostro tempo, il nostro amore, la nostra cura, le attenzioni, e dedizione.
    Tutte cose che non possono essere sprecate, perchè significherebbe altro come persone piu’ importanti, che magari lasciamo in stanze piu’ buie perchè abbiamo poco posto.
    Occorre imparare a vedere il nostro tempo come fosse una quantità di liquido in una ampolla, non acquistabile, non diluibile. Abbiamo questa, in dote e dobbiamo utilizzarla bene. Con lo stesso criterio dobbiamo usare le stanze del cuore, abitare quelle più preziose e intrattenere chi ci ama davvero.
    Ecco perchè ogni trasloco interiore è anche una piccola o grande rinascita, comunque un rinnovamento. Auguri anche a te, ai tuoi traslochi. Le linee telefoncihe che cadono non sono poi tanto importanti. Quelle che uniscono i pensieri delle persone che si pensano fortemente, non cadono mai.

  8. Cè un negozio vicino a casa mia che ha solo tute “firmate”. Io di firmato non ho mai avuto assolutamente nulla e, ogni tanto, penso proprio di sbagliare in quanto, se tutti facessero come me le grandi marche avrebbero chiuso da tempo e decine di migliaia di persone sarebbero senza lavoro.
    Riguardo ai traslochi ne ho un paio che mi aspettano fra qualche mese. Mi preoccupano molto, non tanto per la gentilezza o meno dei traslocatori o degli amici che mi aiuteranno, ma perché dovrò abbandonare definitivamente delle cose che mi hanno accompagnato per tutta la vita. La mente mi dice che sarà un facile distacco; ma non le credo.

  9. Pieffe ti ho visto arrivare, in piazzaduomo con un paraorecchie decisamente fashion, multicolor: firmato o no era sicuramente molto glamour.

    Il trasloco: non ci appartiene niente, nè persone, nè cose. La vita ci insegna che possiamo salutare le persone che amiamo, e intraprendere percorsi che ci sembrano impossibili e continuare a vivere, ad amare, ad essere felici. Con le cose è molto più facile, vedrai. Dai retta alla mente, in questo caso almeno, perchè il cuore le ha suggerito che è vero … Possiamo. Magari non sarà facile facile, ma possiamo. Un abbraccio fortissimo e mi raccomando tieni al caldo le orecchie.

  10. Pfwfp sarà un parente del Pf nostrano?

    E Pfwfp e Qfwfq sono la stessa persona, e siamo tutti noi?——————————————————————————————————————–

    Quando Qfwfq era bambino gli atomi di idrogeno li conosceva tutti, perché ci giocava a biglie con il suo amico Pfwfp. Il gioco consisteva nel far correre gli atomi attorno alla curvatura dell’universo.

    Con il passare del tempo, però, il gioco diventò fiacco: spesso Pfwfp si assentava per ore ed era come distratto. Un giorno Qfwfq lo seguì, e si accorse che Pfwfp si prendeva tutti gli atomi nuovi e li truccava da atomi usati: ecco perché era sempre in vantaggio! Allora Qfwfq fabbricò finti atomi, che mise al posto degli atomi appena nati che prendeva Pfwfp. La gara cambiò radicalmente: ad ogni tiro di Pfwfp i finti atomi si sfaldavano, mentre Qfwfq accumulava vantaggio.

    A questo punto Pfwfp si stancò, e Qfwfq propose di giocare a far volare le galassie. Qfwfq tirò fuori tutti gli atomi nuovi che aveva e li lanciò in aria, dando vita ad una giovane e veloce galassia alla quale si attaccò volando via. Pfwfp fece lo stesso ma, visto che i suoi atomi erano finti, non si creò nessuna galassia. Intanto Qfwfq era già lontano anni luce da Pfwfp. Ad un certo punto però sentì una voce dietro di se, e vide Pfwfp su di una galassia nuovissima. Si rese conto però che di fronte a lui c’era un Pfwfp, davanti al quale c’era un Qfwfq, e così via. Girandosi vide che dietro Pfwfp c’era un Qfwfq, dietro al quale c’era un Pfwfp, e così via. Nessuno avrebbe mai raggiunto l’altro.

    (Le Cosmicomiche – Calvino)

  11. La scorsa primavera ho fatto imbiancare tutta la casa. Per imbiancare si deve sgombrare. Quindi c’è stato un vero e proprio trasloco, seppure da una stanza all’altra e di sotto in garage.
    Sono capitate in mano cose di cui ignoravo l’esistenza, messe lì chissà quando e dimenticate.
    E se prima in casa ci stava tutto, dopo, va a capire perchè, lo spazio si era come ristretto.
    La ragazza che ha imbiancato, scherzando, ha detto che le cose “prendendo aria” e si gonfiano.
    Non avrei mai e poi mai pensato di poter regalare tanti libri e di riuscire a staccarmi da cose che per un po’ sono stati pezzetti della mia vita. Ed era tutto lì: per un po’ hanno fatto parte della mia vita. Poi basta. Sarebbero state solo zavorra, magari gradevole, ma solo zavorra.
    Ciò che conta è ben altro.
    Infatti, a distanza di qualche mese, non sento per nulla la mancanza delle cose donate o semplicemente gettate.

    Bello Calvino, quanto mi piace!
    Grazie, Celeste!
    Pinuccia

  12. Se ricordo bene, l’ultima volta che ho visto mio cugino Pierre, mi parlò di Pfwfp, (che però fa parte del club dei pleiadiani neoricchi, insomma,… del ramo burino della famiglia).
    Quando eravamo piccoli ci divertivamo a fare il surf sulla polvere cosmica che precipitava nei buchi neri. Assai spesso, o per colpa dello spin, o per colpa delle stringhe che acceleravano i tempi su corsie preferenziali, o per colpa di qualche fottutissimo neutrino che si metteva di traverso ai fotoni, ci trovavamo ad attraversarci reciprocamente la strada su piani paralleli d’esistenza. Pfwfp, che anche allora era un po’ fanatico e voleva fare il superman, un giorno si smaterializzò dentro un buco nero e non ne avrei più sentito parlare se Calvino non mi avesse spiegato che ormai aveva oltrepassato l’universo della relatività ristretta e si era incasinato negli universi polidimensionali.
    Bah: ‘sti pleiadiani burini nun se reggono più!.
    Ciao Pinuccia. Il tuffo tra le cose che lasciamo è appassionante quasi quanto quello fra le cose che troviamo.
    In fondo non conosciamo bene né le une né le altre.
    Buon anno a tutti.
    Pieffe

  13. Io ve lo posso dire: è per questo che Pieffe usa la sua astronave a pedali! Proprio per distinguersi dal cugino pleiadiano burino Pfwfp che fa il gradasso negli universi polidimensionali.
    Certo questo gli costa parecchio. ha dei polpacci più larghi che lunghi (una volta ho provato a farmici le unghie e mi si è sbeccata la chat manicure) e fa una fatica a decollare se le sue 7 mogli non gli danno una spinta. Le orecchie sono poco aerodinamiche e rischia anche l’otite.
    Insomma, per essere “diverso” rischia sempre di prendersi un raffreddore.
    il fatto è che quando erano piccoli Pieffe invidiava Pfwfp perchè aveva sentito dire che era palindromo e pensando che fosse una cosa bella voleva esserlo anche lui, ma gli hanno detto che non era possibile perchè un palindromo nasce ogni 25.000 anni ed è un evento concomitante con la precessione…insomma per la rabbia Pieffe lo ha spinto in un buco nero sperando di cancellarne la memoria.
    Invece Calvino (proprio come Pieffe) lo ha scoperto.
    Fusa

    Nb: calvo..calvino …oddio che freddura!!

  14. …..Era quasi verso sera
    per la galassia stavo andando
    me s’è aperta la portiera
    è caduto giù il Pfwfp

  15. Ma pensa un po’!!!! Le portiere che si aprono così al momento giusto, al posto giusto.
    Comunque sarà stata una botta di rabbia da parte di Pieffe o di un attimo di distrazione da parte di Pfwpf, sarà, boh!
    Il nostro Pieffe ha dimostarto di essere un calcolatore freddo e implacabile. Quindi noi siamo tutti avvisati: non svegliamo il Pieffe che dorme…..o ci troveremo in un buco nero a tenere compagnia a Pfwpf.

    Pinuccia

  16. Oggi 6 Gennaio 2012.
    Festa della donna Pleiadiana.
    A tutte le colleghe sulla scopa in giro per il mondo terrestre un affettuoso augurio.
    Pieffe (e le sue sette mogli)

  17. Auguri a tutte le donne, il 6 gennaio o il 7, il 24 agosto il 14 luglio il 19 giugno il 23 dicembre ecc cc.
    Alle donne che sanno volare, sopra un tappeto volante o a cavallo di una scopa, non ha importanza: il coraggio di volare trasforma ogni donna in una bellissima, meravigliosa befana per cui auguri a tutti quelli che sanno volare, esteso anche agli uomini che vogliono volare anche quando il percorso è buio.
    Insomma auguri a tutti quelli che accettano il rischio, tutti i rischi anche quello di cadere, anche quando cadere da alcune altezze ci si fa male. Ma ci sono poche opportunità di volare, nella vita. e il rischio più frequente è non accettare rischi. Quella si che è una caduta certa.

    Ehmmm scusate se mi sono allargata: è che ‘sta scopa sopra la quale sono seduta sta puntando alle stella e non c’è verso di farle cambiare direzione.
    Nemmeno dopo anni e anni di lezioni di volo. Qualcuno, con più “giudizio” di me avrebbe cambiato istruttore, si sarebbe affidata ad una scopa sicura, una di quelle che conosce la strada, con il tom tom incorporato, insomma una scopa convenzionale e omologata, ma a me non piacerebbe.
    Sono fatta così….
    E allora mi tengo la mia, e le lezioni del mio istruttore che mi sussurra dal di dentro. Ha un sacco di difetti, ma mi conosce meglio di quanto mi conosca io, Se mi schiantero’ contro un albero pazienza: mi hanno detto che ci sono alberi meravigliosi, e poi so da me che non tutte le botte sono dannose, anzi …..
    Vi faro’ sapere. Io per ora non cambio la rotta, ‘sta scopa sembra avere una propria volontà .. ma io mi fido di lei. Lei sa .. Ehmmmm questo è cio’ che spero.

    Un bacione a tutti, uomini e donne d controluce.

  18. Che dire… tornare e ritornare è come un trasloco… si lasciano le cose, muri esteriori, ma si riscoprono, aprendo le scatole, di “vecchi” pensieri (od oggetti) di cui si erano perse le tracce perchè accantonate ma che comunque hanno fatto la nostra storia… cioè quello che siamo :o)

    Traslocare è anche un modo per “rinascere” (un po’ come quando con il surf si cade nel buco nero e si fa visita ad un universo parallelo – pf è giusto il concetto?) e credo che ogni rinasciata faccia bene al presente, al futuro e anche al passato dove si possono rileggere le situazioni in un’ottica diversa

    un sorriso 🙂

  19. Sì, è l’occasione anche di fare pulizia, di gettare via ciò che non serve più e di alleggerirsi di un bel po’ di zavorra e di paccottiglie che spesso appesantiscono i pensieri. Così come occorre arieggiare le stanze della mente e far circolare meglio i pensieri. L’importante è non portarsi dietro le cose che non ci servono, e avere il coraggio di scremare, portare alla discarica, e in taluni casi, distruggere, bruciare. La rinascita è sempre possibile, e un trasloco offre l’occasione di fare pulizie perché si è costretti a farla. E anche per leggere le situazioni con altre lenti si, occorre liberarsi dei vecchi occhiali. Costa dolore a volte… ma poi è tutto più chiaro. La miopia non fa bene alla vita, e allora sì, buttiamo tutti i vecchi occhiali, le vecchie scatole e la polvere che ricopre tutte le cose.
    Se ne farà di nuova, lo sappiamo benissimo, ma almeno farà fatica a crescere la muffa.

  20. è da qualche mese che preparo mentalmente il mio trasloco, ormai abbastanza prossimo, e il problema sarà proprio il coraggio di scremare.
    cerco di rivolgere il mio pensiero alla parte positiva di ciò che mi aspetta e so che dopo starò infinitamente meglio ma durante il “durante” soffrirò e penserò alle tue parole scritte celeste, ogni volta che mi chiederò “lo tengo o lo butto?”.

  21. butta, butta Frost. Sono poche le cose che servono. La maggior parte ingombrano. Ingombrano come oggetti, come pensieri, come parole. Una volta vivevo in una casa piccolissima. Per mangiare avevo solo una pentola, una padella, un piatto, due bicchieri, coltello e forchetta. In fondo bastava lavarli ogni volta dopo aver mangiato. Poi avevo anche un sacco di lettere scritte e ricevute. Quando le bruciai tutte nel camino mi resi conto che in fondo le avevo già scritte, le avevo già lette: e a che cavolo servivano ancora? Questo discorso si può estendere quasi a tutto. Si vabbé ci vuole un po’ di coraggio.

  22. In ritardo, molto in ritardo ringrazio Pieffe e le sue sette mogli per gli auguri poco più sù.

    Belle le tue foto speculari frost.
    Mi viene in mente quella canzone di Gaber: Cosa è di destra, cosa è di sinistra?
    Si tratta della stessa cosa vista da una prospettiva diversa, forse?

    Mah!
    Tanto ci arrabattiamo sempre su cosa è veramente necessario nella nostra quotidianità. Poco, molto poco. Un conto è dirlo, un conto poi, è mettere in pratica.

    Abbracci
    Pinuccia

  23. Sono una di quelle che non butta quasi niente. Tutto potrebbe tornar utile. E alla fine ho un davanzale pieno di tutto.
    Dentro di me ho l’idea che ogni cosa abbia la giusta collocazione nel mondo e non è detto che sia il trituratore dei rifiuti. A volte butto via a settori: armadio, cassetti, soffitta. Ma faccio le cose poco alla volta. Il distacco è sempre lento e la pigrizia è tanta. Poi mi prende il raptus, qualcosa che mi ha stufato perchè sempre in mezzo alle zampe e di cui non ho più collocazione viene lanciato dalla finestra…in quei casi Lucertola e ZarZigulì si mettono il caschetto perchè vola di tutto.
    Solo una cosa non riesco a sgomberare per bene. E’ la mia libreria. Ho casa invasa di libri, ma quando penso di liberarmi di uno di essi mi rimane incollato alle zampe!!

    Anche io sono passata a vedere le foto di Frost e le trovo veramente bellissime, complimenti

  24. grazie lucecontrolucini, mi fate venire voglia di chiudermi in casa a scegliere foto per il blog e”costruirne” altre…
    sono foto viste da una prospettiva diversa ma anche messe insieme a formare una nuova prospettiva, è un esercizio che pratico anche nella vita perchè è vero solo in matematica che cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia.
    nella vita se proviamo a mettere le cose insieme in un ordine diverso o se le guardiamo rovesciate o allo specchio possono rivelarci novità sorprendenti.

    pieffe prometto che sarò coraggiosa e butterò anche se stanotte in un pezzetto di insonnia ho pensato che potrei compensare il trauma della perdita con un “diario del trasloco”, occuperà sicuramente meno spazio….

  25. Pinuccia Bentornata.
    Frost: io penso che alla fine si butta tutto cio’ che sappiamo di non volere più. Anche Petula, che non si libera della sua libreria, in realtà ha donato scatoloni di libri ad una libreria, come scrisse in controluce tempo fa, pertanto ha tenuto ciò che il cuore le ha suggerito di tenere. Alla fine, decide il cuore. Ho appena letto in un libro che il coraggio sta nel seguire il cuore e ho riflettuto su questo, e l’ho trovato così semplicemente .. vero.
    Pieffe mi ha fatto pensare alle lettere (quelle scritte con la penna e sulla carta) che stanno dentro quella che io chiamo “la scatola della vita” e ho pensato, una sera di qualche mese fa guardando il fuoco nel mio camino, di gettarle. Non l’ho fatto per pigrizia (dovevo salire al piano superiore, aprire la scatole ecc) o almeno credo che sia stato per pigrizia. Mi rattristerebbe ricordare leggendo cose: i ricordi fanno parte di noi e li custodiamo dentro e ciò che abbiamo vissuto ha fatto cio’ che siamo. Moltissimi anni fa quanto persi mia madre all’inizio fu dura regalare le sue cose ma poi mi resi conto che era solo una questione … mah.. culturale, forse. Regalai quindi molte cose, quasi tutto. Tenni le pagelle di scuola, che sono in cornice e sono appese nella mia casa, e poi le fotografie e altre cose, ma poche. E non sono ricordi chiusi in scatole: sono cose che fanno parte dei miei giorni, della mia casa, vivono con me, sono parte del mio quotidiano, sono cose che uso. Uso le sue tovaglie di fiandra e di lino, le lenzuola ricamate, con il punto a giorno fatto da lei. Uso le sue federe, con le iniziali LC ricamate in un angolo, bianco su bianco. Poi qualche anno fa ho venduto la casa di famiglia, l’ho svuotata completamente e personalmente, ho portato una quantità non indifferente di cose in discarica e molte le ho regalate a famiglie segnalatemi da persone che conosco, e l’ho fatto senza molto dolore. I miei genitori e la loro storia sono dentro di me, io porto dentro quella storia, le cose buone e quelle non buone, e questo è tutto.
    Abito una casa grande: a volte l’avere spazio costituisce un alibi per tenere le cose che “potrebbero servire” e in effetti questo accade. Ma poi come Petula vengo presa dai raptus anche io e faccio piazza pulita, specie quando ………………… ho necessità di fare ordine dentro. Comincio così, comincio sempre da fuori. A volte soffochiamo, tra le cose. Quelle attorno a noi e quelle dentro di noi.

  26. Frost:
    pero’ credo che sia importante “buttare” quando è il momento giusto. Ecco…
    Mi unisco a Petula, con i miei personali complimenti per le foto, in particolare la signora anziana che si dona i fiori: un volto bellissimo, un gesto altrettanto bellissimo.

    Pieffe:
    TU…. in una casa piccola???? E le sette mogli le tenevi sottovuoto? O sul terrazzo?
    E le paperelle per il bagno?

  27. Per i libri, so che e’ molto, molto difficile buttare quelli che si ha (anche quando in fondo sappiamo che non li leggeremo piu’), ma forse si puo’ fare qualcosa per non accumularne altri. E qui diro’ qualcosa che fara’ accapponare le orecchie di PF: w il Kindle! Pesa e misura quanto un blocknotes sottile, ci metti dentro qualche decina di scaffali e ti leggi quello che vuoi all’aperto, su una spiaggia o su una panchina. Dovrebbero inventarne uno a pedali…

  28. Da quello che leggo vedo che siamo tutti contagiati dalla stessa sindrome: anch’io come tutti predico bene e razzolo male. C’è sempre qualcosa che si potrebbe buttare e poi…. chissà perchè, potrebbe servire ancora e rimane lì, a fare da coia puvi (cogli polvere). Poi arrivano, per fortuna, i raptus e la casa si svuota quel tanto da poterci circolare dentro di nuovo per un po’.
    Ho eliminato, come ho detto più sù, molte cose che stazionavano inutilmente in casa, la stessa operazione la dovrei rifare spesso. Invece quando è il momento mi invento chissà quali altre priorità e tutto rimane come prima.
    A volte mi chiedo se invece di fare questo tipo di interventi in casa mia fosse un’altra persona, anche mia figlia, quante cose sparirebbero.
    Lo ha descritto bene Celeste quando ha svuotato la casa di famiglia, che poi è la stesso compito che è toccato a me, dopo la morte dei miei genitori.
    Mi sono accorta che le cose che per me magari hanno un valore immenso, per mia figlia, ad esempio, non contano nulla. Meno male che è così.
    Tanto in natura nulla si crea e nulla si distrugge, si spostano solo delle cose da un luogo ad un’altro.

    Abbracci
    Pinuccia

  29. Gil: anche le mie piu’ modeste orecchie stanno rabbridivendo un po’.Capisco il risparmio, capisco i problemi di spazio, capisco il risparmio di carta. Ma per me non c’è niente, ma proprio niente che può sostituire la bellezza di un libro (che ami) tra le mani. Anche io leggo dal web, solo con il PC (non possiedo altro) e solo se sono costretta. Spesso stampo, anche se avere tra le mani un foglio A4 non è come avere tra le mani un libro. Ma una tavoletta luminosa e scorrevole … no, ancora non ce la faccio.

    Pinuccia: si, meno male che è così anche se è vero che a volte ci si morde le dita per aver buttato delle cose che poi invece mancano.

  30. in realtà so che questo trasloco sarà una benedizione, e la stanchezza vincerà.
    sarà lei la miglior alleata nella “liberazione”.

  31. chissà perché nel post precedente sono uscita mezza frost e mezza anonimo….wordpress ha ancora troppi segreti per me

  32. Ci sono dolcezza e pace in talune stanchezze. Ecco che diventa una bella sensazione anche la stanchezza.

    Non preoccuparti per il mondo segreto di word press.. Io ancora mi stupisco per cio’ che riesco a fare ed ogni volta vado piu’ o meno a tentativi. Va bene così.

  33. MMh..caro Gil.
    Per quanto mi riguarda preferisco di gran lunga la trasmissione orale, possibilmente in versi, meglio ancora se cantata. Il fatto che si sia passati dalla voce al geroglifico è già stato un trauma, ai tempi del mio avo Pitankamen, ma comunque…se po fa’. Il passaggio al papiro con la scrittura demotica debilitò il mio avo Pitolomeus. Il piombare nei manoscritti alfabetici fu un ulteriore abominio. Infine pensai che la stampa, con la democratizzazione dello scibile, fosse il massimo della perversione sapienziale, ma mo’ con i libri azzeccati tutti in un bacarozzo di plastica luminosa proprio…nun ce la fo’.
    Se è vero che ho imparato a mandare sms soltanto lo scorso anno me la vedo brutta con i testi elettronici.

  34. Caro Pieffe,
    hai fatto bene a ricordarci la degenerazione. Pero’ ti faccio presente che il kindle non e’ luminoso, e’ una tavoletta sottile e leggera che va una favola alla luce del sole. Per me e’ impagabile poter lavorare, studiare e leggere romanzi (e si’, non e’ da me, ma sto rileggendo il mio primo romanzo…) all’aperto, sulla riva di un fiume, all’ombra di un monastero, in un bar, portandomi appresso una libreria che peserebbe una cinquantina di kg.
    Comunque, dopo aver letto la P-cronologia della degenerazione della trasmissione della conoscenza, condivido la mia gerarchia in proposito:

    a) silenzio
    b) silenzio con abbraccio
    c) comunicazione orale
    d) kindle (o altri e-reader)
    e) netbook (ho cinque stanze di librerie dentro, ci scrivo pure e posso leggere controluce!)
    f) libri
    g) e-mail, blog, forum, skype, etc. (colmare le distanze ‘fisiche’ non e’ irrilevante)

    C’e’ chi dice che il profumo dei libri e’ insostituibile, ma quando me ne sto col kindle in campagna o in una foresta, non cerco altri profumi.

  35. Apas (associazione pleiadiana abbracci silenziosi). Presidente: Pimistico
    Apac-mm-ss (associazione pleiadiana abbracci con manomorta sul sedere). Presidente: Pipolipo
    Apeses (associazione pleiadiana eros spinto e sconvolgente). Presidente: Piceprovosempre
    si mettono a vostra completa disposizione per la sperimentazione dei punti da “a” fino a “c” elencati da Gil
    Oltre, chiedere a lui.
    Pieffe

  36. Ma certo!
    Soap soap suft soft surf sarf swisch

    (sono i rumori mistici dell’abbraccio silenzioso)

    Pimistico

  37. ooooooohhhhhh! I rumori mistici!
    E le sensazioni che si provano quale suono emettono ?

    Pinuccia

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