68 pensieri riguardo “DREAM

  1. dipende dal sogno …

    il fatto che si possa realizzare può aprire prospettive tetre; grazie al cielo un misterioso, perfido automatismo prevede dei passaggi di filtro sulla realizzazione dei sogni, forse finalizzati a capire quanto siano effettivamente dei sogni, o quanto relmente vengano dal profondo o siano importanti.

    forse il bello del realizzare un sogno anzi è proprio l’affrontare e superare tutte le difficoltà, i confronti, le verifiche.

    quasi non è tanto importante la realizzazione quanto il percorso

  2. Non e’ cosi’ facile. Sto sognando un sacco di cose e mi impegno per superare ogni difficolta’ ma

    spesso ho la sensazione di avere il mondo contro.

    Chi affronta le cose con ottimismo ha piu’ possibilita’ di vedere i propri sogni diventare realta’.

    Si chiude una porta e si apre un portone, come dici sempre tu, Cele.

    Ciao a tutti

    Sir Biss

  3. L’importante è sognare e cercare di realizzare i sogni.. non è facile ma non bisogna mai smettere di lottare

    Un sorriso 🙂

  4. Leggo questa frase, e non so come capirla.
    ci sono almeno due chiavi di lettura: una è “puoi realizzare quello che sogni”, ossia, niente è impossibile. Forse è la più immediata pensando a chi l’ha detta.
    L’altra è meno positiva, meno aperta, ed è: “puoi farlo, se puoi sognarlo”. Ossia: “sarai capace di sognare ancora, e fare, di conseguenza?”
    Ecco.
    Lessi tempo fa, non ricordo dove onestamente, un articolo di Giampaolo Pansa. Aggiungo: uno sgradevolissimo articolo. L’argomento più gettonato di questi tempi è “la crisi” (che bella invenzione la crisi… tutto può essere fatto in nome della crisi, il più limpido dei lasciapassare). Diceva, questo me lo ricordo bene e me lo ricorderò per un pezzo: “è l’ora che i giovani smettano di sognare, e che si rimbocchino le maniche”.
    No. E qui mi riallaccio alla frase citata dalla nostra preziosa Celeste, No: quando i giovani smetteranno di sognare, niente potrà più essere fatto. I sogni sono il motore primo di ogni cosa.
    Non so cosa il nostro deturpatissimo Disney intendesse quando disse queste parole, e non è poi così importante: come regola generale credo valga più la riflessione che le parole suscitano che l’intenzione di chi le ha pronunciate. Gradirei che Cele, se e quando ne avrà voglia, ci illustri il suo pensiero, l’idea che l’ha portata a postare proprio queste parole.
    Grazie Cele, e buona notte tutti i controlucesi.
    R

  5. Nessuno può vivere senza sogni. Il sogno non è solo desiderio, il sogno è speranza, è possibilità, è il pezzo di terra che precede la costruzione, la crescita, il progresso. Il sogno è il collante tra desiderio e possibilità, è la mano che ti regge sulla strada di sassi e spesso una luce nel buio. Senza il sogno non si cresce. Sogno: terra di mezzo, tra idea e realizzazione, sogno come ponte mobile, perchè cio’ che sembra impossibile oggi sembra un po’ meno impossibile domani. Respira sul confine, mai definitvo, etereo, fluttuante, tra il giorno e la notte. Perchè il sogno ci contiene, ci rappresenta, ci appartiene e come il pensiero appartiene a tutti, ai poveri e ai ricchi, e come il pensiero “non lo puoi recintare non lo puoi fermare” come cantava Lucio Dalla un bel po’ di anni fa.
    E’ il fiato che ha ispirato gli uomini a crescere, fin dalla notte dei tempi. Senza desiderio e senza sogno e senza speranza, non c’è vita, non c’è crescita, non c’è credo. Il sogno è “credo”. In alcuni momenti della vita il sogno è il solo ossigeno disponibile. Mentre scrivo questo, penso a quando, da bambina, nei momenti tristi e dolorosi, mi rifugiavo sotto le coperte, nel mio letto e fantasticavo. Sognavo, inventavo e mi inventavo. Mi sembrava che nessun giorno avrebbe mai potuto ferirmi tanto da togliermi i sogni. Penso spesso a questi momenti e ricordo con precisione la sensazione che provavo quando finalmente trovavo il “mio mondo”. La notte si srotolava su di me, e io vi depositavo i miei sogni e le mie speranze, le mie preghiere, affidavo ad essa i miei pensieri. La mattina sapevo che tutto era al sicuro, dentro lo stesso mondo che avrei ritrovato la sera stessa. Poi si cresce. Le cose cambiano, la solitudine diventa anche possibilità, privilegio, ma i rifugi restano. Quelle grotte calde e umide, illuminate di luce giallognola dentro le quali noi diventiamo noi e diventiamo anche i sogni che siamo, restano e continuano ad accoglierci e a scaldarci.
    Certo, il sogno puo’ essere inganno, trappola, ragnatela, puo’ inghiottirci dentro le sue notti piu’ buie, puo’ creare effetti spettacolari, farci prigionieri per sempre. Puo’ essere subdolo, nascondere il volto dell’illusione. Il sogno può essere il tappeto di foglie sotto la tagliola.
    Ma il “nostro” sogno, quello cui si riferisce il post, è la linfa che nutre l’anima, che porta il fuoco della passione, che accende l’entuasiamo. Come dice Riccardo, è il motore. Il motore dell’uomo è il cuore. Ecco. Il sogno è la pompa, e l’adrenalina che spesso fa tornare il battito dopo lunghi sonni del cuore e dei sensi.
    Si potrebbe parlare a lungo del sogno.. Un tema ampio, che offre svariate direzioni. Potremmo parlare del sogno degli uomini che hanno fatto l’Italia, dopo la guerra. Gli anni sessanta, dove i sogni diventavano realtà perchè la gente ci credeva. Ecco cosa manca ora: la gente che ci crede. Mancano i sogni. Manca IL sogno.
    Se i giovani dovessero smettere di sognare, sarà la fine. Questo paese ha bisogno di sogni che si tirano su le maniche, di uomini che sognano e di sogni che lavorano.

  6. Per quanto attiene la frase di Walt Disney.. le chiavi di lettura sono diverse:

    1) se lo puoi sognare ( e sognare non è da tutti ) lo puoi fare ( e fare non è da tutti ) non fa altro che sottolineare l’importanza e la valenza del sogno. Perchè mica tutti sanno sognare. Chi non ha aspettative non sogna, chi non vuole migliorare o migliorarsi non sogna, chi non vuole rischiare … non sogna. Chi non sa cercare oltre, non sogna.

    2) se lo desideri fortemente, allora lo puoi realizzare.
    Io non ho mai visto il bicchiere mezzo pieno, lo sanno tutti qui in Controluce. Eppure credo che volere sia un po’ potere. La perseveranza e la convinzione, anche nella lentezza purchè costante (sono capricorno, si nota?) puo’ far scalare montagne. Credo che abbiamo tante risorse che non sappiamo di possedere, possibilità che nemmeno immaginiamo. Credo davvero che tantissimi limiti siano solo dentro la nostra testa. E che abbiamo un paio di ali, solo che …. non ci crediamo.
    Ecco, all’incirca penso questo. Non voglio affatto sostenere che tutto puo’ essere raggiunto … ma che spesso non tocchiamo le stelle perchè abbiamo paura di non riuscire a farlo, mentre talvolta le stelle sono così vicine …. che basterebbe allungare poco poco la mano.

  7. Riccardo non ti ho risposto, lo faccio ora:
    Le ragioni che hanno prodotto questo pensiero, è .. un pensiero.
    Un pensiero che si collega un po’ a “Le mani”, ultimo post di CL (di Splinder vestita) ed è un pensiero dedicato a quelle persone che nella vita fanno le cose con e per amore e passione.
    Che dedicano tempo e risorse perchè altri possano conoscere, imparare, capire ed amare qualcosa. Seza tornaconto.. Anzi.. a discapito dei propri interessi.
    Questo Paese contava molte persone così.
    “Trasmettere” era un valore. Un tempo. Poi le persone così sono passate di moda e tutti siamo diventati giardinieri dei nostri personali giardini. (Meno concorrenza c’è meglio si sta noi).
    Ecco, pensavo a questo. A persone così.. fuori moda. Ecco perchè è nato questo post. Dedicato ai sognatori, a quelli che sanno aprire le mani e offrire conoscenza, esperienza, passione e che vogliono fare sapere che ci sono sfide da vincere. Ecco.
    E qualcuno qualche sfida l’ha vinta.
    Ecco il “mosaico” di pensieri.
    Buonanotte.

  8. Mi sa che l’articolo di Pansa equivoca tra sogni come direzione (irreale eppure possibile) e sogni come ristagno in una dimensione onirica. E da come lo racconti sembra pure trasudante di pregiudizi. Non mi sorprende.

  9. Dream… ho fatto un sogno:
    mi sveglio al mattino, accendo il pc, guardo la posta e apro i giornali. C’e’ la manovra finanziaria, scarico il contenuto in pdf e scopro che a ciascun parlamentare verranno decurtate 8000 euro al mese. Strabuzzo gli occhi, ingurgito altro caffe’… riguardo: si’, proprio 8000 euro al mese in meno! I parlamentari guadagneranno comunque tra le 7000 e le 10000 euro al mese, ma 8000 euro della loro indennita’ saranno destinati ai pensionati meno abbienti. Mi faccio un conto: sono almeno 1000 tra deputati e senatori, la cifra tocca gli 8 milioni al mese. Leggo ancora: saranno versati ai pensionati piu’ poveri, quelli con la minima che non basta a mettere insieme un pasto al giorno, 800 euro al mese ciascuno. Continuo il mio conto, che tra l’altro e’ tanto facile da essere alla portata della mia matematica, anche onirica: 10.000 (diecimila) pensionati potranno avere 800 al mese ciascuno. Un affitto in una casa piccola, modesta. E ti pare poco?
    Poi mi sono svegliato, ho messo su il caffe’, ho acceso il pc e… e ho scoperto che non era cosi’, anzi, che mi tasseranno il posto barca all’Argentario…
    Com’e’ amaro il caffe’ al mattino…

  10. Per me pero’ il caffè la mattina è ottimo, e lo prendo ormai da 25 anni, senza zucchero, come ogni cosa del resto. Ci sono stati dei periodi poi che l’odore del caffè era una delle poche ragioni per cui mi alzavo dal lettino… Bello trovarti. Ho notato anche che sul Pansa siete sintonizzati, tu e R.

  11. Sempre in tema: chi se lo ricorda “L’uomo dei sogni”, con Kevin Costner?
    Magari non era un gran film, ma a me piaceva quella sua difficolta’ a dover spiegare quello che era appunto un sogno, un’azione apparentemente senza meta.
    Ovviamente perche’ all’epoca simpatizzavo con quell’avere nelle vene un impulso forte ma indefinito, che ti fa fare cose che vanno contro il buon senso, ma che al contempo e’ l’unica direzione che ti sembra affidabile.

  12. Io faccio il tifo per Amleto: così incerto su quale fosse la parte credibile tra la veglia e il sogno?
    Non credo che il sogno, quello vero, quello che appare durante il sonno profondo, contenga aspettative. Forse contiene verità che non osiamo dirci.
    Invece sospetto che il sogno ad occhi aperti contenga soprattutto illusioni, a volte limpide, altre torbide. E le illusioni portano sempre verso il pregiudizio, anzi, verso il giudizio che è il più grande nemico del vero sogno.

  13. @Pieffe:
    penso che il problema sia nel fatto che sogno sia un termine ormai polisemantico, sui cui difficilmente si conviene. Si gioca sul crinale tra illusione e aspirazione e, forse, tra pazzia e saggezza.
    L’antitesi tra sogno a occhi aperti e vero sogno mi e’ piaciuta, ma non l’ho capita: di mezzo c’e’ il giudizio, ambiguo almeno quanto il sogno. Mi hai lasciato con un dubbio amletico…

  14. Non è che la differenza nel significato che si da alla parola sogno?
    Sogno come pia illusione o sogno come meta, scopo che ci propone di raggiungere.
    Nel primo caso è un gioco in cui si si può cullare, essendo consci che è solo un gioco.
    Nell’altro ci si mette in gioco, si mettono in campo tutte le forze a disposizione per raggiungere
    l’ obiettivo.
    Amleto, oscilla tra l’essere e il non essere, ma sa da che parte stare, alla fine della sua storia sceglie infine con decisione ciò che deve fare. Re Lear, invece si lascia cullare dall’illusione e solo quando è messo davanti alla cruda realtà si ricrede.

    Pieffe hai fatto il restyling? sei passato dal chirurgo plastico? e le tue orecchie?

    Pinuccia

  15. Gil, si, ricordo l’uomo dei sogni. L’ho visto un paio di volte.
    Credo di capire quando parli di impulsi che spingono a fare qualcosa contro il buon senso.. Ma: il buon senso cos’è? Cosa o chi stabilisce il confine tra il buon senso e il non buon senso? Io credo che occorre ascoltare di più l’istinto, la “voce” , la pelle. Il buon senso spesso è luogo di pregiudizi e regole confezionate da altri alle quali pensiamo di doverci adattare per essere “in regola”. Il bollino blu, l’omologazione se rispettiamo certi canoni.

    Pinuccia: ma lo hai visto Pieffe? se tu clicci sulla sua faccina la vedi bella grande, tra le verdissime foglie del grande fico. Bellissimo è.

  16. Meno male che c’è chi mi apprezza. Grazie Cele. Pinuccia, no, niente restiling: mi sono fatto fare una foto dalla mia terza moglie che soffre di vertigini, proprio sul 95° ramo del grande Fico. Mica è stato facile!
    Gil: dicevo che il giudizio (che è l’anticamera della sentenza) nasce con l’illusione di verità che, a sua volta, è una delle tante forme attraverso cui si confeziona l’opinione. Non sto parlando della luminosa “discriminazione” vedantina, ma proprio di quell’imperfezione drammatica (il sogno) che pone gli uomini in conflitto fra loro. In fondo gli uomini si ammazzano per inseguire i loro sogni. La realizzazione del “sogno” di qualcuno, in tal senso, qualunque essa sia, passa sempre sopra tanti cadaveri e sopra la rottura di sogni contrari al nostro.
    Pinuccia: Si, per questo tifo per Amleto. Il suo non è l’inseguimento di un sogno ma una efficace discriminazione.

  17. Giusto, Pieffe, hai messo il dito sulla piaga:
    che famo quando, sognando sognando, ci ritroviamo a tutta velocita’ in un vicolo stretto con un altro sognatore che procede con la stessa sicumera in senso contrario?
    [immagino che mi dirai che nel ‘vero’ sogno una situazione cosi’ non si verificherebbe mai…]

    Su giudizio e discriminazione: conosco un tale, un certo Gollum, che voleva fare il discriminatore vedantin (visistadvaita ovviamente, l’advaita forse gli avrebbe giovato), ma e’ finito col discriminare se stesso (quel se stesso che chiama Smeagol). Al bar dove lo incontro sempre, i cui avventori sono discriminatori ‘pesantin’, e’ diventato un po’ una barzelletta. Fa tristezza, chino sul tavolo, aspettando un tramezzino gatto e pomodori che non arrivera’ mai…

  18. Inseguire un sogno dovrebbe essere una cosa personale. Ognuno dovrebbe averlo un sogno, o meglio una meta da raggiungere. E dovrebbe essere, secondo il mio modesto parere, l’Obiettivo.
    E’ che il sogno non è quasi mai chiaro nella mente e allora ci si affanna a cercarne qualcuno che possa soddisfare aspettative di successo personale. Così, nella confusione totale si cerca di appropriarsi di un sogno qualunque e si pensa di essere i più bravi, dotati di lunghe vedute tanto da essere persino in grado di insegnare a Dio stesso a fare il mestiere di Dio.
    Mah!
    Grazie Celeste: le mie capacità con le nuove tecnologie sono proprio bassine. Pieffe lo vedevo come un cucciolo di Pieffe. Tenero tenero. Così ci ha dato non solo una nuova immagine di lui, ma anche quella del mitico grande fico di cui su favoleggiava.
    Pinuccia

  19. Grazie dell’apprezzamento Pinuccia. Si, è vero, tra quelle foglie non sono niente male.
    E mi piace un sacco anche la tua considerazione su coloro che vogliono insegnare a Dio come fare il suo mestiere.
    Gil: E’ evidente che ognuno di noi ha uno Smeagol nascosto tra un sogno infranto e una speranza perduta. Per cui credo che il bar con i discriminatori “pesantin” sia affollatissimo

  20. Calembour: fare due lavori insieme, soprattutto se divertenti è bellissimo! Molto meglio che farne uno solo, magari pallosissimo! O no?

  21. Pant Pant (solidarietà con Calembour). Pieffe, ti sembrerà strano, ma le donne (e tu dovresti saperlo data la quantità delle tue mogli) fanno spesso due mestieri e a volte anche tre. O quattro. Pieffe tra le foglie di fico è bellissimo … Menomale che quando lo hanno fotografato, non si è visto che la foglia di fico quella adamitica per intenderci, si era spostata… Sennò mi facevano chiudere il blog (e due volte non ce la posso fare…)

  22. A proposito di sogni, a volte si crede che qualcosa debba per forza rimanere un sogno. Quante volte ci è pensato “troppo bello perché possa accadere davvero”. E non ci si crede, al sogno. Tanto, ma tanto tempo fa lessi questa cosa, di Herman Hesse contenuta in non so quale raccolta. L’ho cercata nella foresta dei miei files. Eccola.

    C’era una volta un giovane innamorato di una stella.
    In riva al mare tendeva le braccia e adorava la stella, la sognava e le rivolgeva i suoi pensieri.
    Ma sapeva o credeva di sapere che le stelle non possono essere abbracciate dall’uomo.
    Considerava suo destino amare senza speranze un astro, e su questo pensiero costruì tutto un poema di rinuncie e di mute sofferenze che dovevano purificarlo e renderlo migliore.
    Tutti i suoi sogni però erano rivolti alla stella.
    Una notte, trovandosi di nuovo su un alto scoglio in riva al mare, stava a guardar la stella ardendo d’amore.
    E nel momento di maggior desiderio spiccò un balzo nel vuoto per andare incontro alla stella.
    Ma, nell’attimo stesso in cui si librava nel balzo, un pensiero gli attraversò la mente: no, è impossibile che io la raggiunga! Così cadde sull’arena e rimase sfracellato, perchè non sapeva amare.
    Se nel momento del balzo avesse avuto l’energia di credere fermamente nel suo amore, sarebbe volato in alto a congiungersi con la stella.
    L’amore non deve implorare e nemmeno pretendere. L’amore deve avere la forza di diventare certezza dentro di sè. Allora non è più trascinato, ma trascina.

  23. Smeagol.
    concordo: tutti abbiamo dentro il nostro personale Smeagol. È per questo che esistono i confini ed è anche per questo che i confini sono labili, mai netti, checché se ne dica. Nella brochure dello studio dove lavoro tempo fa scrissi in copertina “La legge è ragione senza passione” Ma anche questa è una cazzata. Non esistono confini netti da nessuna parte e tutto è sempre relativo. Lo Smeagol che abbiamo dentro saltella qui e là e sposta il confine tracciato con la sabbia. Quello tra il bene e il male, tra bianco e nero, tra vero e falso ecc ecc.

  24. Io ho sempre pensato che Hesse, dopo aver fatto indigestione di testi indianeggianti malamente importati dalla Blavatsky, si sia impicciato con il suo Smeagol personale (senza offesa per quello amico di Gil, che resta comunque insuperabile).
    Insomma Hesse aveva uno Smeagol così romantico e ottimista che sarebbe riuscito a far innamorare perfino Mario Monti. Beh no, forse con Monti non ce l’avrebbe fatta.

  25. @Pieffe,
    forse dovresti essere piu’ indulgente con Hesse, d’altronde all’epoca non c’erano i grandissimi indologi di oggi…
    Sottovaluti il romanticismo del nostro Ministro del Sacrificio: Monti da adolescente mandava grafici di quotazione FTSE MIB alle ragazze per convincerle ad aprire un conto nella sua banca; una volta prese uno schiaffo da una compagna di classe dopo aver tentato di indicizzarla (poi rubarono insieme le merendine degli altri compagni, ma lei sali’ in cattedra e pianse in diretta); infine, si racconta che Monti ogni sera si addormentasse dopo aver letto Keynes (e non Hesse), svegliandosi al mattino con lo spread dappertutto…

  26. Pieffe: Non è questione di ottimismo. È questione di fiducia in sé il che è differente. Molto differente. Quante volte nella vita non si osa? E quante volte, invece, mete che sembrano irraggiungibili non sono mai state tanto a portata di mano (o zampa – qui girano felini e qualche rettile).

  27. Inseguivo un sogno. Passare da splinder a wordpress…forse ce l’ho fatta. Ma la strada e’ ancora lunga…
    ciao a tutti voi
    Sir Biss

  28. Sir Biss
    come vedi in WordPress ci si arriva. Ma i sogni che stai inseguendo sono ben altri.
    Io aspetto con te il giorno in cui li avrai raggiunti. Per brindare, questa volta con le stelle.
    C.

  29. Scusate, il mio davanzale di questi tempi è spesso vuoto, io e Lucertola siamo impegnatissime a correre su un tapis-roulant per rimanere esattamente nello stesso punto. In realtà ora Il mio sogno è di avere un attimo di pace e serenità e saperlo gestire bene, senza sensi di colpa o indolenze…insomma, vorrei potermi immergere nell’otium latino.
    Mi fate venire nostalgia a sentir parlare di Gollum e del suo doppio Smeagol….tanti auguri anche a lui di…ritrovarsi, Gil glieli porti tu, magari insieme a un tramezzino vegetariano!!
    A tutti voi un velocissimo abbraccio a otto zampe e due code.
    fusa

  30. Petula
    ci posso venire anche io nell’otium latino?
    Una milanese immersa con tutte le scarpe sarà credibile?
    Ricambio l’abbraccio di zampe e code e quando smetterai di correre ricordati che hai un invito da queste parti. Ho provato anche ad ingolosire il Gollum (quindi anche Smeagol) con qualche pietanza del lago di Como (Lavarello, agoni ecc…) ma mi ha confermato che è vegetariano, quindi puoi stare tranquilla. E anche Lucertola.

  31. ps un giorno scoprirò come mai esco con celestechiaroceleste.
    Recentemente ho incontrato le orecchiette di Pieffe: a Palazzo Reale abbiamo visto una bella mostra. Chissà se ci racconta.

  32. Humm si è vero. C’è stato tra me e Celeste un incontro mistico a base di makaccini, caffé, e Artemisia Gentileschi la quale era, di certo, una gran bella gnocca (nel corpo, assai meno nel viso) che aveva ereditato dal padre una notevole tecnica pittorica poi perfezionata con una sfolgorante serie d’incontri con artisti più famosi di lei. E’ una delle pochissime donne “pittrici” prima del ‘700.
    Probabilmente, oltre ai pennelli maneggiava con grande abilità anche i piselli di buona parte dei pittori dell’epoca e non concordo affatto con questa pretesa di volerla vedere come femminista ante litteram, che hanno in molti. Era una donna intensa, passionale, con un senso del corpo preoccupante, a metà fra l’ammirazione e il disprezzo.
    Una donna con una notevole sensualità, che traspare da tutti i ritratti femminili nei quali, assai spesso, ritrae se stessa. Con delle mani intriganti ma forti.
    Non aveva una grande competenza dal punto di vista simbolico e, secondo me (non avevo mai visto i suoi quadri in una sola raccolta) aveva un impatto psicologico sconvolgente sugli uomini. Non doveva esser facile gestire la sua esuberanza ma anche la sua protervia piena di una sorta di violenza. Insomma, un personaggio particolare da prendere con le molle.

  33. Concordo con Pieffe su alcuni punti: mani intriganti ma forti. Forti senza dubbio, intriganti anche, ma non per tutti. Forse perché le mani per me sono importanti, le guardo sempre, mi restano in mente, le mani di chi ho incontrato, conosciuto ecc. Le mani dell’Artemisia le trovo forti, affascinanti perché ricordano la forza di un artiglio… Quindi anche inquietanti. Mi piacciono molto le mani “forti” delle donne (le mie non lo sono, preciso) ma ci sono mani forti eppure femminili, e sensuali. Le mani dell’Artemisia (sono d’accordo con Pieffe, tutte le figure femminili sono praticamente autoritratti) le trovo inquietanti, affascinanti per questo, dunque. Non so nulla sulla competenza dal punto di vista simbolico: non è “roba” mia, quindi mi fido sulla parola. Non so quale impatto poteva avere sugli uomini nel ‘600… ma ho qualche sospetto su quale potrebbe avere se vivesse ora: scapparebbero. Gli uomini scappano da una donna così. Ma questo è solo il mio “sentire” che nasce dalla forza e dalla violenza che esprime attraverso la sua pittura. Perfino la Vergine che allatta il bambino, riesce ad essere in qualche modo “forte”. Poi c’è la Maddalena, bellissima, vestita d’oro. Sensuale e solenne e sacra. Bellissima. Ma anche questa, forte e toglie la dolcezza e la delicatezza alla donna.
    Sicuramente una donna intensa e passionale, e forse “troppo” abile, come dice Pieffe quando parla di “maneggiare” ecc ecc ecc… Troppo.

  34. sogno l’arrivo di un natale di riposo e letture.
    sogno un clima inclemente che mi aiuti a non aver voglia di uscire di casa.
    sogno di poter leggere di filato l’ultimo libro di yehoshua (atteso per 4 anni!!).
    lo sogno…spero di farlo!
    un abbraccio a tutti i sognatori

  35. i sognatori ricambiano l’abbraccio, a partire da me!!!
    ti auguro di poterlo fare … 4 anni di attesa sono un bel tempo!
    Meritano un adeguato godimento.
    Ciao Frost, tantissimi auguri e … noi aspettiamo sempre il tuo blog!

  36. Adesso che Celeste mi ha insegnato che cliccando sull’icona che contraddistingue ognuno di noi
    ( almeno persone che come me non capiscono nulla di informatica e tecnologie dell’ultima generazione ) ho cliccato su quella di Frost. Vista così mi sembrava un calamaio con la penna, quelle di una volta, quelle che usavo quando ho imparato a scrivere con relativo calamaio
    E invece ecco la sopresa: un bel gatto! Ci sarà pure la macchina da scrivere, simbolo di tecnologie un po’ più vicine ai miei tempi, che tra l’altro non ho mai imparato ad usare, ma in primo piano c’è un gatto.
    Quanti gatti da queste parti: Petula ci mette pure la faccia, Frost la sua figura intera!

    E Natale si avvicina intanto.

    Buona domenica pomeriggio..
    Pinuccia

  37. Vero Frost. E poi il tuo gatto, che scrive con i piedi, assomiglia moltissimo a tanti giornalisti e scrittori di quest’epoca illetterata. Con la differenza che il tuo micio è simpatico e lo fa per snob e per attitudine al sogno. Mentre i nostri maestri del pensiero “intellighente” (con l’h ovviamente) lo fanno per pura ignoranza. E a volte li premiano pure.

  38. Saremo gattari, è vero. Forse siamo qui per sfatare il detto che cani e gatti non vanno d’accordo.

    Che aria natalizia! Cele ha messo le stelline al posto delle rondini!

    Buon lunedì
    Pinuccia

  39. Visto Pinuccia? Io voglio sempre vedere le stelle (niente battute.. grazie, la padella in testa me la darebbero in molti) … Quindi, le mie stelline qui, magari saranno di buon auspicio …

  40. Cani, gatti e lucertole. I gatti scrittori sono i migliori, so di un certo Gattopardo che ha scritto un bellissimo romanzo poi malamente scopiazzato da un certo Tommasi di Lampedusa. Bahhh!
    Anche io dal davanzale vedo le stelle, un po’ tremolanti attraverso il freddo e la tramontana.
    Comunque, seguendo il famoso motto:” Come in alto così in basso”…anche noi accenderemo quelle stelline, (vi ricordate? Le usavamo da bambini, quelle che il papà accendeva con il suo accendino e poi si veniva spediti tutti imbacuccati sul terrazzo con questi bastoncini scintillanti a fare cerchi nel buio) per augurare a tutti un po’ di luce scintillante nel cuore e per scaldare questi tempi bui e un po’ freddi.
    Sempre a proposito di freddo Lucertola vorrebbe sapere da Pieffe dove può trovare un buon paraorecchie…anche se non so che cosa se ne faccia poi, dato che non le ho mai visto le orecchie.
    Mahooo

  41. e che ne so. A me ci vuole un paraorecchie telescopico! L’ho cercato anche a Milano ma non c’era. Per Lucertola invece ne ho visti alcuni bellissimi fatti con le ghiande. Dovrebbero starle bene.
    Ora vado a rimettermi a letto, senza paraorecchie, ma con la tosse, la febbre e, soprattutto…due palle…..
    Pieffe malatissimo.

  42. Pieffe, qui siamo tutti a coccolarti… Ma con sette mogli nessuno vorrebbe essere di troppo e soprattutto intralciare le cure.
    A proposito di cure: ho visto in una agenzia turistica che promuove il turismo sulle Pleiadi, un filmato molto ben fatto, a cura di tuo cugino Pierre che mostrava un resort con idromassaggio con foglie di fico tritate, petali di rose e paperelle gialle, massaggi con olio di mandorle amare e dolci, olio delle fate e olio degli gnomi (questi utlimi due, per la terza volta rimasti a casa mia…..te li porto a Roma?)
    Interessante. Da farci un pensierino.

    Petula: bellissimo: “le stelle tremolanti attraverso il freddo e la tramontana”

  43. Siamo specializzati in idromassaggi, li sulle Pleiadi. L’olio degli gnomi però è fondamentale e va cosparso sul corpo prima dell’idromassaggio. Per lo meno così recita il nostro grande testo sacro di 95.000 pagine (il “Madaper”, manuale della digitopressione pleiadiana erotica). Ci vogliono tre fanciulle odorose per praticarlo, rigorosamente ignude, con coroncine di fiori rosa tra i capelli e collane tintinnanti di perle e campanelli d’argento fra i seni e i glutei. Una serve soltanto per la testa e, ovviamente, le orecchie; una per la parte superiore del corpo (braccia-torace-schiena) e una per piedi, cosce e tutto il resto. Il massaggio dura in genere due ore e mezza, viene praticato con le mani ma anche con altre parti del corpo, ed è accompagnato dal canto angelico delle tre fanciulle. Ogni movimento viene eseguito con grazia, come se fosse una danza.
    Altro che massaggio tahilandese!
    Mannaggia alla miseria:i mi ci vorrebbe proprio. Sono tutto indolenzito. Vabbè, per oggi questo è il mio sogno.
    Pieffe, o ciò che ne resta.

  44. Ecco. Ormai senza pubbicità non si fa più niente. (lo pagano, all’agenzia) … e i clienti sono rigorosamente maschi, al Pleiadian resort cinque stelle (comete ovviamente..)
    D’altra parte con un cugino che si chiama Pierre … (buon sangue non mente) c’è da aspettarsi questo ed altro.
    Questo però è un blog frequentato prevalentemente da donne. Dobbiamo trovare un resort per noi. Suggerimenti?

  45. Pensavo che le Pleiadi fossero un posto un po’ freddino ma vista la tipologia di massaggio pleaidiano le sto rivalutando.

    Circa il resort per sole donne mi sembra di aver letto in giro che ce ne fosse uno su Alpha Centauri

  46. No no funziona così:
    C’è un centro benessere per sole donne frequentatissimo.
    I “terapisti” sono dei fichi pazzeschi (il più brutto sembra Richard Gere). Le signore vengono introdotte in un percorso aromaterapeutico. In ogni stanza cambia il terapista e si passa dal massaggio soft (che si fa con piume di pavone di Aldebaran), a quello della cintura di Orione che però non posso dire perché a quest’ora ci sono in giro anche i bambini.
    Poi c’è tutta la parte culinaria, che non vuol dire sedere all’insù, ma una successione di assaggi di dolci-dimagranti. Si, proprio così: più ne mangi più dimagrisci.
    E infine c’è la piscina luminosa dove le signore fanno il surf poliorgasmico sostenute dalle braccia di muscolosi atleti di Alfa centauri.
    Insomma si torna in forma e estremamente soddisfatte.

  47. Iiihhh ih ih !!
    Il fatto che sul Grande Fico delle Pleiadi ci siano dei terapisti che sono dei fichi pazzeschi non mi stupisce affatto. Ma ci sono dei pelucchieri per gatte che massaggiano il pelo con balsamo ai fiori di loto? Se si, vi consiglio di metterli in evidenza e se fate un servizio astronavetta vi mando alcuni amici miei insieme a Lucertola che viene a prendersi il paraorecchie pleiadiano …di ghiande? Mahh
    Fusa

  48. Ma vuoi scherzare? C’è mio zio Pigat che è un pelicchiere formidabile. L’altro giorno ho visto una gatta persiana che, dopo esser stata sottoposta al trattamento polibalsamico di Andromeda 2, e alla messa in piega fotonica, è uscita che sembrava una pecora. Bellissima. Lucertola sul Fico si divertirebbe un sacco. E’ pieno di mosche da mangiare.

  49. possiamo portare i gatti con noi?
    pieffe cerca di non passare il natale nel letto pleiadiano…

    PS le immagini su splinder rendevano meglio…vabbè ce ne faremo una ragione

  50. Ma perchè Pieffe non ha mai parlato così diffusamente delle cose meravigliose che accadono sulle Pleiadi? Se non siamo d’impiccio allora mi unirei a Frost con i miei gatti ( dopo il trattamento diverranno mica delle pecore nere?!?! )
    E poi i cani, sulle Pleiadi, hanno anch’essi qualche zio Pican che li fa diventare una nuvola di seta? Se no i cani della Celeste ci rimangono male se li lasciamo a casa!!!

    Possiamo preparare le valigie?

    Pinuccia

  51. Al momento tossisco così forte che ho spaventato pure il cane del mio vicino di casa.
    Se sopravvivo facciamo una vacanza di gruppo tipo “arca di Noè”. Intanto informo il colossale Centro Vacanze Pleiadiane diretto da mio cognato Pirelax (che non è un lassativo ma si chiama proprio così).

  52. I vecchi di una volta dalle mie parti combattevano la tosse facendo dei cataplasmi di farina di semi di lino ( qui si chiavano i papen ) stemperata con acqua. Poi si appoggiava la pappetta ottenuta in un telo di cotone ( o di lino!!!!) e si poggiava sul petto. Questo faceva passare la tosse. Almeno così si diceva. Io non l’ho mai fatto. Se ti va di fare da cavia e poi dire se funziona…. saremo tutto orecchi…
    Pinuccia

  53. uhhhhhhh Punuccia… qui si chiama polentina e me la faceva mia mamma quando avevo la tosse… all’inizio non era per nulla bello mettersi sul petto questa cosa bollente.. ma poi raffreddandosi era anche piacevole e aiutava a far passare la tosse sciogliendo il muco…

    un altro rimedio potrebbe essere latte, cognac e miele da bere la sera prima di andare a letto 🙂

  54. Auguri a tutti coloro che passano di qua.
    Celeste ci ha persino messo a disposizione un bellissimo spazio dorato. Più Natale di così!!
    Abbracci
    Pinuccia

  55. Buona sera a tutti i controluciai. E si, è uno spazio dorato e se si scorre un pochino in giu’ … c’è anche una figura, sul bordo di una roccia che scruta l’orizzonte, forse aspetta, di certo pensa, ricorda, desidera, sogna, riflette. La sagoma nel controluce, senza dettagli visibili, perchè si vede bene solo con il cuore, come dice il sito nel sottotitolo.
    Eh già, perchè le cose occorre sentirle, più che vederle. Riflettevo oggi, mentre guidavo in autostrada: quante volte guardiamo le persone negli occhi, persone che ci lavorano accanto, con cui condividiamo un quotidiano, oppure persone che ci vivono accanto eppure non impariamo a conoscerle. Impariamo i loro gusti, il timbro della loro voce, l’odore. Sappiamo perfino prevedere le risposte alle nostre domande, sappiamo cosa amano mangiare, quale musica ascoltano, come vestirebbero se dovesse piovere, quali libri leggono, quali film guardano. Dopo anni ci possono ancora stupire, sorprendere, deludere. Quante volte ci tocca di rivedere tutto il vissuto condiviso e leggerlo con altre chiavi. Un giorno un amico che passa spesso di qui mi disse “prendi atto”.
    Già. Prendere atto non è sempre una cosa facile, a volte costa tantissimo, ma è una cosa importante. E si prende atto con il cuore, più che con la testa. Con la pelle. E’ qualcosa che si sente, specie se non è visibile. Cio’ che è visibile a volte è coperto di cerone, mascherato. Giochi di luci e di colori e di specchi. Invece nel controluce ci sono solo sagome. Tutti i dettagli occorre sentirli. Sentirli.

    Unisco a quelli di Pinuccia, i miei personali auguri.
    Buona vita, amici miei.

  56. Abbiamo acceso le stelliine scintillanti e siamo sul davanzale ad augurarvi un sereno Natale. Senza confusione, senza auguri stentorei, ma bisbigliati, come in questo blog, per ricordare che il Natale è una rinascita e che da ogni evento della vita se ne viene fuori cambiati, rinati appunto. A volte occorre tanto per capire che è Natale..e non sempre capita proprio il 25 dicembre.
    Auguri a tutti gli amici di questo bel salotto di riconoscere e vivere tante rinascite e trasformazioni.
    Con il cuore e tante fusa
    Petula, Zar Zigulì e Lucertola

  57. Grazie, Petula!
    Per le tante trasformazioni… andiamoci piano, se no la capa gira!
    Per le rinascite: qui si cerca di porvi fine…
    ma il tuo davanzale lo condividiamo piu’ che volentieri!
    Un grazie anche a Pinuccia, a Celeste, e un augurio sentito di serenita’ a tutti.
    Gil

  58. Ecco, tutti sul davanzale di Petula. Basta stringersi un po’ e ci stiamo, La Lucertola casomai si mette sulla spalla di qualcuno o magari tra le orecchiette di Pieffe che è particolarmente circondato da tante braccia che lo stringono, ma non lo soffocheremo. Noi di controluce sappiamo come si fa, lo sappiamo bene.

  59. Beh si. Si sta bene qui, a guardare l’orizzonte. Parafrasando Gil vorrei dire: “speramo che, a sta sequela de rinascite, ce se possa mette ‘na pezza”, nonostante i natali scombinati dalle luci, dalle feste e dal superfluo. Ospito volentieri lucertola fra le orecchie che di questi tempi si sono un po’ abbassate e spelacchiate; e infine grazie di tutte le braccia intorno. Sono più confortevoli di quanto potessi immaginare.
    Bella e delicata quella gnocca sul profilo della montagna a picco sul mare. E bella è anche successione cromatica e simbolica.
    Celeste è… più dorata del previsto.
    Pieffe

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