POESCIENZA

http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/07/31/news/voyager_1_nell_universo-19830718/

Ho letto l’articolo, ho titolato il post, ho pubblicato la foto e il link e anche ho scritto qualcosa.
Poi ho cancellato. Ho cercato di riscrivere altro due giorni dopo ma .. a volte le parole le devi frustare.
Ha scritto Riccardo (giuro che non lo pago, e lui lo sa).  Ricevo, dunque, e copio-incollo
(per la serie: ma devo fare sempre tutto io? 🙂 

celestepigraeanchestanca
ps: mi sento tanto giornalista “riceviamo-e-volentieri-pubblichiamo”:-)


Pesante?
Eh. Si.
Perché?
Eh, perché. Bella domanda. Perché.

L’avvenimento che quel simpaticone barbuto di Zucconi è che in questi giorni, la sonda americana Voyager-1, obsoleta da tempo, ha lasciato l’eliosfera.

Ma daaaaaaaaaaai!!! Davveeeeeero??? Graaaaande!!!
Traducendo in italiano: “hm, devo rifarmi lo smalto alle unghie”
In dialetto: “chissà quest’anno chi prende l’Inter?”
In codice Morse: …—– …. — – .-…-…-.-.-..–. – .. -…. — .. – .. — .. – .  ossia: “devo tornare a casa a farmi crescere i capelli”

Ah ok. Quindi è questo, il pesante.
Anche, forse, ma non mi riferivo proprio a questo.

Allora: Voyager 1 è una delle mille sonde mandate negli anni a giro per lo spazio.
Il loro fascino, al tempo attuale è praticamente svanito. Sono così tante che, parlando di quelle che sono nell’orbita terrestre, si comincia a parlare di inquinamento…
La “Conquista dello Spazio”è un mito che ha quarant’anni, e da tempo “non vende più”…

Ogni tanto si sente di qualcuna di queste sonde che raggiunge qualcosa, facendo qualcos’altro.
Tutto molto scontato e …noioso. Sono interessanti solo quando succede un incidente, allora, come quando succede sull’autostrada, tutti si fermano a guardare (e spesso diventano degli ineffabili e rodati esperti di propulsione aerospaziale, con laurea conseguita presso la rinomata università  “Bar Mario”).

Quindi che ci frega di Voyager?
Anche nulla, e credo sarebbe la cosa più sana, pratica, da dire.
O, viceversa si può pensare che ci sia tanta di quella roba da farsi montare le lacrime, e pensare, tra sè e sè, un “buon viaggio”.

L’eliosfera, come racconta Zucconi, è quella specie di culla che contiene il sistema solare, la zona dentro la quale il Sole fa sentire i suoi effetti, e dove questo è stato capace di costruire come minimo tutto quello che ci circonda (che i creazionisti si tappino gli orecchi pls). E’ quello che comunemente viene chiamato “sistema solare”.

E noi parliamo di “infinito” e roba così, ma fino a ieri (o meglio, al giugno ‘10), fino a che questo nostro emissario meccanico ci arrivasse, non sapevamo nemmeno cosa ci fosse “all’uscio di casa”, subito fuori appunto, dal sistema solare “questo angoletto di Universo del quale noi ci crediamo il centro, per avventurarsi dentro la Via Lattea, la nostra galassia, dentro la quale stiamo in proporzione come una moneta da dieci centesimi caduta nel territorio della Francia”

Il fascino, in parte ritrovato, per alcuni mai nemmeno sbiadito, è che Voyager 1 è l’oggetto più lontano creato dall’uomo, e si sta allontanando dal sistema solare a una velocità “folle” di 17,058 km al secondo.
Si sta dirigendo in direzione della costellazione dell’Ofiuco, ma in 33 anni non è arrivato che all’uscio di casa…  (che chissà poi come mai, pur essendo nel piano dell’eclittica, non è presente da nessuna parte nella simbologia dello zodiaco… Quindi nessun carattere particolare dei nati nell’Ofiuco, nessuna particolare sorte riservata loro dalle stelle, giovedì non sarà una giornata particolare in cui “La Luna in Ofiuco quest’oggi farà in modo che abbiate tutte le carte in regola per sedurre chiunque vi interessi. Il vostro charme e il vostro fascino, saranno veramente irresistibili. Inoltre sarete particolarmente propensi al dialogo e a fare nuove conoscenze.”
Si vede che quando scrivevano l’oroscopo avevano finito la pagina e l’Ofiuco non c’entrava più? Mah!.)

Ma … alla sua “folle velocità” gli ci vorranno circa 40.000 anni per “sfiorare”, ad una distanza di circa 1,6 anni luce, la stella AC+793888 (non ha nemmeno un nome, da tempo ormai, sono troppe per poter dare un nome a tutte….
Quindi, in realtà, va pianissimo, e le distanze sono enormemente superiori alle sue possibilità “in vita”, se non pensando che il suo viaggio abbia altri scopi e che possa durare qualche milione di anni…. non avendo significato dire “in eterno”.

E questa straordinaria avventura, anche un po’ infantile e tenera, col suo disco a 16 giri che racconta dell’uomo, della terra e della sua civiltà, chissà come poi, ci fa toccare con mano, per la prima volta fisicamente e non speculativamente, quanto enorme possa essere quello che ci circonda, sia come spazio, sia come tempo.
E come sia assolutamente ridicolo (creazionisti: assumere la configurazione precedente please!) pensare di essere noi, e le nostre tre cose che ci portiamo appresso, in qualunque modo considerarci il centro dell’Universo, come dice Zucconi nell’articolo.

Voyager 1 funzionerà fino al 2025, quando avrà raggiunto oltre 25 miliardi di chilometri di distanza dalla Terra, poi continuerà il suo viaggio.
Da parte mia i migliori auguri di buon viaggio, e… mettiti la maglia di lana!

Riccardo

26 pensieri riguardo “POESCIENZA

  1. Ero ancora decisamente giovane e, quando vicino a mio padre ascoltavo alla radio il Bip Bip dello Sputnik mi sentivo assai fiero. Lui era comunista e lo ero anche io per "imitazione". Insomma mi sembrava un po' il trionfo della ragione hegheliana contro l'oscurantismo dei preti, dei cattolici, dei creazionisti, ecc..  Poi cambiai idea molte volte, come anche la cambiò mio padre. Ma lui restò sempre legato ad un immaginifico razionale e solo in tardissima età scrisse di metafisica e imparò cosa voleva dire pregare.
    Io trovo molto divertente che questo pezzetto di ferro con dentro un disco di Elvis se ne stia andando fuori del sistema solare. 
    Chissà se un giorno ci andrà anche l'uomo. Di certo è una gran bella crociera.
    Ma il viaggio più interessante, quello dove l'infinito è vicino al finito, quello che non termina mai e che stupisce in continuazione, quello dove si trovano abissi spaventosi, luci improvvise, fantasmagorie d'ogni genere, quello dove   le distanze superano di gran lunga quelle fra le più lontane galassie, quello che può essere percorso in un istante o in una intera esistenza, è quello che l'uomo può fare dentro se stesso.
    Non c'è galassia che tenga.
    Buon viaggio Voyager, mi dispiace che tu non possa mai più vedere un'alba ma, in fondo sei solo una macchina.
    Pieffe

  2. Le stelle. Mi viene la nostalgia solo a parlarne o a sentirne parlare. O anche a vederle, di notte. Quelle di giorno sono un’altra cosa.

    Qualche anno fa, ricordo che una notte d’agosto,  mi sono svegliata non ricordo più perché. Ho aperto la porta di casa e mi sono vista davanti le Pleiadi. Che commozione! Quel piccolo nugolo, non più grande di un uovo ha questo potere su di me .(Pieffe non c’entra per nulla)  E poi che dire di tutto il resto.
     Il primo oggetto extraterrestre che ho visto con un telescopio è stata la luna. Non era la solita luna che si vede ad occhio nudo,  era un’altra cosa. Enorme, luminosissima.
    Poi è stata la volta di Saturno con la sua cerchia di anelli. Non sembrava vero, sembrava un fotomontaggio. E le piccole, luminosissime lune di Giove che ad individuarle facevano restare a bocca aperta.
     
    Voyager è il nome più adatto a qualcosa che viaggia tra i pianeti. Cosa farà o dove arriverà, chi se ne importa. Lui intanto viaggia.  
    Il cielo è uno spettacolo. Sempre.

    Mi viene in mente quel brano delle memorie di Adriano  dove il protagonista si gode il transito delle costellazioni sdraiato supino durante la traversata di un deserto e lo definisce il più bello dei suoi viaggi.
     
    Voyager, Hubble ci allargano la visuale, non ci tolgono la poesia. Questo è quello che penso.
    Pinuccia
     

  3. Ognuno ha ricordi più o meno astronomici, astrologici, astronautici. 
    In una calda sera di luglio di tanti anni fa mi sono trovata anche io, temporaneamente su un davanzale sulla riviera del Conero, ad osservare in televisione delle strane figure che saltellavano in modo buffo sul suolo lunare.
    (a proposito, andatevi a vedere la gustosa scena che sosterrebbe la tesi di un falso allunaggio:
    http://www.happyblog.it/post/1295/incredibile-la-prova-che-lallunaggio-del-1969-e-un-falso      ).

    Ricordo che il cielo era stellato e ogni tanto mi incantavo a guardare quell'abisso di stelle che mi pendeva sulla testa con il sottofondo dei bip bip che contraddistinguevano le trasmissioni cielo- terra.
    Mi dava una strana vertigine vedere così vicina, nello schermo in bianco e nero, una luna che a occhio nudo vedevo contemporaneamente lontanissima. 

    Ultimamente ho avuto modo di godermi il cielo stellato in una notte nitida e in un luogo non contaminato dalle luci degli "umani". Accoccolata sull'erba mi sono messa a fissare quel panno nero sforacchiato a caso che stava sopra di me e dopo un po' ne ho visto la trama perfetta e il suo movimento. In un attimo di meraviglia il firma-mento era lì, di fronte a me… punto fermo attorno a cui danzano le stelle nel loro rincorrersi per intrecciare zodiaci. 
    E' durato pochi istanti poi…è piombata giù zigzagando, con una leggerezza da ferro da stiro, una rabberciatissima astronave a pedali, orba di un faro, con un Pieffe che invece di avere in testa un casco regolamentare per i viaggi interstellari ,aveva un cappello da pecoraro con dei fori per le orecchiette.
    Siccome per farlo partire dal Grande Fico usano l'elastico a mo' di fionda, dopo essere atterrato in mezzo a noi e aver concionato per un ora sugli spazi siderali e la nuova variante di valico per arrivare ad Aldebaran, ci ha chiesto di dargli una spinta dalla cima del monte per poter ripartire: se n'è, quindi,  andato tutto soddisfatto di averci scombussolato il cielo.

    Fusa a tutti, anche a Voyager che nel suo lasciare questo sistema solare, lascia appunto questo…sistema, di cui in molti ne abbiamo le scatole piene!!!

  4. Non c'è disaccordo nel cielo
    Né nuvole gonfie o mistero né pacchi né stupri né soglie né stanze svuotate d'addio. Solo tutte le lacrime avute quando siamo stati migliori  e la grazia e l'oscuro segreto ci scrosta nell'oscurità . A volte non vedo nel cielo  che nuvole gonfie e mistero e salendo nel vapore leggero  altro non vedo e non so.
    Né anime bianche né salmi  che cantino gloria con noi né vecchi compagni né amanti  che dividano il cielo con noi. Così resto solo col cielo  e altro non vedo e non so  ma se tutto è nascosto nel cielo  al cielo io ritornerò. (V. Capossela)
    ———————————————————————————————

    Chiudeva un articolo di Controluce scritto un po' di tempo fa che parlava delle stelle della mia infanzia. Chi non subisce il fascino di un cielo stellato? 
    Ora è vero, ci sono troppe luci e troppo rumore: ci vuole il buio per guardare le stelle, ma anche il silenzio. Oltre ad altro, naturalmente.
    Quando vogliamo definire qualcosa di "fisso", qualcosa che sappiamo che c'è, che siamo certi di trovare sempre, in qualunque parte del mondo siamo, ci viene in mente la parola "stella".
    Una persona, parte dei miei affetti piu' intimi, mi chiama "stella" e mi fa sentire speciale.

    Sono fuori tema, già da un pezzo ma parlare del cielo e delle stelle è affascinante e conduce lontano. Non basterebbe tutto lo spazio dell'intera piattaforma Splinder per parlare delle "mie stelle", di quelle che sono state, e di quelle che vorrei.

    L'articolo di Zucconi (quando compravo La Repubblica tutti i giorni, erano i suoi articoli che cercavo) porta di nuovo a riflettere sulla  questione "conoscenza=meno stupore?" 
    Si parlava, anche qui in C.Luce della bellezza del fiore per Faynman.
    Io credo che poesia sia una forma di esplorazione. Infatti diversi uomini di Scienza del passato, sono stati anche poeti.

    Anche a me fa tenerezza questo "coso di ferro" come lo si potrebbe chiamare che gira in quei luoghi dove noi umani non potrebbero mai abitare ma che sono gl stessi dentro i quali, sempre noi umani, depositiamo i nostri sogni, e dentro i quali cerchiamo consolazione e pace e ristoro dai vari tormenti della vita.
    Perdersi a guardare un cielo aiuta a sentire quanto siamo piccoli, e quanto spesso lo sono le nostre pene.
    Nel contempo ci fa sentire che la nostra esistenza ha un senso esattamente come ne ha ogni singola stella, e ogni granello di sabbia in un deserto e che tutto ma proprio tutto deve esistere. 
    Misteri insondabili legano il granello, la stella, e un uomo, una pianta, un animale, un atomo e non è certo il piccolo Voyager a darci risposte che probabilmente non avremo mai.
    Ma c'è poesia in questo piccolino che girottola e che trasmette cose, e si, viene da domandarsi se si sente mai solo. 
    Saro' sentimentale, forse anche un po' romantica, con qualche sogno di stelle appeso a qualche stella, e va bene così.
    In qualche momento della mia vita, affidare un sogno a questo prato sterminato che abbiamo sopra la testa, ha fatto delle grandi differenze e mi ha aiutata a vivere.
    E' così, la "mia" poesia:  non sotto una campana di vetro, ma comprende il dolore, i sogni, le paure, i misteri, i desideri.

    Pieffe, 
    forse (forse) il Voyager non potrà mai vedere un'alba, ma ne ha fatte vedere tante, a tutto il mondo. 

    Le mie prime stelle sono anche qui
    http://lucecontroluce.splinder.com/post/21551162/di-passate-stelle

  5. Ma no Cele, non capisci! Sono i Buoni che ci difendono dai Cattivi!
    La guerra dei buoni contro i cattivi è una cosa giusta, la libertà ed i diritti vanno difesi ad ogni costo.

    Così adesso i buoni hanno fatto una guerra
    contro i cattivi, però hanno assicurato
    che è l'ultima guerra che si farà…

    http:// http://www.youtube.com/watch?v=4-JuNMtzVsw

    R

  6. Oggi a Roma ci sono io, con la bicicletta, cioè, con l'astronave a pedali. Meglio di Vojager. C'è silenzio. Meglio degli spazi fra le stelle. Non si sente rumore. Pardon, solo i pedali che fanno skreetc, screiiitc e per il resto: TUTTA MIA E' LA CITTA'.

  7. Da me piove e su sente solo cioff, cioff, splasc, splasc.
    Poi qualche macchina  che passa sulla strada. Sarà che le finestre sono chiuse e il rumore è attutito.
    Domeniche così, a riposo.
    Ne ho proprio bisogno.
    Buon pomeriggio a tutti
    Pinuccia

  8. Ciao Pieffino, ciao Pinuccia
    Bentrovati.

    Qui, tra Milano e Como non è poivuto per niente anche se avevano previsto grandine alluvioni.. la fine del mondo. Invece 4 gocce nemmeno sufficienti per i gerani.

    Da piccola, come tutti i bambini, ma anche da grande, ho immaginato di esplorare gli oceani e il cielo. Mi vedevo nuotare (e volare) senza pinne e senza ali,come se fossi fatta anche per nuotare e per volare. Il rumore che immaginavo di sentire era quello del silenzio. Un silenzio denso, insomma quel silenzio che si sente. E anche adesso, c'è il sogno di perdersi in un oceano di stelle, c'è spesso. Ognuno ha i propri sogni di stelle, e le proprie stelle. Le mie sono speciali, non sono solo da vedere, toccare. Sono stelle da sentire. Accadrà.

  9. Maooo, bellissimo vedere le stelle dal davanzale umbro con Lucertola e sentire la canzone dell'opera "Cats", siamo orgogliosamente …in famiglia.
    Simpaticissima la meditazione di messer Riccardo che oltre alla Luna ora ragiona anche su spazi siderali infiniti e tempi quasi eterni per questo giocattolone dell'uomo che nel freddo siderale si allontana sempre più.

    Un abbraccio a quattro zampe e coda 

  10. se non sbaglio Silver Surfer stava vicino al pianeta dove facevano la musica rock talmente forte che si scombinavano le orbite degli altri pianeti.

  11. Buon viaggio augurato da una voce come quella di Gianmaria, è un buon inizio di viaggio.
    Una voce calda, profonda, quasi un abbraccio, da ascoltare di sera, un bicchiere di rosso, luci morbide nella stanza. Da centellinare, voce e vino.

    Anche a Voyager piacerebbe un Buon Viaggio come questo.

    Buonanotte a tutti e un abbraccio.

    A Gil
    che tra poco ha l'alba nella stanza: buon risveglio.

  12. Appuntamento stanotte a tutti a vedere le stelle cadenti?
    Che poi, si dice, che non è proprio stanotte perchè tutto accade in altri giorni.
    Ma la tradizione dice così.
    Rispetto alle distanze che si misurano in  cielo cosa sono poi quei pochi Km che ci separano?
    La distanza è solo  questione di testa.
    In realtà siamo tutti vicini, vicini, vicini..
    Se pensiamo che c'è chi fra di noi che pedala, pedala ( ad Agosto, poi! ) da una costellazione lontana  fin quà … 
    Mah!
    Buona giornata ragazzi
    Pinuccia

  13. Stanotte cerchero' anch'io una stella cadente, per esprimere un desiderio.
    Ma guardero' il cielo con piu' attenzione del solito, perche' sono certa che una persona speciale mi aiutera' ad esaudirlo.

    Ciao, mamma.
    Un abbraccio a tutti voi
    Sir Biss

  14. L'altro giorno pedalavo, con la mia fulminea astronave a pedali, vicino ad una voragine dietro la costellazione d'Ofiuco.
    Mi sembrava un enorme buco nero  e allora mi sono detto: "Ma è immenso, spaventoso. Inghiottirà tutte le nostre galassie!"!!!
    Meno male che dopo un po', è arrivato un altro pleiadiano con la sua sua astrobarca a vento solare (che fa un caratteristico e inconfondibile fruscio), che mi ha spiegato che non era un buco nero, ma il debito pubblico italiano.
    Che sospito di sollievo!

  15. Magari il debito pubblico di questo paese finisse nel buco nero!
    Invece un buco nero sta inghiottendo le speranze nei confronti del futuro per esempio dei bimbi. Che faranno? Ogni tanto guardo mia nipote e non posso non domandarmelo.
    Sperem… diiciamo a Milano. 

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