E20

  
 


Accadono cose che sono come domande, passa un minuto oppure anni e poi la vita risponde. (A Baricco – Castelli di rabbia).

Trovo affascinante, curioso, interessante questo concetto: ho parlato diverse volte, anche qui in Controluce, dei fili  che legano eventi e persone. A volte legami potenti, determinati da fatti banali.

A volte invece sembra che ci siano stati cuciti addosso come abiti su misura, come tessere mancanti del puzzle che siamo, come fili della ragnatela che ogni giorno costruiamo, perfezioniamo, rafforziamo, ripariamo e che ci collega con gli altri, con l’universo, che permette scambi e relazioni. Che consente trasmissioni, interferenze, interazioni, empatie. Legami.

Succede quando accadono quelle cose che  sembrano disegni, schemi, cose che dovevano accadere. Momenti che pare ci hanno sempre atteso e che abbiamo sempre aspettato e che arrivano quando il tempo è giusto, ma sembra quello sbagliato. Ma poi non è mai giusto e non è mai sbagliato. Accadono quando accadono, semplicemente.
 
Capita di sfiorare esistenze, che sfrecciano trasportate dal proprio tappeto, mentre noi attraversiamo il nostro tempo a bordo del nostro tappeto: ne sentiamo il fruscio, percepiamo l'odore, le avvertiamo sui peli come fossero aria, sono vicine, le possiamo annusare.
Ci spettinano, passando, scompigliano le frange dei tappeti, come fa il vento e ci passano sulla pelle, gonfiando i nostri vestiti, come fa il vento.

E forse è mancato poco, forse è bastato poco: un pugno di tempo, una decisione rimandata, un treno non preso, una gita annullata, uno starnuto. Uno starnuto, una scarpa slacciata, le chiavi cadute per terra ed è passato il tappeto in un tempo diverso dal nostro.

E certe volte è vero che " al destino di certo, non manca il senso dell'umorismo", come disse Morpheus a Neo in "Matrix",
 
Sliding doors, un bel film: corri, ma la porta del metrò si chiude, perdi il treno per un pelo, e la tua vita ha un corso. La variabile: tu che corri, arriva il metrò, lo prendi al volo mentre le porte si chiudono e la tua vita ha un corso diverso perché seguono cose diverse, incontri diversi, perché arrivi in un posto in un tempo diverso dove stanno accadendo cose diverse.

Una terza variabile che però non è nel film: un certo metrò  non arriva, quindi non c'è nessuna porta che si apre né in tempo né fuori tempo: due persone restano dove sono e accadono cose che non sarebbero accadute se fosse arrivato un qualsiasi metrò.


Insomma, eventi banali che determino eventi che ne determinano altri che tutti  insieme scrivono la tua storia. Strano, vero?

"Getta un sasso in un fiume e il mondo non sarà più uguale a prima".

 "Basta il battito d'ali di una farfalla per sconvolgere il mondo".

Cosa accadrebbe ora, o domani, se io adesso fossi in riva al lago e non sul mio divano? E se fossi al cinema? A teatro?  E se fossi in vacanza a Praga?

Avrei incontrato qualcuno se non avessi letto mai Il Piccolo Principe, oppure se oggi avessi mangiato una pizza invece del gelato?

A volte sono odori speciali che ti passano accanto, mani che tocchi senza toccare, fiato che senti nel fiato per qualche istante. 

A volte qualcuno o qualcosa arriva, inaspettatamente, senza averlo cercato, deciso, voluto. E ti accorgi che era tutto ciò che serviva, che non poteva non arrivare perché non era mai mancato così tanto prima di quel momento.  E che una "banale" coincidenza ti ha offerto, per un po', una impagabile felicità.

Accadono cose che sono come domande: Il Piccolo Principe ha  viaggiato, e trovato risposte, soprattutto che l'essenziale è invisibile agli occhi. E io penso che abbia ragione. Non servono gli occhi servono il cuore, l'immaginazione. Serve leggere oltre. Oltre.

14 pensieri riguardo “E20

  1. Premessa:
    Sei una peste. Infatti
    1) ti avevo pregato di mettere giù un post banale e invece sei andata sui massimi sistemi, che te possino, non si fa così.
    2) Mi hai citato Baricco al quale, come sai, sono profondamente allergico da quando ha detto che i poemi Omerici senza gli Dei sarebbero più efficaci e umanamente godibili.

    E mo' arrivo al dunque con alcune domande che in parte sono insite nel tuo post ma forse, in parte, possono stimolare altri interrogativi:

    E perché i treni dovrebbero essere veri e non far parte di un sogno (cosa che, come sai, era un'idea fissa del dubbioso Amleto)?
    E chi lo ha detto che qualcosa cambi perché ci stamo soffiando il naso o piuttosto non sia già cambiata terribilmente?
    E chi lo ha detto che siamo noi a decidere quello che ci stiamo facendo?
    E da che parte va la freccia del tempo? 

    Ecco: tutto ciò potrebbe essere sufficiente per suicidarsi o, come dici efficacemente tu, per cercare leggere oltre.

  2. Do ragione a Cele, in parte,  anche se mi trovo d'accordo con Pieffe circa il fatto che non sempre siamo noi a decidere quale treno prendere.
    Io ho una mia personale teoria sulla vita e sulla fine di questa.
    Avete presente un panetto di burro, o uno yogurt o la classica confezione di latte?  Hanno tutti una scadenza.
    Anche noi. Da qualche parte dentro di noi c'e' la data di scadenza. Meno male che non riusciamo a leggerla…
    Ciao a tutti
    Sir Biss

  3. E come la mettiamo con l'attrice che si fa chiamare Giulietta che scendendo dall'omonima automobile dice di essere fatta "della stessa stoffa di cui son fatti i sogni" (giuro che è un bell'accavallamento di personaggi shakespeariani)?
    Quante illusioni attraversiamo prima di scoprire la realtà? (sempre ammesso che si riesca a scoprirla, nella sua più vera accezione di "denudare"?
    E se il tempo fosse circolare, anzi una spirale, come mai ci viene sempre da saltare in  quel fotogramma di film che scorre in verticale che più ci sbatte in faccia i nostri nodi?
    E perchè certe cose accadono? Perchè lì, perchè in quel posto, perchè in quel momento ci stanno bene e sembrano l'unica situazione vera in mezzo a un mondo di plastica?

    E per tornare a Shakespeare devo correggere Pieffe: Amleto, seduto sulla sua valigia sotto la pensilina del binario 3 in attesa dell'eterno ritardatario treno per Elsinore, non aveva l'idea fissa di capire se il suo treno poteva essere reale o solo un sogno.
    Il famoso dubbio amletico era il seguente:

    "Rimborso o non rimborso, questo è il problema!
    Se sia più giusto sopportar l'altrui ritardo
    e una volta giunto salir sulla vettura
    o prender l'armi e i bagagli contro un mar di pendolari
    e combattendo disperderli.
    E poi dormire…nulla più!
    E nel sonno dirsi di essere in orario
    e por fine al cordoglio dell'attesa.
    Dormire, forse sognare, ma qui è l'ostacolo,
    quali sogni possono assalirci su questi treni
    che sembrano tradotte di cui neanche l'India andrebbe fiera.
    Chi vorrebbe, oltre noi, sopportar le frustate e gli insulti del capotreno,
    le angherie del bigliettaio,
    il disprezzo dell'ufficio reclami
    che l'utente paziente riceve dalle ferrovie quando di mano propria potrebbe saldare il suo biglietto
    con due dita di pugnale?
    Chi vorrebbe caricarsi di grossi reclami
    imprecando e sudando nell'afa meridiana,
    se non fosse il timore di perder la coincidenza
    e finir nella notte inesplorata donde mai non tornò alcun viaggiatore,
    a sgomentar la nostra volontà
    e a persuaderci di sopportar i nostri treni
    piuttosto che correr in cerca di altri mezzi che non conosciamo?
    Così ci fa vigliacchi la coscienza: così il diritto naturale
    della protesta  si scolora al cospetto del torvo capotreno
    In cotal modo reclami per ritardi di grande importanza e rilievo
    son distratti dal loro natural corso….
    e del rimborso perdono anche il nome!

    Ehem, in realtà sembra essere il manifesto dei pendolari!
    S-fusa a tutti

  4. La Francesca del Mulino qualche tempo fa aveva fatto un post citando una frase di non ricordo chi ( arterio e caldo soffocante ne sono la causa) che recitava che solo  spostando un solo granello di sabbia nel deserto si cambia il mondo.
    E' un po' il concetto che cita la nostra  Cele : gettando un sasso nel fiume il mondo non sarà più lo stesso e che il battito di ali di una farfalla può sconvolgere il mondo.
    Sembra che tutto il creato sia racchiuso in una confezione che deve restare immobile nel tempo e nello spazio e che noi, piccoli esseri che ci crediamo giganti, crediamo di modificare con la nostra mente.
     
    Invece non modifichiamo nulla. 
    Shakespeare fa dire ad Amleto prima del duello finale: Noi sfidiamo i presagi. C’è una speciale provvidenza nella caduta di un passero. Se è ora, non è a venire. Se non è a venire, sarà ora; se non è ora pure è a venire. Essere pronti è tutto. Poiché nessun uomo sa nulla di ciò che lascia, che è lasciare prima del tempo?

    Ci sono incroci strani nella vita, incontri con persone che non ci si sarebbe mai pensato di frequentare, seppure virtualmente, ma è la vita che ci siamo scelti o che è stata scelta da qualcuno per noi per svolgere al meglio una funzione precisa. 
    E' la vita e va bene così. Non complichiamola con tante resistenze e tante paure infondate.

    Comunque: gelato per tutti?

    Pinuccia 

  5. L'Amleto di Pinuccia è certamente più serio del mio!! 
    Io e la Lucertola accettiamo di buon grado il gelato. Io al croccantino e lei all'erba di campo, grazie! Da gustarsi rigorosamente all'ombra in giardino

  6. Sono ancora in tempo per il gelato?
    Ho preso il treno giusto?

    Per uno che si pone davanti alla vita con la consapevolezza che oltre questa c'è qualcosa d'altro si aspetta che prima o poi le spiegazione del perchè è salito su quel treno arrivino… cmq siamo noi che scegliamo il treno da prendere anche se a volte può sembrare che lo facciamo obbligatoriamente… ma in fin dei conti non è così… e la risposta sarà sicuramente 42 o al Ristorante alla Fine dell'Universo (scusate le citazioni, incomprensibili per alcuni) :oP

    Baricco sicuramente non è un autore che mi piace leggere ma preso a piccole dosi non dovrebbe far tanto male :o)

    Un sorriso 🙂

  7. Trovo grandioso il rifacimento shakespeariano della ineffabile gatta. Mi tocca a farle i complimenti.
    E ovviamente saluto entusiasticamente Marinz che usa il linguaggio di noi "addetti ai lavori" spaziali. E lo invito a mangiarsi una bistecca di quella mucca simpatica che gira per i tavoli chiedendo se il cliente preferisce la lombatina o il girello. Ecco: a proposito di coincidenze.
    Pieffe transitoriamente sloggato

  8.  
    Pieffe:
    Si, sono una peste, lo so, specie per me stessa: mi contagio da me, mi curo e poi mi ricontagio. Raramente guarisco.  Sono grande in questo, lo so.
    Il tema delle coincidenze, del tempo, il rovescio del tappeto, il caos, l'ordine perfetto, il disegno, la circolarità del tempo, come ricorda Petula  chea sua volta mi ha fatto ricordare una cosa trovata sul Silmarillon 
    http://www.silmarillon.it/default.asp?artID=439&numeroID=30
    sono tra gli argomenti più affascinanti, per me.

    Permettono alla mente di inseguire percorsi, fosse anche solo allenamento è un esercizio meraviglioso: la mente esce dagli schemi, dalla gabbia che contiene altre piccole gabbiette, dalle sovrastrutture che la costringono la soffocano la limitano l'atrofizzano la seccano rendendola sterile di immaginazione la privano del volo della ricerca della indipendenza dal corpo che la contiene fino a percepire la sensazione di anima.

    La costringono a stemperare quell'IO gigantesco su sui siamo concentrati che ci chiede nutrimento che ci opprime con i suoi bisogni futili, grezzi, primordiali, e la invitano ad andare oltre, altrove, là, dove ci sono quelle cose che io chiamo "vedere le stelle".
    Permettono alla coscienza di arrivare alle stelle attraverso una specie di perdita di coscienza, di elevarsi oltre dove per sentire e vedere non servono occhi né orecchi ma altro. Altro. Altro…. e dentro quell'altro si trova qualcosa che si cerca per tutta la vita ma che la vita ci nasconde con tanti colori sapori illusori.
     
    Petula:
    è una grande, come al solito. Un cavallo di razza direbbe qualcuno che ogni tanto si aggira da ‘ste parti.
    Poi stai a vedere un cavallo che miagola … Oppure una gatta che nitrisce. Quale sarà la variabile maggiormente sexy?
     
    Pinuccia
    sintetizza un pensiero che ricorre spesso in me:  incontri speciali che hanno “funzioni” speciali. Persone che incrociamo per “caso”  e nemmeno sposiamo a volte nemmeno frequentiamo. Eppure ci traghettano magari da un altro lato della vita, ci accompagnano in percorsi importanti e poi magari li perdiamo di vista perché “hanno fatto cio’ che dovevano”. Dobbiamo loro a volte un volo, a volte anche “solo” una manciata di minuti di felicità o scambi. Nutrimento per anima e mente. Sono pochissimi, gli incontri come questi, preziosi, regali della vita.
     
    Sir Biss biss biss:
    io sono uno yogurt molto spesso acido, forse già scaduto quindi non mi pongo il problema.
    Per fortuna mi è capitato perfino di incontrare qualcun altro  come me, sufficientemente acido e allora il PH a questi livelli riesce perfino a fare cose che non si possono scrivere qui.   Scherzo!!
     
    Marinz
    La risposta è SEMPRE 42.
    Of course!

  9. Buonissimo!
    Potevi mettere anche la pubblicita' della patatina Pai…

    Baci
    Sir Biss

  10. anche la scienza ora vuole metterci lo zampino e capirci qualcosa…..la fisica quantica andrebbe a spiegarci nello specifico perchè quel treno….

    un giorno protocolleranno anche un sentimento……

    sasco3

  11. ma lo facciamo già.
    Matrimoni e divorzi sono protocollati: numero di inizio di un amore, numero della fine. Nel mezzo a volte un certo numero di ricorsi.

    ps
    Ho sentito parlare della "economia degli affetti". Chissà se gli affetti sono quotati in borsa, mi sono chiesta. Il che darebbe un senso a quando crollano.Se non altro.
    E avrebbero già la data di durata, e quella di riscossione dei frutti. Si saprebbe se rinnovabili o meno. E se più o meno negoziabili. Avrebbero un dossier personale, un posto dove stare e un archivio dove riporli il tempo necessario per eventuali accertamenti ed eventuali ripensamenti. Dopo di che trascorso tale termine, un bel delete e via. Basta un click

  12. una visualizzazione agghiacciante….ma è così.
    forse prima di ingabbiare un sentimento con questo iter pragmatico dovremmo andare a ricercare l'estemporaneità e la semplicità dell'emozione……senza voler capire ad ogni costo tutto il percorso ma assaggiando le sue tappe con le fermate e le ripartenze….

    Ho sentito parlarne anch'io di questa economia degli affetti…..a volte traspare abbondantemente dal quotidiano che ci circonda……a volte prova anche a contagiarci con la sua rassicurante etichettatura…..
    In acerrima contesa si oppone all'economia degli affetti la Moltitudine Inarrestabile…….ed è ancor più contagiosa…:)

    Sasco3

  13. Etichettare è di moda.
    Il desktop della vita, cartellina gialla con etichetta.
    E l'attualissimo taggare.
    In quanto ai sentimenti penso con non pochi brividi definizioni quali: "relazioni sostenibili" o accettabili, o compatibili. Magari anche ecologici, differenziati, terapeutici. Igienici. Usa e getta.
    Ma sono giornate nere.. È possibile che migliorino.
     

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