PONTILI

orizzonti paralleli

foto mia

Mi hanno affascinata sempre i ponti, come mi sono sempre piaciuti i pontili, specie al tramonto.
Sanno di riflessione, i  pontili davanti ai tramonti, segnano per bene l’orizzonte,  invitano al viaggio, e anche il sole, al tramonto  rassicura: non ferisce gli occhi, e diventa presenza che attende, calda e quieta. Raggiungibile. Un punto fermo ma vivo che ha smorzato arroganza e ferocia dentro l’acqua che, per mestiere, da  sempre accoglie e disperde oppure conserva.

Quando mia mamma lasciò i suoi giorni e tutti quanti i miei, pensai a un pontile: per giorni  lo vidi nella mente e guardai la sua sagoma percorrerlo, a piedi nudi, con lentezza  e sicurezza.
In alcuni sogni lei era a metà del ponte, reggendo in mano un sacchetto di sabbia. Forse la sabbia è quella del Tempo. La sua clessidra si era fermata, e magicamente per un po’ fece la stessa cosa anche la mia. Forse era tempo restituito, un credito di tempo del Tempo. Tempo sottratto al suo Tempo che lei si è portato via sé.
Non mi importa di saperlo: ho imparato che non saprò mai cos’è  il Tempo e nemmeno se esiste, e che qualcosa di me invece lo sa, ma non può dirmelo.

È così che vanno le cose. Alcuni episodi della vita sono pontili e noi lasciamo indietro pezzi di terra che ci hanno ospitato e cresciuto, percorriamo  un tragitto  segnando un passato di assi di legno inchiodate.

L’acqua di sotto è ferma, al tramonto. Dovrà aspettare la luna per ritrarsi e sollevarsi e rispondere alle chiamate nostalgiche di quel pezzo di terra appeso nel cielo: anche la luna  ha percorso un pontile ma non era sull’acqua: puntava nel cielo.
Lo ha fatto con un buco nel tempo e adesso è lassù, malinconica secondo i poeti, ma è possibile che sia stata una scelta. Riflessiva di certo e matura, antica, sapiente. Generosa, morbida, introversa, rassicurante. Padrona delle acque, delle piante e delle donne.
Controlla la talea di oggi, e il vino domani. Ha un del daffare ma è sempre puntuale e precisa, in tutte le cose della terra.

I pontili collegano osservazione e coscienza, immersi  come sono nella riflessione di un tempo che scorre diverso da come scorre prima dell’ asse che precede la  terra.
Non sempre hanno un tramonto davanti: a volte sono montagne e nessun mare, come quelli che stanno sui laghi. Sono orizzonti anche i monti, non meno importanti, sono solo diversi.

I pontili dei laghi ospitano  i fantasmi del fondo del lago, che hanno la tana tra le alghe nel  liquido denso dell’acqua.  Certe notti li puoi sentire passeggiare: i pontili scricchiolano sotto i loro passi e con la coda dell’occhio puoi vedere bagliori veloci che danzano sul nastro di legno teso tra il cielo e lo specchio del lago. Nascondono antiche storie che i fondali custodiscono e proteggono, segreti di montagne deposte sui fianchi  a far da casa e da sponda per  l’acqua, e segreti di popoli che hanno il lago come padre, amico, e come unico consiglio.

Sul pontile di questa notte fa freddo: c’è vento, un vento che spettina, grida si insinua senza tanto pudore a frugare tra le maglie del mio tempo.
Un vento per nulla signore,  piuttosto un giudice, un vento ispettore. Un vento asciutto, che asciuga.
Davanti c’è il sole calato, non più rovente ma serio, austero e grave, forse peché il cielo è in parte anche livido, striato color del vino.

Oltre al vento c’è quel silenzio che sanno fare solo alcune assenze. In compenso non vedo sagome che si allontanano  e non sono sicura dei fantasmi a parte quello che vive con me e che qualcuno dice che è uguale e me.

Mi chiedo quanti orizzonti avrà superato mia madre o se invece doveva farlo soltanto con uno. I pensieri si aggrovigliano come fanno le maglie delle reti color corallo,  che ho visto sulla minuscola spiaggia,  alla radice di questo ponte. Sbrogliarli è difficille: si attorcigliano ogni volta che ci provo.
Domani chissà, ci saranno pesci che penseranno i miei pensieri.

A differenza dei ponti, che collegano, i pontili si fermano, come una strada chiusa, come una frase che muore in gola. Come le parole pensate e non dette, come quel bacio nato nel cuore, incastrato tra i denti e mai dato.

Ci si ferma, sui pontili, e si pensa. Per andare avanti bisogna per forza cambiare mezzo: tuffarsi nell’acqua oppure una barca. Il ponte invece no, non ti avvisa nemmeno che sei già passato. Ti accorgi dal paesaggio e se giri  la testa per guardare indietro.

Mi domando se la gente scrive ancora cartoline: me lo domando sempre quando vedo nelle piazzette turistiche le colonnine girevoli con le cartoline. Ne ho viste tante,  con il pontile in controluce. Anche questa è una cartolina con un pontile  in Controluce. Anzi, sono io che cammino sopra un pontile, in Controluce.

E qui sopra questo, continua a far freddo e le parole di ieri non si disperdono nonostante il vento ed io ho spesso un foulard con me, specie quando non serve .
Ci sono cose che si sapranno soltanto domani, e ci sono bicchieri amari che vanno ingoiati, si sa. Sono liquidi densi più densi dell’acqua del lago. Sciroppi. E la vita sa costruire bicchieri tanto grandi specie se la lasci fare per anni.

Non bisognerebbe permettere alla vita di costruire bicchieri tanto grandi, mentre invece vanno bene i pontili lunghi. Lì si cammina sopra il tempo che serve per pensare, e da lì si capisce quali tramonti si possono catturare e magari collezionare.  E che dentro qualcuno si può perfino nuotare.

Annunci

34 pensieri riguardo “PONTILI

  1.   Bello, bellissimo… non voglio dire quasi nulla per non disturbare l'atmosfera grigio-azzurra e avvolgente delle tue parole… ma io sono nata vicino a un lago: mi ha vista bambina, adolescente e donna, peraltro ancora tanto fanciulla.
    Andavo molto spesso a quel pontile e mi riposo, oggi, lo sguardo nel lieve e scuro ondeggiare delle sue acque. Lo so, sono parte di me…
    Forse è per questo che vorrei abitare vicino a uno specchio d'acqua, come un rinnovamento continuo e sinuoso nel crescere quotidiano; fonte di energia da riversare in un foglio di carta per poi spedirlo, in una busta chiusa, a chi sa capirmi e capire… quelle righe non si perderanno mai…
     Simonetta

  2. Non ho parole, cara Cele, questo post è una vera meraviglia di profondità e sensibilità. A volte l'amarezza tira fuori da noi delle crescite che erano lì, sotto la superficie del lago, ma che non trovavano la forza di emergere. 

    Un pontile può essere il percorso della nostra vita, solido e materiale, che si sporge su un lago, ma cosa mi dice che oltre queste assi di legno e pali confitti in profondità non ci sia un'invisibile prosequzione che fa del prosaico pontile un ponte?

     Secondo me tutti i ponti in fase di costruzione sono stati dei pontili; moncherini sospesi nel vuoto in attesa di un qualche sostegno dal basso che permettesse loro di concretizzare lo slancio verso l'altra sponda, non importa quanto lontana.
    Una volta esisteva il pontefice, il pontifex romano che sapeva costruire i ponti, per unire due sponde e non solo in senso materiale. Anche ora, a volte, ci serve un sostegno, un costruttore di ponti, che sappia far apparire ai nostri occhi stanchi quella parte gemella del pontile, invisibile ma assolutamente reale, che è un passaggio d'amore. 

  3. Presa dal pathos del post ho fatto un errore imperdonabile di ortografia, "prosecuzione" ovviamente. La Lucertola mi ha cazziato duramente,
    I do apologize!!
    Fusa

  4. Tu sai quanto io ami il lago, il mio lago. Ne ho persino fatto un blog.
    E' quel ' pontile lo conosco bene. Ci andavo a pescare da piccola. Scricchiolava sotto i miei passi e l'odore del legno accompagnava il tempo che trascorrevo seduta, piedi a penzoloni, in attesa che qualche pesciolino si decidesse a mangiare l'esca.  Ma non era importante. Mi bastava stare a due passi dal lago, odorarne le alghe e immaginare chissa' quali enormi pesci passassero li' sotto.
    Stasera e' una sera triste, vorrei un pontile che mi portasse dalla tristezza all'euforia, che mi svelasse un segreto o  una notizia tanto attesa.
    Domani ci andro', chissa'…

    Buona notte a tutti

    Sir Biss 

  5. Bello.
    Cele, lo hai visto "Oltre il giardino"?
    Beh, c'è spiegato esattamente cosa bisogna fare in mancanza di pontili che, per la miseria, per quanto lunghi, dopo un po' finiscono, alcuni annegando dentro i tramonti e altri con quei cartelli terribili dove c'è scritto: "Limite di sicurezza, fine del pontile".

  6. Preziosi e delicati i vostri pensieri e bella la condivisione dei vostri pontili, dei vostri ponti, dei vostri ricordi e odori e pensieri.
    E' un po' come incontrarsi sopra un pontile e vedere insieme il sole che colora il cielo. Guardero' Oltre il Giardino, Pieffe, anzi magari lo rivedresti con me? Purchè non faccia piangere. Non ne ho davvero bisogno …

  7. Ovviamente: felicissimo di rivederlo con te. Però non ho più il televisore ormai da un anno, quindi…o me ne compro uno nuovo, o lo vediamo in associazione.

  8. Facciamo così:
    ho bisogno di vancanza di silenzio di quiete anche se ultimamente il nome "quiete" come dire? mi inquieta.
    Comunque sotto il grande fico so che ci sono le terme, non le tarme nè le termiti, ma le terme. Quindi: tu mi inviti alle terme e se c'è la televisione vediamo anche il film. Comunque sia mi riposerò. Qualcuno dovrà prendersi cura di me e spazzare via i pensieri dalla mente. So che c'è del personale preparato, munito di aspirapensieri. Se mi prometti che non verranno aspirati neuroni e materia grigia ma solo i cattivi pensieri, allora posso farci un .. pensiero. Ora pero' la smetto di pensare dato che qui dove sto non mi serve: infatti pare che io non sia pagata per pensare.

  9. In verità pensare è una cosa pericolosa e spesso inutile. Ma in alcuni casi è indispensabile per sopravvivere.
    Alcuni usano questo strumento esclusivamente per fottere il prossimo.
    Cartesio combinò un orribile bisticcio con suo "cogito ergo sum" e confuse l'essere con il pensiero. Filosoficamente è uno dei maggiori responsabili del disastro mentale in cui versa il mondo. Ma ormai è inutile prendersela con lui.
    Infatti anche se non siamo abituati a smettere di pensare, i miei consulenti delle terme sono bravissimi per eliminare i pensieri vaganti.
    Dopo il primo bagnetto ti ritroverai completamente scema…ehm scusa, volevo dire… libera.
    Pieffe

  10. Se le terme fanno di questi miracoli, uno di questi giorni ci verro' anch'io. Purche' l'aspirapensieri lasci anche a me quelli 'buoni'.
    Che ne dite di aprire tutti insieme una SPC (salus per controlucem)?

    Grazie di aver letto le mie cavolate.
    Ciao a tutti
    Sir Biss

  11. Il film Oltre il giardino lo vidi tanti anni fa e mi gustai molto i diversi livelli di lettura della trama. Peter Sellers era magistrale!!!

    Celeste e Sir Biss, attenzione all'aspira pensieri del grande Fico, dato che è maneggiato da una delle mogli di Pieffe e un giorno che con l'omino verde eravamo sotto al Grande Fico è passata Bieffe con l'aspira pensieri e ci ha portato via….la memoria, quella a breve, quella a lunga, quella media…insomma siamo diventati gli smemorati di Col-legno del Grande Fico.
    Pieffe si è arrabbiato moltissimo con Bieffe, ma poi non si ricordava più perchè.
    Ecco come siamo ridotti, sigh.
    Meno male che la Lucertola prende appunti!

  12. E' falso io mi ricordo di tutto. E' Piffera, Pontola, Papera, Pissila, mbè mo' non mi viene in mente come cavolo si chiama, che non si ricorda niente.
    Oh!

  13. Un saluto a tutti in queste ore del mattino in cui le teperature sono ancora a livelli accettabili…..
    Un saluto a Celeste per  la sua ospitalità, a Sir Biss per la geniale SpC, alla quale adesisco con entusuiasmo, a Petula e alla sua amica lucertola, a Pieffe che sembra passato a casa della fata Smemorina.

    Pinuccia

  14. Ciao Celecenerevolice (che sarebbe Celeste con tutte le fanciulle delle favole che assomigliano al personaggio che compare nel suo ultimo commento).
    Ti decidi a fare un altro post?
    Fa caldo e se non scrivo facezie sul tuo blog mi stresso!!!.
    Datte da fa'.
    Pieffe

  15. Ciao Pieffe
    posso scrivere solo cose banali
    Pensi di poterle reggere?

    Ma … bè, grazie. Sono cose che fanno bene al cuoricino, specie quando è un pochino sgangherato
    un bacio

  16. Vabbè ti do dei titoli. Ma guarda che mi tocca a fare: Allora:

    1) E' più politically correct se Marrazzo fa sesso orale con i trans o se Berlusconi lo fa con delle diciassettenni?

    2) Cosa sarà di Pippa?

    3) Ma la Canalis riuscirà a sopportare la separazione?

    4) Caccia ad una foto di Santoro ignudo.

    5) Ma gli angeli vanno sui dischi volanti?

    E poi non dire che non ti do idee intelligenti!

  17. E se gli Angeli avessero a disposizione per i loro spostamenti tra una galassia e un'altra  dei mezzi di trasporto a pedali come qualcuno che conosciamo?

    Pinuccia

  18. Petula:
    Pieffe era geloso de "La Lucertola" allora adesso va in giro con la sua … È una lucertola pleiadiana. Insomma, di meglio non sono riusciti a fare, lassù. Si chiama banalmente Lu-effe, almeno questo è quello che ho saputo oggi, sfogliando Orion on line, le pagine dedicate ai Vip

  19. una volta lessi una cosa sui ponti che mi fece molto riflettere…..non so se partì tutto da questa riflessione….sicuro è che mi fece pensare ed informare di conseguenza.

    le vibrazioni causate dalla marcia di un intero plotone militare russo fece crollare un ponte……

    potenza delle vibrazioni!

    sasco3

  20. E sì Sasco3, credo sia proprio per questo che passando sui ponti di solito  le truppe in marcia, avendo imparato la lezione,  rompono…il passo. 
    …e dopo il suono delle trombe fecero cadere le mura di Gerico (o forse era un attimino prima)
    …e Caruso incrinò un bicchiere di cristallo con un acuto
    e così via!!
    Fusa di benvenuto!

  21. Celeste, vedo solo ora la lucertola Lu-effe di Pieffe. 
    Lei è molto simpatica, lì su quello strano trespolo con le orecchie, ma niente a che vedere con Lucertola ovviamente!!

  22. Si, ovvio. Lu-effe è un filo giurassica, avrà l'età del suo amico con le orecchiette (vibranti ogni volta che vede una femmina).
    Lu-effe funge anche da antenna, fa da ponte, tanto per restare in tema, e comunicano tra loro in alfabeto-morsi. Nel senso che si mordicchiano le orecchie a vicenda.

  23. …..e forse è veramente il primo silenzio primordiale quello della vibrazione…….quella frequenza vibrazionale genesi della materia…..dello scambio informativo intracellulare……
    ….della vita stessa che  si evolve.
    da questo "pontile" era ormeggiata la branchia della Cimatica…..e mi imbarcai per acque di memoria…..

    grattino sottomento di ringraziamento

    sasco3
     

Se vuoi, puoi lasciare un messaggio

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...