GIOSTRE


E’ questo ciò che posso consigliare ad altri: cambiare vita per curarsi, cambiare vita per cambiare se stessi.  Per il resto ognuno deve fare la strada da solo. Non ci sono scorciatoie che posso indicare. I libri sacri, i maestri, i guru, le religioni servono, ma come servono gli ascensori che ci portano in su facendoci risparmiare le scale.
L’ultimo pezzo del cammino, quella scaletta che conduce sul tetto dal quale si vede il mondo o sul quale ci si può distendere a diventare una nuvola, quell’ultimo pezzo va fatto a piedi, da soli.

Un altro giro di giostra – Tiziano Terzani.

Ieri sera, ore 18.30, stazione di Saronno. Scendo, mi assale un odore fortissimo: fiori di acacia. Inconfondibile, penetrante. Sono fiorite,  penso tra me e me. Sono fiorite oggi.

Mi incammino verso il sottopasso e mi guardo attorno: un mare di persone, quasi tutte di corsa, in bilico tra tacchi alti e valigette 24 ore. Qualcuno ha le chiavi della macchina in bocca, mentre con una mano litiga con la cerniera della borsa con l’altra regge colomba e uovo di cioccolato, imprecando.

Una bambina ha una gabbia rosa con dentro un gatto e la mamma la incita a scendere veloce, sennò restano sul treno, lei e il gatto.
Qualuno parla al cellulare, tenendolo tra guacia e spalla mentre cerca di infilarsi la manica di un golfino: gli altri dietro imprecano per il passo rallentato: qualcuno deve correre perché appena fuori dalla stazione deve prendere il bus e quello si sa non aspetta nessuno.
Molti si scambiano auguri: Buona Pasqua. Anche a te, andate via? No, figurati, le code. Magari in un altro week end. Ciao allora, un bacio ai bambini.
Qualcuno annuncia la promessa di dormire tre giorni, una donna con passeggino biposto cerca di scendere le scale del sottopasso bloccando il flusso di persone tra banchina e scale. Due uomini le danno una mano: il passeggino va sollevato, non ci sono scale mobili a scendere. Una coppia anziana scrolla la testa: lei dice a lui te lo avevo detto che si doveva evitare questa ora di punta.

Mi dirigo all’uscita dalla parte del binario n. 6. C’è un piccolo parcheggio, e su questo affaccia una vecchia casa, di mattoni, mezzo diroccata, con i vetri rotti, probabilmente un edificio della stazione  che fu.
Quasi totalmente rivestita d’edera, bella, autenticamente vecchia e autenticamente verde, un verde vero, selvaggio, sopra un vecchio vero, senza un solo cenno di recupero. È bella così, la guardo e la ricordo in autunno quando la vite rampicante è rosso infuocato.

È fuori luogo, la vecchia casa, come lo è l’odore dei fiori di acacia. Stridono, con le corse delle persone, le imprecazioni, con il passaggio veloce della gente che sale scende dalle auto, con il rumore delle ruotine dei trolley, con l’attesa del treno Malpensa Express che transita sul sei. L’odore dei fiori probabilmente lo hanno sentito in tre. Forse.

Qualcuno nel parcheggio mi aspetta,  individuo l’auto, salgo, guardo fuori dai vetri e quello che vedo e sento sembrano due parti di due film distinti, accostati dal gioco di un regista strambo, oppure due pellicole mescolate per caso, infilate nello stesso proiettore e proiettate parallelamente.

Arrivo a casa: da queste parti le acace non sono ancora fiorite, sono sempre indietro di una settimana rispetto a “giù”. Però sono fioriti i tigli davanti casa, dall’altra parte della strada.
Metto una pentola di acqua sul fuoco e nell’attesa mi siedo sotto il portico: il prato di casa mia è disseminato di pratoline, le trovo rassicuranti.
C’è un po’ più di armonia, è tutto più omogeneo e perché lo sia maggiormente, salgo in camera, mi levo la camicia bianca il pantalone di tela blu, le scarpe, mi infilo una tuta da ginnastica e le infradito e mi sento meglio, meno inquieta, più in linea con le cose di fuori.

Manca armonia, nella mia vita. Ciò che c’è dentro stride con con fuori, spesso, troppo spesso. Passando lo sguardo sulle margheritine arrivano i pensieri ad inquinare l’istante: calcoli, scritture private, recupero crediti, arretrati, bilanci che scadono. E poi il  mio personale che non so fare.
Stride, il mio esistere.  Accidenti se stride.

5 pensieri riguardo “GIOSTRE

  1. Se si ci ferma un attimo a guardare le margherite fiorite, a sentire il profumo dei fiori di acacia, dolcissimo e pungente ( eccezionali in pastella, tanto per non perdere i chili di troppo faticosamente accumulati in qualche decennio ) allora, per un attimo si ritrova l'armonia. 

    Ci sono nella vita  momenti in cui si corre e momenti in cui si assaporano i fiori di acacia in pastella. 
    Domani è Pasqua. Sarà una Pasqua tardiva, ma Pasqua arriva sempre, tutti gli anni. Così come un bel giorno sorgerà l'alba anche a casa di Celeste.

    FiOri  dorati accompagnino i migliOri auguri per domani a tutti coloro che frequentano questo spazio e in particolare a Celeste
    Pinuccia

  2. Anche da parte mia e della lucertola tanti auguri di giorni sereni, perchè l'armonia non è uno stato normale, l'armonia è una conquista difficilissima e facilissima allo stesso tempo. 
    Direi che la Pasqua ha anche questo messaggio: di rinascere nell'armonia. Un augurio, un incitamento, una speranza.
    Fusa pasquali a tutti gli amici in Controluce da un davanzale "sbilenco".

  3. ih, ih, eh eh…. lo vedi che pure Terzani insiste con le scale?
    Purtroppo non ci possiamo far quasi nulla se tutti credono che vivere sia "fare qualcosa". Tale ansia di far qualcosa ci contagia tutti, e ci ammala. Per cui c'è chi pensa che a Pasqua, a Natale, o in altri momenti ci siano delle cose "da fare" e che queste cose siano diverse dal non far nulla.
    E' difficilissimo scoprire che spesso c'è da non fare niente. E' forse l'unico modo per reagire all'ansia da prestazione, che fa stridere le nostre vite.
    Una Santa Pasqua a tutti, che duri ogni giorno.
    Pieffe

  4. Leggendo il tuo ultimo post, cara Cele, mi sono un pochino vista allo specchio.  Davanti a casa mia c'e' un enorme rododendro fiorito che io trovo bello.   Chi lo viene a vedere lo trova stupendo.
    Quando i problemi diventano troppi, mi piace uscire a guardarlo.
    Per qualche secondo dimentico tutto, ma dura troppo poco.
    Io non ho bilanci, scritture private o calcoli da fare.   Ma ti capisco.
    E so che e' un momento passeggero anche per te.
    L'armonia arrivera', vedrai. Ne sono certa.
    Un abbraccio
    Sir Biss

  5. L'Armonia è una conquista, difficilissima e facilissima.
    Petula: facevo questa riflessione stamane, mentre ero in treno e guardavo la fotografia di un campo immenso,  da cui spuntavano crocus color lillà.
    Precisa precisa.

    Pinuccia: i fiori di acacia in pastella non li ho mai provati, non sapevo che fossero commestibili mentre so che lo sono i fiori di magnolia.

    Pieffe : LE SCALE!!
    Accidenti non ci crederai ma sabato scorso son caduta, da una piccola scala (4 gradini) .. Figurati se dovessi affrontarne una seria.

    Biss Biss
    Ieri ho passato tutta la giornata sotto il portico di casa mia: lettura e sonno, riposo, libro e tisana. C'erano i merli le tortore e qualche cinciallegra, Insomma qualcosa di simile al tuo istante-rododendro.

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