ARROGANZA E DINTORNI

Ieri, ore 13.15:
Passo davanti ad un bar, esce una donna, trent’anni circa, gonna nera, stivale con tacco, borsa fimata.
Ha il portafogli in mano, vedo con la coda dell’occhio che le cade qualcosa. Lei non si accorge e si dirige verso la fermata del bus. Guardo sul marciapiedi, è una carta di credito. Le dico: signora, le è caduto qualcosa. Lei si china, raccoglie la carta di credito. Non un cenno, non un sorriso, non un “grazie”.

Ieri, tardo pomeriggio.
Mi chiama la banca presso la quale ho il conto corrente.
Mi chiedono un appuntamento da settimane, dico sempre la stessa cosa: quando ritengo di voler venire, telefonerò io, ora non ho tempo. Macchè, contuano a chiamare: vogliono parlarmi di “prodotti”. La cosa non mi interessa e comunque quando e se mi interesserà, vorrei deciderlo io.
Rispondo e comunico  che mi sono trovata addebiti di spese non concordate o, peggio, mi trovo spese quando era stato concordato un conto senza spese. Ovviamente non un centesimo di interessi attivi.
Contestualmente comunico che sto provvedendo alla chiusura del conto. Il tono passa dall’affettazione più viscida a quello acido: la invito nuovamente a presentarsi, parleremo anche di questo: probabilmente le hanno addebitato spese non dovute. Peggio ancora, rispondo!
Ribadisco che è questione di giorni e che ho già provveduto ad aprire un altro conto (è tutto vero). Il tono diventa quasi aggressivo e testualmente mi sento dire: che cattiveria! Lei è una persona cattiva. Rispondo: forse si, e aggiungerei: finalmente! Saluto e riattacco.

Quasi quasi divento cattiva davvero. Un po’ di “sana cattiveria” penso farebbe bene, in questa jungla di persone feroci e brutte. Brutte. Ma brutte.

6 pensieri riguardo “ARROGANZA E DINTORNI

  1. La giusta cattiveria ci vuole sempre… ogni tanto bisogna tirarla fuori per non farsi mettere i piedi in testa… va bene il rispetto ma  non bisogna rinunciare alla propria libertà :o)

    Un monsignore una volta mi disse:"La prima volta porgi l'alta guancia ma se ti tira un altro schiaffo saresti proprio un minchione se te ne fai tirare un terzo" (non era molto fine ma era molto efficace quando parlava)

    un sorriso 🙂

  2. Che ci siano persone così al mondo lo sappiamo e abbiamo a che fare con loro tutti i giorni.
    E' fondamentale non lasciarsi sopraffare. Almeno provarci. Conservare in sè almeno un barlume di forza che ci permetta di contrastare la loro infinita supponenza.
    E poi lasciarli cuocere nel loro brodo se non si vuole prendere in mano un bazooka e fare una strage: non ne varrebba la pena perchè sono una razza molto tenace e, come dice un saggio proverbio, la madre degli stolti è sempre incinta.

    Tra l'altro magari loro si sentono belli, proprio belli, della serie meglio di così si muore. E' solo questione di punti di vista. Noi li vediamo brutti, proprio brutti.

    Un abbraccio sorridente
    Pinuccia

  3. E' proprio vero.
    Questa aridità di cuore e questa diffidenza verso il prossimo è sempre
    più frequente e fa davvero pensare.
    Tutto sommato però riesco a provare più pena che rabbia per queste
    persone.
    Credo che i forti e i  tenaci siano gli "altri" ..quelli che sanno ancora sorridere, che sanno ricevere e apprezzare un bel gesto!
    Insomma tutta questa indifferenza e questa arroganza credo indebolisca
    la persona piuttosto che renderla forte.
    Chi ha questi problemi di relazione
    non può che avere un pessimo rapporto con sè stesso!
    Detto ciò, non vanno comunque giustificati, i buoni samaritani sono
    buoni ma mica stupidi!!
    Un sorriso
    paola

     

  4. Ecco,
    Pinuccia e Paola avete sintetizzato esattamente il mio pensiero.
    Paola: sei te, ti avrei riconosciuta anche senza firma. Generosità e apertura sono le cose più presenti in te insieme ad altre, naturalmente.

    In quanto ai "buoni samaritani" di solito sono un po' diffidente / scettica.
    Come spesso mi capita di dire, penso che molti siano motivati da un enorme egocentrismo più che da un vero altruismo.
    Altri mostrano una bella facciata, "casa chiesa impegni sociali" e giuda al confronto era un dilettante.
    Ne restano pochissimi da cui togliere quelli ambigui per altre ragioni e quelli per la serie: "io ti do così poi di chiedo in cambio…"

    Ma perchè parlare così, in questo tempo di buonismo e perdono?
    Per la serie ti ammazzano la figlia e si domanda ai genitori: lei che fa? li perdona?

    Mi sa che questa Celeste è proprio "out" . Superata, non sa essere alla moda… Bisognerebbe cambiarla. Già.

  5. Per prima cosa, Cele, non sei affatto da cambiare… rimani cosi' che vai benissimo.
    Per quanto riguarda Paola degli Armadi, che fortuna averla come amica.
    Baci

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