VAL-ORI

 

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La dignità è un valore tra i valori. Preservarla, conservarla, difenderla è un dovere verso sé.  Perderla  è smarrire qualcosa di profondo e ancestrale.
Ci si può giocare tutto su un tavolo di pocker sbagliato. Non è sempre vero che quando il gioco di fa duro i duri incominciano a giocare. A volte lo fanno gli sciocchi.

Chi calpesta la dignità altrui, va allontanato presto e subito, senza pensare alle possibili perdite, perché ci sarebbe solo  da guadagnare.  Nulla di buono potrà mai arrivare da chi cerca di privarci della dignità. Non ci può essere libertà senza di essa e diventare ricattabili significa perdere la condizione di persone libere.  La dignità è coerenza tra pensiero e azione.
Un valore e come tale non negoziabile. Chi ne fissa il prezzo, semplicemente non ne possiede.  Ma oggi più che mai tutto è relativo,  così anche  il peso dei valori. Tutto può essere merce di scambio, moneta liquida, disponibile, immediatamente convertibile e spendibile.

E capita di incontrare coacervi di pirati che ci propongono compromessi che non valgono una briciola dei nostri valori. Eppure c’è chi ci mette sopra un’etichetta con codice a barre.  Ultimamente c’è un tre per due in giro. Con tessera punti, regali, ricchi premi e bollini fedeltà.

Mi chiedo cosa lasciamo ai bambini, se resterà qualche piantina come quella protetta da Walli-e con Eve per ricominciare a coltivare valori, per salvare un po’ di quell’humus che permette ad uomini e donne di essere persone libere per davvero.

38 pensieri riguardo “VAL-ORI

  1. valori?
    ma vuoi scherzare?
    Non lo vedi che oggi sono tutti occupati a cercare i Valori dell'Italia… cercando di far concorrenza… all'Italia dei valori?
    Come ben sappiamo chi ha fondato quel partito è deliziosamente analfabeta.
    Così tanto per far capire subito che l'Italiano… non è un valore.
    Già. Ma forse questo vuol dire che è l'Italiano, (leggi: abitante dell'Italia) che non ha valore?
    Forse è così. Infatti tutti gli altri politici cercano di avallare tale principio: così tanto per dare il buon esempio. Non sia mai che qualcuno debba far bella figura col primato dell'ignoranza!
    Ho la televisione accesa. erano tutti qui al Pantheon oggi a cantare l'Inno di Mameli: Da Vittorio Emanuele a Berlusconi, a Fini a Bersani.
    Poi hanno fatto un'intervista e hanno chiesto ai politici perché oggi era la festa dell'Italia. Pazzesco: non lo sapeva nessuno.
    In realtà non lo so neanche io. O meglio questa Italia non è quella che voglio e non so quali valori si stanno celebrando. Di certo non i miei.
    E tu, cara Cele, ti stupisci che lungo la penisola ci sia qualcuno che calpesta la dignità? 
    Ma lascia perdere.
    Li hai visti i giapponesi dopo e durante lo tsunami?
    Ecco: quello è un popolo che, nonostante le umiliazioni subite dopo la guerra, ha conservato la sua dignità.
    E mi levo tanto di cappello perché loro possono cantare l'inno nazionale e sentirsi nazione. Noi un po' meno.
    Pieffe

  2. Già, già e poi ancora già.
    Nemmeno io voglio questo paese, caro Pieffe. Nemmeno io,
    E pensa che il mio post si riferiva non tanto alla penisola ma al mio piccolo territorio dentro il quale si svolge la maggior parte della mia vita.
    Non era tanto estesa, la mia riflessione.
    Se la dovessi estendere stenderei un velo pietoso a coprire tutto questo povero paese.

    Non vedo più telegiornali, o quasi. Non accendo più la TV. Quando lo faccio, è per seguire documentari del National Geo.
    Almeno li ci sono i leoni che non possono far altro che fare  i leoni, e gli squali che giustamente si comportano da squali, i serpenti da serpenti etc.
    Li, nei documentari, sono al posto giusto: nella savana, nella giungla, nei deserti e non come i serpenti gli squali i leoni e vermi che mi tocca di vedere dietro le scrivanie o dentro le porsche.
    Che tristezza Pieffe.

  3. Oggi cantano tutti l'inno, anche i pali dell'enel… molti non sanno nemmeno cosa cantano e perche'.
    Ho visto coccarde ovunque, persino sul ciuffio di un pechinese (non uno di Pechino, ovviamente).  E da domani tutte le bandiere nel cassetto.
    Magari le tireremo fuori se vincera' la Nazionale…
    E come non essere d'accordo con Pieffe. I giapponesi, in quanto a dignita', hanno tutto la insegnarci.
    Povera Italia, poveri noi.

  4. Rido
    non so se di piu per i pali dell'enel canori o per il ciuffo del pechinese legato con il tricolore…
    SirBiss in versione humor è imperdibile.
    ciao

  5. E' vero tutto, anche io e la lucertola dal davanzale  stiamo guardando questo sventolio di bandiere e di verginità rifatte anche da parte di chi, a suo tempo, l'Italia la voleva vendere per due soldi a altri paesi e ora, solo per spirito di bastian contrario, si scopre risorgimentale e patriota.
    Come diceva Totò? "Mi faccia il piacere, mi faccia!"

    Ma così non andremo mai da nessuna parte.
    Ogni italiano è un'Italia a sè, indisciplinato, critico, non si riconosce con niente e nessuno, figuriamoci con una nazione, cantata, urlata, festeggiata ma sempre e comunque bistrattata. Finchè andremo all'estero e parleremo male del nostro paese, finchè parteciperemo alle manifestazioni in qualche piazza dal nome straniero contro l'Italia e non capiremo che l'Italia va difesa all'estero senza se e senza ma…..saremo sempre tacciati di debolezza interna, di levantinismo e altro.
    Doloroso…troppo!

    Celeste,  hai ragione, la dignità è un valore che si deve avere in casa, ma anche da portare fieramente fuori casa.

    S-fusissima

  6.  
    Passato il 17 marzo torniamo al nostro quotidiano.
    A tale proposito ricordo quando ricorse il centenario,  il preside della scuola media che frequentavo ,donò a tutti gli alunni la Costituzione della Repubblica. Ma sono passati 50 anni da allora. Adesso ho mia nipote frequenta la scuola media e nella sua di scuola non si detto nulla.
    Qualcuno tanti anni fa avrebbe esclamato “ O tempora, o Mores” Adesso magari si esclamerebbe : Tempura con le more!
    Mica per i festeggiamenti per l’unità d’Italia, ma per come stiamo precipitando verso il basso.
     
    Verso la fine del post, cara Cele, chiedi cosa lasciamo ai nostri bambini.
    Secondo me lasceremo sfilze di capannoni industriali, che di industriale non hanno nulla, centri commerciali che quando vogliono darsi un po’ di stile imitano in modo scomposto palazzi di stile nobiliare. Dalle parti di casa mia, a 30- 40 Km c’è uno degli outlet più rinomati dell’Italia nord occidentale.
    Confesso di essere allergica a quei luoghi.
    Ci sono stata una sola volta in tutta la mia vita e non per fare shopping, ma per ascoltare un concerto . Che desolazione! Negozi bar, allegre famigliole che passeggiavano con aria di chi sa il fatto suo. Tutti compresi nel ruolo.
    Ho ascoltato questo dialogo tra due signore: una raccontava all’altra: “Sai, il piumone lo sono venuta a prendere qui. Le piume sono di OCHE ITALIANE, non di oche cinesi.”
     
    Sono rimasta basita. Mi chiedo come è possibile che ci sino persone che abbiamo bisogno del piumone di oche italiane, potrebbero accontarsi delle loro di piume.
     
     Mah, c’est la vie. Al peggio non c’e fine.
    Buona giornata di sole
    Pinuccia

  7. Mbè, cara Pinuccia, è evidente che le battute sulle …oche  che stanno dentro e su quelle che stanno sotto il piumino… sarebbero troppo facili.
    A questo proposito, e a proposito dei valori, interiori, esteriori, patriottici, familiari, nazionali, transnazionali, individuali, e chi più ne ha più ne metta, mi permetto di consigliare a tutti gli ospiti di Celeste un film uscito una ventina di anni fa il cui titolo italiano è "Il giorno delle oche". Un capolavoro compreso da pochissimi, apprezzato quasi da nessuno, disprezzato da sinistra e snobbato da destra. Il che, per quanto mi riguarda, gli da realmente "valore".
    Provare per credere.

  8. Se un giorno qualcuno di voi decidera' di venire a sentire l'odore del mio lago, vedra' con i propri occhi che da noi le oche, quelle in carne e…piume, si trovano benissimo.
    Stamattina, per esempio, ho dovuto fermarmi con l'auto perche' quattro oche attraversavano la strada. Ovviamente in fila indiana sulle strisce 'pedonali'.   Una scena bellissima.
    Non come tante oche umane quando attraversano la strada…

  9. Una forse la conosco
    Le altre tre?

    Pieffe:
    a volte pare che sia difficile, per voi signori uomini, distinguere quelle che stanno dentro da quelle che stanno sotto il piumone.
    Almeno questo è quanto mi è capitato di constatare molte (troppe) volte.
    E a volte quando vi accorgete, è troppo tardi.. Quelli realmente spennati  siete … voi.
    Ho giusto qualche esempio, tra le mie quotidiane frequentazioni. E recidivo pure…
     
    Celeste sloggatissima ma in formissima 

  10. Pinuccia: spassosissimo il racconto delle oche cinesi.
    Ed è vero, non c'è fine al peggio. Mi capita, di infilarmi nei centro commerciali, per ragioni non di gita ma di necessita. La luce dei neon e le urla dei bambini bastano e avanzano per uscire con il mal di testa.
    Confermo che anche da queste parti ci sono famiglie intere che ci passano la giornata: mangiano, bevono, fanno il lettino UVA, acquistano, mangiano gelati, insomma una alternativa alle telenovela? Offrono aria condizionata in estate e calore in inverno, giochi per i bambini cosa vuoi di piu' dalla vita? Un Lucano? Nei bar ce l'hanno, immagino. 
    celestissima

  11. Rieccomi con regolare log-in quindi con la mia ehmmm pimuetta omologata… visto che di piume parliamo..
    Credevo di avere meno tempo invece la giovanna è in ritardo.
    Pero' non ho il tempo sufficiente per raccontarvi una storia… spassosissima che mi è capitata un po' di tempo fa, a proposito di letti e piumoni. Ve la raccontero', promesso..
    Pinuccia credimi anche io ero basita ma nello stesso tempo divertita. Un episodio del genere è… più unico che raro.

    SirBiss
    Io da quelle parti difficilmente vengo con un'amica, di solito vengo sola.
    Ma ho una cugina … che potrebbe egregiamente unirsi, alla bisogna… Si firmava spesso Qua Qua …  Aspettiamo che rientri dall'Urbe (in queti giorni è proprio a Roma) poi vediamo se accetta l'invito.

    Pieffe
    a proposito di Urbe: il film che consigli è sulle famose Oche del Campidoglio?

  12. Ma insomma, visto che era nell'Urbe non poteva arrivare fino "qua"?, anzi quà quà?
    Riguardo alle oche del Campidoglio come sapete tutte erano intelligentissime, contrariamente a tante altre oche senza piume che stanno ugualmente da quelle parti.
    Il film non parla di quelle Oche ma di alcune papere inglesi. Giuro. E' un film straordinario.
    Riguardo alla nota capacità maschile di farsi spiumare ricorderò quel capolavoro (non scherzo) di letteratura e melodia che venne composto oltre sessanta anni or sono:
     
    Su un campo di grano che dirvi non so,
un dì Paperina col babbo passò
e vide degli alti papaveri al sole brillar…
e lì s'incanto'.
La papera al papero disse
"Papà, pappare i papaveri, come si fa?"
"Non puoi tu pappare i papaveri" disse Papà.
E aggiunse poi, beccando l'insalata:
"Che cosa ci vuoi far, così e' la vita…"

"Lo sai che i papaveri son alti, alti, alti,
e tu sei piccolina, e tu sei piccolina,
lo sai che i papaveri son alti, alti, alti,
sei nata paperina, che cosa ci vuoi far…"


    Vicino a un ruscello che dirvi non so,
un giorno un papavero in acqua guardò,
e vide una piccola papera bionda giocar…
e lì s'incantò.
Papavero disse alla mamma:
"Mamma', pigliare una papera, come si fa?"
"Non puoi tu pigliare una papera", disse Mamma'.
"Se tu da lei ti lasci impaperare,
il mondo intero non potrà più dire…"


Lo sai che i papaveri…ecc.
    E un giorno di maggio che dirvi non so,
avvenne poi quello che ognuno pensò.
Papavero attese la Papera al chiaro lunar…
e poi la sposò.
Ma questo romanzo ben poco durò:
poi venne la falce che il grano tagliò,
e un colpo di vento i papaveri in alto portò.
Così Papaverino se n'e' andato,
lasciando Paperina impaperata…

  13. hi hi hi hiiiii .bellissima..  e molto calzante.
    Tra l'altro abbiamo reso omaggio a Nilla Pizzi, mancata proprio qualche giorno fa a Milano.

    Ho sentito poco fa la nostra Qua Qua, da Pizza Navona: ieri sera cenetta a trastevere. La invidio un po'.  Roma è sempre Roma perfino se cti capita di 17 marzo. Ma mi rifaccio presto.

  14. Mistake…
    PIAZZA Navona ovviamente.

    La pizza navona FORSE non l'hanno ancora inventata.
    O forse si, magari è roba esclusiva per chi possiede il motoscafone…
    Ok .. vado. Vado.

  15. Celeste:
    Refuso azzeccatissimo: da quanto ho notato ,  era l'ora di pranzo ( 13,33 )  giù a Roma. Quindi Pizza Navona va bene. 
    Dalle nostre parti  vige la regola di villa Arzilla: Pranzo alle 12 in punto, magari un minuto prima, che non guasta.

    Ci andava Papaveri e Papere.
    E'  per quanto riguarda il film mi sono letta la trama  in internet:

    Ben Singleton, un allevatore di oche, è nei guai: deve consegnare nella lontana Londra cinquecento oche destinate ai fornelli per le feste natalizie ed uno sciopero degli autotrasportatori, deciso dai sindacati, impedisce il trasferimento. Per di più, sua figlia Emma ha qualche grillo per la testa e sua moglie Alice, stanca e stufa della dura vita campagnola, minaccia di andarsene di casa. Ma Ben reagisce e parte in compagnia del vecchio Amos, brontolone ma lavoratore e di un altro crumiro – il garzone Hubert – su due camioncini, uno in testa ed uno in coda al branco delle oche: poiché ha deciso di fare la marcia di trasferimento a piedi fino alla capitale. Comincia così l'epica avventura; ben presto l'ostinato Ben è raggiunto da Emma e dalla stessa Alice, toccate ambedue dalla volontà del rispettivo padre e marito, in fondo amato. Londra poco a poco si fa più vicina, dell'episodio insolito e bizzarro si impossessa una "troupe" televisiva, che di tanto in tanto intervista il nostro allevatore e riprende, di tappa in tappa, gli starnazzanti bipedi, tra motociclisti molesti e camions che sollecitano strada. Mentre Emma conosce un bravo ragazzo, un universitario che presto si innamora di lei, la mèta è finalmente raggiunta; il traffico londinese non si adatta certo alla transumanza delle oche e Ben decide che la tappa finale – fino al magazzino ove avverrà l'olocausto – si faccia via Tamigi, sotto gli occhi stupiti e divertiti dei londinesi e l'ottenuto beneplacito della Polizia. Grazie alla TV, Ben e i suoi sono diventati dei semi-eroi. Ma lo sguardo ai sindacati costerà caro: ora, per solidarietà, le addette al magazzino, strepitando inviperite, rifiutano di accettare il branco di oche calato dal nord. E le oche tranquillamente si levano in volo, mentre la famigliola di Ben ha ritrovato la propria affettuosa unità.

    Mi piace l'immagine delle oche che si levano in volo. C'era un altro film, non ricordo quale dove si parlava di oche che si librano in volo portando con se un po dell'acqua del lago su cui avevano sostato portandoselo  via con loro.

    Una Pinuccia campagnola

  16. Conosco bene la canzone papaveri e papere.  La conosco fin da piccolina. Mia mamma di cognome fa Papaveri.  E mio papa' secondo voi come poteva chiamarsi se non…Erbetta.
    Alla faccia della privacy, ma volevo chiudere la giornata con  un sorriso.
    Sir Biss ecologica

  17. Pinuccia:
    grazie della trama, in effetti 500 oche in volo deve essere uno spettacolo bellissimo.  A propostio di oche: ho visto qualche anno fa, in Canada, le oche canadesi che avevo sempre visto solo nei documentari. Belle. Seguirà foto.

    Ricordo di aver visto un documentario, di uno che studiava le oche. Ne allevava covate intere covate e viveva con loro,  fino a volare con loro: loro lo riconoscevano come "mamma". Lui volava con un deltaplano e loro lo seguivano.

    Sir Biss:
    Nooooooooooooooooooooo…………..
    Non sapevo il cognome di tua mamma ma nemmeno quello di tuo padre quindi, ovviamente,  nemmeno il tuo. Spettacolare!
    Ci credo che conosci la canzone fin da piccola: nessuna canzone più azzeccata poteva essere, per la famiglia Papaveri-Erbetta.. Buona cena (frittata con erbette?)

    grazie del sorriso, l'intenzione ha dato il frutto.
    La privacy? Tranquilla, verremo tutti quanti al tuo paese con le trombette che riproducono il verso delle oche, cantando Papaveri e Papere e anche La Vispa Teresa tra l'erbetta rincorrea farfalletta. Dici che ci noteranno?

  18. Meraviglia! Voglio andare a vedere quel film! 
    Sir.Biss ecologica e simpatica! Papaveri ed Erbetta. E' proprio vero che il buon Dio li fa e poi li accompagna!
    Fusa a tutti

  19. A sir. biss
    Dalle mie parti le piantine piccole di papaveri si chiamano gentildonne. Si usano per fare frittate e torte verdi, specie nel periodo pasquale.
    E sono veramente delicate  e ricercate da tutti per questo scopo

    Così, quando verremo tutti da te, sul tuo di lago, senza dare troppo nell'occhio come propone Celeste, assaporeremo torte verdi e frittate di gentildonne usando le uova delle oche che attraversano compiutamente la strada sulle strisce  pedonali e in fila indiana.

    Pinuccia

  20. Prima del mio arrivo questo doveva essere un blog molto serio.
    Ora, da parte mia, ci sono stupidate in abbondanza.
    Chiedo scusa.
    Sir Biss

    p.s. pensate, avrei potuto essere una cittadina di Erba…

  21. Insieme alle oche può venire anche una gatta con una lucertola?

    Pinuccia, meglio dire una frittata con gentildonne piuttosto che frittata con erbetta, non so come la prenderebbe Sir.Biss!

    Sir.Biss questo è un luogo allegramente e intelligentemente serio, quindi benvenuta! 

  22. O carissima Sir: Biss

    La nostra Cele ci permette di giocare.
    E accoglie tutti, ci lascia andare fuori tema senza battere ciglio: qui si era partiti dai val-Ori, si è parlato dei 150 anni dell'Italia, si è passati alle oche e alle frittate con le gentildonne.
    Siamo solo ragazzini serissimi che ogni tanto vanno in vacanza per rendere più allegro il nostro vivere.
    Benvenuta anche da me
    Pinuccia

  23. Hai ragione, Pinuccia.
    E' bello scherzare ogni tanto.
    E, per restare sul divertente, vi racconto che il mio compagno di banco alle superiori si chiamava Capra.
    Non solo non e' uno scherzo, ma vi lascio immaginare quante volte i nostri compagni (e il bidello, come dicevano in un famoso film)  si sono presi gioco di noi con battute varie, piu' o meno volgari.  E, anche se sembra una barzelletta, avevo come compagni un tale Sig. Fogliata e una Sig.na Basilico.
    Quando si dice il destino…
    Ciao a tutti
    Sir Biss sempreverde

  24. E con il commento precedente chiudo la parentesi sui cognomi della mia vita.
    Scusami, Cele, per averti messo sottosopra la casa…
    Ciao

  25. Eccomi qua
    Petula e Pinuccia siete perfette.
    E anche la lucertola.

    SirBiss: ma il Capra compagno di scuola non è l'unico Capra incontrato nella vita… 
    Per il resto: ci vuol ben altro per mettere sotto sopra controluce.

    Briciola !!!!!!!!!!!!!!!!!!
    le iscrizioni sono aperte, ti ho già "segnato". Guarda che poi devi venire eh !!!  Sarai benvenuto, non importa nemmeno se sbriciolerai sulla tovaglia. Poi ci sono briciole … e briciole. No?
    un abbraccio

  26. Vabè ma allora ditelo!!!
    ..prima esco quatta quatta  da un armadio, adesso attraverso le strisce pedonali col becco e i piedi palmati.
    Celeste intercedi per me, please!!!!
    paola

  27. Paola
    Ti  faro' sapere il giorno e l'ora della gita cosi' chiedi ferie.
    Ci pensi tu alle uova fresche per la frittata?

    Io porto il vino, Erba luce di Caluso

    baci e abbracci

  28. Paoletta che cammini tra l'Erbetta, ricorrendo gentil farfalletta…
    Ci sono giornate in cui la testa è vuota, come un uovo di cioccolata, altro che frittata! Questo è uno di quei giorni. Intercedo domani. Vale lo stesso?
    Però ti bacio lungo  tutto il tuo metro (e la mela)

  29. Non posso certo mancare all'invito. Arriverò con uova fresche di
    giornate (produzione propria) e per riallacciarsi ai cognomi buffi
    e particolari ..quasi quasi all'aperitivo ci penso io, che ne dite di
    due OLIVE….??
    P.

  30. Meraviglioso.. OLIVE pestate al peperoncino BOERI ripieni di liquore:
    che  famiglia de fuegooo!!!

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