A ME

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Non incolpare nessuno,
non lamentarti mai di nessuno, di niente,
perché in fondo
Tu hai fatto quello che volevi nella vita.

Accetta la difficoltà di costruire te stesso
ed il valore di cominciare a correggerti.
Il trionfo del vero uomo
proviene delle ceneri del suo errore.

Non lamentarti mai della tua solitudine o della tua sorte,
affrontala con valore e accettala.
In un modo o in un altro
è il risultato delle tue azioni e la prova
che Tu sempre devi vincere.

Non amareggiarti del tuo fallimento
né attribuirlo agli altri.

Accettati adesso
o continuerai a giustificarti come un bimbo.
Ricordati che qualsiasi momento è buono per cominciare
e che nessuno è così terribile per cedere.

Non dimenticare
che la causa del tuo presente è il tuo passato,
come la causa del tuo futuro sarà il tuo presente.

Apprendi dagli audaci,
dai forti
da chi non accetta compromessi,
da chi vivrà malgrado tutto
pensa meno ai tuoi problemi
e più al tuo lavoro.

I tuoi problemi, senza alimentarli, moriranno.
Impara a nascere dal dolore
e ad essere più grande, che è
il più grande degli ostacoli.

Guarda te stesso allo specchio
e sarai libero e forte
e finirai di essere una marionetta delle circostanze,
perché tu stesso sei il tuo destino.

Alzati e guarda il sole nelle mattine
e respira la luce dell’alba.
Tu sei la parte della forza della tua vita.
Adesso svegliati, combatti, cammina,
deciditi e trionferai nella vita;
Non pensare mai al destino,
perché il destino
è il pretesto dei falliti.

(pablo neruda)

44 pensieri riguardo “A ME

  1. Imparando a riconoscere in se stessi tutte le difficoltà è il passo principale per saperle affrontare.

    Un sorriso 🙂

  2. Grazie, è una di quelle poesie che insegnano, non solo descrivono.
    Neruda poi è grande, per me.
    un saluto Onlypaty

  3. eh si Frost
    anche un po' severo, forse, perché a volte qualche tegola in testa cade malgrado noi …   Poi occorre decidere che fare, e li.. si, è roba nostra.
    La tegola può essere anche un valore, una fortuna, un'occasone. Dipende.

    Onlypatty
    devo confessare che l'ho letta almeno dieci volte in due giorni. Si vede che mi serve, questo insegnamento. Ho la testa dura eh…
    Un vantaggio per le tegole di cui sopra.

    Concordo su Neruda anche se a volte vi trovo un po' di eccessi, tinte troppo forti ma forse mi piace anche per questo. Chissà.
    Ma come disse lui: se la poesia la devi spiegare diventa banale.

    Questa bè.. non è proprio una poesia..   È anche un suggerimento di come guardare una tegola.

  4. ogni tanto, credo ad ognuno di noi, viene la voglia di consigliare, di intervenire, di raccontare agli altri "come si fa". Credo che questo sia stato anche lo scivolone di Neruda in questa che, a mio avviso, è una delle meno poetiche fra le sue poesie. E' un compendio di incoraggiamenti e d'indirizzi parafilosofici, alcuni anche abbastanza scontati. Mi verrebbe da dire: Vabbè, ma tu ce l'hai fatta?
    Tanti anni fa avevo un grandissimo "maestro" spirituale che mi diceva come dovevo fare a superare quelli che, a me, sembravano ostacoli insormontabili.
    Io non riuscivo a vederli nel modo giusto, non riuscivo a separarmi dal "problema". L'unica cosa che mi consolò fu scoprire che lui, il maestro, non era mai riuscito a smettere di fumare. Questo me lo fece amare di più e mi fece capire un sacco di cose che fino ad allora…non avevo nessuna voglia di capire.

  5. Concordo con Pieffe.
    E' piu' facile dire come fare che riuscirci veramente.
    Ma Neruda resta un grande.
    Un bacio, Cele

    Sir Biss

  6. anche secondo me non è affatto una poesia
    Per me però è una specie di mantra .. la leggo e la rileggo
    Nun puoi zapé qanto me serve pieffino
    O forse si

    bacini a tutti

  7.  E' vero che ci si sente spesso investiti nel ruolo del buon samaritano pronti a lenire le sofferenze del nostro prossimo.
    E' vero anche che si dispensano consigli a profusione. E' pur vero che ognuno di noi ha degli scheletri nell'armadio ( come sono banale! ) con cui fare i conti. La solidarità sincera fa piacere comunque. E' un appiglio nei momenti bui.
    E qui in Controluce siamo tutti sinceramente  solidali.

    Quando ho passato anch'io ( di nuovo banale, chiedo venia! ) crisi pesantucce mi leggevo " Se " di Kipling. E poi mi piantavo le unghie, che avevo lunghette,  nei palmi delle mani che mi costringevano a distogliere anche solo per un attimo l'attenzione dal vuoto.

    Aprofitto della connessione alla ADSL, che in questi giorni è molto ballerina, per lasciare il segno del mio passaggio.
    Bacio, bacio, bacio
    Pinuccia

  8. Ninte di banale Pinuccia.
    Non accade mai del resto. Non con chi passa di qui. Modesta eh?
    E sia.
    Gli scheletri negli armadi NON sono banali. Sono vita.
    Ne abbiamo tutti e chi giura di non averne significa  che è stato sempre lui, uno scheletro, senza vita, senza respiro senza anima senza cuore.

    È vero, a volte ci si cala nel ruolo del "io ti salverò" ed è capitato anche a me. Anzi a volte sono stata una specalista e mi sono fatta male. Un pestone che non ti dico.
    Ho sposato alcune cause compresa quella che riguardava il mio lavoro e spesso non solo è inutile ma anche dannoso per chi tenta queste imprese. Si può stare accanto, alle persone, esserci, farlo sentire. E questo è l'aiuto più grande. Pretendere di salvare qualcuno è – in buna fede ci mancherebbe – un pensiero presuntuoso, a volte offerto proprio da chi non sa salvare sé stesso. Il cervello umano è uno strano oggetto, la pancia pure. Infatti, morfologicamente si somigliano pur viaggiando tante volte di direzione contraria.

    Baci a tutti i controlucini

  9. Concordo pienamente con quanto detto da tutti voi!
    Ora io e la lucertola andiamo a comperare un nuovo armadio perchè gli altri sono pieni di scheletri che sembra il cimitero dei Cappuccini!!!
    Come vedete, qui sul davanzale non buttiamo via niente.
    S-fusa

  10. Hai ragione, Cele.
    Esserci, vicino a qualcuno, e' l'aiuto piu' grande. Talvolta la sola presenza o il pensiero verso l' altro  sono molto piu' di aiuto di tanti  bla bla.
    Qualcuno che e' a conoscenza di tutti gli scheletri nell'armadio.
    Il mio e' molto grande ma uno di questi giorni  andro' all' Ikea perche' non c'e' piu' posto.

    Baci a tutti, in particolare a te, Cele.
    Sir Biss

  11. Petula e Sir Biss:
    io ne ho trovato qualcuno anche sotto la scrivania. No no .. non fraintendete non mi stava guardando le gambe: io non porto gonne per evitare di seminare morti e feriti per strada cche poi diventerebbero altri scheletri e poi servirebbero altri armadi e per fare armadi ci vuole troppo legno.
    Ecco.

    Ps l'Ikea pero' per piacere NO. 
    Anche gli scheletri hanno una dingità, perbacco!

    Tutto questo per dire che sono convinta ( da sempre ) che l'Ikea non sia ffatto a buon prezzo, come molti pensano. E che nemmeno paghi cio' che effettivamente comperi. Perchè lo paghi … molto di più di quel  che vale.
    Sono furrrrrrrbi, loro.. Il signor Ikea ci vuole far credere l'esatto contrario.

    Ps c'è una vocina che mi chiama dall'armadio… Ma non è il solito amante delle barzellette di quando "cielo-mio-marito" ma un prossimo scheletro.  
    Cosa?
    Mah…. un certo passato. Puo' essere?

    Sir Biss
    abbiamo, tu ed io, una comune amica che una volta si è veramente chiusa in un armadio …. So che non è carino nei confronti degli ospiti parlarne e non raccontare tutto. Vediamo se lo fa lei?
    Dai Paola racconta…
      
     

  12. Certo che i mobili della brianza valgono mille volte quelli dell'Ikea…
    Per quanto riguarda  la nostra comune amica, diamole tempo. Se entro qualche gìorno non racconta perche' era chiusa nell'armadio…lo faremo noi.
    Un abbraccio
    Sir Biss

  13. Nell'attesa della storia di Paola, racconto un "nanetto", come diceva Frassica in Quelli della Notte parlando dei suoi aneddoti, ossia la mia esperienza con Mr Ikea (ah, approposito, EGLI ha comprato una megavilla appartenuta a Fosco Maraini, giusto a un par di centometri da qui. Ha stravolto tutta la collina coi suoi lavori durati anni, E LO ODIO, di cuore).
    Ebbi l'infame idea di voler comprare una "cucinetta compatta", di quelle dove c'è lavello, spazio per il frigo, un pensilino sotto il lavello, una mesola per il microonde, alzatina inox. Ma bellina davvero eh, vista in esposizione nel loro ruffianissimo negozio. Si chiama "Attityd".
    Eh no, Attityd lo dici a tu sorella.
    "Voglio quello" e col ditino indico al commesso l'infausto oggetto, come un bimbo indica il gelato lassù, nella infinita meraviglia del bancone del gelataio.
    Mi rifilano una fila di pacchi che nulla hanno a che vedere esteticamente con l'oggetto finito. No problem, ci penso io. Pesantissimi.
    Scarico. (Nel frattempo erano aumentati di peso, numero e dimensione).
    Sballo.
    Le dimensioni, una volta sparpagliati pezzi e imballi sul campo, sono decuplicate.
    Monto il pensile. Ok, tutto fila liscio, o meglio, le madonne sono nella norma.
    Monto la base. I fori filettati delle viti che tengono insieme le gambe della struttura sono piene di vernice. le viti non si avvitano e le madonne si intensificano.
    Quando si tratta di avvitare il pensile alla struttura, l'operazione richiede che con una mano (o piede, gomito, ginocchio, denti) si regga il pensile in posizione (è di legno truciolato: meno pesante soltanto del piombo ghisato), e con l'altra di avvitare le viti che lo collegano alla struttura. Si, forse mandrake.
    Si capisce in questa fase cosa abbia causato la cacciata di Adamo dal paradiso terrestre: non la mela, ma le madonne insite nell'operazione di cui sopra.
    Lavello. Ci si accorge che non hanno fatto il foro per il rubinetto. Lo devi fare te. Un buco diametro 50 mm in una lamiera di acciaio inox di 1 mm e mezzo. Ovviamente si dà per scontato che il tipico cliente Ikea abbia quel mininmo di corredo di utensili che servono, ad esempio… una lancia per il taglio al plasma, o l'Alabarda Spaziale di Goldrake. E come lo fo sto buco, di grazia, sig Ikea?? A morsi?
    La madonna ha intanto messo la segreteria. Con espedienti degni di un circense, alla fine, si ottiene l'oggetto finito: tempo richiesto per l'operazione un we pieno. Di madonne. Si deve tra l'altro ripulire il tutto dalle tracce di sangue che si sono lasciate in giro, sul mobile, sui vestiti e nel locale, oltre a reintegrare le scorte di cerotti.
    Però bellino, eh! Ok.
    Zoom temporale. Scena, due settimane dopo.
    Ti accorgi che il piano inox del lavello… SI E' ARRUGGINITO! Servizio clienti: "Signore non si preoccupi, ci sono 10 anni di garanzia: ci riporta il tutto e glielo cambiamo.
    1) l'ikea è dall'altra parte del mondo.
    2) ci ho messo 2 giorni per montarlo, ne dovrei impiegare 1 per smontarlo, caricarlo e riportarlo, altri 2 per rimontarlo.
    Tralascio per educazione la mia risposta al proattivo addetto alla clientela e riporto la morale di questa storia: qualunque cifra chieda l'ikea per la sua roba, E' TROPPO!
    Scusate, ripiombiamo nell'attesa di Paola. Saluti.
    R

  14. Ma che bella avventura Riccardo! Appassionante come un romanzo d'appendice, come quelli della  Carolina Invernizio, che confesso di non avere mai lettto, ma che pare fosserero avvincenti come il tuo racconto!
    Peccato che quando espongono tutte quelle bellissime composizioni, carine, pratiche ti irretiscano con l'idea del prezzo iper-super -stra conveniente e che puoi montare a casa tua in quattro e quattrotto, senza alcuna esperienza tanto basta avvitare quattro vitine e la maledetta chiave a brugola è compresa nella confezione.
    E poi sembra di giocare con i mattoncini della lego.
    E magari poi avvanza un pezzetto di cui sfugge completamente la disposizione.  Mah, avrebbe miagolato un gatto passato tanti anni fa da casa mia.
    Aspettando Paola, un abbraccio a tutti
    Pinuccia

  15. Mamma mia cosa mi tocca leggere e, quel che è peggio, cosa mi tocca confermare..
    Parliamo di una venticinquina di anni fa, ricordi Celeste??
    Ero alla mia prima esperienza di lavoro e ricordo quegli anni come anni densi di tutto.. di momenti di duro lavoro , di  lacrime versate, di risate a crepapelle, di esperienze e passioni condivise, di legami che nascono  e …perchè no?  di buffe vicende fresche, leggere e un pò pazzerelle!
    Era già da qualche giorno che in studio si vociferava in merito all'imminente  visita di un noto calciatore molto carino del Verona Calcio ( in quei tempi era una gran bella squadra, di serie A, e, se la memoria non mi inganna, proprio in quel periodo vincitrice del campionato), al quale dovevamo fare la dichiarazione dei redditi.
    Come tutte le cose attese e forse un pò idealizzate, in quel fatidico giorno del suo arrivo si respirava in tutto lo studio una strana aria di eccitazione e curiosità…o forse la respiravo solo io?!!
    Il fattaccio prese forma a causa di una strana coincidenza logistica:
    il mio capo decise, stranamente, di ricevere "l'omino" non nella solita sala riunioni o nel suo ufficio ma in una stanza insolita (generalmente 
    utilizzata come archivio / deposito cancelleria).
    Bene,  io mi trovavo casulamente proprio in quella stanza e proprio in quel momento, e quando mi resi conto che sarebbero entrati li dentro
    …proprio dove ero io, Dio santo non so cosa mi è preso ..invece di salutare e uscire mi sono infilata dentro all'armadio. 
    Non so cosa mi è preso, ho agito d'istinto, non chiedetemelo ma è andata proprio così.
    Curiosi del finale???
    Ormai la frittata era fatta .. dovevo starmene zitta, senza muovermi, senza starnutire e quasi nemmeno respirare dentro quel dannato armadio.
    Dopo circa 15 minuti (che sembrano pochi ma vi assicuro che al buio, in apnea  e con un anta che ti sfiora il naso sono  INTERMINABILI !!) ho deciso di uscire dal " bunker".
    E l'ho fatto con estrema naturalezza, col sorriso sulle labbra e salutando cordialmente capo e calciatore.
    Ero così naturale che credo che l'ospite abbia pensato fossi arrivata non da un armadio ma da un ufficio adiacente.
    Ma il mio capo no!!
    Fin che campo avrò disegnata  nella memoria l'espressione sorpresa e attonita del mio capo che mi guarda e risponde al mio "buongiorno"
    e la faccia dei colleghi fuori ad aspettarmi con le mani sui capelli e i
    lacrimoni dal troppo ridere !!!
    Ecco fatto …sputato il rospo!
    Devo dire che questa parte un pochino "folcloristica" di me non è passata del tutto nel corso degli anni forse riesco solo a controllarla
    di più… ma spesso ancora oggi ho questi momenti un po' ..emmm ..come dire..colorati??
    Celeste  però dillo che sono anche una personcina seria!!!!

  16. Ho conosciuto la persona che stava nell'armadio.  Anni dopo la sua 'uscita' e confermo che in lei si trova la personcina seria ma anche la persona piu' 'colorata' che mi sia mai capitato di incontrare.
    Poiche' ho lavorato con lei per molti e molti anni, dopo quell'armadio, potrei scrivere un libro su di lei.  Ma per ora mi astengo.  Tengo moltissimo alla sua amicizia.
    Comunque, se vi capita di invitarla a casa vostra, chiudete bene gli armadi…
    Ciao
    Sir Biss

  17. Peccato non si possano mettere gli applausi in un commento!!!
    Il racconto è semplicemente BELLISSIMO…
    E la faccia del capo, che hai provveduto a descrivere così bene è il genere di cose che un mio carissimo amico raggrupperebbe sotto la tipologia "cose per le quali valga la pena vivere".
    In effetti in ogni comportamento c'è un giudizio sulla situazione, e il saperlo usare è un'arte: uscire da un armadio sorridendo e salutando, incamminandosi verso la porta con la più naturale nonchalance testimonia l'assoluta normalità della situazione e genera imbarazzo in chi invece si trova a dover dominare il proprio assoluto stupore. STUPENDO!
    Meglio non trovare applicazioni alle cronache attuali. Molto, meglio.
    Riccardo
    PS: Ma poi, il gioco è valso la candela? Non ci hai detto se il tipo "meritava" o meno, scusa eh! O Paolina, o che ci levi il meglio???
    PS2: Persona seria? Non offendiamo eh! Io la penso come il Rockcoccodrillo di Bennato:

    ….
    Persone serie, voi, persone rispettate!
    siete le peggio, perché voi resistete!
    voi non vi abbandonate mai
    voi non vi concedete mai
    fate violenza, a voi stessi…
    …. e poi con gli altri, per rabbia vi sfogate!
    ma non è corretto, ma quando la smettete?
    si voi, persone serie!…. ma fatemi il piacere!
    seguite il ritmo, e andate a tempo
    col vostro co-co-co-co-coccodrillo!
    Andate a tempo e seguite tutti
    il ballo, e non sgarrate!…

    E voi banditi, pirati e contrabbando!
    è da parecchio che vi sto osservando!
    ma che rivoluzione! la vostra aspirazione
    è diventare ne più e ne meno come quelle
    … persone serie, persone rispettate
    che per scemenza guardate e scimmiottate!
    che bella situazione!… l'unica soluzione
    è di cercare di andare a tempo
    col vostro co-co-co-co-coccodrillo!
    capire il ritmo e farsi un altro ballo
    ….un altro giro!….

  18. CIURMAAA!! ..QUESTO SILENZIO COS'E'??
    Questo avrai pensato di me Riccardo.. dopo la magra figura, Paola
    ha pensato bene di defilarsi.
    E invece mi sono semplicemente presa una meravigliosa mezza
    giornata di ferie e, devi sapere Riccardo, che fuori dall'ufficio me ne guardo
    bene di accendere il pc ..bhè  a dire il vero è un pò una scelta forzata :
    due figli, un marito ( e qui qualcuno dirà ..embè vorrei vedere), un gatto
    e un cane (come il tuo..quindi 50 kg. di dolcezza e pelo ….ma quanto ? quanto pelo Riccardo lo sappiamo solo noi  che abbiamo un bovaro).
    Ho letto ora il tuo commento e devo dirti che mentre leggevo scavavo nella mia memoria e del calciatore ricordo poco. Mi sembra
    fosse biondo con gli occhi azzurri, fisichino da calciatore insomma per niente il mio tipo ( il mio standard è bruno, occhi scuri e se ha un filo di pancetta meglio..almeno non sfiguro)   e comunque figurati se uno così si filava una ragazzetta  alta un metro e una mela che per giunta esce dall'armadio della cancelleria…!!
    Insomma di tutto l'aneddoto mi ricordo tutto nel minimo dettaglio tranne
    l'omino veronese.
    Comunque non l'ho visto nemmeno congedarsi dallo studio quel giorno (me ne guardavo bene), la mia preoccupazione era come giustificarmi col mio capo ma non ce ne è stato bisogno, tutto si è
    risolto con una  bella risata.
    Ciao
    paola

     

  19. Complimenti, Paoletta alta un metro e una mela (ai miei tempi si diceva altro…).
    Scopro doti di te che non conoscevo e scopro anche che sei un tantinello bugiardina, in senso buono.
    Pur comprendendo la tua situazione di moglie, non posso credere che le tue preferenze siano solo quelle che hai dichiarato.
    Cosa non si fa per la pace del talamo…
    Comunque sono contenta perche' sei entrata anche tu in pianta stabile nel salotto di Cele, cosi' potro' frequentarti, almeno nel mondo virtuale.
    Ciao da Sir Biss, larga un metro e una mela

  20. Confermo, la storia della donna nell'armadio è vera: io c'ero.
    In quanto al resto, si, è anche una donna seria, una persona affidabile, una che sa esserci, generosamente. Saper ascoltare non è una dote molto diffusa.

    Il biondino in questione, ai tempi ci era parso, allora, una persona carina, belloccia, forse anche interessante.
    Adesso lo troverei un uomo normalissimo fisicamente, banale per il resto. Non desterebbe minimamente la mia curiosità. Per fortuna, crescendo si cambia.

    Infine: mi associo ai gusti di Paola nel senso che il bello non guasta, si sa, ma le persone sono affascinanti, intriganti, interessanti, stimolanti per ben altro che un paio di occhi celesti e un visetto e un fisico discreti.

    Una persona, amica di Controluce  tanto tempo fa mi ha detto che la vera bellezza è quella che si sente quando le luci sono spente.
    Ha ragione da vendere.

    Riccardo
    ho molto riso per il tuo racconto dell'Ikea.. E ridere in questi giorni è un lusso.
    Forse in alcuni casi un ing non basta a NON saper montare una cucina Ikea. C'è sempre Pieffe in giro .. Just in case,,,,

    In quanto al pezzo di Bennato, bè..  avrei giusto un paio di cose da raccontare in fatto di pirati, persone rispettabili e coccodrilli. Ma mi astengo.

    Grazie a tutti di essere qui anche e soprattutto quando io latito.

  21. Capito.
    Vista la complicita', mi ritiro a meditare ma forse riappariro', un giorno o l'altro.
    E poi, tanto  a chi interesserebbe?

    Sir Biss sola soletta

  22. Questo posto è nato per con-dividere.

    Io la vedo anche una stanza dove non si è mai  soli: c'è sempre qualcuno che racconta, regala un sorriso, un miagolio, un omaggio alla luna.

    C'è chi sfreccia con un'astronave ecologica, e scompiglia l'erba del prato che sta sotto e allora si sollevano i fili d' erba e poi arrivano i merli a frugare nella terra. Per esempio. Poi si spargono semini e nasce altra erba, magari da un'altra parte, ed è un prato nuovo. Nato da un'idea, lasciata qui. da un pensiero, lasciato qui.

    E c'è chi una volta è uscita dall'armadio come il coniglietto dal cappello e viene a raccontarlo qui.
    C'è chi monta una cucina mentre la Madonnina si è messa i tappi nelle orecchie, e lo racconta qui.

    C'è una lucertola, sopravvissuta ad una gatta che non aveva mai avuto davvero cattive intenzioni e poi c'è chi ha rincorso la gatta con la padella, senza avere avuto mai davvero cattive intenzioni.

    C'è una nonna che ha allevato un papero pensando fosse una papera, e lo racconta qui.

    C'è chi ha postato al posto mio quando nel mio tempo non c'è stato tempo e nel mio cuore non c'era posto per questo posto.

    Bello…. no?

  23. Mamma mia, quante cose mio sono persa! Gli armadi sono pericolosamente attrattivi, ma anche le cucine Ikea non scherzano.
    Paola, avrei voluto esserci. Messer Riccardo mandaci una foto della cucina così possiamo immaginarti mentre avviti, sviti, buchi e smoccoli tutti i santi del calendario.
    Proprio vero Celeste, che qui c'è un salotto vivace e interessante, colorato e mai noioso.
    Comun

  24. Scappato il tasto, pubblicato il commento a metà. Riprendo:
    comunque il prossimo armadio per tutti i miei scheletri lo comprerò in Brianza, mai più Ikea.
    Ma qualche scheletro potrei venderlo alle facoltà di anatomia, no? Tanto nessuno si accorgerebbe della differenza.
    S-fusa

  25.  Della serie: qui si gioca, si scherza, si palleggiano le parole a volte leggere come una piuma, a volte, per non sembrare banali, più serie o almeno seriose.
    L'avventura di Paola è vita vera: fa spuntare un sorriso  anche alla nostra Cele in questi suoi giorni un po' disadattati.
    E la cucina di Riccardo di cui, associandomi alla nostra gatta chiedo una prova tangibile, pardon: visibile in controluce. Cioè, ce la facciamo andare bene anche se la prova è un  po sfuocata.
    E poi carinissima l'espressione di sir.biss: alta un metro e una mela! Mai sentita, ma efficace.
    Penso che Jennifer ,con le sue candide piumette, si sarebbe sentita  a suo agio da Celeste e avrebbe approfittato del suo lago per volteggiare leggera, pardon leggero,  sull'acqua. Certo la sua storia sa un po' di teatro del non sense.
    Anche quella era vita nonostante sembri una favola.
    Buona giornata a tutti e un abbraccio speciale a chi ci ospita
    Pinuccia

  26. Diamo a Cesare quello che e' suo:  l'espressione 'alta un metro e una mela' l'ho copiata da Paola, che entra ed esce dagli armadi…
    Per quanto riguarda Jennifer, ho qui sottomano un bel lago anch'io…

    ciao a tutti
    Sir Biss

  27. Bel sito, trovato per caso cercando un sito di fotografie che porta un nome simile
    compensa un poco le delusioni puntualmente provenienti dalla rete
    specie dei social network e affini, tutti di celluloide e pure cinese.
    Insomma da evitare

  28.  A sir biss
    Jennifer ha da alcuni anni laghi turchini e immensi in cui tuffarsi e fare il bagno. Tutti i laghi della terra non sono all'altezza di quelli che, ahimè, frequenta adesso.

    Da Pinuccia alta un metro e una mela e larga altrettanto

  29. Alto un metro e una mela lo era anche il figlio di Guglielmo Tell prima che il padre ci giocasse a tiro a segno. Non so se dopo il tiro è rimasto il metro di figlio o solo la mela. E non so se quella era la punizione per essersi nascosto dentro un armadio. 
    S-fusa

  30. MA MA e ancora MA!
    Caro Francesco viandante peregrino della babilonia medioevale della rete, quanto ti capisco! Benvenuto alla Stazione di Posta di Celeste, dove una minestra calda e un giaciglio mai furono negati al viaggiator, ed ai pericoli della notte un tetto sempre oppose!
    Tu parli di celluloide in guisa di nefasta cosa, e puzzolente e putrida, da star lontani da essa tre passi almeno… eppure eppure…
    In quel di Firenze, vent'anni passarono da quel die remoto, un altro Dante s'intese d'usar questa tua laida materia per generar qualcosa che atto fu a stilar, nella nobile arte della scrittura, lettere, e poi parole, che poi racconti e pensieri e missive ed altro ancora diventano, in bella grafia per chi ne avesse cura, in graffi e sgorbi in guisa di gallina, per lo studente svogliato e ciuco.
    La celluloide fu lo materiale principe e re per la costruzione degli strumenti di scrittura più belli, che vergarono con cura e beltà del tratto, minuti fogli che, a belle dame, parole dolci e curate e lisciate col pensiero in guisa di pomice che leviga, e con il bel segno personale e unico, e inconfondibile per chi ne conosce le forme, portarono, insieme all'alito dell'indefinito che distingue ogni essere di noi, a loro stesse i pensieri di colui che da quella pagina avrebbe voluto uscire, al loro cospetto.
    Vedi Francesco, il materiale che ci ha insozzato i giorni, tramutando il finto in vero, la scena della commedia in verità, il buffone in condottiero… è anche lo stesso che ha permesso di vergare pagine scritte chissà, da filosofi o grandi statisti, romanzieri o semplici ragazzi innamorati…
    Mai dare nulla per scontato.
    http://www.visconti.it/tecnica_3_4_ita.html

    Abbi pazienza F, l'è giornatuccia oggi, si fa per scherzare… e forse per non pensare si scrive du' bischerate.
    Riccardo

  31. Ohibò Messere! O che te tu vuoi riscrivere la Hommedia con la penna di celluloide a guisa di penna d'oha?
    Non credi che con codeste disquisizioni te tu ci spaventi le new entry 'sì che 
    fuggono a gambe levate?
    E poi, donde viene codesta idea balzana che i ragazzi innamorati scrivon i lor affanni con la penna?

    La bomboletta, caro cavalier, la bomboletta!!

    Ps. Me l'ha dettato la lucertola, pare abbia lontani parenti toscani.
    Maah

  32. Boiadè, Dama Gatta… Ecco perchè un si batteva chiodo!
    Ma anche voialtre due, belle spaparanzate al sole sul davanzale, ma du' paroline un po' prima no, eh? Ah, le donne! (Si, insomma… vabè, gatte, lucertole… sempre femmine vu'ssiete)
    😀
    Per la NE, F. : da queste parti, questo l'è 'i vvento che tira, fai un po' te…
    Riccardo

  33. Quello che sto per scrivere non ha niente a che vedere con i commenti precedenti.
    Ma sono giorni che non riesco  ad entrare in Splinder. Non so come, ora sono qui.
    Se qualcuno ha avuto i miei problemi me lo faccia sapere.
    Mi siete mancati.
    Ciao, Cele

  34. Bellissimo il duetto Riccardo-Petula, sempre divertintelligante (ibrido divertente-intelligente-elegante).
    Una bella coppia. Anzi un trio, con la lucertola.

    SirBiss
    Mancano spesso, le persone, le cose, gli odori … Manca il sereno nel cielo. Capita… 

     

  35. Ho le lacrime agli occhi …
    Ho appena finito di leggere la vicenda di Paola
    Rido come una matta !
    Grazie … oggi ci voleva !
    BlueSky

  36. Francesco !!!!! bel tiro mancino!!!
    non avevo capito fossi tu, scherzo riuscito!
    Bravo… A buon rendere eh

    per gli altri:
    francesco esse lo conosco bene, sono stata fuorviata dal suo "cercavo un sito di foto…"
    Mahhhhhh

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