PORTE D’ASSI

al centonove

foto mie: isola di Krapanj, HR, agosto 2010

 

C'è qualcosa da questa parte della porta e c'è qualcosa oltre la porta. Quando si è fuori, non è possibile vedere dentro. Quando si è dentro non è possibile vedere fuori. Si può fare un foro, da fuori si vede un poco dentro, da dentro si vede un poco fuori. Ma è un campo limitato. Allora di deve abbassare la maniglia, e aprire. Sia per essere dentro, sia per essere fuori. Fuori di qui, per esempio, c'è il mare. Una striscia di mare e un altro paese, davanti. Un pontile che ogni notte disegna sé stesso sopra un orizzonte arancione. Poi c'è, fuori di qui, una strada, tra il mare e il porto. Una banchina. E poi la strada diventa una lingua di sabbia, delimitata da cespugli di mirto. E poi, sulla sinistra,  una pineta, grande: odora di resina e di mare. Circondata dal muretto a secco. Mi sono sempre piaciuti i muretti a secco: in alcune fessure nascono piante di capperi e fiori. Non ci sono auto sull'isola, nemmeno una. È una lingua di terra, una buccia di banana, tra un mare e un altro mare. Davanti alla porta c'è il mare. Oltre la porta non lo so. Era chiusa, quel giorno. Forse era chiusa da tempo, non saprei. Poco più avanti vendevano spugne, spugne di mare. Non ne ho comperate: una volta, tanto tempo prima le avevo viste respirare, nel mare, appiccicate alla barriera di corallo. Erano vive, organismi pulsanti di aria e di fiato.
C'erano dei bambini con delle biciclette vecchissime che giravano per l'isola, specie sulla piazza. C'era un ristorante, sempre sulla piazza, ho cenato una sera: riba na zaru (pesce alla griglia).  Fuori dalla porta.
Dentro la porta non so cosa c'era. Fuori c'erano anche i boat.taxi per  attraversare la stricia di mare e arrivare ad un'altra stricia di terra, dove c'erano altre luci sul mare. Sempre fuori dalla porta.
Dentro la porta, non lo so. Era chiusa, quel giorno. non so se c'era un qualche foro: io non l'ho cercato. Non si può vedere bene attraverso i fori. Ho visto il mare e la porta, il pontile quando tra cielo e mare era arancione. Fuori da una porta con una casa intorno. Chiusa, era chiusa quel giorno. Celeste come il mare che gli stava davanti e che guardava con occhi di legno.

Krapanj

2 pensieri riguardo “PORTE D’ASSI

  1. Qualunque cosa ci fosse al di là della porta tu l'hai vista con altri occhi, quelli della tua immaginazione, quelli dei tuoi desideri.
    E chi se ne importa di cosa ci fosse in realtà, conta ciò che si ha voglia di vedere che poi è sempre più appagante di ciò che magari c'è nella realtà.
    Almeno per un attimo è giusto fermarsi a sognare, lasciarsi andare, chiudere gli occhi.
    La vita tanto è sempre lì che aspetta. Basta non farla aspettare troppo. Se no fugge lontano e non la si raggiunge più.
     Mi manca il celeste del cielo: oggi  è tutto bianco  per la neve  e il cielo è grigio livido.
    Chiudo gli occhi e vedo il celeste di Celeste.
    Grazie del sogno
    Bacio
    Pinuccia

  2. Hai ragione, Pinuccia, questo post non è nato per caso, ma dalla necessità di dover scegliere.
    E spesso si fanno salti nel buio, insomma apriamo porte che riservano per forza sorprese. Bello o brutte non lo sappiamo.
    Ma questo è il bello della vita. Non possiamo permetterci l'incoscienza, non più, a questo punto della vita, ma è anche vero che non possiamo permetterci di cercare semplicemente di tenere il faccino fuori dalle sabbie mobili. Non basta.
    Grazie come sempre
    O.

Se vuoi, puoi lasciare un messaggio

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...