CONFUSA-MENTE

foto dal web

Vento che accompagna come Tempo Tempo che scorre avvolge sempre presente compagno amico nemico inseparabile come respiro come battito di cuore come pelle come sangue.
Fili che uniscono me alle stelle fili sottili ragnatele d’argento che assecondano il vento, l’aria il fiato. Resistono a tempeste gelate brillano contro nuvole quando sono nuvole scure.
Destini di vento mutevole sabbia di deserto a formare volti alla terra a giocare tracciare fuggire scaldare di giorno gelare la notte.
Sabbia in fiale clessidre di Tempo che scende non sale esistenza che passa scivola opaca racchiusa nel vetro protetta dal vento e dal Tempo di fuori.
Filo di lana sciolto nel vento nastro di fiato sopra il deserto filo intrecciato maglione tappeto mantello per sempre destino segnato cucito ritorto.
Filo di acciaio tra esistenza e stelle luce bianca di luna riflette altre vite toccate dai venti. Strada da qui al mare e poi quella dietro il cielo di sopra e la terra di sotto più sotto della curva celeste del fato.
Leggi le linee del mutamento. Intera spezzata cambia il tuo giorno come pure i pensieri progetti di ieri vecchi di anni su fogli bianchi si gioca coi dadi.
Volta la carta cerca il mio viso sparisce la ruga attorno agli occhi, volta la carta e sono sparita, inghiottita tra due linee rette, tra questo e quello, tra il nero e il bianco.
Filo spinato tra me e la mia mente tra la mia mente e il mio cuore tra due parti di me.
Regole destini tappeti annodati voli di sabbia deserti di nulla di scelte e tempo che scorre che batte che scappa.
Memoria di sabbia orme dune montagne spuma del mare baci bagnati sogni in barattoli giochi di latta favole antiche le rotte dei sogni da qui al mare.
Vento sul mare vento di mare che ruba la terra spettina i prati sconvolge le tracce confonde i tramonti sciogliendone i tratti penetra l’alba oltre i confini del giorno e si perde nel nero di notte con passi lenti e costanti ruba la luce per darla al mare.
Esistenze appese al caso al filo di seta alla ragnatela di Dio, ad una preghiera sogno o speranza. A una parola un gioco un ricordo un pezzo di stoffa che cuce le cose.
Le cose non dette non fatte lasciate perdute giocate buttate e quelle rimaste stantie sotto letti sfatti e rifatti noia dolore stanchezza coperta di polvere di tempo.
Parole non dette tra  fiato e un muro rimaste nei pori del gesso sudato, dipinto di scala col suolo di cotto.
Polvere d’oro rimasta sui muri nel legno intarsiato lasciato dal tarlo che esce di notte che ruba il silenzio sopra il respiro di te che dormi che sogni che pensi che muovi le ciglia che nascondono te e l’idea che hai di me e di noi e di tutto questo che è tutto un non c’è.
Un orecchino azzurro in mezzo a due tempi due storie due vite, pensieri distanti pensieri vicini.
Portoni di legno e vicoli e case e fili tra alberi che restano muti abbracciano inchinano raccolgono ascoltano giochi e favole racchiuse in un tubo. Serve un tappo di stella a chiudere il buco sennò viene il vento portantosi il Tempo e ciò che non deve.

13 pensieri riguardo “CONFUSA-MENTE

  1. E non ti si può lasciare un momento sola che tu ti tuffi subito nel baule dei giocattoli e li sbatti tutti fuori!! Tante cose belle, in verità.
    E in mezzo a quel casino di pupazzi, foto, palline, trombette, ecc. ecc., c'è anche il delicato ricamo della tua vita.
    Ma forse, se estrai dal baule tutti i giocattoli in una volta sola è difficile trovare il bandolo della matassa; ehem…ma forse non lo vuoi trovare. Sbrogliare le matasse in verità è una fregatura.
    A volte è meglio tenerle così. Meglio un mare di giocattoli sulla stanza. In questo modo il riso e il pianto hanno gli stessi diritti e, alla fine questa strategia consente di non piangere più. Però, porca miseria, manco di ridere.
    Buon lavoro e attenta a non cadere nel baule.
    Pieffe

  2. E dove c'è un gomitolo vuoi che non ci sia una gatta a giocare? E tutti quei bei fili pendenti che se li tiri ti portano a flashback…pensieri… struggimenti e tante nostalgie. Celeste che scappa dal Tempo e il Tempo che rincorre Celeste in un girotondo in cui, alla fine, Celeste rincorre il Tempo.

    Fusa,
     

  3. Oddio, una gatta e magari anche una lucertola in un baule di gomitoli!
    Ci saranno allegria, gioco, con-fusione..( nel senso di fondere insieme )

    Il tempo passa, è inevitabile, e meno male.
    Focalizzarsi  su una cosa per volta senza lasciarsi trascinare dalle molte lucciole che girano vorticosamente.
    Dopo un po', anche se sembra che il tempo, sempre Lui, non passi mai, tutto torna alla normalità. Questa penso sia l'arte dell'attesa.

    Baci, abbracci e tanto, tanto affetto
    Pinuccia

  4. Attesa di qualcosa di esaltante. Di qualcosa di sconosciuto. Di inaspettato. Ogni giorno, ora e minuto della nostra vita e' fatto di attese.
    Ogni volta sembra di non farcela, sembra che le lancette dell'orologio girino al contrario.
    Poi la cosa accade e l'orologio riprende il suo ritmo.
    Come il mio cuore, dopo la tempesta.
    Ciao
    Sir Biss

  5. Pinuccia, il gomitolo è il mio gioco preferito. Mi ci avviluppo dentro per non uscirne più se non con l'aiuto della lucertola.
    Il mio motto di gatta: Veni, Vidi, Mici!!!
    Un abbraccio alla Celeste e agli amici di Controluce.

  6. Newton
    Oggi pomeriggio sono stata sul lago di como e poi, a salutare un amico, Andrea. Andrea è un veterinario, ha una clinica ad Appiano Gentile. Ho pensato tutta la mattina ai cani abbandonati e da Andrea c'è sempre una bacheca piena di annunci. Ho pensato che oggi avrei strappato un cane al canile quindi sono passata dalla clinica.

    Sono rimasta li, aspettando di poter salutare Andrea, presissimo tra visite e vaccinazioni. C'erano cani e gatti e ho ascoltato un po' di storie.

    Poi è arrivato lui, Newton. Un segugio italiano, con una zampa medicata, un occhio con la terza palpebra rovesciata verso l'esterno, la coda serrata tra le gambe posteriori. Mi sono seduta per terra, ho avvicinato la mia mano al suo muso perché la annusasse, e lui con tanta paura si è avvicinato, tremando. 
    La giovane coppia che lo accompagnava mi ha raccontato la storia di Newton. Lo hanno adottato, preso in canile dove stava da tempo, scaricato dai figli di una donna che beveva, e viveva da sola con Newton: quando era molto ubriaca lo picchiava, infieriva su di lui. Adesso sta molto meglio, mi dissero i ragazzi ma prima era ridotto pelle e ossa e non si faceva avvicinare da nessuno e aveva diverse piaghe ormai guarite, tranne quella sulla zampa medicata.

    È arrivato Andrea, l'ho abbracciato, siamo stati insieme pochi minuti, arrivavano tanti pazienti. E sono rimasta ancora li, ad aspettare Newton, ho salutato lui e i suoi padroni/salvatori.

    Non sono andata al canile. Per oggi è bastato Newton, Mi ha aperto il cuore, mi ha invasa dentro di rabbia, di tenerezza, di dolore e di dolcezza. Per oggi è bastato. Poi quando ci sarà più calma allora cercherò di andare al canile.

  7. Non sono molto presente in questi giorni, in questo posto, ma lo leggo sempre.
    Per me è come una tisana, una caramella al miele.
    Sono tempi difficili, specie di giorno.
    Come mi ha detto da poco qualcuno, come esistono persone che trasformano in bellezza tutto ciò che toccano, ne esistono altre che sanno distruggere ciò che sta sul loro passaggio.
    Ricordo un recente post di Francesca: tanto tempo per costruire, un attim per distruggere.
    Già. Si potrebbe dire che "è solo lavoro".
    Ma certe volte il lavoro rappresenta anche una sorta di seconda famiglia, un rifugio anche, un luogo dove non solo si lavora, ma si cercano soluzioni, ci si confronta e si cresce non solo riferitamente al lavoro ma anche per tutto ciò che sono le cose della vita.
    Ci si dona della cose, ci si arricchisce.
    Si vivono un pochino le storie degli altri, e si condivide il quotidiano e anche un po' di quello che sta fuori. In alcuni momenti difficili ho avuto persone accanto, in silenzio, le ho viste in punta di piedi sottrarmi parte del lavoro e farlo al posto mio, senza rumore e senza parole.
    Credo di aver fatto le stesse cose, quando è stato il tempo.  Difficile capire cosa vuoi fare quanto tra le cose che lasci ci sono anche valori come questi. Ma è importante capire quando non è più tempo per altro.

     

  8. Cara Celeste,
    ti capisco in pieno. Anche se io spesso arrivo alla massima saturazione e poi volto la schiena e vado via senza girarmi indietro, porto con me quelle persone e quei gesti gratuiti che mi mantengono un po' di fiducia nel prossimo, a dispetto di chi sa solo demolire.

    Non per niente hai incontrato Newton, che dal suo amore per la padrona ha ricevuto in cambio percosse e maltrattamenti. Tutti noi ci siamo ritrovati a essere un po' Newton, uscendo da una situazione lavorativa, affettiva o altro, pestati dentro e amareggiati (ma l'amarezza Newton non la conserva, ha solo paura). Non ti dimenticare( e so che non lo farai) di cercare un altro Newton da circondare con il tuo amore e tu ne hai tanto da dare.
    Qui sul davanzale facciamo il tifo per te e per tutti i Newton che cercano un porto sicuro dove poter rifiorire.
    Fusa, anche dalla lucertola (studia lingue anche lei)

  9. Anche dalle mie parti tifiamo per Newton e per tutti coloro che non si lasciano annientare dalle batoste della vita , anzi proprio lì trovano uno spunto in più per donare amore e fiducia.
    Viva Cele e viva a tutti i Newton!!
    Pinuccia & black cats ( anche loro studiano )

  10. Ciao Petula, ciao Pinuccia e anche ciao alla lucertola
    sto facendo un giro in controluce con tazza di caffè, pausa costretta. Ho un giardino che mi chiama e i bulbi di tulipano e di narciso stanno mattendo fuori un capino verde, ma piove.

    Sono tanti i Newton pestati, umiliati, offesi, legati, feriti. Privati della dignità della libertà e di ogni diritto perché deboli. Piccoli, indifesi, senza voce e senza leggi.
    La coda tra le gambe parla anche più degli occhi: una coda così serrata non l'avevo vista mai.

    Newton è molti. 
    Newton è i bambini  nati nel posto sbagliato, nel paese sbagliato, nella famiglia sbagliata sotto una stella sbagliata.
    Newton è il soldato, il servo che deve uccidere odiare e morire per ingrassare i signori del petrolio.   
    Newton è chi subisce la volontà la perversione l'odio la cattiveria di chi resta impunito o di chi addirittura non è perseguibile.
    Newton è anche chi subisce violenze psicologiche, e dolorosi ricatti quotidiani: le catene non sono solo di ferro o acciaio. Le catene peggiori a volte sono invisibili, avvinghiate attorno all'anima, negando il diritto di essere e anche di pensare, di amare, di esistere secondo la propria musica interiore.

    Newton è tutti coloro che subiscono e Newton è chi fa dubitare anche l'uomo più fedele dell'esistenza di un Dio, di un qualsiasi essere superiore che possa tollerare accettare stare a guardare questo mondo.

    Newton porta in giro nei suoi occhi e stretto tra le sue gambe l'orrore di un mondo che qualcuno forse salverà. Ricordo un post di Riccardo : dove a un essere venuto dallo spazio un terrestre domandava: sei venuto a salvare la terra? La terra si salva se tu muori. Se tu vivi, lei muore. Ecco come si salverà il mondo. Sono d'accordo con Riccardo sugli armamenti nucleari così come lui ha esposto la questione, ovviamente in Cover Band:  http://lucecontroluce.splinder.com/post/23329709/cover-band

    Chiedo scusa per questo intervento disfattista, ma a volte gli occhi di qualche Newton mi fa pensare oltre i miei piccoli o grandi (tutto è realtivo si sa) problemi quotidiani, mi fa vedere un mondo malato, in cancrena, un mondo cattivo, perverso, violento.
    E ancora una volta come accade altre volte mi rimbomba in testa la canzone di Gaber : mi fa male il mondo.

    Poi apro una pagina web, per cercare  qualche notizia e vedo una roba come questa e allora mi domando davvero se abbiamo mai meritato il mondo. Sono una donna cazzo. E pure bionda.

    Scusate …
    Ori stanca, stufa, nauseata.

  11. Calvino  nelle Città invisibili dice:
    "“L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni.
    Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a
    molti: accettare l’inferno e divenirne parte fino al punto di non vederlo più.
    Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo
    all’inferno, non è inferno, e farlo durare e dargli spazio”

    Non è fuga è responsabiltà. E' attenzione continua ed incessante.
    Vale la pena metterlo in atto, secondo me.
    Bacio Pinuccia

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