AIUORCAIEM

Francesca al Mulino parla del lavoro, delle corse, della qualità della vita, del tempo per sé.
SirBiss in OdorediLago rimpiange il lavoro che ha perduto, dopo molti anni.
E io? Che posso dire?  Mah !
Ci sono giorni che graffiano il cuore, più di altri.  E non è normale che sia il lavoro, a farlo, e infatti non lo è. A ferire è l’umanità. A volte è difficile non farsi coinvolgere emotivamente, non provare rabbia o disprezzo, mantenere  distacco e freddezza. Separare le offese “da lavoro” dalla vita personale, intima, che non può e non deve essere contaminata, scalfita, inquinata, coinvolta dalla pochezza da parte di chi non scegli ma che ti tocca di subire.
Pensando con lucidità sono cose che sappiamo tutti ma raggiungere la consapevolezza e quella necessaria lontananza equivale a un cammino spesso lungo e non sempre semplice.
Non possediamo un tasto reset, ma dovremmo pensare come se lo avessimo, e premerlo non appena si appende un telefono, o si chiude la porta la sera.
Noi non siamo il nostro lavoro, come non siamo ciò che mangiamo né ciò che pensiamo.
E non siamo nemmeno i graffi che portiamo, nemmeno quelli infertici da chi amiamo o abbiamo amato.
Forse ciò che siamo è “la” ricerca di una vita, una ricerca dentro la quale ci perdiamo: troppi gli inganni, i caleidoscopi che confondono cattive e buone intenzioni, egosimi e affetti, passioni e doveri, che offrono giustificazioni alle offese, rumori che copriono silenzi che potrebbero parlarci davvero, luci abbaglianti che coprono altre piccole luci che invece potrebbero indicarci alcune verità.
Bisogna imparare a guardare senza le lenti deformanti che abbiamo sopra gli occhi, costi quel che costi.
Leggere sotto e oltre le righe ottuse di ciò che appare che spesso è finto e foriero di inutili disagi, fuorviante e causa di enormi dispersioni di energie. Un insulto, per la propria persona che merita il nostro rispetto, e cure e attenzioni. Anche quando il prezzo è alto, ne vale sempre la pena.
Perché questa riflessione non lo so. Un disagio, forse. Qualcosa che sta stretto, che costringe, che limita.
Gli affetti non possono essere confinati in spazi stabiliti nello stesso modo in cui il lavoro deve occupare spazi definiti. Anche quando coincide con una passione.

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