CON-TATTO

(foto da web)

Nelle postume lezioni americane –  pubblicate col titolo – “L’invenzione della poesia” (In italia edito da Mondadori, 2004) – Borges afferma che:

“Un libro è un oggetto fisico in un mondo di oggetti fisici. È un insieme di simboli morti. Poi arriva un buon lettore e le parole – o, meglio, la poesia che sta dietro le parole, perché le parole in sé sono semplici simboli – tornano in vita.  Ed ecco la resurrezione della parola. (…)  Sicchè si può dire che la poesia è ogni volta una nuova esperienza. E, tutte le volte che leggo una poesia, l’esperienza accade. Ecco che cos’è la poesia”.

Il vescovo Berkeley ricorda che Borges ha detto:

il sapore delle mele non si trova nella mela che non può gustare se stessa, né nella bocca di colui che la mangia. Ci vuole un contatto fra l’una e l’altra.  Lo stesso accade nel caso di un libro, di una raccolta di libri, di una biblioteca”. 

E riferendosi alla poesia continua dicendo:

“Ogni volta che mi sono immerso nei testi di estetica, ho avuto la sgradevole impressione di leggere le opere di astronomi che non avessero mai osservato le stelle.
Voglio dire che si trattava di scritti sulla poesia come se la poesia fosse un dovere, e non quello che in realtà è: una passione e una gioia (… ) E la vita è – ne sono sicuro – fatta di poesia. La poesia non è un’estranea; la poesia è, come vedremo, sempre in agguato dietro l’angolo. Ci può balzare addosso in ogni momento. Sicché si può dire che la poesia è ogni volta una nuova esperienza. E, tutte le volte che leggo una poesia, l’esperienza accade. Ecco che cos’ è la poesia”. 

    
Dei maestri che si amano, poi, egli dice:

“Mi piacerebbe sentire le loro voci. E, qualche volta, provo a imitarle, per poter pensare come loro avrebbero pensato, li sento sempre intorno a me”.

4 pensieri riguardo “CON-TATTO

  1. Purtroppo quando "LUI" fece scrivere sul colosseo quadrato all'Eur che gli italiani sono un popolo di eroi, di navigatori, di trasmigratori, ecc. ci aggiunse anche "di poeti".
    Da allora tutti si sentirono poeti e iniziarono a scrivere delle frasi corte, dove ogni tanto si va a capo e le chiamarono poesia. Altri decisero che cuore e amore fanno rima e da li in poi fu… tragedia.

    Faccio un esempio.
    Se io scrivo:
    La vispa Teresa
    avea tra l'erbetta
    dal volo sorpresa
    gentil farfalletta

    ho messo insieme delle rime che possono più o meno essere piacevoli

    ma se scrivo:

    La vispa
    Teresa avea
    fra l'erbetta al volo
    sorpresa..
    gentil farfalletta

    ho fatto una poesia "impegnata" solo perché le ho dato un ritmo sincopato. Forse Gaber avrebbe detto che nel primo modo è di destra e nel secondo è di sinistra.
    In realtà l'emozione che fa credere che nell'animo sbocci la poesia è cosa rara.
    Se un letterato è un animale abbastanza comune un poeta vero è una rarità assoluta.
    E infatti una pessima poesia è come un violino suonato male: fa venire i brividi.
    Meglio poche poesie, pochissime. Ma vere, ben costruite, profonde, senza sforzi, musicali, raffinate. Difficilissimo incontrarle.

  2. Mi riferisco a questfa frase nel post:

    … e la vita è – ne sono sicuro – fatta di poesia. La poesia non è un'estranea; la poesia è, come vedremo, sempre in agguato dietro l'angolo. Ci può balzare addosso in ogni momento. Sicché si può dire che la poesia è ogni volta una nuova esperienza.

    … nell'animo sboccia Poesia quando vedi una cosa come questa…


    La siepe è una siepe di lauro, di casa mia.
    Ogni volta che la si taglia, si controlla accuratamente tra i rami e .. se c'è vita, allora ci si ferma. E si aspetta che siano volati via.

  3. Ecco. Questa immagine (maro' quanto sei brava) non ha bisogno di parole.
    Mi riferivo a quelle parole che spesso, commentando un'immagine della vita o del cuore,… ne mortificano la poesia

  4. Vero, Pieffe.
    Le parole possono banalizzare, svilire, offendere, mortificare bellezza e poesia.

    Mia nipote ha visto questo nido: piano piano l'abbiamo aiutata ad arrampicarsi sulla scala (la scala era sul posto perché si stava potando la  siepe) e sebbene lei avesse solo 5 anni, trattenne il fiato e esclamò qualcosa sottovoce per non spaventali.
    Poi chiese notizie per settimane. Un bel ricordo. Poesia, appunto.

     

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