UOMINI E DONNE


Mi sono sempre relazionata meglio con persone di sesso maschile: di conseguenza ho sempre avuto più amici che amiche.

Quasi sempre, quel peso sul cuore, quel buco nello stomaco, quel senso di vuoto, il freddo dentro, il buio, sono stati ascoltati, raccolti, accolti da orecchie maschili.  Il più delle volte sono state braccia maschili ad accogliermi, mani maschili ad asciugare gli occhi, cullare, consolare.

In prima elementare non conoscevo nessuno: con la mia famiglia mi trasferii qualche settimana prima dell’inizio della scuola. Gli altri bambini e bambine si conoscevano tutti e da sempre e la classe era una sola: una sola prima elementare di un paese piccolino, dove anche genitori e nonni si conoscevano da sempre.  C’erano parecchie corti e molti bambini giocavano tutti i giorni, tutti insieme.
Io ero “forestiera”, quindi da escludere: i bambini sanno essere crudeli, sanno emarginare, sono dei maestri specie quando fanno gruppo.
Inoltre non abitai mai in corti né in palazzine: i miei avevano costruito una villetta singola, in una strada dove per diversi anni fu la sola casa in mezzo a campi di spighe.
Il mio primo compagno di scuola fu un bambino: eravamo i soli scolari di sesso opposto a condividere lo stesso banco.  Anche lui come me era uno “straniero” quindi subiva qualcosa di simile anche se in modo molto più soft: i maschi non sapevano essere crudeli e stronzi come le bambine.  Questo lo avrei constatato a mie spese, col tempo, anche nel mondo degli adulti.

È così, non c’è niente da fare: se ci sono ragioni di competizione oppure qualche turba per cui una donna si sente in competizione con un’altra anche senza averne motivo (lavoro, sport, amori ecc) le donne sanno essere davvero piccole. Non me ne voglia qualche nostalgica femminista se dovesse inciampare in Controluce: è una verità ahinoi e non ci fa certamente onore.

Denota sempre poca intelligenza per cui  vale il solito adagio: se vuoi emergere, migliora te stesso, non puoi pensare di sopprimere la concorrenza.
Ma, al di là di questo, credo di aver avuto bisogno spesso dell’ascolto e delle parole della “mia parte maschile”.  Delle sue orecchie, dei suoi occhi, della sua voce, della sua mente.  È lì che spesso cerco alcune risposte, ho spesso bisogno di vedere le cose da un’altra angolazione,  spesso più lucida e diretta, spesso più pura.

E sono stata e sono, qualche volta, “una donna per amico”, come nella canzone di Lucio Battisti, quindi è possibile che il confronto  maturo, intelligente, leale, disinteressato viene cercato negli opposti, tra i misteri di una diversità che pure ci appartiene ma che, naturamente, non prevale. La messa a fuoco ottimale delle cose forse la si ottiene così,  con la mescolanza di due cuori, due anime, due menti, due sguardi.

Eros a parte, secondo me. E qui Freud avrebbe di sicuro qualcosa da dire.

26 pensieri riguardo “UOMINI E DONNE

  1. Il confronto può avvenire con chiunque. La ri-flessione, che comporta una relazione profonda, invece richiede qualcosa che ri-fletta, cioè uno specchio. Più lo specchio è ri-flettente e complementare, più aiuta a scoprire particolari, a depositare pensieri difficili, a sollevare bende da piaghe nascoste, ecc..
    Maschio e femmina, nella loro complementarietà, possono essere acutamente riflettenti (in un modo tale che due maschi o due femmine non potranno mai raggiungere).  
    Certo che esistono anche degli specchi completamente opachi, pieni di polvere o di sostanze peggiori. E allora non è un problema di maschi o di femmine… ma solo di pulizia.

  2. Anch'io, da piccola, ho sempre avuto piu' amici maschi.
    Ti confermo che tra uomo e donna possono nascere amicizie molto profonde, per i motivi che descrivi.

    Mi permetto di dissentire con Pieffe. Non sono totalmente d'accordo sul fatto che la complementarieta' si ottenga solo tra  due persone di sesso opposto.
    Ma questo e' un parere strettamente personale.

    Amichevoli saluti
    Sir Biss

  3. Sono d'accordo con Pieffe.

    Possiamo avere rapporti importanti, capirci al volo con persone del nostro sesso (le cose di una donna le legge bene un'altra donna) e così credo accada per gli uomini anche se un uomo parla meno di sè con altri uomini e se lo fa.. di solito è con una donna (appunto..)
    Ma il sentire qualcuno "complementare" a me no, non mi è capitato mai con donne. 

    In un uomo posso trovare "l'altra parte di me", quella più in ombra, piu' profonda e silente quindi conforntandomi con lui, lo faccio anche con me stessa, in quella zona dove le diversità corrispondono all'equilibrio.

    Io non potro' mai "dare" come puo' fare un uomo, e questo non potrà mai "ricevere" come invece posso fare io e questo principio determina, secondo me, una connessione altrimenti incompleta, asimmetrica.

  4. Credo di essere stata forse fraintesa.
    Mi riferivo semplicemente ad un profondo rapporto di amicizia.
    O forse ho frainteso io quello che avete scritto.

    Ciao
    Sir Biss

  5. Si, Sir Biss.
    In un commento è facile fraintendersi.
    I miei migliori amici, sparsi sul Grande Fico delle Pleiadi sono stati sempre maschietti. A loro ho raccontato le mie difficoltà e le mie perplessità: con loro ho fatto progetti e a loro ho chiesto consigli.
    Ma la "comprensione" l'ho sempre cercata in una donna, che fosse amica o amante, non importa. 
    Spesso sbagliamo nel confidare, spesso scambiamo la comprensione o l'accoglienza superficiale per reale profondità e complementarietà, che vanno ben al di la dell'amicizia.
    Ma solo una donna potrà accarezzare un uomo e farlo sentire sereno, appagato, anche se per un'istante; mentre solo un uomo potrà abbracciare una donna e farla sentire a casa, anche se per un'istante.

  6. S.Biss
    Sul profondo rapporto di amicizia sono d'accordissimo con te.
    E' possibilissimo, certo!  Raro, a prescindere dai sessi, anzi rarissimo, ma possibile.
    Bacissimi

    PS allenati con la ricetta mi raccomando.

     

  7. Ecco, mentre scrivevo il commento al n. 6, Pieffe scriveva il suo al n. 5 che ho letto dopo…
    Con splendide parole .. ha espresso quello che è anche il mio pensiero.
    In pieno.

  8. Ho avuto compagni di banco con cui ho portato avanti goliardiche battaglie contro i professori, sono sempre stata un po' pestifera ma corretta. Con i maschietti era più divertente perchè meno ipocriti delle femminucce e più leali. Non sono mai andata da loro a farmi consolare ma erano fraterni amici per scorribande e corse in motorino.

  9. II°parte: Ho premuto un tasto ed è partito il primo pezzo. Scusate!

     Amici maschi, dicevo, ma anche solidissime amicizie femminili, di quelle donne che sono anche "spiriti affini" disposte ad accettare come sei e senza competizioni a prescindere.
    E' vero che spesso le donne sono piccine, ne ho avuto ampia esperienza anche in età matura, ma ci sono amicizie calde rassicuranti in ambo i sessi e mi sento fortunata ad averle entrambe.
    E poi ho la mia amica lucertola a cui non ho mai chiesto di che sesso fosse, non è importante, ci troviamo sul davanzale a discettare del mondo e dei tempi con la nostalgia, come te Celeste, credo, anche per chi,ora lontano, mi rincorreva con la padella.
    Ma sarò una gatta matta!!

  10. Poi ci sono amici la cui funzione consiste nel traghettarti da una sponda all'altra della vita. Poi spariscono. Non perchè è successo qualcosa di incomprensibile, solo perchè la loro funzione si era esaurita. Ed è perfetto così.
    Grazie Cele. Un bacio
    Pinuccia


  11. Quando ho visto queste due sedie ho pensato a quanta vita avranno ascoltato, quanti ricordi avranno, quante voci avranno conosciuto.
    Il luogo è un piccolo lago canadese, dietro le sedie c'è un piccolo giardino e un motel dove ho passato una notte. Le sedie hanno quindi accolto soprattutto gente di passaggio, viaggiatori.
    E' un luogo silenzioso, e l'immagina mi ha suggerito la parola "attesa". Così ho nominato la fotografia. E l'attesa può essere una bella o brutta cosa. L'attesa di una persona cara, è emozione e gioia, apre alcune porte del cuore a volte anche quelle con le serrature con la ruggine, alcune persone sono come lo "svitol" per alcune serrature. Ecco, penso che alcune persone hanno la facoltà di sbloccare stanze meravigliose e chiuse, magari per paura,  o dper diffidenza, o per fatti della propria personale storia e dar loro luce, aria.  Come Pinuccia penso che alcuni incontri abbiamo delle "funzioni" . Puo' sembrare un discorso opportunistico, ma se è vero che nulla accade per caso, allora ci sta.
    Ho incotnrato persone che hanno indirizzato la luce su alcuni punti di me, in ombra o addirituttura da me sconosciuti e vi ho trovato anche dei piccoli giardini. Qualcuno mi ha costretta ad illuminarne altre e a vedere il brutto che c'era… e ci ho lavorato sopra, piano piano, con quel filo di luce e qualche pezzetto di terra cattiva, è tornato ad essere generoso e non fa più paura.
    Chissa, attraverso quelle seggiole di legno azzurre, quante porte si saranno aperte, serrature saltate, lucchetti inutili gettati nel lago. Chissà quel lago se ne custodisce alcuni. Io penso di sì.

  12. Il concetto di Amicizia è sempre stato un concetto forte per me, infatti lo scrivo con la A maiuscola :o)

    Concordo con quanto finora scritto… il gioco tra Amici, sia maschi che femmine è particolare e con ognuno di loro nasce in modo "esclusivo"… non ce ne è uno uguale all'altro… credo che il problema tra uomo/donna e viceversa è che l'amicizia potrebbe essere fraintesa come amore e allora il rischio di rovinare il rapporto, essendo su due piani differenti, è dietro l'angolo… ma come dice il pleiadiano PF sicuramente la "comprensione" è più un fattore di sessi opposti.. forse tra uomini/uomini e donne/donne nasce una sorta di complicità!!!

    A volte è così difficile trovare le parole giuste senza incasinare i pensieri già di per se aggrovigliati :o)

    Un sorriso 🙂

  13. Da "Harry ti presento Sally", 1989, un punto di vista sulla questione.
    Mah, credo che non ci siano parole da aggiungere.
    🙂
    Riccardo

  14. mmm .. Ok Ok
    Esistono le "amicizie sessualizzate".
    Se non ci sono gelosie e pretese varie, funzionano. E sono belle.
    Ma sono rare. Anzi rarissime.
    Difficili? Sì Se no, non sarebbero rare. E nemmeno belle.

  15. Vero SirBiss ?
    Va bè che ho imparato a miagolare, sono una neofita.. ma mi dicono che sto andando bene.
    Ma i cani restano dentro il mio cuore. TUTTI.
    Sai, non sono mai stata in un canile. Sarò vile, non lo metto in dubbio.
    Ma non ce la farei. Vedere certi occhi … come fai a tornare a casa senza?
    Hanno bisogno di amore e tu.. che fai? volti le spalle?
    Invece faccio lo struzzo…  Grande eh?
    Vabé.

  16. il mio cane si chiamava Black. Era un cocker, ovviamente nero (che fantasia…).
    E' scappato di casa ed e' finito sotto un camion.
    So cosa vuol dire amare un cane.  E quanto un cane possa amare incondizionatamente il suo padrone.
    Ma anche i gatti sono speciali, diversi dal cane, ma speciali.
    E tu saresti un gatto speciale.

    Ciao
     

  17. Calma sir.biss. Se continuiamo su questo passo la nostra povera Celeste, ormai contagiata irreparabilmente da gattofili che a me pare in questo blog tengano la maggioranza,  la mandiamo in confusione. Non saprà più neanche lei a quale specie accostarsi.

    Ho avuto tanti anni fa un cane. L'avevamo chiamati Piccolo perchè tale era quando era giunto da noi. Piccolo poi come dimensioni non lo era più quando è cresciuto. Ma Piccolo è rimasto. Ci ha lasciati un po' di anni fa.

    E Piccolo era amico dei gatti di casa. Della serie: specie diverse trovano sempre, se lo vogliono, un punto di contatto.
    Abbracci

  18. Grazie SirBiss.
    Quasi quasi me la tiro un po'. Ecco: maaaaooooooo

    Vero Pinuccia
    tutti gattofili qui
    e.. come fa la canzone? Per fortuna che c'è il Riccardo !!
    che è cinofilo.

  19. Heilà, che bel cagnolino. Anche io sono amica dei cani, strano eh! Per essere una gatta, ma chi l'ha detto che non ci può essre amicizia tra un cane e una gatta? Billy Christal?
    Ma vaaaaa.
    E tornando al discorso di partenza: comela  mettiamo se un uomo e una donna dopo aver passato la fase di coppia si ritrovano e diventano amici? Ho conosciuto chi ci è riuscito,  mi dicono che ci vuole molto equilibrio …e memoria corta o lunghissima.

    Non son brava a scodinzolare come quel bel cagnolino ma vi mando un 
    miaaaooooo affettuoso che include anche  lo scettico blu, altrimenti detto Messer Riccardo.
    Fusa

  20. Ommadonna! Tutte 'ste lusinghe mi fanno fare le pesche rosse! Comunque si, devo dire che su questo argomento non ho dubbi, sono inequivocabilmente cinofilo. E' in effetti quasi una malattia, ho anche pensato di essere un cane infilato nel corpo sbagliato, tanto ho affinità con loro.
    D'altra parte si sa, lassù, com'è: gente che va, gente che viene, nasce un cane, un bambino, una nidiata di mille ragni e un ciuffo di margherite, tutti insieme, si fa alla svelta a confondersi. Come si fa a volegliene… no? In effetti di "figlio d'un cane" o "sto lavoro è fatto da cani" m'è capitato più volte di sentirmelo dire, e poi diciamocelo: non si possono raddrizzar le zampe ai cani, quello che siamo, siamo…
    Vabè, basta menare il can per l’aia, va a finire che questo discorso è un cane che si morde la coda e mi fa fare uan figura da cani, perdendo il filo del discorso.
    Bisogna accettarsi per quello che si è, e non svegliare il can che dorme con domande inopportune, che poi, innervositi e insicuri, ci si rivolta a chiunque come cani arrabbiati e si resta soli come cani, anche se, paradossalmente, can che abbaia non morde. Bisogna essere noi stessi insomma, e liberi: si sa che la catena non ha mai fatto il buon cane.
    Buonanotte. Anzi: Bau.
    R

  21. ecco i miei pensieri randagi …
    dopo il post del cavolo di cui sopra, trovo un balsamo per i cavoli di oggi.
    è morbido è una coccola… È jazz.

    Grazie
    e per par condicio: maooooo & baaauuu

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