L’IRIS DI PABLO E QUELLO DI RICHARD

« Quando la spieghi la poesia diventa banale,
meglio di ogni spiegazione è l’esperienza diretta delle emozioni
che può svelare la poesia ad un animo predisposto a comprenderla. »
(PABLO NERUDA)


 IL POETA E LO SCIENZIATO  (fonte citata in fondo al testo)

Ho un amico artista che alle volte dice cose con le quali non sono molto d’accordo. Magari raccoglie un fiore e dice: “Guarda com’è bello”, e sono d’accordo; ma poi aggiunge: “Io riesco a vedere che è bello proprio perché sono un artista; voi scienziati lo scomponete in tanti pezzi e diventa una cosa senza vita”, e, allora penso che abbia le traveggole. Per cominciare, la bellezza che vede lui è accessibile a chiunque e quindi anche a me, credo. Non avrò un senso estetico raffinato come il suo, ma sono comunque in grado di apprezzare la bellezza di un fiore. Per di più vedo nel fiore molte cose che lui non riesce a vedere. Posso immaginare le cellule, là dentro, e i complicati meccanismi interni, anch’essi con una loro bellezza. Non esiste solo la bellezza alla dimensione dei centimetri, c’è anche su scale più piccole, nella struttura interna, o nei processi. Il fatto che i colori dei fiori si siano evoluti per adescare gli insetti impollinatori, ad esempio, è interessante: significa che gli insetti vedono i colori. E allora uno si chiede: il senso estetico dell’uomo vale anche per le forme di vita inferiori? Perché è estetico? Domande affascinanti che mostrano come una conoscenza scientifica in realtà dilati il senso di meraviglia, di mistero, di ammirazione suscitati da un fiore. La scienza può solo aggiungere; davvero non vedo come e che cosa possa togliere.

Le frasi che avete appena letto sono di Richard Feynman, uno dei più grandi scienziati del secolo appena passato. Descrive molto bene lo stupore che “lo scienziato” prova quando “il poeta” lo accusa di non vedere la bellezza delle cose e addirittura di distruggere tale bellezza con “l’arida scienza”. E nota come ad esempio il poeta non sia in grado di vedere il bello ad esempio nel meccanismo della fotosintesi o nel teorema di Pitagora.

I poeti sostengono che la scienza tolga via la bellezza dalle stelle – ridotte a “banali” ammassi di gas. Non c’è nulla di “banale”. Anche io posso vedere le stelle nella notte deserta, e sentirle. Ma vedo di meno o di più? La vastità dei cieli estende la mia immaginazione. Bloccato su questa giostra il mio piccolo occhio può catturare luce vecchia di un milione di anni. Un grande disegno di cui sono parte…

…Qual è il disegno, o il significato, o il perché? Non sminuisce il mistero conoscerne un po’. Poiché la verità è ancor più meravigliosa di quanto ogni artista del passato abbia mai immaginato. Perché i poeti moderni non ne parlano? Che uomini sono quei poeti che possono parlare di Giove come se fosse un uomo ma se invece è una enorme sfera rotante di metano e ammoniaca rimangono muti?

http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/03/23/il-poeta-e-lo-scienziato/

L’altro giorno ho visto delle immagini, bellissime, di Saturno (sarà che è il mio pianeta, mi piace tanto) e di una delle sue Lune, Encelado, che è bellissima. Sembra un organo, è bianco, venato di azzurro: le “vene” sono profondi solchi, sono geyser, vivi, attivi, probabilmente “responsabili” della formazione di uno degli anelli di Saturno. Ci sono  immagini spettacolari, riprese dalla sonda Cassini. Affascinanti, davvero.

Ma quando guardo un cielo stellato riesco a guardarlo con la pancia, con il cuore, con i sensi, riesco ad immaginare di essere lassù, come il Piccolo Principe, e navigare tra galassie, pianeti, nebulose e stelle, tra milioni di stelle.
E penso che ho una rosa a casa mia che è la Terra. La sera, prima di addormentarmi penso spesso alle stelle, ne ho alcune appiccicate al muro di fianco al mio letto: sono luminose, si caricano di giorno con la luce.
Per me le stelle sono stelle e basta, sono misteriosi punti di luce pieni di magia, terre di brillantini oppure sono luce che filtra attraverso il manto bucherellato della notte densa per farci capire che oltre, c’è luce e luce luce.
O per ricordarci che c’è una seconda parte di noi, lassù, che aspetta noi. Quando sto per addormentarmi, spesso penso che durante magari, durante il sonno, raggiungo ogni volta l’altra parte di me, quella che si trova là, proprio tra le stelle.

Quando vedo un fiore è un fiore, una meraviglia della Natura. Può essere simile a me, come lo è un Iris: ha petali che proteggono profondità delicate e scure, contiene qualcosa di speciale. Non vedo cellule, ma cerco e trovo la relazione con le persone, con l’anima di chi lo ha coltivato, la cura che gli ha dedicato, la delicatezza di quelle mani che gli hanno permesso di fiorire, di esistere, di propagarsi anche. Penso al legame.

Trovo la relazione con il corpo umano che lo ricorda o che gli somiglia, oppure con la musica che può evocare: un margherita evoca una melodia allegra, una rosa rossa un requiem,  per me, una melodia greve, triste, solenne.
E’ soggettivo, tutto passa attraverso il filtro delle sensazioni che giocano con le associazioni.  E tutto è cucito da quel filo invisibile che lega le cose della terra con quelle del cielo.

Buona notte a tutti, buone stelle.

8 pensieri riguardo “L’IRIS DI PABLO E QUELLO DI RICHARD

  1. Anche se Feynman è sicuramente un grande scienziato dimostra, a mio modesto avviso di costruttore d'astronavi a pedali, di non aver capito un beneamato piffero di cosa sia la poesia (scusa l'espressione poco poetica). E il poeta, amico di Feynman, dimostra di non aver capito un altro piffero (non lo stesso) di cosa sia la scienza.
    Sono entrambi annodati nelle categorie di un razionalismo post-moderno e di un relativismo, a mio avviso, banale.
    Nella posizione di Feynman sembra che Saffo o Euripide, o Catullo, visto che non conoscevano la fisica molecolare o la teoria delle stringhe…fossero limitati nella loro percezione del bello. Viceversa nella visione del poetastro amico dello scienziato, sembra che la scienza sia solo analisi sperimentazione e frammentazione. Due criteri orribili, illuministici (per il sottoscritto pleiadiano illuminismo= decadenza mortale) che hanno portato al mondo schizofrenico in cui viviamo.
    Resta il fatto che la foto… dell'iris vaginalis è stupenda, e perfino divertente.
    E' scientificamente poetica sia che ne percepiamo la fotosintesi clorofilliana come che ce ne freghiamo alla grande, e ne contempliamo i colori. O no?

  2. celeste sloggata

    Attraverso il tuo commento, Pieffe, mi sono resa conto di aver omesso che, colui che parla di Freyman non è un poeta, bensì un ricercatore di scienze matematiche, fisiche e naturali, Dario Bressanini insomma scienziato pure lui.

    Il punto comunque rimane lo stesso: la conoscenza toglie magia, stupore, ovvero toglie alla bellezza oppure può perfino essere valore aggiunto?

    Io la trovo una domanda interessante.
    Come ho scritto in fondo al pezzo riportato, io credo che si possa godere della magia pur possedendo la conoscenza. Dipende, secondo me, da cio' che "si usa" : se la mente o il  cuore.

    Io credo che sappiamo farlo sia con l'uno che con l'altro, senza che l'uno influenzi l'altro. E' questione di sensibilità forse, di coinvolgimento, di presenza di sensi, di abbandono. Di momento, di circostanza.

    Sapere che il sole non è vero che si scioglie dentro il mare al tramonto, a me non toglie mai il pensiero che ciò avviene davvero, ogni volta che lo vedo. Forse sono un po' infantile, ma tant'è.

    Si puà vivere tutta la magia di una notte di stelle pur conoscendone la composizione, le distanze, il moto … e sentirsi felici perchè in quel momento sono stelle. Stelle e basta. Tutto il resto non c'entra, in quel momento, in quella notte.

    Sapere che è un processo chimico, una liberazione di ormoni feromoni ecc  a provocare il piacere, non rende meno intenso quel piacere, nè meno speciale, nè gli toglie stupore sorpresa, bellezza, benessere, felcitià.

    In ultimo: sì, l'iris è bellissimo, contiene semi, capacità riproduttive, fa cose straordinarie con la luce, la linfa la clorofilla la fotosintesi…  Ma resta seducente, piacevole al tatto .. inebriante. Se il momento è giusto.

    celeste
     

  3. Qualcuno che gira da queste parti mi ha spiegato che c'è un punto magico, un punto di equlibrio in tutte le manifestazioni del creato. In quel punto natura, scienza, poesia, arte  si incontrano, si amalgamo perfettamente.

    Forse quel punto è da ricercare, forse capita di incontrarlo , forse basta avere occhi per udire e orecchie per vedere .

    Buon anno e stanotte sogni d'oro a tutti, quelli che ognuno pensa siano quelli giusti per lui.
    Un bacio. Pinuccia 

  4. Ciao Pinuccia
    interessante il tuo commento, e molto profondo.
    Il punto è quello perfetto, un punto di convergenza.
    Perchè siamo anche mente, siamo anche conoscenza e storia, siamo intelligenza e siamo pelle, siamo istinto, e anche follia.
    "Occhi per per udire, orecchie per vedere" è bellissima, e comprenderebbe quindi "pelle per sentire"
    In quel punto forse si respira il senso della vita, e forse si percepisce tutto cio' di cui siamo fatti magari anche solo per un attimo.
    Un bacio. Grazie
     

  5. Auguro a tutti gli amici di Controluce di ritrovare il punto di convergenza che crea l'equilibrio, la pietra da squadrare, la porticina che si apre verso l'interno e la chiave che la apre. Insomma, vi auguro di… ritrovarvi, che è insieme una salvezza e una dannazione.
    Pensieri affettuosi dal davanzale, da una gatta svitata, da Zar Zigulì e dalla lucertola.

    Auguri miaaaoooooooo!!

  6. Alla gatta che si spaccia come svitata ma forse ha solo bevuto un po' di succo di ramarro (in famiglia vanta zie maghe, che a quelle del Macbeth le fanno un baffo)

    A Zar Ziguli' sua Certosinità e alla lucertola che ormai è stata adottata dalla coppia che le ha ceduto in comodato gratuito il 33.33333% periodico – del davanzale, un caro saluto da un altro davanzale che si affaccia sulla casa dei tre cagnolini Full Paco e Pepe, che lasciano qui il loro "best wishes".. Ehmm scusate, sono inglesi.
    E in linguaggio universale aggiungono
    Bauuuuuuuuuuuuuuuu

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