SPUNTI DI VISTA

E’ la “speranza” una creatura alata
che si annida nell’anima
e canta melodie senza parole
senza smettere mai
(…)
(Emily Dickinson)

La speranza è il peggiore tra i mali, poiché prolunga i tormenti degli uomini.
(Friedrich Nietzsche)

La speranza è un sogno ad occhi aperti
(Aristotele)

20 pensieri riguardo “SPUNTI DI VISTA

  1. Io i progetti ce li ho … non so se sono quelli di Mafalda ma credo che basta cercarli dentro se stessi e come cambiare il mondo si trova :o)

    Un sorriso (di speranza e non solo) 🙂

  2. Bisogna imparare ad aspettare. Cosi' come si impara a creare.
    Seminare pazientemente il grano, annaffiare assiduamente la terra che lo ricopre e concedere alle piante i loro tempi.
    Non si puo' ingannare una pianta come non si puo' ingannare la storia, ma si puo' annaffiarla.
    Pazientemente, tutti i giorni.

    V. Hevel

  3. Concordo sir biss.
    Si deve saper aspettare con pazienza che i tempi siano propizi, senza adagiarci nell'attesa. Se no si finisce di aspettare Godot.
    Bacio sottozero
    Pinuccia

  4. Sarà che ho smesso ora di spalare la neve (beh, in effetti meglio la neve che… altro). Sarà che venerdì c'ho messo 4 ore e mezzo per fare 7 km di ritorno a casa. Che non sarebbe nemmeno tragico, diciamo che capita, ma sarà anche che oggi ho sentito che il nostro beneamato Sindaco ha scritto sulla sua pagina di Facebook, (si. Perchè il canale istituzionale del Comune di Firenze per informare la cittadinanza è la pagina del sindaco su Facebook. Non lo sapevate? Beh, sapevatelo allora. E poi ci si lamenta delle crisi extraparlamentari?? Roba da ragazzi…) che le strade di Firenze, proprio venerdì sera, erano gà tornate alla normalità (!!!). Che gli fai a uno così? Cosa? La verità è, vero o falso che sia il famoso documento inviato al Gran Capo di Washington, che ha ragione il Gran Capo Seattle:
    "L'uomo bianco non sembra notare l'aria che respira. Come un uomo in agonia da molti giorni egli è insensibile alla puzza".
    La verità è che questa gente "Puzza", fa senso stargli a meno di tre passi. Ma spesso ci siamo talmente abituati che non lo sentiamo più.

    Quanto sopra mi porta a concludere quanto segue:
    1) ha ragione Nietzsche (in effetti con un nome così, tanto ottimista non poteva venire, il ragazzo).
    2) ha ragione anche Aristotele, in quanto in effetti dà ragione al ragazzo di prima.
    3) ha ragione anche PF: non ci resta che l'Esperanza D'Escobar.
    Riccardo Spalatore

  5. Gajardo sto Spalatore fiorentino!!
    E noi a Roma, che di neve ce ne abbiamo poca, di quell'altra cosa a cui alludevano gli Indiani d'America, ne abbiamo invece a tonnellate, e…ce ne intendiamo.
    Per questo, oltre al bambino napoletano che scriveva "io speriamo che me la cavo" ci resta solo quell'altra "esperanza" a cui alludevo prima. Non solleva l'animo da tutti i problemi, ma da qualcuno si.
    Uhm: Mi sa che siamo un po' disfattisti.
    Pieffe

  6. Mi allontano un attimo e mi trovo un blog quasi a luci rosse.
    E due ingegneri trasformati in spalatori anche se di materiali differenti ma è solo questione di casualità avendo entrambe le città le medesime … piaghe.

    Tanto per restare in tema con il post e i successivi interventi aggiungerei che chi vive sperando… ehmmm.. si sa come muore. E questo vale anche per la signora madrilena da voi citata.
    Morale: ehmmm  ,,,  spaliamo, no?

    Agli ospiti seri (Marinz SirBiss e Pinuccia)
    Io pur essendo capra (nata 23 dicembre, capricorno.. saturno… presente? perseveranza e pesantezza  – piombo – una noia e una fatica che non vi dico- ) devo avere l'ascendete in leprotto perchè di pazienza mica ne ho tanta. Di conseguenza mi sa nemmeno troppa speranza. Infatti ho comperato un pigiamino con una scirtta: Carpe Diem. Non dovevo?

  7. Riflettevo sul sindaco che informa i suoi cittadini tramite Facebook.
    e pensavo che:
    viviamo un un paese dove alcuni delinquenti truffatori millantatori vengono arrestati grazie al Gabibbo, dove si organizzano gite turistiche con colazione al sacco compreso nel prezzo ad Avetrana (sconti a comitive?)
    Insomma un circo.

    Il sindaco dopo il face to face con il capo (ed è venuto giù il finimondo) ha provato con  il face-book,  che è very cool..

  8. Mi permetto solo un aggiunta, in sul calar della sera: se seguita così, più che facebook, mi sa che sia più probabile un book in the face.
    Ma siccome "ogni salmo finisce in Gloria" , cari Pieffe, Celeste & Co. , "a noi la pala".
    Scusate, c'ho un po' di bile da smaltire.
    R

  9. Caro spalatore fiorentino, si ripete in certi ambienti che si dovrebbe vedere sempre il lato bello delle cose: spalare neve, ad esempio,  fa retrò, fa ripombare nel bel passato dove tutti  si volevano bene, e altre amenità del genere.
    Le cose non stanno così ovviamente. Diciamo che c'è anche questa possibilità. 
    La neve la considero piacevole solo in montagna, solo quando c'è la possibilità di far fare il lavoro pesante agli altri, non quando ci si trova per forza a subirne le conseguenza spiacevoli, quali apputo lo spalamento ( si dice? ).
    Facciamo che rottamiamo i rottamatori?
    E allora perchè non  organizziamo una gita a Madrid dove gli ometti troveranno la loro Esperancia e noi femminucce qualche Esperancio?
    Buona giornata, buona settimana pre- natalizia a tutti.
    Pinuccia

  10. Cari spalatori, stavolta anche la gatta del davanzale, in trasferta umbra, si è messa a far palle di neve con la lucertola, mentre Zar Zigulì era addetto alla pala!. 
    Capisco la rabbia del nostro tosco spalatore, purtroppo in questa società dove la comunicazione è politically correct è più importante essere su Face book che far funzionare le strutture delle emergenze, nella pia illusione che se su quell'infernale social network (nome odioso) ti dico che non nevica magarii ti convinco a uscire in costume…e a volte, sigh, funziona!!!

    fusa nevose e piovose.

  11. Bel tema ha sollevato Petula
    C'è chi attraverso programmi dI condizionamenti di massa ovvero veri e propri lavaggi di cervello – tabula rasa sulla memoria e su tutto il resto – ottiene risultati incredibili. Ogni volta che sento di casi di persone disconnesse letteralmente dal mondo, e anche da se stesse, rabbrividisco.
    Davvero esistono guru che riescono a farti sentire freddo a 40 gradi e caldo a -25…. Ahinoi, facendo leva sulla debolezza umana, sul bisogno di amore, sulle solitudini, insomma laddove l'individuo è vulnerabile e fragile.
    Non mi stupirei se anche facebook fosse anche utlizzato per questi plagi.

    Ripeto il mio pensiero di sempre: facebbok non è il demonio, come non lo è l'web, come non lo è la TV. Ma ottimi veicoli di sicuro. Come lo sono anche di altro, di positivo e bello.

    Allora? bè allora ci vuole educazione e cultura delle cose vere. Come, ad esempio, perchpè no,  spalare la neve.
    Mi diceva un giorno Marinz (posso raccontarlo, vero Marinz?) che accompagna spesso adoloscenti in montagna, che alcuni di loro non hanno mai provato a spaccare la legna, non hanno mai messo piede in una malga, non hanno mai visto un fienile o un filare di uva.  E si divertono, stanno bene. Imparano aspetti della vita che per molti sono normali per altri sono… cose quasi da fantascienza.
    Ma dove cazzo sono i genitori?

  12. Cara Pinuccia. Non c'è verso, non si scappa mai. Ogni medaglia ha il suo rovescio. Inutile dibattersi nei j'accuse, inutile fare i manichei. Più urliamo le nostre ragioni, più forza prende, inevitabilmente, l'aspetto opposto. Spesso si rasenta il ridicolo, data l'evidenza della situazione.
    Hai una ragione limpida e cristallina. Infatti io ragionavo di pala, ma domenica mattina mi sono preso il mio canino Ulisse e sono andato a giro per le colline dove c'è casa mia. Stavo per dire "ovviamente tutto era bloccato", ma non era quella l'aria: c'era silenzio, c'era un sacco di gente a piedi, che s'era andata a prendere il giornale, che portava i bimbi a fare un giro, che, come me, era fuori col cane. E c'erano tanti più sorrisi rispetto ad un giorno normale, seppur domenica. Oh, sto solo constatando quello che ho osservato. Dubito come te che "tutti si volessero più bene", ma c'era un'altra aria, …come una liberazione.

    Rottamatore. Che risate. Anche da queste battute, da questi piccoli dettagli, si capisce che qualcosa manca. Ma che l'ha mai provato lui a fare il serio mestiere e rispettabile del rottamatore? Per rottamare, bisogna saperlo fare. E quello che si ottiene da questo umile e prezioso lavoro sono risorse, pure e semplici. Invece per certa gente, "rottamare" è semplicemente sinonimo di "buttare via". Vogliamo fare un po' di marketing mediatico? Per uno che predica il "nuovo", a mio parere, questa battuta è proprio sinonimo di "vecchio".
    Riguardo al tema sollevato da Petula, poi che dire? Ormai "fare bene il proprio mestiere" non è più motivo di vanto, non porta gloria; in effetti è sinonimo di pedanteria, di noia… è qualcosa che piuttosto fa un po' senso, come quando si deve maneggiare qualcosa di non proprio pulito, che lo prendi tra due diti tenendolo lontano dal naso e dalla vista. Succedono i casini con la neve? Si affoga Napoli nella munnezza? Evabè, qualcosa s'inventerà al momento, non ti preoccupare. L'importante è esserci, farsi vedere. E assolutamente repellenti ad ogni macchia. L'abbozzo subito perchè mi annoio da me a parlarne. Posso solo aggiungere, per finire, che gente disposta a mollare decine di migliaia d'euri alla Vanna Marchi di turno ce n'è sempre stata e, purtroppo, sempre ce ne sarà…
    R

  13. Riccardo ha notato una cosa straordinaria: proprio perché c'era la neve la gente era costretta a non aver fretta.
    Un effetto positivo c'è stato. La frase "non ho tempo" in questi casi diventa priva di senso: perché sei costretto ad averlo, il tempo.
    E poi che ognuno rottami un po' quel che gli pare. L'importante è che abbia anche il coraggio di rottamare se stesso. E questo credo che sia un passo assai più difficile.

  14. rottami e monnezza

    Walli-e è unico abitante sulla Terra abbandonata perchè diventata ormai un pianeta pieno di immondizie, altamente inquinato insomma invivibile più che inospitale.
    Lui è l'ultimo della sua specie incaricato di ripulire il pianeta, e lo fa, lo fa ininterrottamente.
    Gli uomini molti e molti anni prima sono migrati in un altro pianeta, dove la vita è cosi "evoluta" tanto che gli uomini non hanno bisogno nemmeno di alzarsi dalle proprie sedie: tutto è automatizzato, comodo e nessuno deve fare proprio niente tant'è che tutti sono obesi, incapaci di camminare e fanno tutto ma proprio tutto sdraiati sulle loro grandi poltrone.
    Viene inviata sulla terra inquinata Eve, una robottina dai grandi occhioni blu' la quale riporta la prova che … sulla terra è ancora possibile la vita…. Non aggiungo altro perchè è una storia meravigliosa e ogni mio racconto potrebbe svilirla.
    Avrei potuto parlarne solo qui, in Controluce, dato che di questa storia sono piuttosto gelosa.

    Un'anticipazione, per chi volesse vedere il film.

  15. E dopo Firenze con la neve e spalatori improvvisati e rottami da rottamare ecc, signori e signore ecco a voi Milano, Piazza Duomo, Natale 2010.

    Cio' che vedete attorno all'albero è un immenso temponareo store di Tiffany, la famosa gioielleria, alla quale evidentemente non bastava Via della Spiga.
    Vi assicuro che è enorme, costituito di cubotti infiocchettati a mimare pacchetti di differente misura con tanto di fioccone in cima, e naturalmente tutti del colore tipico di Tiffany, che è un verde-acqua-turchese che in piazza Duomo, tra le altre cose, si accosta come le barbabietole al cappuccino.

    Evidentemente, visto che gli scorsi Natali il negozio di Via Spiga non riusciva a soddisfare le richieste dei propri clienti (mediamente 4 ore di file con tanto di commesso che offriva il caffè agli astanti – giuro, ho le prove) hanno pensato di usare la piazza del Duomo. E' tanto grande!
    Complimenti alla nostra amministrazione. Di cuore.

    Altra notizia: un paio di settimane fa attraversavo la Galleria per andare a Hoepli che sta di fianco a Piazza della Scala ed era appena accaduto quanto segue: una signora anziana si è presa direttamente sulla testa un enorme cuore che penzolava, appeso ad altri cuori penzolanti a mo' di grappolo dal centro della cupola della Galleria Vittorio Emanuele. Ovviamente l'allestimento era "offerto" .In questo caso da Swarosky. Non avevano previsto una giornata di vento.
    Ho visto il cuore (un metro e mezzo di diametro) infranto, sul pavimento, la Galleria transennata per tre quarti oltre polizia soccorritori ecc.

    Esco dalla Galleria  e sbuco in Piazza Duomo..  Ecco…

  16. Pieffe
    E'  vero, Riccardo ha notato una cosa straordinaria, il sorriso delle persone in una giornata "diversa" dove, proprio a causa del disagio, ognuno si sentiva forse meno in colpa a girottolare senza aver per forza fretta, per la città innevata.
    La gente sorrideva di più rispetto ad un giorno normale.
    Una delicata osservazione che dice anche altro, molto altro.
    E poi il Silenzio.
    In una città caotica, perennemente congestionata dal traffico qual è Firenze la gente camminava nella neve, c'era il Silenzio che sa dare la neve, e sorrideva.
    Io non l'ho mai vista Firenze con la neve ma adesso un pochino sì.

  17. Vi e' mai capitato, di notte, di 'sentire' la neve che cadeva?
    Da piccola mi svegliavo e, ancora prima di correre alla finestra, sapevo che stava nevicando.
    La neve ha il potere di rendere tutto piu' calmo e dolce.
    Il bianco infonde serenita' e quando lo respiri sembra tutto piu' leggero.

    Peccato, pero', che poi devi prendere la macchina e uscire… ma questa e' un'altra storia.
    Buona serata a tutti

  18. Certo che sì.
    La neve la senti proprio perchè non senti.
    O, se preferiamo, si sente il silenzio.
    Inoltre, basta che l'imposta alla finestra non sia chiusa del tutto, per vedere la luce.
    La luce della neve non somglia a nessun'altra luce.
    E' una luce diversa, una luce vera, come la luce del sole, ma a differenza di questa, è una luce che non reca ombra.
    E' solo semplicemente luce, senza un punto, senza una fonte.
    E' questa la magia di quella luce.
    E' luce e basta.

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