BACI


Francesco Hayez,  Il bacio 

L’ho rivisto alla Pinacoteca di Brera un po’ di mesi fa con Marco,un amico che da parecchi anni vive a Boston. Si vede che ci voleva Marco in visita in Italia per tornare alla Pinacoteca dopo un tempo infinito.

Tra i dipinti che conosco e ricordo e che amo, è uno dei miei preferiti. Il mio pittore prediletto resta sempre Van Gogh, non lo tradirò mai, credo.  Però ho sempre associato il bacio a questa immagine: quando penso ad un bacio, essa riveste quel pensiero come un velo.

Lo trovo di una bellezza e di una fisicità potenti: la passione sembra uscire dalla tela e abbracciare, scaldare. Trasmettersi attraverso un linguaggio misterioso e segreto.

La gamba del cavaliere sembra accogliere i fianchi della dama in un gesto di possesso ma anche di protezione, forse nei confronti di qualche intrusione che le ombre sulle pareti più distanti possono far intuire come possibile.

E poi la mano di lui sul viso di lei,  a sottolinere un desiderio forte e denso, reso anche più marcato dall’assenza dei volti: non sono necessari, infatti: il dipinto si esprime attraverso il corpo, la postura delle figure.

Il corpo della donna disegna un arco come per adeguarsi a quello di lui, assecondarlo, accoglierlo in una convessità tutta femminile, delicata e potente al contempo, fiduciosa ma anche rassicurante.

Un quadro bello. Come un bacio. Appunto.

16 pensieri riguardo “BACI

  1. 'Sta storia del bacio come "parentesi rosa" mi ha sempre innervosito.
    Innervosito perché, così come "signora mia", non ci sono più "le mezze stagioni",  così anche le parentesi rosa sono andate a farsi benedire.
    Ci sono le parentesi rosse, un po hard, e poi ci sono quelle nere, un po' horror, e poi ci sono quelle in bianco.
    Ma il bacio per se stesso, solo il bacio, nella sua delicatezza, nel suo profumo, senza una necessaria… trombata conclusiva è… scomparso.
    Nel quadro di Hayez ci sono almeno una mezza dozzina di parametri simbolici, espressi attraverso i colori, i vestiti, e l'ambiente.
    Tutto allude con sottigliezza e raffinatezza erotica: e con delicatezza, porcaccia miseria!!!
    Delicatezza: ma cos'è?
    Pieffe

  2. Come hai ragione.
    Gli uomini (quasi tutti) vedono il bacio come un preludio a qualcosa di piu' 'sostanzioso'.
    Che bello invece il bacio, lungo, breve, tenero o sensuale, che ti lascia in bocca  e nella testa il 'suo' sapore.
    Non esiste  piu' il romanticismo.  Ma e' mai esistito?

  3. Non credo sia scomparso il bacio "senza trombata conclusiva" anche se il bacio può essere (anche) ciò che precede (anche) qualcosa di diverso di una trombata, cioè il fare l'amore.

    Per quanto mi riguarda ho un paio di baci custoditi in luoghi più profondi rispetto ad altro.

    Il bacio avviene se c'è già qualcosa di speciale tra due persone ed è quello che determina se oltre ci puo' essere altro o meno.
    Ho sentito persone che hanno fatto l'amore (o sesso) senza riuscire a scambiarsi un bacio.

    Per dire che c'è molta più intimità di un bacio che in un ogni altro rapporto.

  4. Anch'io ho qualche bacio speciale di cui ricordo il sapore.
    Purtroppo, anche qualche bacio sgradevole e sgradito che vorrei dimenticare.
    Hai ragione. Baciare e'dare un po' di se' all'altro. E se questo passaggio non avviene in quel momento,  non avverra' mai.

  5. E' vero,
    un bacio puo' essere anche una chiave: apre altro oppure pone una chiusura ad altro, e per sempre.
    Ma anche quando un contatto si esaurisce con un bacio, a volte non resta nulla di "incompleto".
    Ci si danno delle cose straordinarie, attraverso un bacio.

  6. Ehi Celeste arrivo di qui e trovo il mio quadro preferito in primo piano… mi vuoi far prendere un colpo? :o)

    Ho scritto anche io, forse due volte, di questo quadro che mi ha sempre lasciato affascinato dai colori e dalla luce… e mi piacerebbe approfondire la simbologia indicata da PF.

    E cmq il romanticismo esiste ma la società lo nasconde dietro alle nudità che attirano di più rispetto alla bellezza di un bacio dato e poi "scappato" via

    un sorriso 🙂

  7. La cosa che mi salta agli occhi è che lui è un "uomo" e lei una "donna". Lui è preso dalle cose del mondo, il piede sullo scalino fa pensare a una sosta che lo coglie all'improvviso, mentre si sta accingendo a muovirsi oltre con un attivismo tutto maschile. Ma nel mentre si accinge a partire vi è qualcosa che lo coglie di sorpresa,  uno stupore che lo immobilizza, un intimo messaggio insinuatosi nel sapore delle labbra di lei.
    Lei, che apparentemente, con il corpo piegato, sembra sorreggere questo bacio virile,  in realtà lo sta trattenendo con il suo braccio sulla spalla e con l'incantesimo dello stupore che ha saputo suscitare. 
    Un femminilemorbdo e incantatorio che trova la sua controparte nella potenza virile e  avvince l'uomo nell'eterno gioco dell'amore.

  8. Hayez nasce in un periodo in cui di simboli ne capivano ancora parecchio, e poi frequentò un sacco di gente molto preparata in Accademia. E poi fece dei nudi straordinari. Le sue modelle erano di una bellezza sconvolgente.
    Per quanto riguarda il "bacio" già i colori degli abiti degli amanti sono in corrispondenza di aria, acqua, terra e fuoco. Le piume sul cappello (lo spirito); la scala (l'ascesi, ma anche il rapporto erotico che si sta svolgendo). L'antro scuro a sinistra (la porta il passaggio da uno stato all'altro dell'essere). Beh…ce ne è abbastanza. 
    Pieffe

  9. Bellissimi i vostri interventi: ognuno ha espresso il proprio modo di leggere un quadro. La gatta una lettura tutta femminile e Pieffe una sapiente.
    Marinz
    Ricordo di un tuo post di un po' di tempo fa, dove parlavi del bacio.
    Mi fa piacere averti quasi fatto prendere un colpo.
    Condivido il pensiero sulla luce: sull'abito e sui muri hanno un ruolo importante nel dipinto e gli conferiscono vitalità, contribuiscono a infondere calore.

    Cloff sbigottito: non so ancora se è un complimento oppure no: ci devo pensare 

    Un saluto e un grazie a Briciola. Benvenuto.

  10. eh eh

    poco visivo come sono, ma forse per compensazione sensibile alle parole mi sono fermato alle parole dei titoli dei post, che fra il presente e il precedente suonano abbastanza irridenti, cosa che trovo divertente. 

    in merito al quadro spero per la piacente signora che il tipo in calzamaglia non si chiami hannibal, sebbene esistano affinità notevoli e noti nessi fra una passione (di cappellopiumato) e l'altra (di hannibal)

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